"Muoio dalla voglia di baciarti"
Venticinquesimo capitolo.
ELENA.
Tolgo la maglietta color pesca, la piego e la lascio sul letto. Faccio lo stesso con i jeans e dopo prendo il pigiama dall'armadio. Mi vesto e ripongo i vestiti al loro posto. Sono le undici di sera ma sono troppo stanca per poter fare altro. Ho studiato tutto il pomeriggio dopo che Bella si è calmata.
A cena non ho visto i ragazzi, hanno deciso di uscire tutti insieme in ricordo dei vecchi tempi. Devo dire che a tavola non vedere quei due occhi marroni mi è mancato. E' come se, da quando mi ha raccontato la sua storia, un legame si fosse instaurato.
Oppure c'è sempre stato? Magari è diventato così evidente da farmene rendere conto.
Però c'è qualcosa che mi frena in qualche modo. Non so neanche di che cosa si tratti e per questo mi odio. Manuel è diverso, so che non mi farà mai del male e che magari riuscirebbe anche a darmi quel senso di sicurezza che brama la mia anima. Purtroppo, nonostante ciò tendo ad indietreggiare.
Bella è con Mia da qualche parte, staranno parlando del ritorno di Ryan. A quanto pare non è venuto per una semplice visita. E' tornato per rimanere. Quindi Mia sta cercando di farle metabolizzare bene il tutto.
Non l'ho ancora conosciuto di persona, non so che faccia abbia. Avremo tempo di conoscerci però.
Alzo parte del piccolo piumone e mi infilo. Jade entra dalla porta del corridoio e mi rivolge uno sguardo ambiguo. Incrocio le gambe sotto il piumone come fanno gli indiani e la osservo. Continua a mordersi l'interno della guancia.
-P-posso sedermi?- chiede incerta, balbettando appena.
Annuisco lentamente in risposta. Dopo l'ultimo scontro in bagno, non abbiamo avuto l'occasione di chiarire. Ma non porto rancore. Ha bisogno d'aiuto e se faccio caso al suo atteggiamento non riuscirò nel mio intento.
Si siede sul mio letto e porta i capelli dietro le orecchie. Respira profondamente e mi rivolge uno sguardo dispiaciuto. Adoro quei due occhioni da cerbiatto. E' truccata poco, solo un po' di fard, mascara, un filo di matita nera sopra le palpebre e un rossetto rosa antico.
-Senti... mi dispiace per l'altra volta. Sono stata scortese e ti ho trattata male- Scuote la testa e mi afferra una mano. -Scusami, sono una stupida... tu ti preoccupi e io ti aggredisco in quel modo. Non ho scusanti e...-
-Ehi...- La interrompo e le accarezzo una gota. Ha chinato il capo, così le afferro il mento e faccio scontrare i nostri occhi. -E' tutto ok, non sono arrabbiata con te-
-Sul serio?- Le sorrido e ricambia.
-Sì-
-Oh, grazie! Ti adoro!-
Mi salta al collo e scoppio a ridere. E' così tenera e dolce. Non prenderò di nuovo quell'argomento. Mia mi ha detto che ha in mente qualcosa e io ascolterò le sue direttive senza alcun obbiezione. Quando si stacca un sorriso a trentadue denti le contorna quel viso genuino.
-Come vanno le cose con Luca?- chiedo dopo qualche secondo.
-Benissimo, solo che... mi sento in colpa...- Il sorriso scompare così corrugo la fronte. Che succede ancora?
-Perché?-
-Sai che io e Simon proviamo la scena insieme, no? Beh... ieri l'abbiamo provata e... Elena i-io...- Si porta le mani nei capelli e china il capo esasperata. -Credo di essere ancora innamorata di Simon ma con Luca...-
-Non c'è bisogno che mi consideri-
Io e Jade giriamo di scatto il capo verso sinistra. Luca è in piedi che guarda Jade con le sue iridi scure. La sua presenza è così penetrante. Jade scatta in piedi e la preoccupazione la pervade.
-Luca p-posso spiegarti, davvero io...- Luca ridacchia e porta le mani dentro le tasche dei jeans.
-Cioè? Cosa mi vuoi spiegare? E' così evidente!-
Jade si avvicina a lui e cerca di toccargli il braccio ma Luca la scansa. Questo gesto mi fa alzare le sopracciglia stranita. Questo ragazzo non è lo stesso ragazzo che conosco da quasi tre mesi.
-No, poco fa non ho finito il discorso. Io...- Ma viene interrotta ancora una volta.
-E' tutto chiaro Jade. Ma sta' tranquilla, non devi più torturarti pensando a cosa fare e cosa no...-
-Ma Luca...-
-No, Jade! Mi tiro fuori, sono stanco, è finita. Adesso puoi vivere la tua storia d'amore senza complicazioni-
Jade comincia a lasciare andare delle lacrime pronte a rigarle quel bel viso. Luca sembra impassibile davanti a questa vista. Tolgo il piumone e poggio i piedi per terra. Non posso vedere Jade in questo stato. Luca mi rivolge uno sguardo freddo.
-Buonanotte Elena-
Ed esce fuori dalla stanza. Mi avvicino a Jade e poggio una mano sulla sua spalla. Dischiudo le labbra pronta a dire qualcosa ma la sua voce mi distrae.
-Amo te di più- sussurra.
Strabuzzo gli occhi. Jade si volta, si butta fra le mie braccia e si lascia andare in un pianto disperato. Lei ha capito di amare Luca più di quanto potesse amare Simon.
Si sente in colpa per quei sentimenti, seppur meno forti ma esistenti, che cova per qualcun altro che non sia Luca.
Ma perché Luca si è comportato in quel modo? Lui l'ha sempre ascoltata, anche quando moriva di gelosia o era furioso per qualcosa. Non capisco.
ORE 07:00
Quando entro in bagno contemporaneamente si apre la porta dei ragazzi. Luca è ancora in pigiama mentre io devo solo mettere la camicia e sono pronta.
Il suo viso è strano, non sembra assonato o appena sveglio anzi sembra abbia passato la notte insonne. Le occhiaie, il viso leggermente pallido e i capelli fuori posto lo confermano. Ci avviciniamo entrambi ai lavandini e ci laviamo il viso e i denti. Mentre io asciugo il viso e le mani, lui si sistema i capelli ignorandomi.
-Hai un aspetto orribile- commento poggiando l'asciugamano sulla lastra di marmo. Luca mi guarda con un espressione indecifrabile sul viso.
-Buongiorno anche a te- Torna a guardarsi attraverso lo specchio. Cerca di sistemare dei ciuffi ribelli che gli ricadono sul viso.
-Senti...- Comincio a mordere il labbro inferiore per darmi coraggio. -Potresti spiegarmi perché ieri hai reagito in quel modo? Jade stava cercando di dirti che...-
-Elena per favore!- Mi interrompe guardandomi leggermente storto con le mani ancora in aria. Sospiro.
-La devi smettere di interrompere in questo modo! Le persone potrebbero dire qualcosa di veramente importante e tu con questo atteggiamento non...-
-Sai... ti preferivo quando non proferivi parola e te ne stavi sulle tue- sputa fuori con tono acido.
Si asciuga le mani con l'asciugamano ed esce fuori. La sua frase mi fa dischiudere le labbra e mi lascia completamente di sasso. Perché mi ha risposto così? Non è da lui. Ritorno in camera e tolgo la maglia, indossando la camicia.
Chiudo la camicetta della divisa scolastica, stringo per bene l'elastico che raccoglie i miei capelli in una coda di cavallo molto alta, e guardo Bella seduta sul suo letto.
Jade è già in cucina. Non ha detto una parola, ha lo sguardo privo della sua solita solarità e questo mi fa stare male. Per di più, adesso, c'è anche Bella che non è più la stessa.
Perché l'amore ti rende così debole? Perché tende a farti sentire la persona più felice al mondo ma al tempo stesso una nullità? Non lo capirò mai. So solo che l'amore è l'unico sentimento in grado di farti provare cose mai conosciute.
So che Bella cerca di rimandare il momento in cui dovrà scendere e troverà a tavola Ryan. Sospiro e le vado a dare un buffetto sulla spalla. Mi guarda portandosi il labbro inferiore fra i denti. Le faccio un gesto con il capo e annuisce.
Non pensavo di dover dare coraggio ad una come Bella. Primo perché l'ho sempre vista troppo forte per immaginarla in queste condizioni e in più non dopo il nostro rapporto così contorto.
Subito dopo ci dirigiamo in cucina. Una volta entrate dentro la stanza, l'atmosfera diventa tesa tutto d'un tratto. Ryan stava ridendo con Tobia, il quale si trovava sulle proprie gambe, ma alla vista di noi due ha smesso all'instante.
Bella va a sedersi accanto a Mia e prende dei biscotti dalla ciotola. Jade è accanto a Simon, nel solito posto. Quest'ultimo continua a lanciarle delle occhiate sospette poiché la moretta gira meccanicamente il cucchiaio dentro la tazza, senza un motivo preciso.
Mi dispiace così tanto per lei. Non ho potuto fare niente per aiutarla o per consolarla. Si è chiusa in se stessa ed è andata a letto.
Manuel è poggiato sulla penisola e sta mangiando un croissant. Non riesco a credere al fatto che la barba si sia presentata così presto sul suo viso. Certo, non è molto pronunciata ma è cresciuta.
Mia ci dà il buongiorno sorridendo calorosamente. Non smetterò mai di ammirarla in tutta la sua dolcezza. Poi, in questo periodo, sembra anche più raggiante del solito. E' sempre di buon umore, ride di continuo e passa più tempo con noi. Forse il lavoro è diminuito per adesso.
Do un'occhiata al tavolo e non vedo tazze pulite. Mi avvicino alla penisola e anche lì niente. Apro lo stipetto e sbuffo infastidita. Devo dire a Gloria che deve smetterla di mettere le tazze sull'ultimo ripiano.
Che poi deve pure spiegarmi come fa ad arrivarci visto che è più bassa di me. Mi alzo sulle punte allungando il braccio ma non serve poiché Manuel ne recupera una rossa e me la porge.
Questo gesto mi fa ricordare qualcosa che è già accaduto. Incontro il suo sguardo e mi si riempie il cuore nel vedere quelle iridi così profonde e dolci al tempo stesso. La prendo sfiorando impercettibilmente la sua mano. Questo manda brividi su tutto il mio corpo, il fiato mi si blocca in gola e sento lo stomaco in subbuglio. Come diavolo è possibile che qualcosa di così futile possa scuotermi in questo modo?
-Grazie- dico sorridendogli. Manuel, con una lentezza estenuante, apre le sue labbra carnose in un meraviglioso sorriso portando la lingua fra i denti.
Perché il cuore sta perdendo diversi battiti?
Verso un po' di camomilla sulla tazza e comincio ad assaporarne il contenuto.
Luca entra in cucina e noto Jade saettare lo sguardo dalla tazza a lui. Sembra essersi appena svegliata da un sonno inconscio. Luca guarda lei e lancia uno sguardo fugace a tutti quanti. Jade si alza e cerca di andargli incontro però Luca comincia a parlare rivolgendosi a Mia.
-Faccio colazione al bar- dice monocorde.
Non dà neanche il tempo a Mia di rispondere perché scompare subito dopo, lasciando Jade guardare il punto in cui si trovava poco prima. La sua reazione non lascia perplessa solo me, Manuel al mio fianco si è irrigidito notevolmente e Mia ha aggrottato le sopracciglia. Vengo distratta dalla voce di Ryan.
-Hai dormito bene?- chiede a Bella.
-Tobi vai a prendere il tuo zaino- dice Mia.
Tobia scende dalle sue gambe e corre in camera a prendere lo zaino mentre Simon continua a guardare Jade torturandosi le labbra con dei movimenti della bocca continui. Bella lo guarda ma non gli risponde. Si alza per posare il proprio bicchiere, dove poco prima c'era la spremuta d'arancia, sul lavandino. Ryan la raggiunge e io faccio qualche passo verso sinistra sfiorando il braccio di Manuel. Ci guardiamo di sottecchi per qualche secondo.
-Bella ti ho chiesto se...-
-Non mi devi parlare- risponde atona senza neanche guardarlo.
Ryan dischiude le labbra ma subito dopo le cinge il braccio delicatamente. Penso di aver notato solo io Bella sussultare... forse ho imparato a conoscerla.
-Mi spieghi perché non posso...-
Ma non riesce a terminare la frase perché Bella riempie il bicchiere d'acqua e glielo versa addosso bagnandogli il viso e parte della camicia, per via degli schizzi. Tutti in cucina siamo a bocca aperta, Ryan compreso.
-Ho detto che non mi devi parlare- minaccia fulminandolo con lo sguardo.
-Bella adesso tu chiedi scusa a Ryan e...-
Bella non ascolta Mia e con grandi falcate esce fuori dalla cucina. -Bella!- La richiama ancora.
-Vado io- Interviene Jade per dopo uscire fuori dalla cucina.
Io sono rimasta ancora con le sopracciglia alzate. E pensare che fino a ieri era in crisi e continuava a ripetere quanto potesse essere perfetto ai suoi occhi nonostante tutto.
Una persona che non la conosce potrebbe interpretare questo come totale rabbia e disinteresse ma Bella è fatta così. Respinge per non provare nulla, ma la rabbia la viene a trovare quando continua a sentire qualcosa contro la sua volontà.
Mia si alza e porge uno strofinaccio a Ryan, il quale lo afferra con uno scatto fulmineo e comincia a passarselo addosso. Ha il viso gocciolante e la camicia presenta qualche parte schizzata.
Devo dire che è fisicamente diverso dai ragazzi. E' più impostato e la sua pelle è chiara come quella mia. Non è così male, è carino ma non ci trovo nulla di particolare.
-Forse è ancora un po' arrabbiata- ipotizza Mia. Ryan lascia lo strofinaccio sulla tavola e guarda Mia scettico.
-Solo un po'?- chiede sarcastico.
Sbuffa portandosi una mano fra i capelli rasati mentre Mia boccheggia e guarda Manuel chiedendo aiuto con le sue iridi azzurre. Manuel strofina le mani fra di loro pulendosi dalle briciole lasciate dal croissant e si avvicina a lui. Poggia una mano sulla sua spalla. Io continuo a bere la mia camomilla.
-La rabbia è causata dai sentimenti. Vedila così: se è ancora arrabbiata prova qualcosa per te-
Osservo la scena da sotto la tazza e quando Manuel mi rivolge uno sguardo eloquente serro le labbra bloccando il liquido giallo. Distolgo lo sguardo e lascio la tazza sul lavandino.
-Tu dici?-
-Fidati di Manuel. Odio ammetterlo ma ha sempre ragione- esordisce Simon alzandosi e dando una pacca al biondo.
Si sorridono. Vedo Mia guardare con orgoglio Manuel. Questo ragazzo è una sorpresa costante. Una meravigliosa scoperta. Con una semplice frase ha rincuorato il suo amico. Lo ha fatto sorridere di nuovo.
-Sarà mia di nuovo- annuncia mettendosi la giacca della divisa scolastica.
Oggi sarà il suo primo giorno di scuola. Simon e Manuel gli danno pacche amichevoli sulle spalle facendolo piegare in avanti per pararsi dai colpi.
-E bravo Terminator-
-Fai vedere di che pasta sei fatto- continua concitato Manuel cominciando a ridere.
La sua risata ha una melodia così bella e pura. E tra tutte quelle risate è come se la sua si isolasse e facesse un assolo privato dedicato ai più fortunati. Mi rendo conto di stare sorridendo quando comincio a sentire male alle guance.
-Forza, andate a scuola!- incita Mia portando le mani ai fianchi sorridendo.
Le do un bacio sulla guancia facendole aumentare l'arco del suo sorriso e mi dirigo fuori con al seguito i ragazzi.
Se penso ai primi giorni passati qua mi viene da sorridere. Mi dispiace così tanto per averla trattata in malo modo ma non riuscivo a fidarmi. Non riuscivo a credere che le persone potessero darmi una mano per il semplice gusto di farlo.
Ma Mia mi ha fatta ricredere. Esistono le persone che vogliono dare una mano senza pensare a un tornaconto. La ringrazierò per sempre per tutto quello che ha fatto per me.
-Comunque, tu devi essere Elena- dice Ryan una volta fuori casa. Manuel e Simon sono qualche passo più avanti. Annuisco.
-E tu Ryan-
-Esatto. Ho sentito parlare di te... tu come fai a sapere di me?-
-Voci di corridoio- rispondo dopo aver alzato le spalle.
-Spero solo che una delle voci appartenga a due occhi verdi-
Gli rivolgo uno sguardo fugace ed entro in macchina. In quel frangente sono riuscita a scorgere tanta speranza. E' ancora innamorato e sono sicura che riuscirà nel suo intento. Riuscirà a farla cedere, torneranno insieme.
Simon è seduto davanti, accanto al posto del guidatore mentre io e Ryan dietro. Manuel mette in moto e ci dirigiamo a scuola. Lascio andare un sospiro guardando fuori dal finestrino e pensando al fatto che dovrò affrontare un'intera giornata scolastica.
Che Dio me la mandi buona!
ORE 16:47
Manuel arriva con il fiatone nell'atrio. Si piega sulle ginocchia poggiando i palmi su di essi, dopo qualche secondo sventola il foglio in aria. Questa scena mi fa sorridere.
-Trovato- biascica col fiato corto. Rido divertita.
-Mi spieghi dove lo lasci?-
-Non me lo ricordo mai, è questo il problema-
-Perspicace, davvero- commento sarcastica sorridendo. Manuel alza le sopracciglia divertito e si siede accanto a me.
-Sei ironica?- chiede retorico. Faccio una smorfia.
-Che cos'è l'ironia?-
Scoppia a ridere ed io sorrido a mia volta a quella vista. Dopo qualche secondo si ricompone, apre il copione e tossisce, portandosi un pugno davanti alla bocca.
-Cominciamo?- Annuisco sospirando.
Oggi la prova potrebbe andare bene, siamo entrambi di buon umore e andiamo, insolitamente, d'accordo. Deve andare bene la scena, perché voglio prendere un bel voto. Dobbiamo metterla in scena tra una settimana circa e già sto in ansia.
Come da copione, Manuel cerca di prendermi la mano ma non la scanso subito... diciamo che quel calore improvviso mi fa piacere. Però la scena prevede ciò quindi... eseguo.
-Ti prego piccola i-io posso spiegare...-
Il suo tono sembra così reale. Si sta impegnando e io devo fare lo stesso. Leggo velocemente la mia battuta e lo guardo con finto rimprovero. Le battute le so a memoria, sia quelle mie che quelle sue, il problema sono le azioni, quelle non le ricordo.
-Cosa vuoi spiegare? Cosa? Ti ho visto!-
Quasi mi meraviglio di me stessa quando mi rendo conto dell'intensità con cui ho pronunciato quelle parole. Manuel socchiude leggermente gli occhi, forse è sorpreso quanto me. Cerca di toccarmi la coscia ma io mi alzo repentinamente, seguita a ruota da lui.
-E' stata lei! Lei mi ha baciato, io non ho avuto il tempo di staccarmi perché ci hai visti... ma hai frainteso tutto!-
E' così reale che mi destabilizza appena. Guardo un attimo il copione rinfrescando la memoria. Scuoto la testa e gesticolo appena. Manuel ha lasciato il copione sul tavolo, probabilmente sa già ciò che deve mettere in scena.
-Non ci credo! I-io vi ho visti e tu...-
-Io muoio dalla voglia di baciarti- sussurra appena fissandomi le labbra. Sento bruciare il punto in cui le sue iridi si sono fermate.
Il mio cuore perde un battito, le budella si contorcono e il fiato mi si ferma in gola facendomi credere di essere in apnea. Le sue pupille dilatate non aiutano. Ma aspetta, io so a memoria il copione e non prevede questa battuta. Guardo il copione cercando conferma ed ho ragione.
-Manuel la tua battuta era...-
Non riesco a finire la frase perché Manuel mi prende dall'incavo del collo e fa scontrare le nostre labbra. Le sue labbra piene e carnose in contatto con le mie mi fanno mancare il fiato.
Lascio cadere il copione per terra e poggio una mano sul suo petto, all'altezza del suo cuore, che batte all'impazzata quasi in sincronia con il mio, e l'altra dietro la sua nuca.
Chiede di approfondire il bacio e non me lo faccio ripetere due volte. Sento di essere in una bolla speciale fatta per noi due. Non esiste più nessuno.
Credo di capire cosa intendeva dire Bella con l'uragano al posto delle farfalle. E' come se dentro me ci fosse una tempesta prorompente.
E sentire i polpastrelli di Manuel sfiorarmi la gota delicatamente mentre con l'altra mano mi afferra dai fianchi e mi avvicina di più a sé, non mi fa capire più niente.
Manuel mi sta baciando e non pensavo di arrivare a pensarlo ma credo che le mie labbra siano state fatte apposta per essere assaporate dalle sue.
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SPAZIO AUTRICE
AUGURI DI BUONA PASQUA!
Allora finalmente questo dannato bacio è arrivato! Vi piace? Lo immaginavate in un altro modo?
Che ne dite del capitolo? Diciamo che io ci tengo perché avviene una vera e propria svolta.
Abbiamo la rottura di Jade e Luca, Ryan e Bella che litigano e il bacio Melena! Un paio di cosette insomma ahahah
Fatemi sapere se non vi ho deluso :)
Fatemi sapere cosa ne pensate tramite dei commenti e dei voti, SONO IMPORTANTI PER ME.
Spero vi piaccia davvero!
Baci, -N :)
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