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Capitolo 6

Oggi le lezioni sembrano durare un'eternità, non vedo l'ora di tornare a casa e dormire.
Sono una persona molto pigra direi, se potessi dormirei tutto il giorno, ma purtroppo nella vita non si può fare solo quello.

Finalmente sento il suono della campanella, mi alzo raccogliendo le mie cose e mi avvio fuori dall'aula con Lyla.
«Isabelle, aspetta.» mi sento chiamare da dietro in fondo al corridoio, così mi volto e vedo Jason corrermi incontro.
«Hey Jason, dimmi pure.» gli sorrido, si gratta la testa pensieroso.
«Mi chiedevo, se ti andrebbe di uscire con me domani pomeriggio.» ora cosa rispondo? Non lo conosco da molto! Certo è gentile e bellissimo, però non lo so.

Intanto vedo Lyla che da dietro di lui mi fa dei gesti strani, non riesco a capire, sembra una scimmia.
«Ehm...» la guardo ancora. «Devo dare da mangiare al mio pesce?» sono confusa e lei mi guarda rimproverandomi, non riesco proprio a capire cosa intende!

Lui è altrettanto confuso.
«Cosa?» e ora che mi invento? Oh al diavolo Lyla con i suoi segni!
«Certo Jason dimentica ciò che ho detto, mi piacerebbe molto uscire con te.» Lyla alza le braccia al cielo e io la ignoro.
«Grande! Ti va un giro al parco?»
«Si.»
«Perfetto ti passo a prendere io. Ciao ragazze!» da un bacio sulla guancia a entrambe e va via.

«Mi spieghi cosa diavolo volevano dire quei segni?» lei fa spallucce ridendo.
«In realtà a niente, volevo solo confonderti.» la guardo male.
«Ma che diavolo di problemi hai? Gli ho detto adirittura di dover dare da mangiare al pesce per colpa tua!» scoppia in una risata ancora più forte, mentre le persone che passano ci guardano male. Ma non posso fare a meno di ridere anch'io.
«Dovevi vedere le vostre facce!» ridiamo per almeno cinque minuti, ma poi arriva la nonna di Lyla a prenderla.

«Devo andare ciao Isabelle, ma aspetta come torni a casa?»
«Tranquilla prendo l'autobus, Ciao.» sale in macchina.
«Ciao e fammi sapere come è andata.» annuisco e lei va via.

Guardo l'ora sul telefono e oh cavolo! L'autobus passa tra due minuti, non farò mai ora a prendelro! Mi metto a correre verso la fermata, ma proprio quando sto arrivando, ecco che mi passa davanti! Guardo l'orario sul tabellone e il prossimo passa tra un'ora! Fantastico!

Valuto tutte le opzioni possibili: la prima quella di chiamare mio padre, quindi no. La seconda di farmela a piedi, ma oggi a educazione fisica sono caduta e mi da molto fastidio la caviglia, quindi scarto anche questa e mi resta solo che aspettare il prossimo autobus.

Dopo dieci minuti circa che aspetto sento un rombo e vedo una moto nera fermarsi davanti a me, accostata al marcia piedi.

Alzo sguardo sul guidatore, massa di capelli neri in disordine e occhi blu. Brandon scende e mi viene in contro.

«Hey ragazzina cosa fai qui? Non passano autobus a quest'ora.» che nervi! Perché mi deve chiamare sempre ragazzina?!
«Secondo te? Vendo hot dog, non lo so o mi preparo per uno spettacolo? Sto aspettando il prossimo autobus idiota!» mi guarda divertito.
«Ragazzina non serve che mi aggredisci lo sai? Non puoi chiamare tuo padre?»alzo gli occhi al cielo.
«No è al lavoro, preferisco non disturbarlo.» ovviamente è una bugia, mio padre non esiterebbe a mandarmi un'autista se ne avessi bisogno.

