Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo 11

Eli's POV.
Guardo Nian come se fosse colpa sua questa... cosa... non capisco come facciano a conoscersi e non capisco perché quella puttana di Ginger fa tanto la gatta morta.
"Da quando ti chiami Anthony?!" Si alza dal divano e mi prende i polsi cercando di calmarmi.
"Eli non strillare, ti prego." Mi ero scordato del suo udito sensibile.
"Scusa." Muglo sottovoce, stiamo in silenzio qualche secondo.
"Anthony non è più il mio nome ok? Non sono Anthony da quando ho ucciso per la prima volta." Dice lui lasciandomi i polsi e iniziando a camminare per la stanza.
"Come fa Ginger a conoscere il tuo nome allora"
"La mia prima vittima è stata suo padre." Sembra quasi tranquillo quando lo dice, di solito parlare della sua vita lo mette a disagio... me ne sono accorto.
"Perché hai cambiato nome?" Mi guarda ancora e non dice nulla, come mi da sui nervi questo suo comportamento misterioso.
"Allora?" Alzo leggermente la voce.
"Non... non posso raccontarti queste cose." Mi avvicino a lui e lo prendo per il colletto della camicia verde che indossa.
"Non ti fidi di me?"
"Non è quello il punto Eli."
"E qual'è allora il punto?!" Stringo la presa sulla camicia e lo guardo fisso negli occhi.
"Lasciami. La. Camicia." Scandisce ogni singola parola e da questo capisco che lo sto facendo innervosire.
"Ora sei tu quello arrabbiato? Anthony?" Mi spinge facendomi quasi perdere l'equilibrio.
"Scusami... non mi piace che la gente mi tocchi." Io lo sapevo... è per questo che l'ho fatto, mi sento improvvisamente in colpa guardando il ragazzo di fronte a me sistemarsi il colletto, faccio un lungo respiro prima di sedermi sul divano.
"Ok, dobbiamo calmarci..." Dico buttando la testa all'indietro, sento Nian sedersi di fianco a me.
"Sì..." 

Dopo due o forse tre minuti di silenzio mi decido a parlare, guardo il ragazzo seduto di fianco a me mentre fissa di fronte a se, probabilmente immerso nei suoi pensieri come lo ero io.
"Perché devi essere così misterioso con me?"
"Non sono misterioso CON TE, ci sono cose che non posso dire a nessuno." Sospira, a mio rischio e pericolo gli appoggio la mano sulla testa, all'inizio si allontana di scatto, un po' come fanno i gatti randagi, poi si appoggia alla mia spalla lasciandosi finalmente accarezzare.
"Va bene, segreti." Dico con un sorriso quasi falso.
"Non- sì sono segreti, mi dispiace, anche per averti spinto..." Gli appoggio la mano sulla spalla e lo stringo vicino a me sentendo le sue guance bollenti, molto più del solito, se non fossimo all'inferno mi sorgerebbe il dubbio di una febbre.
"Sei in imbarazzo Daddy?" Dico sottovoce per provocarlo.
"ORA sono davvero in imbarazzo." Trattengo una risata e riprendo ad accarezzargli i capelli.
Ho paura. 
Perchè mi spaventa tanto il fatto che lui mi mente? Che non mi dica la verità. Ormai ho capito che in un certo senso, lui conosce qualcosa dell'inferno, qualcosa che gli altri non sanno.
è questo che ti rende tanto tormentato?
"Non sono tormentato" Sussurra appoggiando il viso sulle mie gambe, è così infantile a volte...
"Non sono nemmeno infantile." Muove la testa e per quanto mi impegni non riesco a vedere questo momento come una cosa innocente, specialmente dalla mia prospettiva, sembra davvero una brutta cosa.
"Ni, sembra che tu-"
"Lo so, ti da fastidio?" Penso abbia sonno, altrimenti si sarebbe spostato subito, una delle tante cose che ho imparato su di lui è che quando è particolarmente stanco non collega, come un computer molto vecchio senza linea wi-fi, anche se non succede spesso sia così stanco.
"A me non da fastidio, solo non muoverti troppo ok?"
"Mhm" 

Dopo che Nian si è addormentato torno ad accarezzargli i capelli sperando che questo momento duri per sempre... dopo crollo anch'io e mi addormento con la testa appoggiata alla mia spalla.

