Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo 6

Nian's POV
Ho accompagnato Eli a quel "locale" in cui lavora, non nascondo che mi dia parecchio fastidio sapere quello che fa, non tanto perché mi infastidisca lui, anzi, capisco che in qualche modo deve guadagnare dei soldi, quello che davvero mi rode è sapere che c'è gente spregevole che rischia di fargli del male per pura soddisfazione personale, come l'uomo con i tatuaggi di ieri sera.
Sentivo ogni parte del mio corpo bruciare di rabbia appena ho sentito la richiesta d'aiuto di Eli, ho provato uno schifo smisurato per quell'essere che avrei volentieri ucciso, lentamente, facendogli soffrire, letteralmente, le pene dell'inferno per quello che aveva fatto e che voleva fare. Non capisco il motivo di quella rabbia così esplosiva, dubito che si sia notato, ma quando ho girato il polso dell'uomo gliel'ho fratturato, una tecnica che ho imparato quando ero vivo, una che non avevo mai usato perché non l'ho mai ritenuto necessario, è difficile da fare correttamente e serve uno sforzo fisico che una persona non si immagina, è sconveniente in parole povere, ma io volevo farlo soffrire, volevo che non potesse più toccare Eli con quella sua schifosa mano di merda.

Mentre penso a quanto mi è piaciuto farlo cadere a terra dal dolore arrivo di fronte al mio palazzo, quello in cui vivo, mi fermo da Ghast per scambiare due parole.
"Ehy G, come vanno gli affari?" Chiedo sedendomi sul bancone e girando la testa verso il mio amico.
"Mh, qui ci abiti solo tu, nessun nuovo ospite." Risponde facendo spallucce. Ghast non si può definire propriamente un "uomo" ha sui vent'anni, ed è più piccolo di me anche se è morto prima, indossa sempre delle felpe larghe con dei pantaloni, solitamente neri, a vita bassa, ha un solo tatuaggio, un serpente che gira attorno al collo e che termina sulla guancia destra, non ho idea di come sia morto, non sono cose che chiedi normalmente. Notando che lo sto fissando, forse da troppo, mi lancia un'occhiataccia e subito mi volto senza dire nulla.
"Il ragazzino?" Chiede appoggiando i gomiti sul banco di legno.
"Chi?"
"Il biondino che hai portato qui l'altro ieri, lo stesso che sei andato a difendere davanti allo street club." Dice lui con un po' di ironia nella voce.
"Come sai dello street club?!" Gli chiedo girandomi verso di lui con gli occhi spalancati.
"L'inferno è piccolo Romeo." Mi risponde
"In tanti pensano tu sia il Cold reader." MI passa un dito sulla coda, un brivido mi passa lungo tutta la schiena e il mio amico sorride.
"A lui lo hai già detto della coda?" Mi chiede cambiando discorso.
"Cosa intendi?"
"Gli hai già detto che ti eccita?" Replica ridendo.
"Non mi eccita, fa solo uno strano effetto, sai com'è, non avevo una coda prima di morire." Gli dico cercando di essere serio.
"Come dici tu. Comunque, dovresti dirgli di questa 'strana sensazione' magari gli interessa." Mi batto la mano sulla fronte cercando di non assecondarlo troppo.
"Come hai detto che si chiama?" Chiede Ghast guardando dritto davanti a se.
"Non l'ho detto... comunque Eli."
"Chi è Eli?" Domanda una voce femminile alla mia sinistra, mi volto e vedo Alice, una donna castana di trent'anni, molto più bassa di me, è morta nel 1700 più o meno, non so cos'abbia fatto di tanto terribile da finire qui, ha partecipato a diverse rivolte femministe in cui credeva fermamente e una volta le hanno sparato mentre stava portando avanti un corteo, me lo raccontò con molta tranquillità mentre camminavamo e mi spiegava le strade migliori per trovare le mie vittime.
"Alice. Che ci fai qui?" Chiedo scendendo dal banco.
"Volevo fare visita al mio Cold reader, e anche a te Ghast." Indossa dei pantaloni con le bretelle e una camicia bianca sotto, sono vestiti classici da uomo, e sono gli stessi con cui è stata uccisa.
"Come va con la caccia alle streghe?" Mi chiede squadrandomi.
"Tutto bene, penso di essere ad un quarto della mia lista." Dico sicuro di me.
"E ha trovato un fidanzato il nostro pedofilo." Dice Ghast avvicinandosi a me.
"Primo, non è il mio fidanzato, secondo teoricamente è più grande di me perché è nato prima."
"Forse dovevi dirlo al contrario." Mi fa notare Ghast.
"Quindi Eli è il tuo ragazzo?" Chissà se Alice è omofoba, ai suoi tempi non c'erano tanti gay suppongo.
"Non è il mio ragazzo." Mi affretto a dire.
"Però hai dormito a casa sua." Replica il mio amico.
"La smetti di parlare?!"
"Stai sopra o sotto?" Continua a stuzzicarmi.
"Ne sopra ne sotto."
"Oh, quindi vi scambiate." Vedo Alice che cerca di soffocare una risata.
"Non abbiamo mai- fatto quello, e non lo faremo MAI." cerco di enfatizzare il mai mentre la mia mente perde il controllo e comincio a pensare a come sarebbe. Ma no! Non devo pensarci.
Guardo Alice che soffoca le risate nella mano, le lancio un'occhiata seria sperando che smetta di pensare che stia con Eli, ma forse, dico forse, il mio viso completamente rosso mi tradisce.

Vedo l'orologio con la coda dell'occhio, è quasi l'una di pomeriggio.
"Perché controlli l'orologio?" Chiede Alice, semplice, la mia vittima sarà totalmente sola all'una e mezza, di solito è già ubriaco e si riposa nel vicolo di fianco al bar "triplo 6" l'ho spiato in questi giorni e ora è il momento di colpire.
Dallo sguardo che faccio capiscono che intenzioni ho prima che glielo dica.
"Prendi il coltello giusto sta volta." Mi dice Ghast facendomi tornare in mente un giorno in cui, avendo appunto preso il coltello sbagliato- quello non ancora affilato- sono dovuto tornare indietro e rimandare, ma 'sta volta no, è troppo importante che questo essere sparisca dalla faccia della terra, e dell'inferno. 

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro