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3. RUN

//canzoni per il capitolo//

Let her go - passenger

Goodbye my lover - James Blunt

Ti prego, fa che quello che io sto vedendo non sia reale, fa che sia tutto un brutto incubo e che poi mi risveglierò tra le braccia di mia madre con il suo profumo che invade le mie narici...

"Mamma!" sussurro ancora sconvolta da quella scena che mi si presenta davanti.

Non reagisce mi fissa come se fossi un'estranea, come se non mi avesse mai vista.

Si alza in piedi con quegli occhi neri, così scuri da far mettere i brividi a chiunque e mi squadra da capo a piedi, fa una faccia disgustata come per dire <fai schifo, ragazza>.

Sento che sto per svenire, che sto per mollare tutto, persino la donna che mi ha creata.

Vorrei non essere mai venuta qui, ora starei a casa magari a magiare di popcorn con Light, sarei a casa, non con dei Nexler che mi tortureranno per il resto della mia vita.

"Mamma, ti prego, dì qualcosa" la scongiuro mentre lacrime amare mi scorrono lentamente sul mio volto.

Questa mia frase la fa reagire subito: mi prende per la maglia e dopo avermi avvicinata alle sbarre della prigione, le sue mani vanno dritte al mio collo stringendolo sempre di più fino a non farmi più respirare.

Sto per perdere i sensi, fino a quando la guardia interviene ficcando le unghie nella carnagione pallida del braccio di mia madre. Lei si stacca subito e si rimette a sedere, come se lo facessero sempre, come se fosse una cosa naturale per farla smettere di farle fare qualcosa.

"Cosa significa?" chiedo alla guardia dandogli le spalle fissando la donna che mi ha messo al mondo

"Se la volevi ancora... Ehm... Viva, l'abbiamo trasformata in Uniflex, ovvero, una persona più cattiva di prima. L'abbiamo fatta resuscitare, ma ogni volta che lo facciamo, le persone non riconoscono nessuno, non amano e non hanno sentimenti. Hanno gli occhi scuri da mettere i brividi e sono tutti così" balbetta intimorito dalla mia reazione

La prima cosa che mi viene da fare è piangere, ma ora come ora, mi verrebbe da spaccare tutto, di distruggere finchè non diviene polvere.

Non reagisco, sono ancora sotto shock e devo elaborare ciò che è appena successo,

I miei occhi sono puntati su quelli della guardia cercando di non disintegrarlo con i miei occhi che stanno cambiando colore e, ora come prima, mi procurano un leggero un po' di bruciore.

Mi portano in una stanza e mi chiudono a chiave e da li mi lascio andare, piangendo.

***

Okay, devo trovare il modo di uscire da qui, prima che i miei poteri si rafforzino.

Cerco di utilizzare i miei poteri all'interno della gabbia, ma non ci riesco, a quanto pare è una galera dove i poteri non possono essere utilizzati.

Perfetto...

Io non posso morire così, sarebbe una presa in giro e dopo si girerà la voce che io sono debole, ma io sono tutt altro che fragile.

La gabbia si apre facendo vedere il volto della guardia di ieri.

"Allora, Fire, hai già fatto amicizia con tutti gli insetti viscidi che ci sono qui dentro?" chiede

"No, non ancora, ma tu potresti essere il primo... Perciò, piacere"rispondo porgendogli la mano

Ci guardiamo negli occhi con aria di sfida per istanti che sembrano infiniti, ma nessuno sembra voler perdere il contatto visivo.

"Comunque è l'ora degli esperimenti" dice distogliendo lo sguardo.

"Bene" dico cercando di essere più tranquilla possibile.

Mi fa uscire dalla gabbia, saliamo le scale e andiamo dentro la porta di ieri.

Mi siedo sulla sedia e subito iniziano a farmi fare esperimenti, sul braccio, ma non sento dolore, non sento niente.

Il potere del Guaritore!!

Le ferite spariscono subito come se venissero spazzate via, ma nessuno sembra accorgersene, per fortuna.

Continuano a posizionare aghi, coltelli, siringhe, di tutto e di più, ma non sento dolore, niente di niente, è come se mi stessero facendo solo solletico.

Quando hanno finito sorridono soddisfatti e io, da grande cattivona che sono, ricambio con un sopracciglio alzato come per dire <tutto qui?>.

Mi riportano in prigione e da li penso alla fuga.

Ci mancano solo due giorni e poi loro potranno diventare padroni dei miei poteri, non posso permetterlo, sono una delle cacciatrici più potenti di tutto il Castello, non posso perdere i miei poteri per aver fato una sciocchezza come questa.

Cerco di creare una palla di fuoco come ho fatto ieri, ma non ci riesco perchè viene subito consumata, si frantuma diventando cenere e mi magia tutte le energie come se fosse una cosa da milioni di dollari costruire una palla che poi viene distrutta.

Se provassi a usare tutti i poteri insieme?

Mi impegno a utilizzare il fuoco, il vento, l'aria. Tutti i poteri che ho, e ci riesco, le sbarre, appena creo la palla con tutto quello che posso, le sbarre della gabbia, si spalancano.

Esco subito e cerco di trovare un camerino con le tute che hanno tutte le guardie dell'Inferno, lo trovo quasi immediatamente e metto lo strano abbigliamento che portano tutti.

Metto il berretto e abbasso la testa per non farmi riconoscere e cerco l'uscita con gli occhi fissi sul pavimento.

Esco dal castello, ma appena sono ai cancelli qualcosa mi blocca.

Davanti a me ho una scena che non avrei mai dovuto vedere.

Vorrei volare via ora.

Mia madre con le sue ali grigie, su una pietra, con l'uomo maschera davanti che le trafigge il cuore.

Corro subito li, non me ne frega niente se mi prendono e mi rimettono in prigione per farmi più esperimenti.

"Lasciala!" urlo

"Lasciala!" ripeto alzando di più la voce.

Lui si gira e incontro degli occhi verdi e azzurri, chiarissimi, ha la manica mezza alzata dove tiene il pugnale e vedo il tatuaggio che mi aveva descritto mia madre tanti anni fa, prima che diventasse così, con ali grigie, prive di vita, prive di qualsiasi emozioni.

La persona mi squadra da capo a piedi e poi decide finchè non se ne va.

Non posso fare niente in questo momento, sono paralizzata, sono immobile con gli occhi colmi di lacrime che non riesco a far cadere per paura di dimostrami fragile e debole.

Mi avvicino a mia madre che sembra che abbia preso il suo colore naturale di occhi, ma non è così: cambiano colore da nero al suo verde normale.

"Mamma" sussurro avvicinandomi

"T-tesoro" sussurra tossendo mentre i suoi occhi fanno ancora quel giochetto che cambiano colore

"Tesoro, ti prego sorridimi un'ultima volta" dice

Sorrido, un sorriso falso, ma che nessuno se n'è mai accorto, tutti mi dicono che ho un bel sorriso, ma loro non sanno che non è vero.

Le porgo la mano per guarirla, ma lei mi ferma subito bloccandomi il polso con la sua mano pallida, minuta e piena si rughe che piano piano le stanno venendo.

"Mamma, chi ti ha ucciso?" chiedo

"Occhi verdi, sguardo assassino, gli stessi tatuaggi." dice tossendo

"Mamma, ti prego non te ne andare" la supplico mentre lacrime, bagnano il mio viso.

"Starò bene, ma tu devi scappare, non vendicarmi" dice ancora alzando la mano per accarezzarmi la guancia.

"Mamma, io non voglio che tu te ne vada, con chi starai dopo?" chiedo singhiozzando

"Fire, ascoltami, se tu mi guarirai perderai tutte le tue forze per scappare e se non lo farai, i tuoi poteri si rafforzeranno, e poi se verranno esauriti, loro ti uccideranno, come hanno fatto con tutti gli altri. E se tu mi guarirai, diventerò come prima, un mostro. Amore, scappa, fallo per tutti gli angeli del Castello" dice

Non voglio lasciarla, ma devo farlo, ha ragione devo proteggere di più il Castello e ora che so cosa fanno ai miei simili, devo far prendere precauzioni.

"E ricorda: sii forte, sii potente, usa la tua arma vincente" dice prima di chiudere gli occhi.

