Capitolo 6
Capitolo 6
-Il sogno-
Ero per terra, svenuto, non riuscivo più a muovere neanche un muscolo del mo corpo, come se una quache forza strana mi teneva fermo. Non mi trovavo nel laboraorio, non so esattamente dove mi trovavo, era un posto immenso, era gigantesco, si respirava un aria fresca, buona... Insomma, il paradiso se non fosse per l'aria cupa. Infatti il posto era oscuro, non si vedeva niente, mi sembrava quasi di essere nello spaazio, dove non si trova niente, solo l'oscurità più oscura potevo osservare in quel momento. Iniziai a muovere le gambe, piano piano mi stavo riprendendo, iniziai a correre avanti e indietro in cerca di una vvia di fuga: niente, ero intrappolato in quel buco oscuro.
Ad un tratto, iniziai a vedere una luce in lontananza, mi chiesi subito, di scatto "Devo andare lì?" e una voce misteriosa, senza che io me ne accorgessi rispose "Si Kyle, vai lì e guarda dentro quella luce". Iniziai ad avviarmi verso la luce. avevoun passo piuttosto lento, avevo il terroree negli occhi e tremavo tutto. Avevo paura. Ero arrivato vicino alla luce, e iniziai a sbirciare dentro la luce. I miei occhi rimasero senza parole, ero incredulo, non riuscivo ad esprimere quello che pensavo non sapevo che dire. Non sapevo che cos'era quella luce, ma da quella luce vidi in modo l'impido delle persone che conoscevo, delle immagini su quste persone. Messo a fuoco tutto, iniziai a capire chi erano esattamente: quelle persone erano i miei genitori con me da bambino! Ero commosso nell'idea di rivedere i miei genitori dopo così tanto tempo, mi mancavano. Poi ad un tratto l'immagine scomparì. La luce si era spostata qualche metro più avanti, come se più va avanti, più va avanti nel tempo, vidi un altra immagine, questa volta la riconobbi subito, era linda nella mia test, è sempre stata linda dentro di me: il mio progetto per spedire un mio razzo sulla Luna. Ero ancora un bambino, ma avevo già grandi aspirazioni sul mio futuro, sapevo già che volevo fare lo scienziato da grande. Purtroppo il mio primo esperimento ebbe esito negativo, non si sollevò da terra per più di 25 metri. Me lo ricordo benissimo, mi misi a ridere di gusto a questa immagine.
Scomparve pure quella, andai più avanti, dove si trovava un'altra immagine, penso che nel vedere quel momento, quel periodo fosse quello più bello della mia vita: il matrimonio con mia moglie. I miei occhi si misero a lacrimare da sooli, non potevo credere che nel rivedere quelle scene mie e di mia moglie insieme. Crollai del tutto quando morì davanti ai miei occhi in un conflitto a fuoco contro i Giapponesi. In quel preciso istante, crollai in un pianto profondo, un pianto che non facevo da molto tempo. Era da una vita, esattamente 10 anni che non piangevo così, dalla morte di mia moglie per l'esattezza, ero diventato una persona quasi insensibile. Mi ero ripromesso che per nulla al mondo mi sarei rimesso a piangere. Volevo assolutamente che qull'immagine scomarisse, girdai: "TOGLITI, BASTA!!! LEVATI DALLA MIA VISTA" con le lacrime aagi occhi. Ci volle poco, pochissimo tempo e quell'immagine si tramuto nell'immagine che volevo che diventasse, ovvero il mio successo più grande, la scoperta del Gene Z. Capì che le immagine cambiavano a seconda di quello che desideravo io. Cosi volli provare vedere il mio futuro. Dissi chiaro e tondo: "Fammi vedere il mio futuro, ancche solo un'immagine sfocata va bene, qualsiasi cosa". Subito la luce scomparì e apparve una nuova immagine piiù avanti di 50 metri circa.
Andai verso quella luce, e vidi solo un'immagine: quell'immagine faceva vedere io molto invecchiato, diventato quello che non pensavo sarei diventato dopo la morte di mia moglie, cioè un soldato con una strana ragazza, la quae dal suo braccio apparì un fulmine. era molto sfoata quest'immagine, ma capivo benisssimo che non poteva essere altrimenti, non potevo chiedere il mondo, dopotutto era il mio futuro non potevo vederlo in modo nitido e lindo.
Scomparve quell'ultima immagini e una voce mi chiamo, la stessa voce che mi aveva detto di andare verso la luce: "Kyle" iniziò la voce, "tu sei destinato a grandi cose, perciò adesso svegliati, soppravvivi e salva l'umanità intera".
Tutto quel nero e quel posto infinito si trasformo in una parete bianca al'interno dell'infermera del bunker. Mi stavo svegliando. Apena sveglio, provai a dire: "Quanti giorni sono passati?" ma non avevo la forza di dire tutto ciò, cosi feci capire all'infermiera che mi stava curando quello che stavo dicendo e lei mi disse: "Esattamente 5 giorni".
Ripensai a quello che mi era successo mentre chiusi gli occhi, e iniziai a capire che era solo un sogno. Ora una domanda mi assaliva: "Sono diventato davvero diventato immortale?"
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