«Dai Sali. Ti do un passaggio.» lo guardo storto, ma è serio??
«Io su quell'affare non ci salgo!» ride.
«Oh andiamo! Non avrai mica paura?!» mi guarda con sfida. Bene sfida accettata.
«No non ho paura!» e detto questo prendo il casco che mi porge e salgo dietro di lui. «Tieniti forte ragazzina!» parte subito ad una velocità esagerata! Ma chi diavolo me l'ha fatto fare?! Perché non do ascolto al mio buon senso una volta tanto!

Mi stringo il più possibile a lui per non scivolare giù e arriviamo davanti a casa mia in dieci minuti. E voglio precisare! I dieci minuti più terrorizzanti della mia vita!

«Piaciuto il viaggio ragazzina?» mi ricompongo dopo essere scesa.
«Certo non faceva per niente paura.» ghigna. «Allora perché mi stringevi così forte?» ok, mi ha fregata. Faccio finta di nulla.
«Così.» alzo le spalle e lui ride.
«Certamente, ciao ragazzina.» si avvia verso casa sua, ma gli urlo dietro.
«Non chiamarmi più ragazzina!» mi rivolge un sorriso e se ne va, mentre io entro.

In casa trovo subito mio padre, credo sia una maledizione. Lo trovo sempre quando torno, ma non è mai al lavoro?
«Ciao Isabelle, come mai sei tornata così tardi?» ma gli affari suoi?
«Ciao, mi sono fermata in biblioteca e Brandon mi ha dato un passaggio fino a casa.» preferisco essere sincera, non avrebbe senso mentire.

«State facendo amicizia?» domanda curioso.
«Si, credo di si.» sorride.
«E' un bene, insomma io e suo padre siamo amici e se lo siete anche voi due è meglio.» mi dondolo sui talloni.
«Ok, io vado di sopra.» devo prepararmi psicologicamente per domani.
«Va bene a dopo.» inizio a salire le scale.
«A dopo.»

     ***********************************
Tra poco devo uscire con Jason, quindi inizio a prepararmi.

Metto dei semplici pantaloncini di jeans e un top bianco per niente volgare, come quelli che si mettono la maggior parte delle ragazze di oggi che sembrano più nude che vestite. Pettino i capelli e li lascio sciolti oltre le spalle, sugli occhi metto un filo di mascara e sulle labbra del semplice burro cacao, tanto stiamo solo andando al parco.

Sento il campanello suonare, indosso le mie amate Vans e mi precipito ad aprire.

Mi trovo davanti un Jason bellissimo come al solito, con quei capelli biondi spettinati e gli occhi azzurro ghiaccio luminosi.

Certo non è bello come Brandon... ma perché sto pensando a lui? Non devo e non ne ho il motivo!
«Hey sei molto carina.» arrossisco, non sono abituata ai complimenti.
«Grazie, andiamo?» mi sorride ancora. «Certo.» chiudo la porta e ci avviamo a piedi verso il parco.

Mentre camminiamo c'è un silenzio imbarazzante e si sentono le voci dei bambini giocare.
«Ti va un gelato?» annuisco e andiamo al chiosco. Insisto per pagare, ma alla fine perdo e paga Jason anche per me. Ci sediamo su una panchina e appena finiamo il gelato lui inizia a parlare.

«Sai Isabelle ti ho notata subito il primo giorno. Eri così diversa dalle altre, schiva, senza un filo di trucco e bellissima come poche.» mi afferra la mano e mi sento arrossire di nuovo.

Si avvicina sempre di più, guardo quegli iceberg che ha negli occhi e poi le sue labbra, mi avvicino anch'io e ci baciamo.

E' un bacio dolce e lungo, sono al settimo cielo! Ci stacchiamo e ci guardiamo negli occhi. «Torniamo a casa?» mi domanda.
«Va bene.» non so bene come comportarmi ma lui mi prende per mano e a me non dispiace. Arrivati davanti a casa mia mi lascia la mano. «Beh a lunedì.» sorrido.
«Certo a lunedì.» mi lascia un ultimo bacio a stampo e va via.

Sospiro ed entro in casa per poi salire di sopra, quando entro faccio un balzo per lo spavento! Adesso lo ammazzo! Giuro! Brandon è di fronte a me. In camera mia. E se ne sta li con un sorrisetto idiota stampato in faccia!

«Idiota! Mi hai fatto spaventare! Come diavolo sei entrato?!» mi mette una mano sulla bocca per farmi smettere di urlare.
«Hey ragazzina.» ma è scemo?!

«Tu mi hai spaventata a morte! Sei nella mia stanza! E hai la faccia tosta di dirmi solo: Hey ragazzina? Ma ragioni o hai pigne nel cervello?» sorride ancora, ma che ha da sorridere?!
«Ho visto che i nostri balconi sono uno di fronte all'altro, non ci vuole niente a scavalcare e quindi ho pensato di venire a farti un saluto.» questo ha seriamente un criceto che non gira sulla ruota, ma sta sul divano nella testa al posto del cervello.

«E ti sembra una cosa normale? Potevo essere nuda.» poggio le mani sui fianchi e lui ghigna. «Beh non mi sarebbe dispiaciuto lo spettacolo.» alzo gli occhi al cielo. «Pervertito!» si siede sul mio letto.

«Beh ti va di fare qualcosa, o hai in mente di stare qui a discutere ancora per molto?» ormai è qui, quindi tanto vale stare buona e traquilla. «Film?» si sdraia e chiude gli occhi.
«Okay, che film?» guardo tra i vari film che ho sulla mensola.
«Horror?»
«Andata.» metto il film sul computer e mi siedo con lui sul letto e stranamente non è per nulla imbarazzante, anche se ci conosciamo poco c'è una certa complicità tra noi due che mi fa sentire a mio agio.

Quando il film finisce andiamo di sotto per mangiare qualcosa, oggi Silvia non c'è quindi preparo dei semplici panini e mi siedo sul bancone con lui.

Per un po' mangiamo in silenzio, poi lui lo rompe.
«Quindi state insieme?» subito non capisco. «Cosa?» alza gli occhi al cielo.
«Tu e il biondino, state insieme?» non so cosa rispondere.
«Non lo so. Ci stavi spiando?» alzo un sopraciglio.

«No vi ho semplicemente visti mentre scavalcavo il tuo balcone.»
«Ok.» dopo un paio di minuti entra mio padre in cucina, di ritorno dal lavoro e quando ci vede insieme sembra sorpreso.

«Ciao ragazzi.» il moro accanto a me risponde in modo educato, totalmente diverso dal tono strafottente che usa di solito con me per prendermi in giro.

«Buonasera signor Jackson.» credo che mio padre lo adori.
«Ragazzo chiamami solo Trevor.» Brandon si alza.
«Grazie della compagnia Isabelle adesso sarà meglio che torni a casa, ancora buona serata Trevor.» mi da un bacio inaspettato sulla guancia e una stretta di mano a mio padre.

«Salutami tuo padre.» dice mio padre mentre lui esce fuori.
«Certo, ciao.»
rimango a guardarlo mentre va a casa sua e penso a quanto sia stata strana questa serata, insomma si è infilato in camera mia, abbiamo guardato un film e pure mangiato.

In tutto questo stranamente non mi ha mai preso in giro, chissà. Torno in cucina da mio padre.
«Ho preparato un panino anche per te se vuoi.» gli indico il piatto sul bancone, sembra sorpreso, non si aspettava questo mio gesto. «Va bene grazie.» sorrido imbarazzata e torno di sopra per dormire finalmente, sono esausta anche se non ho fatto praticamente nulla, la pigrizia!

Quando chiudo la finestra do una sbirciata a quella di Brandon e vedo tutto spento, sarà andato a qualche festa. Mi lavo e mi tuffo sul letto e sotto le coperte, abbandonandomi ad un lungo sonno.

Angolo autrice: Ciao a tutti!! Ecco a voi il capitolo sei!!! Come al solito spero che vi piaccia e se si lasciate stelline se volete! Un bacione!!! ❤️🔥
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