È successo un'altra volta, l'ho di nuovo lasciata andare e ora mi sento cosi egoista per aver pensato prima al Castello che a mia madre.

Mi sento malissimo.

Cerco di rincorrere la persona che ha appena ucciso mia madre e la trovo quasi subito.

"Stronzo! Vieni qui!" urlo in preda alla disperazione inseguendolo

Si ferma come se avesse riconosciuto la mia voce, come se mi avesse già conosciuto, magari in una vita precedente.

"Cosa pensavi di fare eh? Hai ucciso mia madre! Tu sarai morto, presto tu sarai in uno di questi alberi con una corda attaccata al collo, hai capito bene?!" chiedo facendolo girare per aver il contatto visivo.

"Volevi che la lasciassi così? In quelle condizioni? Primo o poi qualcuno l'avrebbe dovuto fare. Mi spiace" dice girandosi per andarsene.

Oh no, da me non si scappa così tanto velocemente. Assolutamente!

Lo prendo per polso e gli mollo un pugno destro dove lo fa sputare sangue.

"Fatti fottere" dico guardando quegli occhi che mi sembra di aver già visto.

Ma non do retta alla mia vocina interna che mi dice di aver già visto quegli occhi di ghiaccio e proseguo il mio discorso.

"Sai chi sono io? Fire! Sono Fire Rosie Evans, e io non mi faccio mettere i piedi in testa da nessuno, figuriamoci con un personaggio come te." urlo mentre lacrime calde mi scivolano lentamente sul mio volto pieno di tristezza.

Non riesco a sopportare tutto questo, non credo di farcela.

"Ascoltami ragazzina. Io ti sto lasciando scappare, okay? Dovresti itenerti fortunata e non lamentarti per aver ucciso tua madre, perché fino a pochi giorni fa, tu sapevi solo che era già stata sepolta da secoli. Perciò smettila di fare la bimba e inizia a ragionare: ti sto sto salvando con tutto il tuo popolo, hai capito bene?" sbotta furioso

Annuisco con il volto rivolto verso il basso guardando le mie Nike.

"Allora muoviti!" dice girandosi e lasciando che i suoi passi siano solo il rumore che c'è tra noi.

Mi giro e inizio a correre verso il cancello, uso il Kiluo per stordire le guardie dei cancelli e poi li scavalco andando verso il Castello.

Una parte di me dice che dovevo salvare mia madre invece che il Castello, ma un'altra dice che ho fatto la cosa giusta e che presto sarò un'eroina.

Però vorrei tanto che fosse qui, davanti a me abbracciandomi forte fino a farmi mancare respiro, voglio che sia qui con me a dirmi che tutto questo prima o poi finirà.

Vorrei tanto cose, ma la maggior parte di queste sono impossibili da realizzare.

Mi verrebbe da spaccare tutto fino a quando non diventi cenere, bruciare, urlare.

Devo sfogarmi, devo farlo, non posso tenermi tutto dentro, non posso se no va a finire che esplodo e mi è successo un miliardo di volte e non è stato per niente carino quello che ho detto a Light.

Senza neanche accorgermene con questi pensieri che mi frullano in testa, sono già arrivata ai cancelli d Castello.

Tiro un sospiro di sollievo e busso al campanello sperando che ci sia almeno una guardia che mi apra.

Per fortuna il cancello, dopo aver risposto al citofono, si apre abbastanza da fare entrare il mio corpo minuto.

***

"DOVE DIAMINE ERI?" la voce di mio padre mi risveglia dai miei pensieri

"Sono andata a trovare la mamma" dico senza fare giri di parole

"MI CREDI COSÌ TANTO STUPIDO?" urla ancora

"Papà non urlare, mi fa male la testa" dico massaggiandomi le tempie per dolore

"Comunque mia madre e tua moglie è morta oggi... Cioè era già morta ma l'hanno trasformata in Uniflex e per liberarla da questa <maledizione> l'hanno uccisa" dico cercando di essere più vaga possibile, anche se il rimorso mi sta mangiando viva in questi giorni. Vorrei tanto sotterrarmi per aver commesso uno sbaglio così

Ho sacrificato mia madre al posto della mia vita, come posso farmela passare liscia? COME?

