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Kyra iniziò a tossire violentemente appoggiandosi alla parete,quasi non riusciva a respirare.
Ci vollero un paio di minuti prima che smettesse di tossire e Sebastian notò cosa ella aveva tossito,aveva tossito sangue.
-Kyra?- -Shh,sta zitto- sussurrò lei con un filo di voce mentre respirava a fatica e la sua vista diveniva sfocata,poi svenne.
Sebastian le impedì di cadere al suolo e la portò velocemente nella villa dai suoi genitori preoccupato come mai lo era stato in tutta la sua vita.
-Hey,Zack,Ray,non so cosa le sia preso ma all'improvviso ha iniziato a tossire sangue e poi a perso i sensi- urlò attirando l'attenzione dei due che si guardarono quasi per comunicare istantaneamente.
Loro lo sapevano, sapevano il problema che affliggeva la loro bambina e sapevano che non avrebbero potuto fare nulla,la scelta era sua.
Gli dissero solo di farla stendere su un letto e di lasciarla sola perché non era qualcosa che fosse sotto il loro controllo.
-Kyra voleva essere imbattibile e quella è l'ultima cosa che deve superare, quel veleno è mortale sarebbe pericoloso persino per Zack- disse la bionda mentre i suoi occhi color cielo si scurirono era un brutto segno e Sebastian lo sapeva.
Lei era in bilico fra la vita e la morte e non c'era nulla che potesse fare,nulla e questo lo faceva sentire inutile ed impotente,una cosa che odiava con tutto se stesso perché non era impotente,non lo era affatto.
I suoi genitori le si sedettero accanto con sguardo calmo,sembrava come se non avessero paura che la loro bambina potesse morire -Ce la farà, è nostra figlia dopotutto- affermarono sicuri per poi andarsene sorridendo,sorridendo per non piangere.
Sebastian le si avvicinò lentamente senza fare rumore,lasciò che i suoi occhi grigi esplorassero la figura della corvina che aveva la fronte aggrottata e la pelle era ricoperta da tante piccole goccioline.
Appoggiò una mano sulla sua fronte e notò che scottava,a febbre era probabilmente dovuta al veleno che le scorreva nelle vene, eppure la trovava bella anche in quello stato e se ne stupì,si stupì di quello che voleva fare.
Si avvicinò al suo volto lento e titubante per poi lasciar scontrare di nuovo le loro labbra,approfondì approfittando del fatto che la ragazza non rispondesse,ma ben presto ella iniziò a ricambiare quella danza sfrenata che le loro lingue avevano iniziato.
Quando si staccarono i loro sguardi si fissarono l'uno nell'altro,comunicarono molte cose con quell'unico sguardo.
-Perchè?- chiese lei con un filo di voce -Perché sono innamorato di te- disse lui con sicurezza mentre la osservava,era sincero indubbiamente sincero.
-Come?- -Un colpo di fulmine,suppongo- disse lui mente mentre le accarezzava la fronte dandole un senso di pace,quel tocco lei lo conosceva,lo ricordava bene ma non ricordava,però, a chi appartenesse.
I ricordi che aveva della sua infanzia erano per qualche ragione sfocati,ricordava un bambino al quale voleva bene che ad un tratto scomparve,ma non ricordava chi fosse o come si chiamasse,cercando di ricordare crollò nuovamente.
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