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Capitolo 5

Eli's POV
Mentre mi metto una maglia lunga fino alle ginocchia per andare  dormire noto che Nian si è ambientato abbastanza e curiosa in giro, non so se sia una buona cosa visto che non sono certo di aver nascosto tutte la mia "riviste" non giudicatemi ok? Sono un ragazzo gay di "sedici anni" dovrò pur fare quel tipo di cose, ma non voglio che lui lo sappia, è diverso dagli altri che ci sono qui, ha una mente più pulita persino della mia, si lo so che lo conosco da poco ma penso di avere una piccola cotta, nulla di che, passerà in fretta.

"Ehy Daddy ti va di dormire assieme?"
"Smetti di- aspetta cosa?" Arrossisce di nuovo, è davvero timidissimo, mai vista una cosa del genere.
"Ti ho chiesto se ti va di dormire con me, altrimenti dovrò stare sul pavimento." Dico con gli occhi da cucciolo.
"Ci dormo io per terra, questa è casa tua." Si affretta a rispondere, mi avvicino a lui e lo spingo sul letto.
"Ma tu sei l'ospite." Gli dico in modo scherzoso.
"Smetti di essere così gay." Dice appoggiando la schiena sul letto e fissando il soffitto, quella frase mi fa ridere senza che me ne accorga, rido davvero, non come faccio con i miei clienti o con il mio capo. Rido senza costringermi a farlo.
Mi siedo di fianco a lui e lo fisso per un po'
"Allora possiamo dormire assieme?"
"Regola uno, tra te e me ci dev'essere una certa distanza. Regola due non voglio sentire versi strani mentre dormo." Dice guardandomi serio.
"Che tipo di versi non vuoi sentire Daddy?" Chiedo mettendogli la mano nei capelli.
"Sai che tipo di versi." Dice tenendo gli occhi chiusi.
"Sii più specifico." Quanto mi piace provocarlo.
"Non ti asseconderò, ricordati che io so cosa pensi." Risponde con un sorriso quasi inquietante.
"Scusa scusa, ti va di dormire allora?" Annuisce e si sdraia sopra il lenzuolo, non toglie nemmeno le scarpe e mi sembra strano.
"Tu dormi così?" 
"Mh, non è che dorma di solito, però sì, quando mi riposo tengo anche le scarpe, serve nel caso dovessi andarmene velocemente." Preventivo, non avevo mai pensato all'eventualità di dover fuggire velocemente di notte, soprattutto perché ci metto davvero tanto ad alzarmi, e mi piace dormire comodo.

La mattina dopo.

Mi sveglio sentendo subito una leggera pressione sul fianco, abbasso lo sguardo e vedo il braccio di Nian che mi stringe al petto, la sua testa appoggiata alla mia schiena, è così carino, assomiglia un po' al mio fratellino... Perché penso a lui proprio ora? 
Forse ora volete sapere di più del mio fratellino, direi che è normale, ok. Aaron... Walker, aveva circa sei anni in meno di me, i suoi capelli erano lisci e di un castano tendente al nero, non era il mio "vero fratello" dato che io ero stato adottato perché, a quanto dicevano i dottori, mia madre non poteva rimanere incinta, un giorno però scoprì una gravidanza inaspettata che la rese davvero felice, era così bello vederla sorridere... così bello.... beh, un giorno iniziò il travaglio e la portammo in ospedale, avevo solo sei anni... mi ricordo le parole dei dottori come fosse ieri...
"Ha avuto un'emorragia interna... no ce l'ha fatta." Non capivo all'inizio, poi ho visto mio padre cadere in ginocchio e iniziare a piangere, a quel punto compresi le parole, dopo un po' mio padre chiese.
"Il bambino? Lo avete salvato?" La dottoressa annuì e dopo ci portarono Aaron il bambino più bello del mondo, aveva già un sacco di capelli neri e strillava come un matto.
Mio padre mi riportò a casa e mi lasciò con il mio fratellino, da solo, lui andò a bere per combattere il trauma. Girovagando per la stanza dei miei genitori con Aaron in braccio trovai un quadernetto di mia madre, sapevo leggere a malapena ma ricordo che le sue parole erano rivolte a me, si sentiva che qualcosa sarebbe andato male e mi chiedeva di prendermi cura di mio fratello, di proteggerlo ad ogni costo...
Quando avevo circa... penso undici anni, mio padre si risposò con una donna che non sopportavo, non so se fosse davvero così odiosa, non la ricordo, ma fu più o meno in quel periodo che iniziai a frequentare i locali con qualche ragazzo più grande di me. Tornavo a casa  brillo e litigavo regolarmente con mio padre che dopo un po' di sgridate iniziò anche a picchiarmi... e poi Aaron veniva ad abbracciarmi e pregava mio padre di non farlo più, che non era giusto, era un bambino davvero fantastico il mio fratellino...