C'è questa sensazione bruttissima che sta divorando il mio piccolo cuore che era già in frantumi, ora chissà, forse sarà cenere, o peggio, cenere della cenere.

Troppi pensieri in un secondo, non riesco veramente a sopportare il fatto di essere stata cosi egoista...

"D-davvero?" chiede con le lacrime agli occhi.

Annuisco cercando che i ricordi non invadano la mia mente.

"Non potevamo farci nulla comunque" dice con la sua solita voce da duro

Per un secondo ho pensato che magari per la prima volta si sarebbe lasciato andare con le lacrime, ma mi sbagliavo, lui è il solito padre iperprotettivo, con una maschera prima di sensibilità.

"Ora va a dormire, Light è già passata?" chiede

Annuisco.

Mi saluta un'ultima volta e mi butto a peso morto sul mio letto che sembra fatto di roccia con il cuscino troppo morbido, iniziando a pensare alla giornata di domani. Il mio compleanno.

Sospiro un'ultima volta e mi addormento.

"Se sei scappata, questo non vuol dire che noi non ti riprenderemo" sussurra qualcuno al mio orecchio

Apro gli occhi e cerco di mettere a fuoco qualcosa intorno a me, ma il buio non mi fa vedere niente, proprio zero.

"Speri di vedermi, credi di scoprire chi sia? Lo credi davvero? Io sono quella persona che resterà al tuo fianco ogni giorno, quindi amami, ma prima o poi mi odierai" sussurra al mio orecchio facendomi rabbrividire

Buio.

Quella sensazione di vuoto che hai dentro sta invadendo il mio corpo con una calma mai vista prima.

Mi sveglio di soprassalto tutta sudata.

Vado subito sotto la doccia e dopo inizio a ragionare sulle parole sussurrate al mio orecchio.

E se quello che ha detto, è vero?

***

"Fire Rosie Evans, vuoi diventare un angelo molto potente del Castello per proteggerlo fino agli ultimi tuoi giorni?" chiede uno del Castello

"Si" dico sicura di me stessa.

Esatto,son qui davanti a tutti ad aspettare che il mio 18 compleanno venga festeggiato regalandomi delle ali, le mie ali.

"Prego" dice indicando il vassoio pieno di acqua fino all'orlo.

Mi passano un coltello per tagliarmi il polso e dopo me lo fanno sgocciolare nell'acqua per vedere se sono puro.

Se cade l'acqua dal vaso, vuol dire che non sono puro, e se invece non succede niente e si macchia solo l'acqua di sangue, vuol dire invece che lo sono.

A me succede una cosa stranissima: cade una goccia, ma resta ferma in aria.

Tutti sembrano essere confusi quanto me.

Non capisco.

"Cosa significa?" chiedo rivolgendomi al signore di fianco a me

"N-non lo so" risponde con voce tremante

Guardo ancora impalata la goccia sospesa in aria e vedo che diventa verde con sfumature azzurre all'interno.

Che cosa sta succedendo?

Piano piano diventa sempre più chiara e si trasforma in vetro che subito dopo cade a terra e si spacca in piccolissimi pezzettini.

Sono tutti con la bocca spalancata, non capisco!

Vado verso il microfono lo impugno e inizio a parlare.

"Se qualcuno dei presenti sa cosa sia successo qualche secondo fa sarebbe pregato di dirlo assolutamente a qualcuno."

Quel ragazzo che mi aveva salvato quando ero svenuta per aver utilizzato per la prima volta, i miei poteri, si alza e se ne va con il suo giubbotto tra le mani.

Scendo gli scalini stando attenta a non inciampare e lo inseguo correndo, cercando di non cadere.

Appena arrivo a un centimetro da lui, gli prendo il polso e lo faccio girare verso di me, sperando che mi ascolti.

"Ragazzo, tu mi devi spiegare cosa è successo!" lo supplico con occhi che implorano una singola spiegazione.

"Mi chiamo Josh, non <ragazzo>" sputa acido imitando la mia voce

"Bene, Josh, ora che so anche il tuo nome, potresti dirmi che cosa sai sul fenomeno che è appena accaduto o devo aspettare ancora molto?" chiedo spazientita

"Io non so niente" fa il finto tonto

"Ti prego" lo supplico con occhi dolci e facendo un po' uscire di più il labbro inferiore per fare la bambina triste

"Sai che con me il labbruccio, non funziona?" chiede riniziando a camminare a passo svelto.