Apro gli occhi che è ormai sera, sveglio Nian, ancora appoggiato sulle mie gambe, toccandogli la guancia con il dito.
"Mhh" Nian, ti prego, stai fermo.
"Ma.." Dopo aver realizzato si alza di scatto e vedo il suo viso totalmente rosso, mi fa ridere, non posso farci nulla.
"Devi... andare a quel locale?" Mi chiede, ma sembra quasi una supplica, come a dirmi di non andare.
"Oggi no." Lo guardo e un piccolo sorriso gli spunta sul viso.
"Avevi in mente qualcosa per sta sera?" Mi avvicino a lui appoggiandogli le mani sul petto, lui, come sempre, distoglie lo sguardo mentre io trattengo le risate.
"N-no, era per chiedere."
"Ti va di uscire? O vuoi andare da me? Come preferisci." Mi allontano e lo guardo mentre torna del suo colorito bianco latte
"Ho bisogno un po' d'aria" Si dirige verso la porta con me alle spalle, per strada è pieno di 'persone' ubriache e di prostitute, direi che è piuttosto normale in questa zona, davanti ai locali al contrario difficilmente trovi questo tipo di cose.
"Di solito giro passando sui tetti." Sussurra Nian senza guardarmi.
"Mi sentirei meno a disagio su un tetto." Ora mi guarda con un insolito sorriso, mi prende il polso e mi trascina in un vicolo.
"Ecco il mio passaggio per i tetti." Dice indicando una scala antincendio, ci fissiamo per un attimo.
Salgo sul tetto e mi guardo intorno, ogni palazzo è collegato all'altro con delle spesse tavole di legno.
"Le hai messe tu?" Annuisce guardando il cielo infernale privo di qualsiasi tipo di corpo celeste.
"Quindi è così che ti muovi eh?" Sembra un po' giù.
"Ni tutto ok?" gli appoggio una mano sulla spalla, mi guarda con gli occhi più spenti del solito e sorride.
"Questa vista mi ricorda la mia città, ma di notte non sono mai salito qui." Cammina verso il bordo del cornicione, vicino ad una delle tavole.
"Una volta ho pensato di buttarmi e scomparire per sempre." Guarda verso il terreno mentre io non so cosa dire per aiutare.
"Che ne pensi di camminare un po'? Così ti liberi dei brutti pensieri." Annuisce e salta sul tetto di fronte a lui senza usare la tavola, io al contrario non ce la faccio a saltare per paura di non prendere abbastanza rincorsa.

Camminiamo per un po' senza sapere dove stiamo andando, alla fine della passeggiata Nian mi sembra un po' più sereno. 
"Credo che ora dovrei tornare a casa, non è sicuro girare in piena notte." Dico guardandomi intorno
"Disse quello che ho trovato addormentato in mezzo alla strada." Roteo gli occhi e poi lo guardo, ci fissiamo pochi secondi senza dire nulla, i suoi occhi rossi sembrano brillare di fronte all'illuminazione flebile della strada sottostante.
"Sì, hai ragione, meglio andare ora." Dice distogliendo lo sguardo. Mi accompagna fino al tetto del mio palazzo e mi mostra la scala antincendio.
Mentre rientro nel mio appartamento sento lo stomaco farmi male, uno strano dolore che non avevo mai sentito prima, penso che sia quella cosa che chiamano "farfalle nello stomaco" ma non ne sono certo, non avevo mai sentito nulla di simile in vita mia, e nemmeno nella mia morte... è un dolore quasi piacevole.

OK. ci ho messo 2 giorni per scrivere questo capitolo. pensare che non lo leggerà nessuno mi deprime un po' ma vabbè.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro