"Ho smesso di scappare"
Trentaduesimo capitolo.
ELENA
-Sono stato un mito a lezione!-
Simon che si pavoneggia da almeno dieci minuti mi fa roteare gli occhi al cielo. Gli è andata bene l'interrogazione di economia. Anche se, a detta di Luca, ha semplicemente risposto a due domande su sei.
Non ha preso un voto alto ma si sente bene perché è riuscito a rispondere almeno a due domande. Per quello che non aveva capito è davvero un gran traguardo.
Ryan e Bella arrivano con i propri vassoi e si siedono con noi. Ci aspettano altre due ore di lezione, questi minuti di pausa pranzo ci servivano.
Manuel non è qui con noi, ha detto che aveva un impegno. Sono decisa, voglio parargli ma sembra che mi stia evitando in mille modi possibili.
Al solo pensiero mi ritrovo a sospirare e ad addentare il mio panino con il prosciutto cotto e il prosciutto crudo.
Mentre mastico vedo Luca e Simon rivolgermi uno sguardo allibito e un po' schifato. Che succede? Non sto neanche mangiando a bocca aperta quindi non capisco davvero il loro disappunto.
Ritrovarmi in mezzo a loro non aiuta affatto. E poi... Jade dove diavolo si trova? Ingoio, bevo un po' d'acqua e li guardo alzando le sopracciglia.
-Che c'è?- chiedo leggermente infastidita.
Odio essere osservata senza alcun motivo. Beh, odio essere al centro dell'attenzione in qualsiasi occasione, che sia giustificata o meno. Ma se, per giunta, non sto facendo nulla di eclatante che mangiare il mio pranzo, mi infastidisce parecchio.
-Prosciutto cotto e crudo insieme?- chiede incredulo Simon.
Incurvo anche le labbra aumentando la smorfia interrogativa. E quindi? Non capisco dove sia il problema.
Ryan e Bella parlano del più e del meno ed ogni tanto Ryan le ruba qualche bacio a fior di labbra facendola arrossire. E' strano vedere Bella sotto questa luce, mi piace. E poi, mi piace il modo in cui parlano e scherzano fra di loro... sembrano appartenere ad un mondo fatto solo per loro due.
-E quindi?-
-E' un accostamento... strano, ecco- Cerca di giustificarsi Luca. Alzo le spalle non curante.
-Anche perspicacia con il vostro nome, ma non ne faccio un dramma-
Mi sento scuotere nel momento stesso in cui i due mi danno una gomitata in contemporanea. Gli sorrido giocosamente e ricambiano facendo scomparire il broncio offeso.
Dopo qualche secondo noto Luca osservare la sedia di fronte a sé. Scommetto che sta pensando a Jade. Lo vedo dischiudere le labbra per parlare ma Simon lo precede facendomi una domanda.
-Elena, sai dove si trova Jade?- Guarda l'orologio al polso per poi rivolgermi di nuovo lo sguardo. -Dovrebbe essere già qui...-
Boccheggio appena. Guardo il posto vuoto, butto un'occhiata fugace alla coppietta immersa nelle proprie chiacchierate, e subito dopo osservo Luca, il quale attende come Simon una mia risposta.
-In realtà... non lo so neanche io- Faccio una smorfia. -Dovrei andare a controllare...-
-El... io e Simon abbiamo parlato... beh, in realtà ne abbiamo parlato anche con Manuel. Pensiamo che Jade abbia un... problema, non so se tu ne sei al corrente-
Bagno le labbra annuendo. -Sì... io e Bella l'abbiamo tenuta d'occhio e ne ho parlato con Mia. Sa già cosa fare a riguardo-
Finisco con calma il mio discorso ottenendo l'attenzione completa di entrambi. Sento mormorare un 'perfetto' a Simon e vedo annuire con calma Luca.
Spero di non trovare Jade in bagno a vomitare perché non saprei proprio come reagire. Sono totalmente in pena per lei, anche se sono stata distratta da altro non smetto di preoccuparmi per lei.
Sto per andare alla ricerca della moretta quando Camilla arriva al nostro tavolo tutta sorridente. Bella biascica dei commenti poco carini nei suoi confronti per poi fulminarla con lo sguardo. Non scorre buon sangue fra le due. Ma non immaginavo fino a questo punto. E' successo qualcosa ed io non lo so?
E quando vedo gli occhi castani di Camilla posarsi su Ryan qualche secondo in più, riesco a capire il possibile fastidio a cosa sia dovuto.
Eppure Camilla sembra presa parecchio da Simon, quindi non capisco perché la gelosia spropositata di Bella. Guardo Ryan chiedendo spiegazioni silenziose, così lui mi mima con le labbra un 'dopo ti spiego' roteando l'indice su se stesso, per poi abbassare il capo e sorridere compiaciuto. Sembra quasi contento della gelosia di Bella. Anzi, sprizza felicità da tutti i pori.
Quando non c'è Melody nei paraggi Camilla è più... docile, oserei dire. Si sposta i capelli da una spalla all'altra e si posiziona di fronte a Simon.
Istintivamente guardo in giro per la mensa, gli occhi si posano sul tavolo in fondo vicino all'uscita, dove di solito si trova Melody insieme al suo gruppo. Perché manca anche lei oggi? Nessuno ha fame!?
-Ciao ragazzi...-
Bella le rivolge un sorriso finto e acido. -Credo di star respirando aria tossica in questo momento... ti dispiacerebbe, non so, sparire?-
Ryan comincia a ridacchiare e quando Luca, Simon ed io gli rivolgiamo la nostra attenzione, camuffa il tutto con una finta tosse. Bella intanto continua a guardare in modo acido Camilla, la quale ignora la frase cattiva e rivolge a Simon il suo interesse.
-Ho saputo che sei andato bene in economia- dice sinceramente entusiasta.
Simon mette su un sorriso presuntuoso e compiaciuto. Alzo gli occhi al cielo sapendo già cosa mi aspetta tra qualche secondo. Adesso comincia a vantarsi senza alcun ritegno.
-Beh, sono stato un genio... lo ammetto- Ecco.
Cerco di non scoppiare a ridere mordendomi il labbro inferiore. Chino il capo verso il mio vassoio. Ma la battuta di Luca mi impedisce di controllarmi.
-Così genio che non ha risposto alle domande del professore mettendolo alla prova. E che dire? Il professore è davvero preparato- dice con ironia incurvando le labbra in giù.
Cerco di attutire la risata portando una mano alla bocca. Simon si gira con lentezza estenuante verso Luca rivolgendogli uno sguardo omicida. Luca in risposta alza le spalle come se non avesse appena messo in ridicolo l'amico. Simon torna a guardare Camilla, la quale sembra non aver capito bene il loro discorso, e comincia a boccheggiare in leggera difficoltà.
Così gli afferro le spalle, lo guardo un secondo e dopo osservo la ragazza di fronte. Simon si irrigidisce appena, non aspettandosi questo gesto da parte mia.
-In realtà è andata molto meglio di quanto si aspettasse, vero Simon?- Gli sorrido incoraggiante.
-Già- mormora.
-Quindi è stato molto bravo. Sono fiera di lui-
Ci guardiamo negli occhi e attraverso le sue iridi verde scuro leggo tanta gratitudine.
-Grazie- sibila tra l'incredulo e il sorpreso.
Gli sorrido in risposta, torno alla mia postazione, sistemo tutto per bene sul vassoio e lancio un'occhiata fugace ai ragazzi.
-Vado a cercare, Jade. Ci vediamo più tardi-
Quando esco dalla mensa mi ricordo che devo prendere il libro di letteratura per l'ora successiva, così decido di dirigermi al mio armadietto prima di andare in bagno. Sono sicura che Jade si trova lì.
Recupero il libro e quando chiudo l'armadietto quasi non mi viene un colpo. C'è una ragazza alta quanto me, capelli lunghissimi e neri, carina anche se un cipiglio scuro e scontroso le caratterizza il viso. Ciò che noto subito però è il seno prosperoso.
Ho già visto questa ragazza ma adesso non ricordo dove e quando.
-Ti serve qualcosa?-
-Sì, che ti smaterializzi-
Faccio una smorfia non capendo. Mi sta minacciando? E poi che cosa avrei fatto? Le ragazze di questa scuola hanno dei problemi nelle relazioni.
-Come scusa?-
-Devi stare alla larga da Tyler!-
Sussulto leggermente. Tyler? Aspetta! L'ho già vista al corso, la ragazza che fa la scena con Luca, colei che ha scatenato la gelosia di Jade e che ha causato quel crollo di Tyler.
E' il suo modo di presentarsi per la prima volta? Non abbiamo mai parlato e viene a minacciarmi. Mi stupisco sempre di più del genere femminile. Dovremmo sostenerci a vicenda ma per via di un ragazzo siamo capaci di assalirci. Per poi cosa? Essere deluse e ferite, magari anche, dallo stesso ragazzo per cui abbiamo litigato.
-Rose...?- dico molto incerta. Annuisce veementemente.
-Sì e tu sei Elena-
-Sì, lo sapevo già- rispondo ironica e anche un po' stizzita.
Insomma, neanche un 'ciao, piacere...' si passa subito alle minacce. Ma dove sono le buone maniere e l'educazione?
Che poi a me Tyler non è mai interessato. Non rispecchia i miei gusti. E' simpatico ed è un ottimo compagno di corso, niente di più.
-Ascolta...-
La fermo prima ancora che possa dire qualcosa di stupido e di avventato. So perché è qui e le darò le sicurezze di cui ha bisogno, senza che me le chieda apertamente.
-Partiamo dal presupposto che non sei nessuno per venirmi a parlare così, in più non sono tenuta a darti spiegazioni ma... te le darò comunque- Sospiro. Stringo il libro fra le braccia cercando la calma necessaria.
-Io e Tyler siamo solo amici e lui è cotto di te. Me lo ha confessato lui stesso. Lo vedo come un amico e sarà sempre così quindi... rilassati e dormi pure sonni tranquilli. E' tutto tuo- Dischiude le labbra sorpresa. -Ora devo andare. Quindi ciao-
La congedo senza alcun interesse a sembrare amichevole. D'altronde non lo è stata neanche lei. Però ho notato del pentimento attraverso i suoi occhi. Sono sicura che la prima impressione su di lei è quella giusta.
Non è così scontrosa come vuol apparire. Si è mostrata così solo per marcare il territorio. E' interessata a Tyler. Sono carini insieme peccato che non siano in grado di comunicare.
La comunicazione è tutto in una relazione, oltre la fiducia. Quindi se vorranno intraprendere una relazione seria e solida dovranno fare degli sforzi. Cercherò di dare qualche consiglio a Tyler.
E pensare che quel ragazzo i primi tempi mi irritava parecchio. Non sopportavo la sua insistenza nel voler fare amicizia, ci vedevo sempre dei secondi fini che non comprendevo e non volevo scoprire.
Ora invece non riesco a pensare ad una lezione di filosofia senza le sue battute sui filosofi. Secondo lui dovevano trovarsi più ragazze, è per questo che si creavano tutti questi problemi sull'essere e l'esistenza. Le donne non si concedevano e questo non riuscivano a capirlo. Ovviamente vale lo stesso per quei filosofi gay.
Non conosco persona così stupida e intelligente nello stesso tempo, credo di volergli bene.
Arrivata di fronte alla porta del bagno quest'ultima si apre facendo uscire una Jade serena e impacciata. Sospiro affranta. Purtroppo avevo ragione.
-Stai bene?-
-Mmh sì...-
-Ti aspettavamo a mensa... perché hai perso così tanto tempo?- La vedo indugiare schiudendo le labbra.
Forza, inventa una delle tue scuse, tanto neanche le ascolto più.
Inclina il capo e comincia a camminare con me al suo fianco. Da quando ha iniziato a farlo? Da quando mente così spudoratamente a se stessa e a chi le sta accanto? Non capisce di avere un problema serio? Non riesce a comprendere che sta distruggendo il suo organismo?
E' questione di tempo se non la smette. Il tempo scorre veloce e in men che non si dica si ritroverà in un letto d'ospedale senza forze.
Suona la campanella che segna la fine della pausa pranzo. Mi volto a guardarla stringendo il libro fra le braccia. Non mi ha risposto proprio come faccio io di solito.
Alle volte penso mi punisca. E' come se pensasse che non sia tenuta a rivelarmi i suoi problemi se io non le ho mai raccontato i miei incubi notturni.
Ma quelli non li conosce nessuno.
-Hai mangiato?- chiedo a bruciapelo. La vedo sussultare appena.
-Mmh... sì sì-
-E cosa?-
-Un tramezzino che mi ha preparato Gloria stamattina. Ora andiamo che sennò arriviamo in ritardo a lezione-
Lascio correre anche se con riluttanza e mi faccio trascinare in aula.
Tanto ti salverò, ne sono sicura.
Ti salverò da te stessa. O almeno, ci proverò.
21:25
Siamo tutti a tavola da cinque minuti ormai. Stasera Felipe si è fermato con noi. La tavola è aumentata notevolmente. Il fatto che siamo undici persone che parlottano fra di loro, crea una piacevole confusione.
Ryan cerca in qualche modo di ottenere l'attenzione della sua ragazza, la quale continua ad essere infuriata con lui. A quanto pare non lo sa nemmeno lui dove abbia sbagliato. Mi fa sorridere.
La lascia perdere in malo modo provocando uno sguardo omicida da parte di Bella che lo fa pentire subito dopo. Leggo attraverso il suo sguardo del terrore. Li adoro.
Simon gli dà una pacca richiamandolo, cominciano a parlare di partite di calcio e cose così mentre Luca e Jade, seduti accanto sullo stesso lato, si scambiano sorrisi imbarazzati. Vedo le gote di Jade bruciare quando Luca le sposta una ciocca di capelli dietro l'orecchio.
Mia si trova a capotavola, stessa cosa Felipe. Non hanno detto ancora della loro relazione, non ne capisco il motivo.
Io mi trovo accanto a Mia, dopo di me ci sono Tobia, Gloria, Bella e Ryan. Sono le nostre postazioni. Manuel è seduto proprio di fronte a me.
Non ho avuto ancora l'occasione di parlargli, ci ho provato però.
Oggi dopo la scuola lo stavo raggiungendo al parcheggio mentre non c'era ancora nessuno ma Bruno mi ha fermata con una scusa per parlarmi.
E' inutile dire che gli ho dato un due di picche scocciato mentre guardavo di continuo Manuel poggiato alla macchina che fumava tranquillo. Non vedevo l'ora che se ne andasse per poter correre da lui.
Ma è stata solo una perdita di tempo. Quando sono riuscita a lasciarlo lì, con un cipiglio scuro e cattivo sul viso e con un 'non sai cosa stai facendo' increspato sulle labbra, Simon e Bella si erano fatti vivi. Subito dopo sono arrivati gli altri e siamo andati a casa.
-Allora, come è andata oggi a scuola?- chiede Mia rivolta a tutti quanti. Annuiamo un po' tutti.
-Bene... abbiamo un sacco di compiti la prossima settimana- risponde Manuel portando un pezzo di carne in bocca. Quelle labbra...
"Io muoio dalla voglia di baciarti"
Distolgo lo sguardo quando i suoi occhi mi colgono in flagrante ad osservarlo. Dannazione ho trovato la luce e l'ho davanti a me che mangia tranquillo.
Probabilmente non ha più tutta quella voglia di baciarmi. Ormai non pensa più a me in quel senso, lui...
"Elena io ho perso la testa..."
Allungo il braccio per poter prendere la brocca d'acqua. Sussulto appena quando una mano calda sfiora la mia nello stesso momento. Lo yin e lo yang occupa la mia visuale maggiore, anche se dopo qualche secondo riesco a notare un nuovo tatuaggio che gli ricopre tutto il dorso della mano.
"E non solo quella..."
Ci guardiamo per dei secondi indefiniti subito dopo ritira la mano e torna a guardare il proprio piatto non curante.
Io sto perdendo la sanità mentale, non di certo tu!
Verso l'acqua nel bicchiere e ne bevo dei gran sorsi. Sento toccarmi la mano e guardo Mia sorridermi dolcemente. Ricambio e continuo a mangiare.
-Elena hai fatto più brutti sogni?- chiede Tobi un po' troppo con voce acuta.
Dopo qualche secondo i brusii provocati dalle singole chiacchierate si fermano. Sento tutti gli occhi puntati addosso. Tossisco estremamente a disagio cercando di rispondere.
-Ehm... tu invece?-
Cerco di sviare il discorso e l'attenzione dei presenti. Bella e Jade mi guardano consapevoli della notizia. Quante volte mi hanno sentita sussultare nel cuore della notte o nelle prime ore del mattino. Tobia scuote la testa flebilmente.
-Però se hai bisogno, fammelo sapere che dormo con te- continua timido ma sicuro di sé. Sorrido più rilassata. Lo adoro.
-Va bene- rispondo spostandogli il ciuffo.
-Guarda il piccolo Tobia che vuole dormire con Elena- canzona Simon divertito facendolo arrossire.
-E bravo... cresci in fretta vedo- aggiunge Luca.
-Sai anche scegliere molto bene- termina Ryan facendogli l'occhiolino. Mi ha fatto un complimento sottinteso.
Felipe, Mia, Gloria e gli altri scoppiano a ridere di gusto. Per fortuna sono riuscita a cambiare argomento in fretta. Non avrei retto neanche un secondo. Non riesco neanche ad essere arrabbiata con il piccolo, non c'entra nulla. Ha chiesto innocentemente qualcosa di apparentemente normale.
-Mia, io sto poco bene... posso andare in camera?-
La voce di Manuel che spezza quel momento di serenità e di spensieratezza mi fa voltare verso di lui. Mia lo guarda sospetta, so che non ci crede e vuole solo abbandonare la tavola per non ascoltare nessun commento nei miei confronti.
-Che hai?- chiede accarezzandogli il polso. Manuel arriccia il naso e fa una smorfia.
-Nulla di grave... posso?-
-Certo, vai-
Le sorride, si alza ed esce fuori. Non può tollerare che mi facciano complimenti... figuriamoci una mia possibile dichiarazione. Sono nella merda.
Poggio la tempia sul palmo della mano ignorando lo sguardo preoccupato di Jade. Lei sa. E' a conoscenza di ciò che voglio fare. Guardo distrattamente il mio piatto ancora con la carne a metà e l'insalata intatta. Con la forchetta sposto le foglie di lattuga da una parte all'altra.
-Va' da lui- sussurra Mia al mio orecchio. Mi raddrizzo colta di sorpresa. Rivolgo lo sguardo sulla sedia vuota per dopo guardarla titubante. Mi stringe la mano. -Vai- dice dolcemente.
Annuisco appena e mi alzo scusandomi. Vado verso le scale e mi fermo di fronte la porta dei ragazzi. Sto per bussare quando sento l'acqua del lavandino scorrere. E' in bagno. Apro la porta e lo vedo intento a lavarsi i denti. Sobbalza leggermente dalla mia intrusione.
Finisce di sciacquarsi la bocca, prende l'asciugamano e si asciuga. Sta per andarsene quando mi chiudo la porta alle spalle e lo chiamo.
Stavolta non vai da nessuna parte.
-Manuel- Si volta.
-Elena, sto poco bene e vorrei...-
-Non me ne frega niente!- rispondo bruscamente.
Forse troppo, è solo che mi evita da troppo tempo e mi dà tremendamente fastidio. Fa una smorfia alzando le sopracciglia ed arricciando il naso. Ridacchia appena e mi dà le spalle pronto ad andarsene.
Mi precipito davanti la porta bloccandogli il passaggio. Sospiro prendendo fiato. -Scusa, non volevo risponderti in quel modo... m'importa se stai male o bene. In realtà m'importa e basta- dico freneticamente con il cuore a mille.
Perché sto cominciando a sentire un caldo pazzesco? Manuel fa un passo indietro e porta le braccia al petto.
-Cosa c'è?-
-C'è che sono un idiota-
Alza le sopracciglia. -Ed io che c'entro con il tuo deficit?- risponde atono.
Un colpo. E' così che si sentiva quando lo trattavo con freddezza e distacco? Sentiva un pugno alla bocca dello stomaco in grado di bloccarti il respiro?
