2. TI TROVERÒ SEMPRE
Questo capitolo esprime molto i pensieri di Fire, ma dal prossimo capitolo, ci saranno molti più dialoghi. Spero che non vi fermate a leggere per questi primi capitoli pesanti ma che passate oltre perché dal prossimo, diventerà molto più scorrevole!
Detto questo... Buona lettura😊
Mi sono sempre chiesta dove andassero i morti e dove, sopratutto vivevano.
Hanno delle case?
E se non ce le hanno?
Come vivono?
Tra poco forse lo scoprirò.
Sto preparando il mio zaino con mille cose dentro per andare nell'Inferno.
Sono sempre più agitata.
Forse questa è una scusa per farmi andar lì ed uccidermi lentamente
Forse era solo una balla per trafiggermi con un pugnale.
Chi lo sa...
Metto le ultime cose di sopravvivenza nel mio zainetto e me lo metto sulle spalle.
Scavalco la finestra e inizio a correre sul prato poco fiorito e più verde.
Corro più veloce della luce per salvare mia madre. Voglio assicurarmi che lei stia bene se no non me lo perdonerò mai per essermi cacciata in questi casini.
L'unico problema è attraversare le guardie del Castello ai confini.
Prendo lo spruzzo che stordisce chiamato anche 'Kiluo' e mi avvicino cercando di far meno rumore possibile.
Faccio piccoli passi e appena le guardie si girano, per capire di chi si tratti, iniziò a spruzzare il profumo da tutte le parti.
Le guardie ora sono stese a terra e io inizio a scavalcare i cancelli per poi indirizzarmi verso il bosco.
Le mie gambe non cedono, per paura che mia madre non mangi. Ho paura, ma non di morire, perché se morirei l'ho fatto per cercare di salvare una vita, ma non una vita qualunque, quella di mia madre: la donna che mi ha cresciuto e mi ha insegnato a camminare.
Vorrei tanto scoprire cosa sia successo, anche se l'ho visto con i miei occhi che lei è morta.
Mi ricordo ancora le sue esplicite parole, sussurrate per via del dolore:
"Tesoro, tra pochi istanti io non ci sarò più. Ricordo un'immagine, un'immagine, molto rara. Sul polso sinistro ha un tatuaggio con serpenti con denti appuntiti che sembra che ti stia per mangiare. All'altezza del cuore, non ha quel marchio che tutti hanno, ma ha delle ali. Ali che sembrava un angelo, ma non farti ingannare, quello è un demone. Non vendicarti. Non devi farlo. -tossisce - devi solo dimostrare chi sei e non farti mettere i piedi in testa da nessuno. Devi farti valere, devi mostrare chi sei realmente. Devi sorridere perché quella è l'arma più potente per sconfiggere qualcuno. Tieni tesoro, questa è una lama che può uccidere in un colpo solo, un Nexler. Ti voglio bene, Fire" disse prima di chiudere gli occhi.
Scaccio via il pensiero per paura che possa scoppiare a piangere da un momento all'altro.
Non posso piangere, ora. Devo resistere, devo farlo per mia madre. Per farla sopravvivere. Per salvarla.
Se sempre la trovo, penso.
Spero di si o deluderò tutti, compresa me stessa.
Mi guardo intorno e cerco di capire dove sono.
Eccola, quell'ombra.
Non posso seguirla, la scorsa volta mi ha quasi uccisa.
Ma ovviamente, le mie gambe, come se avessero un proprio autocontrollo, si muovono verso la sua direzione. Va verso un lago, un lago piccolo, a malapena ci stanno venti persone all'interno.
Vado li e l'ombra si butta.
Mi butto?
Prima che possa commettere qualche sciocchezza, immergono una mano per vedere se è una trappola come l'altra volta.
Ma qualcosa mi strattona il polso facendomi così quasi cadere all'interno di esso.
Cerco di resistere, ma la presa è più che salda.
Così dopo cinque secondi sono in acqua con delle scene che mi frullano in testa.
"Mamma! Dov'è il mio libro?" chiedo urlando
"Si, okay, avviserò mia figlia. Quindi crede che abbia dei poteri?... Possiamo venire li?... L'avviseremo." chiude la chiamata.
Scendo giù dalle scale e la vedo che mette il telefono sul tavolo.
Avevo circa sei anni quando scoprii il mondo dei demoni e degli angeli.