FLASHBACK

Ho quindici anni, torno a casa totalmente fatto alle due di notte e salgo le scale cercando di non fare rumore ma manco un gradino, cado e impreco ad alta voce. Fantastico, si è svegliato anche mio padre.
"Dove cazzo eri coglione!" Sbraita da in cima alle scale, vedo Aaron correre giù dalle scale, mi viene vicino e m guarda il ginocchio che ho sbattuto cadendo.
"Ti fa tanto male? A-aspetta non muoverlo." Arriva mio padre che spinge Aaron da una parte lontano da me.
"Papà no." Dice il bambino, ma lui mi tira una ginocchiata nello stomaco, tossisco e mi rannicchio a terra piangendo.
"Eri di nuovo con quel frocio di Harry? Eh? Sei una delusione!" Quelle parole non mi feriscono, nemmeno i suoi calci lo fanno ma poi...
"Anche per tua madre saresti una delusione!" Mi grida scagliandomi un altro calcio.
"Non hai il diritto di nominarla." Dico tossendo.
"Papà basta!" Il mio fratellino sta piangendo, lo rende davvero triste vedere questi litigi.
"Ti faccio vedere io cosa deve sopportare un vero uomo." Mi sta per dare un altro calcio ma Aaron si mette in mezzo, lo colpisce in pieno stomaco e inizia a piangere e urlare dal dolore, poi vomita sul pavimento.
"Non lo devi toccare a lui! Non lo devi sfiorare!" Gli grido tenendo stretto il mio fratellino cercando di calmarlo accarezzandogli la testa. Il bastardo non riesce a dire nulla e torna al piano di sopra.
"Sh piccolo... è tutto ok... c'è il tuo fratellone qui." Gli dico sottovoce tenendolo stretto mentre continua a piangere.
"Fa tanto male, perché ti fa questo." Dice tra un singhiozzo e l'altro.
"Perché io... non sono una bella persona Aaron, faccio cose brutte, non devi mai, per nessun motivo, diventare come me."
"Ma tu non sei... cattivo... m-mi aiuti sempre con i compiti e-e ami tanto il tuo fidanzato, lo tratti bene... non fai mai male a nessuno." In quel momento mi chiedo, sono una brutta persona? o una bella persona? Cosa sono? Aaron tossisce ancora.
"Adesso basta parlare, ti porto a letto."

FINE FLASHBACK

Quel ricordo è una parte difficile della mia vita, però quando c'era Aaron sentivo sempre una sensazione diversa dal solito, ero davvero felice con lui. Sento le braccia di Nian intorno al mio petto stringersi.
"Mi dispiace tanto per quello che hai passato." Dice il ragazzo, arrossisco capendo che era sveglio fin dall'inizio e che ha di sicuro curiosato nei miei pensieri... e nei miei ricordi.
"Eri sveglio quindi?" Mugugna un sì, mi giro e lo guardo negli occhi, sento l'istinto di baciarlo ma cerco di non pensarci, so che lo scoprirebbe.
"Che fai di solito la mattina?" Mi chiede il ragazzo di fronte a me con gli occhi socchiusi.
"Dipende quanto pagano i clienti." Gli dico avvicinandomi al suo viso, lo vedo diventare rosso ma mantiene il suo sguardo serio.
"Seriamente, tu che fai quando ti svegli?" Di solito faccio un bagno. Cazzo sarebbe eccitante fare il bagno assieme. 
"Smetti di fare pensieri perversi!" Mi dice Nian allontanandosi un po' da me.
"Non curiosarmi nei pensieri se non vuoi vedere certe cose." Replico io sedendomi, vado verso l'armadio ma, ricordando dell'episodio di ieri sera dico:
"Io mi cambio, vuoi uscire o rimani qui a sbirciare?" Non risponde, si alza ed esce velocemente dalla stanza sbattendo la porta, continuo a pensare che non è fatto per essere un serial killer... mi chiedo come sia morto... uno come lui non possono averlo ucciso... e se si fosse.? No, non pensarci ora, magari te lo dirà lui più avanti, non farti strani film mentali.

scusate se è così lungo il capitolo ma ci tenevo a raccontare per bene la backstory di Eli che a questo punto è completa, mentre quella di Nian è appena accennata, poi racconterò anche la sua non preoccupatevi (Ma poi a chi è che parlo visto che nessuno legge sto libro?)

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