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Senza controllo

Vi consiglio di mettere play al video all'inizio del capitolo, per immaginare la tonalità e la voce di Manuel :)

Ventisettesimo capitolo.

MANUEL

Entro nella sala recitazione consapevole che rimarrò solo per un po' di tempo. Ho la testa piena di pensieri disconnessi e devo liberarmene per qualche minuto. Fumare non mi serve a nulla, quindi l'unica soluzione è suonare.

Con la chitarra in mano mi siedo sopra un enorme cuscino. Comincio a strimpellare qualche nota di una canzone a me conosciuta. Dopo qualche secondo mi viene in mente un'altra canzone. Fermo i polpastrelli ed inclino il capo socchiudendo gli occhi.

-I only wanted to see you laughing in the purple rain, purple rain...-

Chino il capo guardando le corde della chitarra. Pizzico le corde chiudendo gli occhi. La musica è l'unica arma in grado di rilassarmi.

-Purple rain, purple rain... I only wanted to see you laughing in te purple rain...-

Ricomincio a pizzicare le corde provocando la melodia giusta. Sento i nervi rilassarsi e la mente alleggerirsi. Sto per cantare un'altra strofa a cappella quando qualcuno apre la porta senza bussare.

Ryan entra con enfasi, chiude la porta e si avvicina sedendosi accanto a me. Comincia a parlare senza aspettare che dica qualcosa ed ignorando la mia espressione interrogativa.

E' di buon umore da quando è tornato con Bella, non avevo dubbi a riguardo. Avrebbe ceduto prima o poi ad un Ryan insistente. Quando questo ragazzo si mette in testa una cosa non demorde. Basta che stabilizzi un obiettivo e nessuno potrà fermarlo.

-Allora... intanto ti dico che sei un grande-

-Eh?-

Alzo un sopracciglio. Scuote la testa con una smorfia. Con il pollice indica la porta alle sue spalle.

-Ti ho sentito da fuori. Continui ad avere una voce bellissima-

-Grazie- Sorrido e poggio la chitarra per terra per poi incrociare le mani. -Volevi dirmi qualcosa?-

-Sì. Oggi dobbiamo uscire tutti insieme. Le cose non vanno affatto bene. Luca e Jade non stanno mai nella stessa stanza per più di due secondi, Simon alle volte sembra su un altro pianeta, tu ed Elena che vi mangiate con gli occhi quando l'altro non se ne accorge e poi vi ignorate come due bambini...- Metto una mano avanti.

-Ehi, frena! Io ed Elena... aspetta! Lei mi guarda davvero come dici?-

Non riesco a non nascondere la mia speranza, è più forte di me. Ormai non ci parliamo più... e pensare che avevamo fatto dei bellissimi progressi prima di quel bacio.

Scherzavamo, parlavamo, mi sorrideva... e adesso sembra essere tornato tutto come prima. Mi evita, non mi guarda. O almeno, è quello che credevo fino a poco fa.

Ryan alza gli occhi al cielo divertito. -Andiamo... non mi dire che non te ne sei accorto! E' da una settimana che ti guarda. E notizia dell'ultimo secondo... rullo di tamburi...- Comincia a muovere le mani come se avesse davvero un tamburo davanti a sé. -L'ho beccata dietro la porta poco fa... ed è inutile che provi a vedere perché è volata in camera sua-

Stavo per allungare il collo verso la porta ma la sua frase mi ha fermato prima del tempo. Elena mi ha ascoltato cantare.

Elena mi guarda.

Comincio a mordermi il labbro inferiore guardando un Ryan insolitamente elettrizzato. E' in questo stato quando riesce ad avere delle idee geniali, il che capita una volta ogni quattro mesi se gli va bene.

-Che hai in mente?-

-Ho controllato tutti i programmi. Nessuno di noi ha impegni improrogabili o cose così quindi...-

-In realtà hai il corso di matematica oggi- Fa un cenno con la mano.

-Come ho detto: niente di improrogabile- Ridacchio. -Comunque... ho prenotato in un piccolo ristorante, paga Mia tranquillo, dobbiamo andarci tra...- Guarda l'orologio al polso -... un'ora. Bella ha già avvisato le ragazze. Luca e Simon erano in cucina e ci ho pensato io. Quindi, vai a prepararti. Porterò la mia macchina e con me verranno Bella e Simon. Il resto della combriccola con te-

Spiega tutto molto velocemente senza neanche prendere fiato. Ho seguito il discorso con le sopracciglia aggrottate. Dopo aver terminato mi fa un'occhiolino allusivo.

Subito dopo si alza ed esce fuori. Ha organizzato tutto per far stare me con Elena nella stessa auto insieme a Jade e Luca.

Però non è stato tanto geniale visto che nessuno di noi quattro aprirà bocca. Bene... si prospetta un pomeriggio grandioso.

MIA

Sembro una ragazzina con gli ormoni a mille in questo momento ma poco m'importa. Mi sento così viva.

Felipe mi stringe i fianchi con trasporto mentre io stringo le cosce attorno alla sua vita. Chi l'avrebbe mai detto che mi sarei trovata a cavalcioni sul mio migliore amico per baciarlo appassionatamente?

Muovo il bacino inconsciamente provocandogli un piccolo mugolio di piacere. Mi stacco dalle sue labbra sorridendo appena. Ci guardiamo intensamente negli occhi e subito dopo Felipe cerca la mia bocca come fosse un bisogno.

Sento squillare il telefono dell'ufficio. Il divano che si trova dentro esso è particolarmente comodo. Felipe grugnisce infastidito. Cerco di staccarmi ma lui arpiona le mani sulla mia schiena.

-Felipe...- Mi bacia. Cerco a fatica e anche con controvoglia di staccarmi. Poggio le mani sul suo petto scostandolo. -Devo vedere chi chiama, potrebbero essere... i ragazzi-

Cercando la lucidità mentale rimasta riesco a terminare il discorso, visto che continua a baciarmi il collo con dolcezza e sinuosità. Quest'uomo mi fa andare fuori di testa.

-I ragazzi ti chiamano al cellulare- Comincia a lasciare baci sulla mandibola ed io chiudo gli occhi. -Quindi... puoi concentrarti su di me e...-

Non lo faccio finire perché mi fiondo sulle sue labbra afferrandogli la nuca. Rimane leggermente interdetto dalla mia intraprendenza ma dopo pochi secondi mi segue a ruota. Intanto il telefono smette di squillare.

Comincia ad afferrare i capi della maglietta e a tirare su. Quando arriva all'altezza del reggiseno bianco perla il telefono riprende a squillare.

-Ignoralo- intima Felipe con la mente totalmente annebbiata.

Dopo un paio di tentativi riesco a scrollarmi di dosso le sue mani dalla maglia. Scendo dalle sue gambe, mi ricompongo appena, sotto lo sguardo infastidito di Felipe e vado a prendere il telefono.

-Pronto?- Felipe si poggia in malo modo sul divano.

-Signora Cortes? Sono il signor Renda... la disturbo?-

Scatto immediatamente sull'attenti. Mi sistemo meglio i capelli come se lui potesse vedermi, mentre Felipe si alza e si avvicina.

-No, non disturba... mi dica tutto-

-Beh... non proprio- sussurra Felipe cingendomi i fianchi e poggiandosi sull'incavo del collo.

Gli faccio segno di fare silenzio mentre il signor Renda inizia il suo discorso.

-Non voglio illuderla o altro ma penso di aver trovato sua sorella... solo che mi sfugge qualcosa. C'è un segno particolare che possa contraddistinguerla?-

Il cuore perde un battito. L'ha trovata? Felipe si irrigidisce tutto d'un tratto percependo la mia tensione improvvisa. Si piazza davanti a me poggiando il sedere sulla scrivania e facendomi sostare tra le sue gambe aperte.

