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Tobia


Quaratantaquattresimo capitolo.

ELENA

Non posso ancora credere a quello che è successo. Ho fatto un altro dei miei casini. Ho messo ancora una volta nei guai Manuel!

Perché non riesco a fare una cosa buona e sensata? Perché non riesco ad aggiustare quello che io stessa rompo?

Mi illudo di potercela fare, mi illudo di annullare tutte le crepe ricomponendo tutti i pezzi, di quel piatto rotto, ma dopo mi rendo conto che le crepe rimarranno sempre lì, anche se provassi a dipingere e a camuffare il tutto.

E poi non so il perché ma c'è sempre qualche piccolo pezzo, anche minuscolo, millimetrico, che va perduto e non si troverà mai più. Ed ecco che quel piatto avrà per sempre perso una parte di sé... per colpa mia.

E se Manuel stesse perdendo parti di sé senza neanche accorgersene? Muovo il capo come se volessi cacciare via l'idea.
Finalmente la macchina di Felipe raggiunge il parcheggio di casa mia. Scendo di fretta senza neanche aspettare che l'auto venga spenta e posteggiata per bene. Ignoro Felipe che mi richiama, a grandi falcate raggiungo la porta e suono.

Non ho le chiavi, mi tocca aspettare che qualcuno apra. Comincio a picchiettare il piede sul pavimento nervosamente, mordo l'interno della guancia convulsamente nella speranza di tirare indietro le lacrime.

Non presto attenzione al bruciore prorompente alla gola, ai polmoni che chiedono quasi pietà, ai battiti del cuore sconnessi e velocizzati. Voglio solo mettermi a letto e urlare fino a non avere più voce.

Sei destinata a perdere.

-No!- mormoro sentendo la voce di Cris nella mia testa. Percepisco i passi di Felipe così premo insistentemente sul campanello e busso più volte.

Finalmente la porta viene aperta da una Gloria con il respiro un po' affannato. La supero e cerco di dirigermi in camera mia, peccato che Luca e Ryan smettono di parlare seduti sul divano e si alzano per chiedere, sicuramente, qualcosa su Manuel.

-Allora? Come sta?- chiede Luca.

-Hai riferito a Manuel che abbiamo attuato un piano per liberarlo?- chiede Ryan.

Guardo prima uno e poi l'altro. Gliel'ho detto? Cosa non ho riferito? Non mi ricordo nulla. Di che abbiamo parlato?

Porto una mano alla testa. Ricordo solo Cris che entra, Manuel che lo aggredisce e le guardie che lo portano via con la forza. Poi nient'altro.

Ma ci siamo parlati. Ci siamo detti delle cose importanti anche. Ma cosa? Cosa?!

-El...-dice Luca piano.

-Perché tremi?-chiede Ryan.

Sto tremando? Dio mio! Guardo la mano ed è davvero così. Come faccio a dire loro che per colpa mia Manuel ha aggravato la sua posizione? Stanno facendo di tutto per tirarlo fuori ed io metto benzina sul fuoco!

-I-io... ho combinato un casino. Giuro, non sapevo. Io avevo solo bisogno di vederlo, poi però non credevo... io... non volevo che lui facesse così che Cris dicesse quelle cose che poi...-dico tutto freneticamente senza fermarmi un attimo.

-Calma... devi solo calmarti. Solo se ti calmi potrai realmente capire che tu non c'entri assolutamente nulla- Felipe con un tono gentile e pacato mi poggia le mani sulle spalle.

-Perché? Che è successo?- chiede Ryan. Felipe sta per rispondere ma l'arrivo di Mia interrompe il suo discorso ancora prima di essere pronunciato.

-Oh, siete tornati. Non rispondevi al telefono- dice guardando Felipe. -Allora, come è andata? Ti senti... perché stai piangendo e tremi?- conclude avvicinandosi precipitosamente a me e afferrandomi le mani.

-In poche parole Cris è entrato dentro la stanza ma il suo obbiettivo non era far sapere che Elena, a discapito di ciò che aveva deciso il giudice, fosse lì per vedere Manuel- Sospira.

-Era lì per dimostrare che Manuel è un tipo aggressivo. Infatti lo ha provocato cosicché  lo aggredisse portandogli le mani al collo. Elena mi ha raccontato che dopo le guardie sono entrate e lo hanno portato via con la forza-

-Mi dispiace...- dico in un soffio guardando Mia. Lei stringe maggiormente la presa ed io sento bagnare le guance. -Rovino sempre tutto-

-Non dire cazzate!- risponde Luca al posto di Mia. -È quello lì il problema!-

-Io mi sono stancato- dice Ryan per poi dirigersi verso la porta. Felipe si mette davanti e gli porta una mano al petto.

-Dove credi di andare, eh?-

-A rompergli il culo! Non può rovinare così la vita a tutti noi. In questo modo sta distruggendo tutti quanti contemporaneamente, lo capisci?-

-E tu lo capisci che per quanto io voglia fare ciò che tu hai appena detto potremmo solo peggiorare la situazione?-

Ryan abbassa ed alza il petto. Stringe i pugni con forza lungo i suoi fianchi.
-Voglio Manuel fuori da quell'inferno-

-Ci stiamo lavorando-

-Mia... lo hanno picchiato. Allen e Christopher. Li ha mandati Cris- Le sussurro piano per non farmi sentire ma così non succede. Perché Luca si avvicina e sgrana gli occhi.

-Che cosa?-

-Sei sicura?-chiede Mia. Io annuisco veementemente.

-Bastardi! Che c'entra lui? Ce l'hanno con me! Perché prendersela con Manuel!?- urla quasi sedendosi sul divano e portandosi le mani ai capelli.

-Vedi? Gli devo spaccare la faccia, togliti!- ringhia Ryan contrastando la resistenza di Felipe.

-Ok, ora basta!- La voce autoritaria di Mia fa voltare Ryan e alzare la testa a Luca. -Dovete mantenere la calma. È ciò che vuole, gli stiamo dando ciò che vuole-

Mi guarda. -Tu. Ti stai mostrando debole come lo eri tempo fa. Stai facendo vedere che in realtà Manuel non ha fatto nulla per salvarti da te stessa. Ha fatto tutto invano? È rimasto per niente? È dietro le sbarre perché ti ama, vuoi biasimarlo anche tu o ti dai una mossa e ti risvegli?-

È la prima volta che mi parla in questo modo e anche se le parole sono davvero forti e dure non posso che dargli ragione. Manuel ha fatto così tanto per me ed io lo ringrazio in questo modo? Facendomi condizionare dagli avvenimenti? Buttandomi così giù da non poter più respirare?

Mia lascia le mie mani. -Ryan devi darti una calmata. Niente si risolve facendo a botte, quante volte te lo devo ripetere? È vero, ora ti controlli di più ma devi imparare a pensare che un pugno deve sempre partire dopo aver azionato il cervello-

Ryan schiude le labbra, rilassa i pugni e china il capo risentito.
-E tu, quante volte devo ripetere che gli errori del passato non possono spingerti così a fondo? Lo vedo che continui a sentirti in colpa nei miei riguardi, non sono stupida. Eviti i miei sguardi, cerchi di non stare nella stessa camera con me... come se avessi paura che io possa giudicarti o, ancora peggio, come se non ti sentissi degno di stare qui!-

Luca comincia ad avere gli occhi lucidi e distoglie lo sguardo.

-Hai sbagliato, è vero. Ma ho sbagliato anche io a non averti chiesto prima come mai tu fossi così nervoso e distante. La colpa è di entrambi...-

-Ma che dici? Tu sei fantastica... non c'entri nulla- La interrompe Luca.

-Sono io l'adulto qui. Sono io che ho delle responsabilità su di voi. E sì Luca, dovevo capire sin da subito che la situazione fosse seria. Ma pensavo fosse legato all'adolescenza e a tutto ciò che ne comporta. Quindi... ti chiedo scusa per non averti seguito e ti perdono per avermi mentito-

Mia gli accarezza un ginocchio e Luca le salta al collo stringendola forte. Mia ha fatto in tempo ad alzarsi e a non perdere l'equilibrio.

Se non ci fosse lei...

19:30

Continuo a leggere più volte il paragrafo di psicologia. Non riesco a capire, a memorizzare, la mia mente è da tutt'altra parte. Ho pure preso un brutto voto perché non ero preparata due giorni fa, dovrei recuperare ma non ce la faccio.

Sollevo il capo e sospiro. Passo l'indice sulla fronte e socchiudo gli occhi.

-Io rimango-

Scatto il capo verso la porta del bagno sbarrando gli occhi. -Manuel...- sussurro ma subito dopo mi sento una totale idiota.

La porta del bagno è chiusa e non c'è nessuno che ha pronunciato quelle parole. Ma io ho sentito la sua voce, era Manuel.

Sento una lacrima solcarmi la gota destra, così passo la mano lentamente su di essa e sospiro un'altra volta.

-Ok... devo solo studiare...-

Stendo le mani, percependo i nervi stiracchiarsi, per poi picchiettare i palmi sulla scrivania ripetutamente. Sto cercando davvero di pensare ad altro, di concentrarmi e sgombrare la mente.

Però voglio sentirti vicino. Voglio annusare il tuo profumo quando mi abbracci da dietro inaspettatamente. Voglio vedere quei tatuaggi sulla tua pelle, gli stessi che sembrano aumentare ogni giorno. Voglio sentire il tuo sapore, è come se le mie labbra non avessero più la percezione di sé stesse... non so spiegartelo.

Mi manca perdermi nei tuoi occhi profondi come due pozzi senza fine. Mi manca sentirmi destabilizzata e protetta con la stessa intensità, come se entrambe le sensazioni fossero consolidate.
E poi...

-Ti amo, Manuel...- dico scoppiando in lacrime. Incrocio le braccia sulla scrivania e nascondo la testa.

Odio sentirmi così ma odio al tempo stesso non averne il diritto. Mi sento nel giusto quando sto così male, non merito di stare bene senza di lui o sapendolo in quell'inferno.

Un rumore inaspettato mi fa scattare in piedi. Viene dal bagno così mi alzo e mi dirigo lì.
Tobia è per terra con le ginocchia al petto e la testa nascosta come uno struzzo. Sul pavimento ci sono vari oggetti, riesco a scorgere le lamette dei ragazzi, rasoi nostri e gli spazzolini coperti con gli appositi coperchi.

-Ehi...- dico per poi tirare su col naso e passare il dorso della mano sotto esso. Mi avvicino e mi siedo accanto a lui.

-Mi avet-te mentito- balbetta tra un singhiozzo e l'altro. Corrugo la fronte non capendo a cosa faccia riferimento.

Gli accarezzo i capelli dietro il capo. -Di che parli?-

-Manuel non è in un campeggio con la... la scuola è...- Singhiozzo. -... è in prigione-

Alza il capo di soppiatto e mi accusa con i suoi occhioni pieni di lacrime di un azzurro così vivo da farmi sentire in colpa per essermi allontanata così drasticamente da lui in questo periodo. Schiudo le labbra non sapendo che dire.

-Ecco perché tu sei sempre triste, Simon non gioca con me, Jade e Bella non hanno neanche voglia di parlarmi e Luca e Ryan stanno chiusi in camera. Mi avete detto le bugie!- Mi punta l'indice contro e serra la bocca facendo traboccare altre lacrime da quegli occhioni.

-Non si... dicon-no le bugie!- Racchiudo il labbro inferiore tra i denti e faccio per abbracciarlo ma lui mi allontana.
-Non voglio gli abbracci da chi mi dice le bugie- Si volta dandomi le spalle e si rimette nella stessa posizione di poco fa.
Guardo il soffitto e le sue spalle che si alzano e abbassano seguendo il ritmo sconnesso dei singhiozzi e del respiro.

E mi sento una merda quando la prima cosa che mi viene in mente è lasciarlo lì a piangere per continuare a farlo anche io in segreto.
Faccio no con la testa e la porto tra le mani cercando le parole giuste da dire.

È come se cercassi disperatamente di trovare un po' d'acqua in un lago ormai aridito. Perché so che lì c'è stata l'acqua che tanto ho agognato. Devo solo scavare, scavare e scavare...

Poggio la mano sulla piccola spalla ma ancora una volta evita il mio contatto. Una piccola fitta mi attraversa lo stomaco.

-Tobi...-dico con dolcezza tenendo la mano sospesa in aria, in prossimità della sua spalla. Ci riprovo e stavolta lascio andare un sospiro di sollievo poiché me lo lascia fare.

-Hai ragione piccolo....- Vengo interrotta.

-No! Piccolo, piccolo, piccolo! È per questo che mi dite bugie. Sono brutte le bugie, Elena... tanto brutte-

Deglutisco. -Lo so, lo so... e... ascolta, mi dispiace tanto pi...Tobi. Come hai fatto a scoprirlo?-

-Ho sentito Mia parlare con Gloria, stavo giocando sotto il tavolo con le macchinine e ho sentito tutto-

-Sei stato tu a buttare per terra i bicchieri?-

Alza le spalle. -Ero arrabbiato-

-Eri?- Inclino il capo cercando di sbirciare il suo viso. Tobi fa il broncio e si volta nel lato opposto sollevando leggermente la spalla.

-Ti chiedo scusa a nome di tutti quanti piccolo e no! Io ti chiamo così fin quando non avrai minimo trent'anni e forse anche dopo!- Lo sento ridacchiare appena e sorrido sentendo il cuore partecipare dopo un tempo che sembrava infinito.

-Ci perdoni?-

Riesco a guardare un piccolo sorriso sotto i capelli e le braccia che tendono a coprire il viso paffuto e più rosso del solito.

Tobi mi salta al collo senza alcun preavviso e mi fa perdere l'equilibrio, così mi distendo sul pavimento con il piccolo spalmato addosso.

-È un sì?- Annuisce con vigore. Gli accarezzo il capo e la schiena chiudendo gli occhi. Questo piccolino è riuscito a farmi riprendere in così poco tempo che mi stupisco con tutta me stessa.

Devo affrontare al meglio questa situazione. Devo smettere di piangermi addosso e cominciare a sostenere Manuel da qui.

Grazie Tobia...

Poggia i gomiti sul mio petto e mi guarda negli occhi. Cerco di abbozzare un sorriso decente.

-Mi manca però... Manuel dico, mi manca...- Sospiro profondamente e caccio indietro le lacrime sentendo la gola bruciare.

-Anche a me manca...- mormoro con voce quasi strozzata. Tobi ritorna con il viso nell'incavo del collo. -Anche a me...-

Ma farò di tutto per farlo tornare. Te lo prometto, me lo prometto.

IL GIORNO DOPO...

-Si può fare ragazzi!- esclama Simon posando la tazza di latte sulla tavola.

Ryan sta per rispondergli ma l'arrivo di Mia lo precede. La quale prende posto. Dietro di lei spunta una piccola chioma bionda. Tobi mi corre in contro e mi abbraccia forte. Questo gesto mi riempie il cuore e mi fa sorridere.

-Buongiorno piccolo bello- dico spostandogli il ciuffo, stavolta leggermente scompigliato.

-Buongiorno Elena- Sorride mostrando i denti.

