Capitolo 2
Nian's POV.
Sono uscito per prendere una boccata d'aria, sono circa le tre o quattro di notte, faccio tutto il giro dei palazzi che stranamente sono silenziosissimi, molto piacevole devo dire, non ho mai percepito così pochi pensieri in nessuna parte dell'inferno, probabilmente sanno che sono arrivato in città. Mentre sono immerso nei miei pensieri noto qualcosa di molto insolito, un ragazzo con un mucchio di capelli biondi e scompigliati seduto a terra con la schiena appoggiata ad un muro, che ci fa qui fuori? Sono un assassino, non un mostro, non lo lascio certo qua. Me lo carico sulla spalla e torno verso casa mia, un palazzo quasi completamente vuoto, di colore grigio.
"Adesso uccidi i ragazzini?" Mi chiede il mio amico Ghast, il guardiano nonchè proprietario dell'edificio, non è il suo vero nome ma lo conoscono tutti così perciò lo chiamo così anch'io.
"Non è morto. Stava sulla strada a dormire." Gli dico guardando di sfuggita il viso del ragazzo.
"Oh, il nostro cold reader ha davvero il cuore d'oro." Dice lui ironico, roteo gli occhi e salgo sull'ascensore. Sì, sono io il cold reader, l'assassino, non mi dispiace essere temuto, ora che quasi chiunque sa il mio vero aspetto mi girano alla larga, qualcuno mi ha visto e ha ovviamente notato il mio corno sulla destra del cranio, non era difficile vederlo, però pensano tutti che di corna ne abbia due, è sensato alla fine, comunque quando passo per strada si allontanano tutti ugualmente.
La mattina dopo.
Dopo aver fatto collazione torno in camera per controllare lo stato del ragazzino biondo di ieri notte, per provare a non spaventarlo gli ho portato una barretta presa da un distributore che si trova di fronte al mio appartamento. ancora non capisco da dove arrivi il cibo che mangiamo ma tralascio questo dettaglio.
Arrivo di fronte alla mia camera e apro lentamente la porta, il ragazzo è seduto sul letto e quando mi vede non fa una piega.
"Sappi che non faccio nulla gratis." Mi dice squadrandomi da testa a piedi, poi torna a fissarmi negli occhi.
"Eh?" Rispondo io confuso chiudendo la porta.
"Non sei uno di quei pervertiti che si eccitano con i ragazzini? Qua ce ne sono parecchi." Ma per chi mi ha preso questo? Davvero non riesce ad immaginare chi sia io? I suoi pensieri sono molto confusi ma in pratica pensa che lo voglia stuprare. Ma da dove arriva? Se davvero volessi stuprarlo sarebbe così tranquillo?
"Non sono un maniaco pedofilo, non ti sembra di aver sentito parlare di me in giro?" Mi siedo sul letto e gli do la barretta.
"Mh, mi spiace amico, in questo periodo si parla solo del Cold re- oh... sei tu il Cold reader vero?" Pensa che voglia ucciderlo, e continua ad essere tanto tranquillo?
"Sì. Non hai paura o cose del genere? Non scappi o urli? stai lì e ti mangi la barretta?"
"Puoi leggermi la mente, non serve che ti risponda. Comunque no, ieri notte ero uscito apposta per vederti, quindi direi che non ho paura." Dice la verità, oltre al fatto che posso leggergli nel pensiero non è agitato, mangia tranquillamente mentre io cerco di capire perché si odia a tal punto.
"Perché volevi vedermi?"
"Allora ti va di parlare. Volevo vederti giusto per curiosità, devo dire che sei un po' una delusione dal vivo. Uno mingherlino come te non potrebbe mai far paura, e poi perché hai un solo corno, sembri storto." Questo ragazzino è irritante, e parla troppo per i miei gusti.
"Oh giusto. Vuoi uccidermi? Nel caso cerca di non sporcarmi troppo i vestiti, sono l'unica cosa decente che ho." Questo è il colmo.
"No. Non voglio ucciderti e non voglio stuprarti, ti ho solo portato nel mio appartamento per evitare che ti capitasse qualcosa di brutto." Lui mi guarda confuso, probabilmente gli sembro un ipocrita.
"Tu, un serial killer, hai appena detto che non volevi mi succedesse qualcosa di brutto?" Non ti sembra ci sia qualcosa di sbagliato?" Dice gesticolando leggermente con le mani.
"Smetti di fare domande e dimmi dove devi andare, da qui non penso tu sappia come arrivarci."
"Lavoro allo street club sulla sessantaduesima."
"Quanti anni hai?" Gli chiedo mentre mi alzo dal letto e vado verso la porta.
"Sono morto a sedici anni ma sono qui da molto di più." Risponde lui sistemandosi le scarpe. "Tu?" Mi chiede poi il ragazzo guardandomi freddo.
"Ventisei." Dico sottovoce, a volte mi vergogno del mostro che ero in vita, avevo le mie buone ragioni ovvio, ma pensare ad un ragazzo di soli ventisei anni e associarlo ad un assassino è alquanto brutto. Il biondino mi fissa un po' confuso.
"Qualcosa non va?" Gli chiedo, lui scuote la testa ed esce dalla stanza, poiché mi ha incuriosito vedo a cosa pensa. Sembra gay. Ma davvero? Senza rendermene conto arrossisco leggermente, avendo la pelle così chiara si nota parecchio.
"Ma che problemi hai? Oh... Aspe' mi hai letto la mente con i tuoi giochetti voodoo."
"Non è voodoo." Dico mettendomi la mano sulla fronte
"Ti proibisco di leggermi la mente, è questione di privacy." Lo guardo come per dirgli che tanto lo farò comunque ma non penso lo noti poiché mi supera.
"L'uscita è di qua." Gli dico indicando la porta, lui fa velocemente un giro su se stesso ed esce.
Camminiamo verso il locale "La rosa nera" che, a discapito del suo nome al quanto poetico, è solo uno street club, uno di quei posti in cui una persona come me non entrerebbe nemmeno per mezzo secondo. Guardo il ragazzo al mio fianco, sembra che non stia pensando a nulla di interessante così, per rompere il silenzio, gli chiedo:
"Come ti chiami?" Eli.
"Perchè ti interessa tesoro?" Mi dice guardandomi come una gatta in calore, roteo gli occhi e incrocio le braccia continuando a camminare. Dovrei chiedergli il suo nome? Sembrerebbe gentile..? Forse troppo gentile.
"Nian." Dico senza guardarlo.
"Cosa?"
"Nian è il mio nome, e tu ti chiami Eli." Mi da un pugno non molto forte sulla spalla
"La vuoi piantare con questi trucchetti inquietanti?" Mi dice lui sistemandosi la capigliatura. poi si blocca davanti a quel locale a luci rosse.
"Quindi... ci si vede?" Mi dice lui con un sorriso quasi malinconico.
"Mh, non credo, di solito non giro per queste strade." Gli rispondo facendo spallucce.
"Capisco." Dice prima di appoggiare la mano sulla maniglia, si blocca un istante.
Merda...
Vedo che fa un respiro profondo prima di entrare, qualcosa lo ha turbato, e per uno che chiede di essere ucciso senza rovinare troppo i vestiti, dev'essere qualcosa di veramente terrificante.
se qualcuno non lo avesse capito, quando nei POV di Nian ci sono le scritte così significa che sta leggendo nel pensiero di qualcun'altro.
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