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Concentrati sull'obiettivo🦋

Capitolo 14


Ripartì nuovamente la suoneria destandomi dal torpore in cui ero caduta dopo le parole di Lilibeth. Non feci in tempo a toccare il tasto verde che Erin partì come una mitragliatrice umana carica di parole.
<<Evie cazzarola mi hai fatto morire d'infarto, ho sentito la tua voce nel messaggio e sono quasi impazzita. Hai avuto un attacco di panico vero? Non provare a negarlo.>>
<<Sì.>>
<<Quanto è stato brutto?>> chiese in apprensione, lei sapeva quanto soffrivo per quella mia debolezza, che era iniziata proprio con la nostra separazione, mi calmavo solo sentendo la sua voce al telefono.
<<Abbastanza.>>
<<Evie mi dispiace di non aver risposto, sto faticando più del dovuto per convincere quel cocciuto del tuo migliore amico che non hai avuto una botta in testa.>> sbuffò facendomi ridere, Ryan sapeva essere una vera spina nel fianco, avrei voluto spiarli per vedere cosa combinavano <<Giuro che non succederà più, io ci sarò, come ci sono sempre stata.>>
Lo sapevo! Lei ci sarebbe sempre stata.
<<Vuoi raccontarmi cos' è successo?>> chiese titubante.
<<Faccio fatica anche a trovare l'inizio di tutto quello che è successo in questa pessima giornata. È stato un continuo di imprevisti a cui non ero preparata, tutto quello che mi hai raccontato non è bastato a prepararmi alle tue amiche starnazzanti, ai loro pettegolezzi, alle loro pretese, è un continuo devi sederti qui, rispondere così, trattare questo o quel ragazzo o ragazza in quel modo. È estenuante.>> Ero veramente affranta.
<< Ci sia abitua. Per me è diventata una routine, ho sempre vissuto districandomi tra le pretese di nostra madre.>> disse amaramente, e capì che non era stato semplice neanche per lei. Mi sentii un verme senza spina dorsale a fare tutta quella scena solo al primo giorno e al primo intoppo, mi resi conto che fingere era diventata la sua vita.
"Mi dispiace." Erano le parole che avevo incastrate in gola e che non potevo far uscire, lei non se ne faceva nulla del mio dispiacere.
<<Perché non mi hai parlato del giocatore di Football?>> andai dritta al punto, sapevo che era stata colpa sua se ero andata nel panico.
<<Un'altra volta lui? Erin ti avevo espressamente chiesto di tenerlo alla larga, lo so che è bello, è bellissimo non sono cieca, ma non fa per te. Tu sei buona, pura, non rimarrebbe un solo pezzetto sano di te.>>
<< Che vai a pensare Erin? È lui che non mi lascia in pace con il suo finto flirtare e i suoi velati insulti. Per una serie di equivoci siamo finiti uno di fianco all'altro a lezione, e non ha perso tempo a farmi notare che sembro cambiata. Erin penso che lui sappia! >> e iniziai a piagnucolare come una mocciosa.
<<Lui non sa nulla, è solo un cane a cui hai lanciato un osso, un predatore che ha annusato la preda.>>
<<Parla chiaramente odio le metafore.>> l'interruppi esasperata.
<<Abbiamo avuto un flirt quando io ero al primo anno e lui al terzo, è finita male, beh molto male, e lui mi odia per quella storia con Mason, ha una specie di trauma e odia i tradimenti, ma sai che non potevo lasciare Mason quindi è finita lì. L'ho stuzzicato per un po' provando a farlo cedere, avevamo ora come adesso alcuni corsi in comune, confesso che letteratura inglese l'ho scelto per dargli il tormento, mi piaceva... e lui mi odia sempre di più quando mi vede con qualche ragazzo, è come un continuo promemoria che anche lui sarebbe stato un tradimento.>>
Che storia contorta, chissà cosa aveva vissuto per diventare così?
<<No Erin no, scordatelo, ti conosco e so che qualunque cosa ti dice o ti dirà ti incuriosisce, ma lui non è un caso da risolvere, nè uno da salvare, usa le donne come giocattoli sessuali, senza nulla da offrire oltre a un pò di svago. Dimenticalo e concentrati sull'obiettivo.>>
Aveva maledettamente ragione dovevo farlo uscire dalla mia testa, prima che la mia curiosità morbosa avesse la meglio.
<<Come dovrei comportarmi?>>
<<Ignoralo, e se proprio non ci riesci attaccalo, perché lui non perderà tempo a farlo, non dare mai il fianco. Segui il piano, sii la regina del campus, allenati con le cheerleader e stai con le mie amiche, non sono le migliori persone, lo so, ma non tutte sono da buttare, Katy è buona, sotto la sua finta superficialità si nasconde una bella persona.>>
Annuì come se potesse vedermi, detto così il suo piano poteva sembrare molto semplice, del tipo "mangia, prega, ama"
<< Quale corso stai seguendo?>> domandò curiosa.
I nostri patti prevedevano che avrei dovuto seguire i suoi corsi mantenendo la media o addirittura alzandola, e nel tempo libero avrei cominciato a seguire corsi extra a cui ero interessata, giusto per anticipare qualcosa in vista dell'anno successivo.
<<Erin...mi dispiace per prima, dovevo esserci.>> ci stava ancora pensando.
<<Non ero sola stai tranquilla, c'erano Lilibeth e lo scimmione.>>
Dopo un minuto di silenzio disse una cosa che non mi sarei aspetta:
<<La hippie? non avevo dubbi che sarebbe stata un'ottima spalla. Se lo scimmione è chi credo che sia non me lo aspettavo, e anche se gli sono grata che ti abbia dato una mano, il consiglio rimane sempre lo stesso, metti un campus intero di distanza tra di voi o finirà male.>>
Parlammo per più di mezz'ora, non ero l'unica ad avere problemi a seguire il piano, mio padre non c'era mai quindi non aveva potuto incrociarlo, e ben che meno parlargli, era addirittura riuscita a far arrabbiare Ryan, una cosa più unica che rara, lui con me era dolcissimo era la calma fatta persona, ma io e mia sorella eravamo diametralmente opposte quindi supponevo che per lei impersonare me non fosse poi tanto semplice, come del resto non lo era per me impersonare lei.

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