Cerco di stare ai suoi passi, ma sembra che stia facendo la maratona.

"Josh, tu mi devi dire almeno perchè la mia goccia ha fatto così e perchè è stata l'unica che ha avuto questo comportamento" dico

"Prima o poi lo capirai..." dice lasciandomi sulla suspense più totale.

Cosa significa che prima o poi lo scoprirò?

Cosa scoprirò?

Vorrei tanto sapere la risposta alle mie domande, ma purtroppo non tutto è possibile.

Cerco di non pensare a quello che mi ha detto mentre cammino per tornare alla mia festa, risalgo sul palco facendo quegli tre scalini e dopo rivado nella postazione prima.

Senza che i ragazzi del Castello, mi chiedano cosa sia appena successo, c'è già il signore con le mie ali in mano dentro una scatola di vetro.

Come minimo mi copriranno dalle spalle fino alle ginocchia, me le mettono, attaccandole alla pelle della schiena e dopo che perdo per qualche secondo l'equilibrio per la loro pesantezza, cerco di camminarci sopra anche se mi sembra piuttosto difficile dato il mio corpo minuto con questi aggeggi attaccati alla mia pelle.

All'inizio ho una strana sensazione che si espande dentro di me, ma no ci faccio caso e tutti gli invitati insieme a me andiamo fuori per assistere al mio primo volo.

Mi metto in posizione come mi hanno insegnato agli allenamenti e muovo un po' le spalle per allentare la tensione.

Quando mi sento abbastanza pronta, inizio a muovere di poco le ali, ma che hanno preso una bella volata dato che ora sto svolazzando nel cielo sorridendo e sentendomi libera, fino a quando la scena di mia madre mi ritorna in mente e allora perdo un po' l'equilibrio.

Certo, lo perdo di poco, ma mi fa andare a terra inginocchiandomi sulla terra morbida e fresca.

Accarezzo quella poca erba che c'è e raccolgo un fiore bianco. Le ali circondano me stessa e mi fanno sentire protetta, a casa, come se quello fesse un mio rifugio personale.

Annuso il fiore che ho in mano e chiudo gli occhi inspirando il dolce profumo che ha.

Lo metto dietro l'orecchio con anche la ciocca di capelli biondi che ho davanti agli occhi e mi alzo sorridendo tirando un po' le labbra.

Vorrei tanto sorridere per davvero, vorrei tanto regalare un sorriso a qualcuno, ma che ragione ho per sorridere, ora?

Quale?

Mi avvicino alla folla di invitati che mi stanno aspettando a braccia aperte come se fossero rimasti così tutto il tempo da quando sono atterrata sulla terraferma.

"Ehi, tesoro! Sei stata fantastica!" si complimenta mio padre senza guardarmi negli occhi.

Esatto! Lui fa i complimenti senza guardare le persone in faccia, senza dirglielo con sincerità.

A volte penso che se ci fosse stata mia madre qui, lui sarebbe ritornato l'uomo di una volta: quell'uomo che ti sorride sempre e che ti fa i complimenti, dandoteli con sincerità, ma da quando lei non c'è più è cambiato, troppo.

"Grazie" rispondo.

Andiamo verso il capannone dove trovo Light che mi aspetta a braccia aperte con il sorriso stampato sulla faccia.

Le corro incontro e le salto addosso abbracciandola fortissimo, mi è mancata questi tre giorni,, e so che per lei è stata la stessa cosa.

"Mi sei mancata così tanto e mi devi raccontare molte cose" sussurra al mio orecchio.

Sorrido perchè ho capito che fin quando non glielo dirò inizierà a darmi la tortura.

***

"Okay, questo è definitivo, non utilizzerò questi tacchi per il resto della mia vita" affermo buttandomi a peso morto sul letto.

"Sono così terribili?" chiede Light sedendosi a fianco a me.

"Vuoi provarli?" le chiedo svolazzandoglieli in faccia

"Non ci tengo" dice prendendoli dalle mie mani e rimettendole a terra

"Allora, spiegami tutto!" dice guardandomi negli occhi.

Inizio a raccontare, non tralascio neanche un particolare facendo così che lacrime di dolore mi scivolino calde sulle mie guance.

Appena finisco di raccontare, mi abbraccia facendo finta che lei ne capisca qualcosa, come se anche lei avesse visto la propria madre morire davanti ai suoi occhi.

Dopo che ci siamo salutate lei va in camera sua e io intanto mi metto il pigiama addormentandomi quasi subito.

***

Mi alzo di scatto per l'incubo, non ce la faccio più, mi sveglio ormai ogni notte con quella scena in testa, eppure è sempre la stessa...

"Corri, vieni qui, ti proteggo io" urla una voce da lontano

Corro senza esitazioni e mi ritrovo il ragazzo mascherato davanti a me.

Non so cosa fare, ma sopratutto non so cosa farà lui a me.

Mi vuole ancora torturare?

I pensieri vengono interrotti dalla sua voce che dice

"Buttati, ti tengo io"

è così sicuro di se, come se sapesse già cosa fare.

Metto un piede fuori da quel precipizio alto almeno 700 metri se non di più.

Lui viene subito in mio soccorso e mi salva con le sue ali nere, le sue grandi e possenti ali come se lui le sapesse gestire da un bel po' di tempo.

"Ti tengo io" sussurra cingendomi la vita con le sue braccia molto muscolose e grandi.

è come se mi sentissi a casa, come se quello fosse il mio rifugio che conosco già, come se fosse davvero un mio nascondiglio dove potrei venirci ogni volta che ne ho bisogno.

Voliamo sempre più giù fin quando quasi non siamo a terra, ma a una 50 di metri, lui mi molla e mi dice "Sono stato condannato".

Poi buio.

Sono passati quattro giorni dal mio compleanno e sinceramente non è successo niente di niente, proprio quella noia mortale che non si vedeva va settimane, se non mesi.

Di solito, capitano moltissime cose come per esempio attacchi dei Nexler sia da parte nostra o da parte loro.

Ora sono qui, su una panchina, da sola con il telefono tra le mani a messaggiare con Light per vederci per preparare i vestiti di questa sera, una festa al Castello.

Vorrei tanto sapere il perchè di questa festa, ma sembra per festeggiare qualcosa di cui io non so.

Qualcuno si affianca vicino alla mia panchina.

"Ce n'è voluto di tempo, prima che ti facessi rivedere" dico senza voltarmi

"Avevo cose più importanti da fare" risponde

"Allora, perchè non ritorni a quelle cose importanti?" domando

"Fire, scusa, se non te l'ho voluto dire, ma non posso, veramente" dice

"Okay" sospiro.

Vorrei tanto sapere il perchè non me lo vuole dire, ma cerco di contenermi anche se la cosa si fa più complicata quando dice

"Prima o poi lo scoprirai da sola, tranquilla"

Si alza e si pulisce i pantaloni con le mani facendo scendere tutto lo sporco che c'era.

"Ah, già, sta sera c'è una festa al castello, cuoi venire?" chiede

"Con te?" balbetto.

"Si" fa spallucce

"Per me va bene" dico cercando di essere vaga, ma in realtà sono un po' nervosa.

"Okay, alle 8 ti vengo a prendere" dice e poi sento solo i suoi passi allontanarsi sempre di più finchè il silenzio è l'unico rumore che rimane tra di noi.

Si allontana sempre di più e piano piano la sua figura diventa piccolissima fino a diventare invisibile.

Mi avvio verso il dormitorio nella stanza di Light.

Busso e apre di scatto correndo ad abbracciarmi.

"Cos'è questa accoglienza?" chiedo entrando

"Cameron mi ha invitata al ballo di sta sera" esulta

Eh già, lei è follemente innamorata dall'elementare di lui, quindi questo credo sia il giusto momento per iniziare a fare piccoli passi.

"Oh! Sono così contenta per te!" dico

"Già anche io! Comunque il vestito che sei obbligata a mettere non deve essere da suora, chiari?" chiede squadrandomi

"Confermo" dico

Rimane a bocca aperta con le sue palpebre che battono sorprese.