"Mamma! Allora? Che mi devi dire?" chiedo sedendomi sulla sedia di fronte a lei.
"Tesoro, noi non siamo proprio umani, ho cercato in tutti modi di impedire di andare li. Ma a quanto pare sino solo stati solo sforzi inutili. Dobbiamo trasferirci in un posto fantastico. Ci sono angeli e anche demoni, ma loro sono fuori le mura. Poi ti spiegherò, bambina mia. Volevo che tu vivessi una vita da umana, ma non possiamo, siamo stati chiamati dal Castello e ci hanno obbligato a ritornare da dove siamo venuti." spiega
Allora, non avevo ancora nessun'amico, me l'aveva impedito mia madre per paura di contagiare qualcuno con una malattia inventata da lei.
Ora capivo il significato di molte cose.
Bianco.
"Papà, quando posso usare i miei poteri?" chiede entrando nella sua stanza
"Tesoro, sei ancora piccola, hai solo 8 anni e conosci questo segreto da solo due anni." risponde
"Si, lo so, ma non mi hai ancora risposto alla domanda!" insisto
"Appena compierai diciotto anni, o anche prima. Ma quando avrai diciotto anni sarai più potente di prima." risponde
Annuisco soddisfatta e vado a finire di colorare il mio album dei disegni.
Bianco.
Non riesco più a vedere niente apparte una figura che si materializza davanti ai miei occhi.
Cerco di vedere chi è, ma purtroppo non ci riesco. Ho solo gli occhi chiusi perchè l'acqua è salata.
Inizio a nuotare e trovo l'ombra ancora li.
"Seguimi" mi sussurra nell'acqua.
La seguo anche se è difficile starle dietro.
<le stelle sono tante, contale, e innamorati di una di loro> mamma
<vuoi guardare il cielo stellato?> papà
<vuoi innamorarti? Innamorati dell'unica persona che ti ama> ?
Chi è? Non riesco a riconoscere questa voce, ma è molto familiare. Nella mia mente non trovo niente.
<volevo volerti bene, ma sono stato obbligato a non farlo.>
<perché?>
<perché io ti amo>
Le voci che mi frullano in testa, mi fanno impazzire, non riesco più a capire niente, quindi cerco di concentrarmi solo sull'ombra che se ne sta andando via dalla mia vista.
Alzo lo sguardo e la inizio a seguire.
L'aria nel mio corpo da per consumarsi ormai e nom riesco più a respirate, ma come se le mie braccia hanno preso il loro autocontrollo, le distanzio e diventano fuoco.
Ma certo!
Faccio di nuovo quello che ho fatto l'altro giorno, cerco di ricordarmi come abbia fatto: allargo le braccia e poi le porto ad unirsi.
Niente.
Riprovo: niente.
Provo a metterci la mia forza di volontà.
Riprovo: eccola, quella scintilla.
Formo una piccola palla di fuoco e la lancio sotto l'acqua.
Il mio potere è molto più forte di quanto pensassi: ha prosciugato l'intero lago lasciandomi cosi respirare.
Prendo un rumoroso respiro e vista la forza di gravità cado con il culo per terra.
L'ombra si fa sempre più scura, quasi non la vedo più, ma la seguo per quello che posso vedere.
D'un tratto svanisce e mi lascia sul fondo del lago.
Come faccio a salire?
Senza neanche accorgermene, mi ritrovo l'immagine di mia mamma insanguinata davanti agli occhi.
"T-tesoro!" sussurra accarezzandomi il viso.
Mando subito via quel flashback, ma non è nella mia mente è una cosa concreta.
Mi avvicino all'immagine e poof, sparisce.
Mi risveglio dal mio stato di trans e cerco qualcosa per arrampicarmi, ma il mio corpo fa tutt'altro: sento il fuoco dentro di me che si espande.
Cosa sta succedendo?
Divento rossa come fuoco, quasi come se stessi bruciando viva, ma non succede, anzi.
Dalle unghie delle mie mani escono scintille e a quel punto inizio a spaventarmi davvero.
Le mie unghie nere sono diventate rosse come fuoco o forse anche peggio.
Sento il mio cuore che a ogni battito è come se bruciasse sempre di più, sento i miei piedi pizzicarmi.
Una scossa lungo la spina dorsale mi fa subito irrigidire, ma non è questo il problema.
Un lampo esce del mio corpo come se avesse un proprio autocontrollo.
È giallo e rosso e ha delle sfumature di verde.
Ma io mi sono mossa, senza neanche rendermene conto sono fuori dal lago.
Tiro un sospiro di sollievo e continuo a correre verso l'Inferno.
I miei capelli biondi si spostano qua e la ad ogni mossa che faccio.
Guardo il cielo ancora stellato e mi ripeto mentalmente che forse questo sarà l'ultimo che vedrò.
Ma non devo farmi sconfiggere dalla paura, io sono forte e poi se morirò, lo farò solo per una buona ragione, no?
Lo farò perché ho creduto alle parole di una stupida lettera. Spero solo che non sia tutta una finta per uccidermi.
Senza neanche accorgermene ci mancano pochi minuti all'arrivo, ma non sono agitata, neanche un po'. Sono solo impaziente. Si, impaziente di sapere come sta mia madre.
Voglio correre e abbracciarla. Voglio che mi dica 'va tutto bene, tesoro! Ci sono io'.
Voglio che mi abbracci tanto forte da rompermi le costole. Voglio che mi riempa di baci come faceva prima di sparire dalla mia vita.
Ed ecco i cancelli.
Le mura tutte rovinate, piene di graffi e disegni di ali di diavolo.
Vorrei non entrare nell'Inferno, ma sono obbligata, per mia madre, devo farlo.
Vorrei tanto urlare al mondo che sono qui e di vebirni a salvare, ma io sono una ragazza coraggiosa, non farò vedere a nessuno il mio lato più debole.
<sii forte, sii potente usa la tua arma vincente>
Chi è stato a parlare?
Arrivo ai cancelli e la puzza di morto, invade le mie narici.
Mi attappo il naso come istinto e cercando di fare meno rumore possibile entro spalancando il cancello a punta dei piedi.
I miei tentativi di fare meno rumore possibile, falliscono.
Almeno dieci guardie, mi guardano come se fossi un intruso, infatti mi strattonano e mi fanno male al braccio.
Inizio a piangere, senza che le lacrime abbiano chiesto il consenso di scivolare lente sul mio volto.
Forse è l'emozione per vedere mia madre, forse è la paura che lei non ci sia, ma qualsiasi cosa è ho la voglia di vedere mia madre.
So che sto correndo un grosso rischio, perché ci mancano 3 giorni al mio compleanno e i miei poteri si rinforzeranno, ma se devo rischiare la vita per liberare la donna che mi ha cresciuta, allora sarò felice di morire così: con la sua libertà.
Le guardie iniziano a portarmi nel castello, ma dato che non voglio che mi tocchino, faccio una scintilla sul mio corpo che li fa sussultare.
Si staccano e mi rimedio un'occhiataccia da tutti.
Mi guardo intorno: case distrutte, persone povere vestite di stracci, tutto schifo rispetto al Castello.
"Allora, Fire hai deciso di venire a farci visita finalmente. Tra poco sarà il tuo compleanno, e i tuoi poteri si rinforzeranno, saremo felici di sfruttarli" dice la guardia alla mia destra.
"Fanculo" dico
"Pretendo rispetto ragazzina"dice spingendomi
Non mi farò mai mettere i piedi in testa da nessuno perciò...
Mi sto surriscaldando.
Ecco il mio Enix pronto ad uccidere qualcuno.
La rabbia ribolle dentro di me e non posso fare a meno che farla esplodere.
Le dita mi pizzicano come se fossero piccole scintille da accendere.
Non formo la palla di fuoco, ma di acqua.
Acqua?
Io ho il potere del fuoco e dell'acqua?
Con gli occhi spalancati, lancio la palla d'acqua, addosso alle guardie.
Proseguo da sola verso il castello dove vedrò mia madre, forse.
In pochi secondi altre guardie mi si affiancano borbottando qualcosa tra loro, ma non ci faccio troppo caso perchè sono persa nei miei pensieri.
Voglio ritrovare mia madre per capire come sta e sopratutto se mi vuole bene, se scapperà con me appena incontrerà quei suoi occhi verdi identici ai miei.
Il castello si avvicina sempre di più, ma non sento ansia, non sento niente, a parte il cuore che batte forte per la voglia di rivedere quel sorriso sulle sue labbra che da piccola amavo tanto ed appena le si formava sul suo viso soffice sorridevo pure io.
Il passo diventa sempre più veloce per poter abbracciare la persona a cui tengo di più, vorrei correrle incontro e stare stretta alle sue braccia per minuti, finchè il mio cuore si sentirà più completo, perchè lei si è portata un pezzo del mio cuore quì.
L'ho vista quando perse tutte le sue energie e la sua vita, quando ha chiuso i suoi occhi per sempre, forse.
Infatti mi sto chiedendo di continuo come abbiano mia madre se l'ho vista morire, ma non mi importa, io sono venuta qui con buone intenzioni e se mai dovessi morire l'avrò fatto per una buona causa. Se fossi rimasta a casa magari non l'avrei mai più incontrata, lei sarebbe morta, se non lo è già...
Ma non devo dimostrarmi debole, no!
Ho fatto una promessa a mia madre: di essere coraggiosa in qualsiasi circostanza mi trovi e per ora non voglio ancora infrangerla.
Perchè io non voglio che la gente sappia che io in verità io abbia paura della mia stessa ombra.
Vorrei solo volare via di qui, anche se le ali non ce le ho ancora. Mi hanno detto che cresceranno quando avrò compiuto 18 anni, solo allora i miei poteri si potranno rafforzare e potrò volare in alto come un'aquila che cerca il proprio nido con dentro i suoi piccoli figli ancora nelle uova.
Magari potrò volare così in alto da vedere case minuscole come formiche ai miei piedi, potrò volare cosi in alto da vedere solo il verde del prato delle colline.
Vorrei volare via di qui per correre subito da mia madre e abbracciarla, finché le braccia non mi formicoleranno dicendomi <si stanno addormentando le braccia, ora puoi lasciarla andare>...
Correrei da lei ora, subito e dirle che la amo e che mi è mancata, ma con queste guardie che mi stanno con il fiato sul collo, non ci riesco.
Vorrei tanto andare da lei e chiederle un mondo di cose. Le cose che non ho capito ancora, come per esempio come abbia fatto a sopravvivere.
Andrei da mia madre a braccia aperte urlando che la amo e che l'ho sempre fatto anche quando non gliel'ho mai detto.
Vorrei fare un mondo di cose, ma io sino qui, ormai.
Sono nell'Inferno e non si può tornare indietro.
Devo essere coraggiosa e camminare sempre a testa alta, non me ne fregherà niente di cosa pensa la gente e di cosa commenta.
Non voglio assolutamente avere a che fare con persone che giudicano, che pretendano che noi dobbiamo essere uguali a loro.
Non voglio!
Il castello è ormai vicino e piano piano l'ansia si fa spazio in me.
Passo dopo passo ci avviciniamo al castello.
Passo dopo passo mi avvicino alla persona che amo anche se sembra sia irraggiungibile.
Inizierei subito a correre, ora.
Avrei così tante cose da dire a mia madre.
Il cancello del castello si apre e trovo per prima cosa un ponte di legno che viene giù.
Guardo nell'acqua e vedo coccodrilli che sembrano piuttosto affamati.
Senza neanche che me ne accorga le guardie mi strattonano facendomi andare avanti, ma questa volta, non commento, non faccio niente perché so già che poi mi caccerei ancora di più nei guai!
Sono già fregata ormai, sono entrata qui dentro, come posso pretendere di scappare via con mia madre?
Come posso farlo con miliardi di Nexler che mi distruggeranno?
Sono perennemente fregata.
Come mi è saltato in mente di venire qui dentro? COME?
Mi sono lasciata convincere da una lettera che non so chi mi abbia mandato.
Come ho fatto ad essere così stupida?
Ma questo non è il momento adatto per pensare a cosa stia facendo, io sono venuta qui per salvare mia madre e per dirle le mille cose che non ho detto in tutti questi anni.
Vorrei volare li per salutarla per dirle che sto bene e domandare anche a lei come sta, per darle un bacio sulla guancia e sussurrarle che l'ho sempre amata come un figlio ama sua madre, come tutte le persone che amano e vogliono che la cosa sia reciproca.
Appena entro nel castello vedo che c'è un enorme salone e alla mia destra delle scale a chiocciola che chissà dove portano...
Una guardia sale su e poi ritorna cinque minuti dopo con una persona mascherata e per ultima un uomo sulla cinquantina con capelli neri e occhi verdi.
Vengono tutti nel gigantesco salone e dicono qualcosa tra loro che non riesco a comprendere.