-Esistiamo anche noi, sai?-

Si lamenta Bella prima di addentare il biscotto. Tobi ridacchia divertito, si stacca da me e corre da lei affettuosamente. Bella sorride.

Ryan allunga una mano e pizzica una guancia al piccoletto. -Ritieniti privilegiato mostricciatolo. Nessuno può stringere così la mia ragazza a parte me-

-Tipo così?- chiede con finto tono innocente per poi inclinare il busto di Bella verso il basso e cominciare a baciarle la guancia. Ci provoca una piccola risata mentre Ryan schiude le labbra stupito e dopo scuote la testa sorridendo.

-Sa il fatto suo il piccoletto- commenta facendo un cenno col capo.

-Frequentando i migliori... si può solo imparare- apostrofa Simon alzando le spalle.

-Hai ragione...- Ryan sporge il capo cercando il viso di Luca oltre quello di Simon, il quale si trova in mezzo. -Meno male che ci sei tu Luca!-

Simon alza le sopracciglia contrariato mentre Luca regge il gioco dell'amico benissimo.

-Non amo vantarmi ma apprezzo vivamente che tu te ne sia accorto-

Simon sta per rispondere, mentre Tobi prende posto accanto a me e comincia a mangiare il proprio toast, ma viene interrotto da Mia.

-Cos'è che si può fare Simon?- chiede prendendo un bicchiere per poi versare del succo d'arancia.

-Ti prego non farlo ricominciare!- dice Luca portandosi una mano in fronte.

-È tanto per parlare, mica lo pensa davvero!- Lo difende Jade, la quale è seduta accanto a Tobia, cominciando a ridacchiare. Risata che termina quando nota l'espressione seria di Simon. -Lo pensi sul serio?-

Solleva le sopracciglia. Sorrido tra me e me pensando che non mi veda nessuno ma Mia mi afferra la mano e ricambia il mio sorriso. Attraverso il suo sguardo riesco a leggere il suo stato d'animo. È sollevata perché mi vede più serena ed io mi sento così giusta adesso, qui, con loro a ridere di queste piccolezze .

-Ma pensateci! Abbiamo tutto ciò che ci occorre...-

-È un film Simon, è finzione!- Lo interrompe Bella quasi stufa.

-Ma se è...- Viene interrotto un'altra volta.

-Ispirato in parte su una storia vera e bla bla bla... sì Simon, certo- canzona Ryan gesticolando leggermente.

-Ma fatelo parlare- dico ridendo appena. Simon allarga le braccia come se volesse ringraziare una divinità in particolare per il mio intervento.

-Grazie Elena, meno male che ci sei tu qui-

-Mi parli di questo film allora?- chiede Mia curiosa per poi bere il proprio succo.
Anche io mangio dei biscotti nel frattempo.

-Allora c'era questo uomo, padre di tre figli e una moglie troppo scop...- Tossisce quando vede lo sguardo autoritario di Mia. -... scoppiettante e molto bella. In pratica viene accusato di un reato molto grave ingiustamente. La moglie paga il miglior avvocato dell'America ma!-

Alza l'indice creando suspense. Ma sento mormorare a Luca un "perché gliel'ho fatto vedere? Dovevo fargli studiare storia e basta" seguito da Ryan che sussurra "Dio dammi la forza di non strangolarlo". Mi fanno ridere di gusto perché quando Simon si volta a guardarli, cambiano espressione e si mostrano interessati e partecipi.

Una persona esterna penserebbe che Luca e Ryan siano falsi o qualcos'altro, ma non è così. Entrambi amano Simon come se fossero cresciuti insieme. Li apprezzo così tanto!

-Comunque... dicevo... ah! In pratica questo avvocato non ci riesce e lo condannano alla pena di morte-

-Oh mio Dio, che tristezza!- commenta Mia presa dal racconto.

-Sta' tranquilla il bello arriva adesso- Alza e abbassa le sopracciglia.