"Uh, giusto! Mi sono dimenticata di dirti che Josh Carter Smith mi ha invitata alla festa!" annuncio e a quel punto la sua mascella cade direttamente per terra.

"Scherzi?! QUEL FIGO CHE HA TUTTO IL DORMITORIO FEMMINILE DIETRO, TI HA CHIESTO DI USCIRE CON LUI?!" urla

"Shh" la rimprovero

"Bene, allora, mettiamoci al lavoro! C'è bisogno di un lavoro da esperti qui" scherza

"Sono così brutta?" chiedo ridendo

"Come ti viene in mente?! Se Josh ti ha invitata alla festa ci sarà un motivo, no?" dice

"Già" sospiro pensierosa

"Non è il momento di farsi traumi mentali, ma di vestirsi, truccarsi e diventare fighe per un figo!" dice facendomi l'occhiolino.

Alzo gli occhi al cielo e rido insieme a lei.

"Va bene iniziamo con questa tortura" dico

Dopo più di due ore sono pronta per il mio appuntamento.

Ritorno nella mia stanza e vado dentro per mettermi i tacchi che mi ero dimenticata.

Dopo due minuti la porta bussa e una strana sensazione di dilegua nel mio stomaco: ansia!

Apro la porta della mia camera e trovo un Josh con pantaloni neri e con una camicia bianca super sexy, con un mazzo di fiori tra le mani.

Sorrido a quella scena che mi si presenta davanti, vorrei tanto scattargli una foto per poi rivederla quando mi sentirò giù.

"Allora? Pronta?" chiede

"Certo" usciamo dal dormitorio e solo ora mi accorgo che le sue ali, non sono bianche, ma sono grige.

"Come mai hai le ali grigi?" chiedo rompendo quell'imbarazzante silenzio che c'era tra noi.

Si irrigidisce e poi si rilassa subito dopo rispondendomi

"Sono figlio di un diavolo e un angelo" dice

"E da che parte stai?" chiedo

"Dalla parte di mia madre, un angelo" risponde

Mi prende la mano e ci avviamo verso la festa dove spero di incontrare al più presto Light.

"Sei bellissima" sussurra facendomi venire i brividi, distraendomi dai miei pensieri.

"Grazie" dico sorridendo.

Arriviamo alla festa dove già sentiamo la musica a pala da 50 metri di distanza e piano piano si avvicina.

Passo dopo passo inizio a sentire ansia e brutti presentimenti, ma non so il perchè, non so cos'ho dentro.

"Tutto okay?" mi chiede Josh guardandomi per analizzarmi.

Annuisco e sorrido falsamente, perchè questa sensazione la sento dentro e non riesco a capire cos'è.

Entriamo nella piccola discoteca e andiamo subito in pista tra le note di una bellissima canzone molto remixata.

Lui mi prende per la vita e io mi giro per fissare quegli occhi color ghiaccio che adoro tanto, ci si può perdere dentro tanto che sono profondi, ci si può nuotare all'interno.

Ad un tratto la canzone di Demi Lovato - Heart Attack inizia partire mentre il mio cuore sta rischiando di esplodere all'interno di me per la nostra vicinanza.

Le nostre labbra si sfiorano dando vita a mille emozioni dentro di me mentre nel mio cuore si ripetono le parole della canzone:

You make me glow,
But I cover up, won't let it show,
So I'm puttin' my defenses up
'Cause I don't wanna fall in love
If I ever did that, I think I'd have a heart attack
I think I'd have a heart attack
I think I'd have a heart attack

La mia mente mi dice di smetterla, ma il cuore mi dice di andare avanti e di fregarmene degli altri.

Quando ci stacchiamo ci sono quegli occhi azzurri che non esprimono nessuna emozione, non felicità o altro, niente!

Cerco di riprendere il fiato dopo averlo trattenuto per più di trenta secondi.

"Te l'ho già detto che sei bellissima?" mi richiede vicino all'orecchio facendolo sfiorare con le labbra.

Mille brividi si estendono nella mia spina dorsale facendomi avere una scarica elettrica, ma cerco di non fargli capire che sono dipendente dal suo semplice tocco.