"Allora Fire, nostra piccola, cara, Fire... Sei venuta, finalmente! Pensavo di avere più cibo per me ancora per un po', ma ora glielo dovremo dare a tua madre, se sempre è ancora viva. Ora dovrai seguirci, dobbiamo fare esperimenti sul tuo Enix".
Perfetto! Ora non so neanche se è viva mia madre, beh, non lo sapevo neanche prima, ma ora ne ho quasi la certezza che forse è morta.
Le guardie mi portano in una porta piccola vicino alle scale e mi fanno entrare.
Vedo una sedia, aghi, punte, coltelli, pistole...
Ma in che guaio mi sono cacciata?
Mi fanno sedere sulla sedia marrone, sporca di sangue e dopo mettono delle specie di manette alle mie mani legate ad essa.
Ora si che voglio le mie dannate ali!
"Pronta?" dice l'uomo con un ghigno sulla faccia.
Annuisco e chiudo gli occhi preparandomi al peggio.
Prende il coltello e fa un'incisione lunga venti centimetri sul mio braccio, mi mordo il labbro inferiore per non urlare e do il permesso alle lacrime che scendano lente sul mio volto.
Dopo non so che cosa fanno, perchè ho gli occhi ancora chiusi dal dolore, ma so per certo che fa male, anzi fa malissimo, non ho mai subito una cosa del genere, insomma io sono Fire! La ragazza che non si fa tanti problemi su quanto possa fare male. Ora però ai miei occhi mi sembro una bambina che ha bisogno di conforto da qualcuno, che piange sul petto di altre persone, ma non posso essere debole, non davanti a queste persone che mi circondano, non ora. Devo essere forte, come ho sempre fatto, come sono sempre stata.
Apro gli occhi anche se so che saranno rossi dalle lacrime e che loro mi vedranno debole.
"Fire, ti senti bene?" chiede la persona coperta
"Perchè questa domanda? Tanto state facendo esperimenti su di me! Come puoi chiedermi una cosa del genere?" chiedo con voce forse un po' troppo tranquilla
"I tuoi occhi... Stanno cambiando colore" risponde prontamente
"Che?" domando confusa.
L'uomo dai capelli neri si ferma a fare gli esperimenti e mi porge uno specchietto.
Guardo il mio riflesso e vedo che gli occhi cambiano colore ogni secondo.
Blu.
Verde.
Giallo.
Rosso.
Viola.
Grigio.
Marrone.
Fucsia.
Rosa.
Arancione.
Azzurro.
Mi liberano dalla sedia e la guardia dopo aver avuto la conferma dal capo, mi trascina da un'altra parte di cui io non sono a conoscenza.
"Dove mi portate?" chiedo con voce tremante
"Per oggi abbiamo finito. Ora ti portiamo da tua madre" risponde con voce dura
Allora è viva!!!
Mi portano al piano sotterraneo dove c'è puzza di morto che non riesco a sopportare.
Ci sono mille gabbie, ma noi entriamo in una porta bianca in fondo al corridoio verso sinistra e li c'è una prigione vera: mille lucchetti e sbarre più spesse delle altre.
Ho le lacrime agli occhi, non riesco a credere che dopo anni e anni lei sia qui, di fronte a me, davanti a me.
Inizio a piangere, ma questa volta per la gioia, non per dolore, ora sono la persona più felice del mondo.
Vorrei saltare e gridare a tutto il mondo che sono contenta di avere la persona che amo tanto qui davanti a me.
"Mamma" sussurro
I suoi capelli biondi si muovono in segno che lei si sta girando dalla mia parte.
Voglio rivedere quel volto che mi ha regalato la vita e mille sorrisi, ma quello che vedo è tutt alto.
Si gira lentamente e vedo che i suoi occhi non spruzzano gioia di vedermi e non sono verdi.
Sono completamente neri...
-spazio me-
Spero che il capitolo vi sia piaciuto e che mettiate stelline se lo trovate carino.
Scrivete cosa ne pensate e scusate se ci sono degli errori ortografici.
Tranquilli, la storia dal prossimo capitolo in poi sarà più leggera e con più dialoghi!
La copertina è stata creata da SerenaTheGentle
Grazie mille💜
Per ultima cosa: sempre dal capitolo 3, i capitoli saranno più lunghi!
Ciao!!
Obbiettivo: 12 stelline, 6 commenti
Princesses
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