-Puoi solamente ascoltarmi?- chiedo quasi in una supplica. Serra la mascella e respira profondamente. Sembra combattuto sul da farsi. Infine annuisce flebilmente.
-Ti ascolto-
Ispiro. -Avevi ragione tu. Su tutto! Io... io provo qualcosa per te. Non so da quanto, so solo che non riesco a smettere di pensarti. Non riesco a non pensare al fatto che ci siamo baciati e che ti ho respinto subito dopo. E... Manuel, mi dispiace... lo so, ti ho fatto male. Ti chiedo scusa però io...- Mi porto una mano tra i capelli mentre lui lascia cadere le braccia inermi lungo i fianchi. -Mi fa male vederti così distante e freddo con me. Probabilmente è tardi e...-
-Mi hai respinto- dice con tono d'accusa.
Boccheggio appena guardandolo negli occhi. Non riesco a decifrarli. Odio quando riesce a nascondere ciò che prova. Quegli occhi sono due pozzi che ti destabilizzano sin dentro le ossa.
-Lo so e mi dispiace però io...-
-Più volte!- puntualizza.
Dischiudo le labbra ed inclino il capo non sapendo che altro dire. Adesso riesco a leggere attraverso quei due pozzi e vedo solo rabbia e delusione. Mi passo l'indice sotto il naso consapevole di aver solo perso tempo. Deglutisco ed annuisco.
-Ho capito... non hai tutti i torti. Sono stata una stronza-
Tiro su con il naso e cerco di regolare il respiro irregolare. Comincio a torturarmi le mani. Mi sento così affranta in questo momento. Sono solo un'illusa. Si è stancato prima del tempo. Forse è meglio così. Non l'ho tirato dentro al mio mondo incasinato.
Non si sta tanto male nel buio.
-Solo... lascia perdere, ok?-
Finisco di dire con grande fatica prima di decidermi a superarlo ed andare in camera mia. Almeno ci ho provato.
Sento mormorare un 'fanculo' che non faccio in tempo a scandire per bene nella mia mente, perché mi sento afferrare per il polso facendomi voltare. In un secondo le sue labbra sono incollate alle mie.
Mi si ferma il fiato in gola quando realizzo che mi sta baciando. Manuel mi sta baciando di nuovo. Il cuore comincia a pulsare all'impazzata, senza alcun controllo quando una mano mi cinge il fianco avvicinandomi al suo corpo e l'altra arpiona l'incavo del collo.
Quando chiede di approfondire il bacio non me lo faccio ripetere due volte. Ha funzionato. Bastava aprire il mio cuore per stare così bene.
Non sento più quelle sensazioni ignote all'angolo del cuore. C'è solo serenità e coinvolgimento. Quando si stacca rimane vicinissimo al mio viso con le labbra leggermente più gonfie e schiuse. Mi ruba un altro bacio fugace prima di inchiodarmi al pavimento con i suoi occhi magnetici.
Sto toccando il vero paradiso.
Sento qualsiasi muro crollare ma non mi dispiace, mi sento libera adesso. Libera di vedere le cose dalla giusta prospettiva.
-Non è che scappi di nuovo?- chiede con il fiato corto soffiando sulle mie labbra.
Gli regalo un sorriso a trentadue denti. Insieme al mio viso sento il cuore partecipare. Poggio i palmi delle mani sul suo petto, percependo i battiti accelerati del suo cuore sincronizzati al mio.
Che blateri Manuel?
-Ho smesso di scappare-
Mi sorride portando la lingua fra i denti. Non l'ho mai visto così felice. Ha una luce particolare negli occhi che lo rende ancora più bello e celestiale. Mi ruba un altro bacio e mi incatena tra le sue braccia, in una stretta ferrea, come se avesse paura che prenda il volo, mentre io porto le mie attorno al suo collo.
E' il nostro primo abbraccio e attraverso ad esso riesco a leggere tutte le tacite promesse che ci stiamo regalando in questo momento.
Manuel, tu sei l'angelo che mi salva da me stessa. Tu sei la luce che porta via l'oscurità che mi porto dentro da tempo.
Sei semplicemente ciò di cui aveva bisogno la mia anima.
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