"Vuoi qualcosa da bere?" dice urlando

"Certo" rispondo e allora lui mi prende la mano e mi trascina vicino al bancone dove ci sono le bibite.

"Cosa vuoi?" mi chiede sorridendo.

"Vodka" rispondo al barman.

"E per lei?" chiede a Josh.

"Lo stesso"risponde.

Il ragazzo dopo due minuti ci porta le bibite ordinate prima e le beviamo tutte in un sorso, o almeno io cerco di farlo, ma il problema è che brucia alla gola come se qualcuno la stesse tagliando.

Appena finiamo il drink andiamo nei divanetti dove ci sono Light, Cameron una ragazza dai capelli rossi e un ragazzo con capelli color nocciola e occhi verdi come lo smeraldo.

"Giorno" dico ridendo

Credo che l'effetto dell'alcool stia facendo effetto.

"Sera" mi corregge la ragazza dai capelli color evidenziatore.

"Come ti pare" sbotto buttandomi a peso morto sul divano vicino a Light che subito mi chiede

"Hai bevuto?"

Annuisco.

"Non lo facevo da tanto tempo e un po' mi mancava, perciò eccomi qui" dico

"Fire, tu non reggi l'alcool" mi avvisa

"Dai vanne a prendere un po' così mi fai compagnia" ridacchio

"Non ci tengo" afferma.

Sbuffo alzando gli occhi al cielo e altri due coppie si aggiungono al nostro gruppo.

"Non è meglio se ci presentiamo?! Non conosco nessuno!" urlo ridendo

"Okay..." dice Light

"Allora lei è Amy" indica una ragazza con capelli biondi e occhi chiari.

"Adam" indica un ragazzo con capelli color nocciola e gli occhi azzurri come il mare.

"Allison" indica la ragazza con i capelli color evidenziatore.

"Austin" punta il dito su un ragazzo con capelli marroni e occhi verdi.

"Cloe" indica una ragazza

"Ian" punta il dito con la sua unghia rosa sul ragazzo vicino ad Evidenziatore.

"Giochiamo ad obbligo o verità?" chiedo

"Certo" tutti si mettono a sedere sui divanetti e iniziamo il gioco"

"Cloe, obbligo o verità?" chiede Austin

"Mh, credo che sceglierò... Verità" risponde"

"Peccato, avevo in mente un obbligo malefico" sogghigna il castano

"Comunque... Hai mai avuto un fidanzato?" continua

"Si, ma non era niente di serio" risponde

"E come si chiamava?" domanda ancora

"UNA DOMANDA PER VOLTA!" urlo

Austin lancia in aria le mani come segno di resa e continuiamo a giocare.

"Fire, obbligo o verità?" chiede Ian

"Obbligo" rispondo senza esitazioni

"Allora,... Vai da quelle ragazze e digli che sono più nude che vestite insultandole" indica due ragazze bionde che stanno ballando come se non ci fosse un domani.

Mi alzo dal divano rosso sangue e vado barcollando verso le ragazze, cercando di tenere l'equilibrio anche se è difficile per l'alcool che ho bevuto.

Non reggo proprio l'alcool!

Vado li di fronte e mi ritrovo a faccia a faccia con le due pettegole, che mi squadrano da capo a piedi.

"E tu cosa vuoi?" chiede una di loro

"Ragazze, con calma, facciamo una cosa alla volta! Intanto volevo dirvi che siete più nude che vestite" dico e schivo a stento uno schiaffo di una bionda.

"Ferme, non ho ancora finito" dico.

Delle urla ci distraggono dai pensieri, mi volto e vedo Nexler ovunque che cercano di uccidere tutti angeli.

Mi volto intorno, facendo un giro intorno a me stessa, per capire cosa sta succedendo, ma l'unica cosa che vedo è il buio.

Solo buio.

-spazio me-

Capitolo un po' più scorrevole! (e pieno di suspense)...

Scusate se non sono molto attiva, ma non ho niente di pronto e scusate anche se ci sono degli errori grammaticali.

Volevo avvisarvi che il cast CREDO sia completo!!

Poi se devo aggiungere dei personaggi lo farò più avanti!

Al prossimo aggiornamento!!!

Princesses


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