-Adesso arrivano La Cosa, la donna invisibile e le Charles' Angels a salvare la situazione, tutto sotto controllo- dice Ryan parando una mano avanti.

-E soprattutto, tutto molto regolare e realistico- Aggiunge ironico Luca.

-La moglie e i figli escogitano un piano. La più grande delle figlie, figa pazzesca apro parentesi, è una nerd dei computer, in pratica ha inventano un malware in grado di far saltare qualsiasi impianto della luce, tranne quello della CIA o cose così. La mamma ha un sacco di conoscenze e usa il suo fascino per abbindolare il rettore della prigione. Il secondo figlio è un appassionato di automobili e sa guidare macchine ad alta velocità, quindi guiderà un'auto potentissima che porterà via suo padre. E infine la più piccola si scaccola e basta, nulla di importante-

Mia ha ascoltato il tutto annuendo di tanto in tanto. -Ok, ho capito che ognuno di loro usa le proprie qualità per liberare quel pover'uomo ma... che c'entra con noi?-

-Guardati intorno Mia! Abbiamo la super figa- Indica lei. -Abbiamo il pizzaiolo che ha un sacco di cose tecnologiche-

-Jason- Lo correggo con divertimento.

-Sì quello lì. Tutti noi possiamo renderci utili tirando pugni qui e là e Manuel è fuori-

-A volte mi domando quanti anni tu abbia- commenta Bella con un sopracciglio alzato.

-E poi dimentichi un elemento fondamentale- dice Jade.

-Quale?-

-Chi si scaccola?-

-Beh...- Simon guarda Tobia, il quale si incupisce e lo indica.

-Non ti azzardare!-

Scoppiamo a ridere tutti insieme ma le risate vengono interrotte dal suono del campanello. Va ad aprire Gloria, la quale era in giro per casa a togliere di mezzo qualche cianfrusaglia di sicuro. Dopo qualche secondo spunta una persona che non ci aspettavamo di vedere.

I suoi occhi verdi mi attraversano con particolare intensità, subito dopo rivolge lo sguardo ai ragazzi.

-Che ci fai qui?- chiede Luca alzandosi con circospezione. Bruno cerca di prendere fiato, se la sarà fatta di corsa.
Prende un pennino dalla tasca e lo muove a mezz'aria. Tutti quanti ci alziamo dalle sedie.

-Ce l'ho. Ho la registrazione- Sorride appena. Tutti noi ci scambiamo delle occhiate complici. Il primo a rompere il silenzio è Mia, che mi prende contemporaneamente la mano e la stringe.

-Portiamo a casa Manuel-


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SPAZIO AUTRICE

Vi prego non mi uccidete! Vi pregooooo! Anche perché se lo fate come farete a scoprire la fine della storia? 😏 eh eh

Comunque mi scuso per l'enorme ritardo ma sono strapiena di impegni. E in più ero bloccata con la fine di questo capitolo.

Perché come vedete è abbastanza pesantuccio l'inizio e volevo smorzare un po' il tutto... sapete che ne penso io.

Ma grazie alla mia LauOrLalla che mi ha dato l'idea del film sono riuscita ad andare avanti. Grazie amica mia perversa ahahaha

Allora che ve ne pare? Come vi sembra? Opinioni? Aspettavate questo, qualcos'altro? DITEMI TUTTO ATTRAVERSO DEI COMMENTI E DEI VOTI. PER ME SONO IMPORTANTI.

Siamo a 53k e volevo ringraziarvi  *-* love You!

Cosa vi aspettate nel prossimo capitolo? Ditemi le vostre idee. Sono curiosa...

Il capitolo l'ho intitolato "Tobia" perché è lui la chiave che fa risvegliare una volta per tutte Elena. Spero vi sia piaciuto anche questo e che l'abbia descritto decentemente.

Adesso vado.
Baci, -N ❤ <3

Il nostro Tobi triste...💔

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