-Mmh... sì, ha una voglia dietro la spalla destra-

Segue un lungo silenzio in cui comincio a sentire l'aria solidificarsi e fare fatica ad entrare attraverso le narici. Felipe comincia a fare dei giri concentrici con i polpastrelli sui miei fianchi. Cosa che mi rilassa leggermente. Gli sorrido grata.

-Signor Renda, è ancora lì?-

-Sì... mi scusi veramente. Non l'ho ancora trovata ma sono sulla buona strada. Perdoni il disguido ma avevo fra le mani una ragazza che rispondeva a tutte le informazioni. Mi dispiace davvero tanto...- dice mortificato. Lascio andare un sospiro rassegnato.

-Non si preoccupi. Mi chiami quando avrà delle novità-

-Senz'altro. Buona giornata-

-A lei-

ELENA

Il primo viaggio in macchina è stato meno pressante di questo. Devo dire che la mia idea geniale di lasciare dietro Luca e Jade per farli stare vicino, non mi ha giovata affatto.

Stare accanto ad un Manuel totalmente silenzioso, mi mette ansia.

Il pranzo, a parte la tensione iniziale, si è svolto molto bene. Luca era un po' più partecipe e si è lasciato andare qualche battuta.

Ryan per poco non uccideva con lo sguardo un cameriere che ha guardato, a detta sua, fin troppo a lungo la sua ragazza. La cosa che ci ha fatto scoppiare a ridere è che in realtà quel cameriere non stava affatto guardando Bella ma Manuel al suo fianco.

Come ce ne siamo accorti? Quando stavamo andando via ha lasciato, a quest'ultimo, un bigliettino con il suo numero di telefono. Manuel è rimasto totalmente allibito, si è anche imbarazzato.

Forse è la prima volta che viene notato da un ragazzo del suo stesso sesso.

Siamo in macchina da due minuti e già mi sembra un eternità. Dallo specchietto retrovisore scorgo Jade guardare di sottecchi Luca, il quale strofina con frenesia i palmi delle mani sulle cosce.

Sento suonare il mio telefono in tasca così lo prendo e rispondo al mittente.

-Pronto?-

-Ehi... ehm... possiamo parlare due minuti?- Riesco a sentire dall'altro capo del telefono tutta la sua incertezza.

-Tyler... ci siamo visti due volte a scuola questa settimana, non credi che...- Ma vengo interrotta da lui.

Nel momento stesso in cui pronuncio il suo nome vedo il capo di Manuel saettare nella mia direzione.

-E' che non sapevo come iniziare-

Lo sento sospirare mentre io porto una ciocca di capelli dietro l'orecchio libero e mi metto più comoda sul sedile. Adesso riesco a distrarmi leggermente e in più posso scrollarmi di dosso tutta questa tensione pesante.

-Comincia col dirmi perché Rose dovrebbe pensare che noi due siamo andati a letto insieme-

-Non lo so. Ha frainteso... è che ci sentiamo da un po' ed è la prima volta che provo ad avere una relazione seria. Il problema è che ha sentito qualche commento riferito a te e...-

-Che tipo di commenti?-

-Nulla d'importante. Il fatto è che finalmente sto investendo dei sentimenti e lei si è incazzata-

-Ed io che c'entro? Perché mi hai chiamata?-

Un altro sospiro. Sento la guancia sinistra pizzicare. Se sento i suoi occhi addosso non riesco a rilassarmi del tutto.

-Ti volevo chiedere scusa per l'altra sera. Ho saputo che sei dovuta andare via prima per colpa mia e in più ti ringrazio per avermi aiutato-

Ridacchio appena ma smetto nel momento stesso in cui vedo le nocche di Manuel diventare bianche, per via della stretta ferrea sul manubrio, e la mandibola serrarsi.

-In realtà dovrei ringraziarti per questo- Lo sento ridere. Subito dopo sussurra qualcosa a qualcuno.

-Ascolta Ramires, devo andare. Ci vediamo lunedì a scuola-

-Ciao-

Chiudo la chiamata e ripongo il telefono dentro la tasca. Jade mi picchietta sulla spalla chiedendo spiegazioni ma io roteo l'indice su se stesso mimando un 'dopo' con le labbra.

Cala il silenzio in auto. Solo la canzone "Nancy Mullingan" di Ed Sheeran ci tiene compagnia. Dopo qualche minuto Manuel svolta in un vicolo.

-No Manuel, c'è divieto d'accesso qui- dice Jade.

Manuel storce il naso guardandola dallo specchietto. -Sei sicura?-

-Sì, da due settimane... per via della scuola e...-

Sentiamo delle sirene della polizia. Luca diventa teso tutto d'un tratto e continua a sussurrare ininterrottamente "merda". Jade gli rivolge uno sguardo confuso.

Manuel sospira quando capisce che l'auto vuole che accosti.

-No, Manuel! No!- protesta Luca avvicinandosi a lui.

-Che ti prende? Sta' tranquillo, non ho bevuto niente. Spiegherò che mi sono sbagliato-

-Fanculo! Non ti fermare!- impreca.

Manuel accosta mentre l'auto della polizia si ferma di fronte a noi. Luca continua a torturarsi i capelli e il viso, visibilmente in agitazione. Manuel gli rivolge uno sguardo interrogativo, stessa cosa facciamo io e Jade.

-Luca che...- Ma Jade non riesce a terminare perché Luca tira fuori una bustina di plastica dalla felpa e la mostra a tutti.

-Questa come gliela spieghi?-

Spalanchiamo tutti gli occhi scioccati. Ci sono delle pasticche dentro questa bustina. I fari dell'auto vengono spenti.

-Sono stupefacenti?- chiedo. Luca chiude le labbra in una linea dura e annuisce appena.

-Manuel...- supplica mentre un poliziotto scende dall'auto.

-Allen?- risponde capendo qualcosa che rimane ignoto sia a me che a Jade.

-Sono nella merda-

-Mettila dentro, svelto- ordina Manuel per poi mettersi comodo sul sedile e sospirare. Abbassa il finestrino.

Non sto capendo assolutamente nulla. Jade è rimasta totalmente allibita. Lei conosce questo Allen? Chi è? Luca non è il tipo che spaccia. Ho il sospetto che questo tizio lo stia ricattando in qualche modo... ma come? Perché?

Il poliziotto si piega sulle ginocchia per guardare i componenti dell'abitacolo. E' un agente abbastanza giovane non avrà più di ventisette anni.

Ha i capelli neri che gli ricadono all'attaccatura del collo ma la cosa che mi colpisce all'istante sono i due occhi neri come la pece. Il naso leggermente all'insù e la barba nera, ben definita, che contorna il suo viso dalla mascella appena squadrata e le labbra un po' carnose.

Davvero un bellissimo ragazzo. Sposta il ciuffo dei capelli e ci scruta. Distolgo lo sguardo quando gli occhi del poliziotto si soffermano insistentemente su di me. Questa cosa viene notata anche da Manuel il quale guarda il soggetto dell'attenzione del poliziotto per poi guardarlo storto.

-Ci ha fermato per qualcosa o per guardare la scollatura della ragazza?-

La sua frase mi fa spalancare gli occhi dallo stupore. E' impazzito o cosa? Sento Luca mormorare un "sono morto" per poi portare una mano sugli occhi.

Che poi una canottiera non credo lasci intravedere chissà che cosa. Ho deciso di mettere insieme ad essa un paio di jeans a vita alta. Ho lasciato i capelli sciolti e mi sono truccata giusto un po' per rendermi presentabile.

Il poliziotto scuote leggermente la testa e guarda con sfida Manuel, il quale regge lo sguardo senza esitazione. Sta forse dimenticando che se decide di farci scendere siamo tutti nei guai? Non solo Luca.

-Senti piccoletto, cambia i toni. Ti devo ricordare che sei contromano?- Poggia una mano sulla portiera.

-Sì... è che non sapevo del cambiamento, mi...- Si ferma quando nota che il poliziotto non sta guardando lui ma... me. Sospira con frustrazione. -Io starei parlando. Il conducente sono io non lei. Ci ha fermato per rimorchiare o per fare il suo lavoro?-

Ha i lineamenti irrigiditi. Mi sto sentendo veramente a disagio. Sento Luca sussurrare "Si va di bene in meglio. Un poliziotto gay, no?". Il tono non è come quello di poco fa, un po' più disperato. E' come se lui avesse già previsto questo suo atteggiamento.

Io sul serio non me l'aspettavo. Sta sfidando un uomo in divisa, il quale avrà sempre il coltello dalla parte del manico. Il poliziotto serra la mascella parecchio infastidito. Batte leggermente il palmo sulla portiera.

-Visto che ti piace fare il gradasso, scendete tutti dall'auto, facciamo un controllo. Proprio come prevede il mio lavoro-

Jade si tortura le mani in ansia, Luca spalanca gli occhi facendosi inglobare dall'ansia prorompente, Manuel deglutisce a vuoto accorgendosi solo adesso di aver esagerato mentre a me viene in mente un'idea guardando l'auto della polizia di fronte a noi.

-Oh mio Dio...- Apro la portiera provocando uno sguardo interrogativo di massa. -Quella è una Fleming. Non ci credo!- squittisco appena dirigendomi verso l'auto.

Il poliziotto si solleva e porta le mani ai fianchi con aria orgogliosa. Mi sorride compiaciuto e si avvicina.

-Te ne intendi?-

Accarezzo il cofano e noto la sua temperatura fredda in contrapposizione con la mia, insolitamente, accaldata. Sto facendo la figura della civetta, lo odio. Ma se non lo faccio Luca sarà nei guai e con lui i ragazzi. E se finissi in una centrale potrebbe decretarsi la mia fine.

Chiamasi istinto di sopravvivenza.

Annuisco incerta. -Non proprio ma amo quest'auto. E' potente come si dice?- Il poliziotto schiude le labbra per rispondermi ma viene interrotto da Manuel.

-Non doveva controllarci?-

Da qui riesco a vedere Luca sotterrarsi e scomparire mentre Jade lo colpisce alla nuca. Il ragazzo lo guarda ma prendo l'iniziativa emettendo un piccolo rumore con un sassolino, subito dopo mi piego un po' in avanti fingendo di pulire un punto sullo specchio. Riesco ad ottenere l'attenzione del ragazzo mio malgrado.

Questa qui Luca me la paga davvero tanto.

Vedo lo sguardo acceso del ragazzo in contrapposizione a quello duro e infuocato di Manuel. E' davvero così geloso? Non l'avrei mai detto.

-Ragazzi io volevo visitare il Bing Bang e non mi avete portato-

Mi lamento come una bimba capricciosa avvicinandomi all'auto dei miei amici. Jade aggrotta le sopracciglia.

-Che diavolo stai facendo?- mi sussurra Manuel a denti stretti.

Riesco a sentirlo solo io visto che il ragazzo, del quale non so ancora il nome, prende parola tranquillamente. Ha davvero dimenticato che è in servizio? La divisa gli sta davvero bene comunque.

-Non sei di Londra?-

-No, sono arrivata qui per una visita e loro non mi ci vogliono portare-

-Beh...- Guarda il suo orologio. -Se vuoi ti ci porto io-

Ha davvero funzionato? Non ci credo ancora! La voce di Manuel mi distrae dai miei pensieri.

-Lei non avrebbe un lavoro da svolgere?-

Lo guardo storto ma non credo se ne accorga visto che continua a fulminare il ragazzo con le sue iridi castane. Ha poggiato il gomito sullo sportello. Il ragazzo gli sorride spavaldo. Mi sa che ha captato la sua gelosia e ci stia navigando sopra.

-In realtà il mio turno finisce tra dieci minuti quindi...-

Mi rivolge lo sguardo tutto d'un tratto facendomi mancare appena l'aria. I suoi occhi sono penetranti e profondi. Ma non come quelli di Manuel, quelli suoi sono speciali.

E ora per quale assurdo motivo li sto paragonando?

Mi sorride mostrando i denti bianchi. Non sono proprio perfetti per via del canino leggermente accavallato. -Tu sei...?- Schiudo le labbra per rispondere.

-In ritardo. Quindi sei pregata di entrare in macchina-

-Elena- rispondo ignorando l'intervento di Manuel. Abbozzo un sorriso nervoso.

-Io sono Charlie. Forza, riusciamo a fare in tempo se partiamo adesso- dice Charlie avviandosi alla macchina.

-Prendo il telefono in auto e arrivo- mento.

Mi sorride ed io entro in macchina. Il telefono l'ho già addosso. Una volta dentro la macchina, Manuel fa per mettere in moto ma io poggio una mano sulla sua bloccandolo. Mille brividi mi invadono la schiena. La ritiro con uno scatto fulmineo come se mi fossi scottata.

Ricevo uno sguardo confuso. -Non vorrai andare con quello!-

-Devo! E poi non ho mai visto il Bing Bang da vicino...-

-Tu non ci vai!-

-E' un ordine per caso?-

Aggrotto le sopracciglia mentre Manuel lascia andare un sospiro di frustrazione. So che non voleva risultare sgarbato.

-Grazie Elena, davvero. Mi hai salvato- Lo guardo con un'espressione indecifrabile.

-Hai poco di cui festeggiare. Mi devi delle spiegazioni- Sentiamo suonare il clacson. Saetto lo sguardo di fronte.

-Oh fanculizzati- biascica Manuel.

Dopo porta una mano tra i capelli e gratta la cute bruscamente chiudendo gli occhi. Sento Jade ridacchiare appena. Lo guardo con leggero rimprovero. Apre gli occhi, mi osserva ed alza leggermente le sopracciglia.

-Che c'è?-

Non rispondo e non staccando lo sguardo apro la portiera alle mie spalle. Scendo e mi dirigo alla macchina di fronte. Una volta dentro l'odore di pino mi invade le narici.

Rimango tesa come una corda di violino sul sedile. Sembro seduta su delle spine. Mi guarda sorridendo e io rispondo con un sorriso impacciato.

-Andiamo?-

Mordo l'interno della guancia dall'ansia, storco le labbra e passo i capelli da una spalla all'altra. Vedo gli occhi di Manuel di fronte. Non so perché ma è come se volesse dirmi qualcosa o rassicurarmi in qualche modo.

So che questo ragazzo potrà solo mostrarsi gentile nei miei confronti però sto in ansia. Non lo conosco e in pratica ci ho provato spudoratamente. Va bene che è un bel ragazzo e che la divisa lo rende anche più attraente ma non lo conosco e mi trovo a disagio.

Non sono imbarazzata, questa sensazione l'ho quando attorno a me si trova Manuel.

-Andiamo- rispondo ispirando profondamente.



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SPAZIO AUTRICE

CIAO People! Come vanno le cose?

Sono riuscita ad aggiornare oggi perché durante la settimana avrei trovato problemi.

Che ne dite? Vi piace il capitolo? La gelosia di Manuel mi fa impazzire!

Luca? Vi aspettavate una cosa del genere? Ovviamente si spiegherà nel prossimo capitolo! 

Ditemi cosa ne pensate tramite dei voti e dei commenti!

Baci, -N :)

Ps: Occhio a questo Charlie, non è qui proprio a caso. Nessun personaggio è presentato a caso! :*

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