Capitolo 42
CAPITOLO 42: L'eroe oscuro.
Le lacrime mi scendevano dal viso. Lacrime di tristezza, odio, rancore. Potevo salvarla, anzi, dovevo salvarla. Mi trovavo ancora nella stessa posizione in cui ero fino al momento dell'esplosione, ovvero in ginocchio, con lo sguardo diretto nella direzione in cui si trovava Yuno. Piangevo come non avevo mai pianto. "Yuno... Perché?" dissi con in bocca il sapore delle lacrime. Perfino Ale piangeva dal dolore, si sentiva in colpa, ma dopotutto sapeva perfettamente che ero l'unico in grado di distruggere Erick e salvare il mondo e quello, purtroppo per lui, anzi, per lei era l'unico modo per salvarmi, per salvare il prescelto. "No, no... Dev'essere un incubo... Per forza... Amore mio" ripetevo tra me e me, ma purtroppo non lo era, lo sapeva che non era niente di tutto ciò, era la realtà. Mi alzai di colpo e tirai un colpo proprio verso Ale, che non riuscì neanche a vederlo. Venne spazzato verso una montagnola che si trovava una cinquantina di metri dietro di lui. "Sei un figlio di troia" dissi ad Ale mentre tiravo quel pugno. Mi sentivo di nuovo bene, carico di energia, ma ero ancora traumatizzato dalla perdita di Yuno. "Non preoccuparti Kyle" disse Erick che si era posato a un paio di metri da me: "Tra non molto la raggiungersi..." si fermò un attimo, poi, con vice possente, continuò: "NELL'ALDILÀ!". A sentire quella parola, mi si rabbrividì il sangue nelle vene, non avevo molte possibilità adesso come adesso, però, in cuor mio, volevo provare... un'ultima volta.
Così mi girai e gli tirai un pugno in piena faccia: "Vediamo se ci riesci... Bastardo!" gli dissi. Il mio odio stava venendo tutto fuori, sentivo il potere della distruzione uscire dal mio corpo. Tirai ad Erick una ginocchiata in piena pancia, ma esso la parò con la mano, mi abbassai a grandissima velocità, il mio obbiettivo era farlo cadere colpendogli le caviglie, ma esso saltò in aria e mi diede una ginocchiata sulle gengive. Venni scaraventato via.
Mi stavo rialzando, per l'ennesima volta, mi stavo rialzando, colmo d'odio, poi... Una striscia di un vestito passò davanti a me. Era di un colore bianco, sembrava un pezzo della camicia di Yuno. La afferrai e l'annusai, stavo cercando l'odore, l'odore di Yuno: "È DI YUNO!" pensai, i miei occhi si riempirono di lacrime, caddi nuovamente in ginocchio. Erick guardava la scena affascinato dal mio dolore, nel frattempo mi passavano nella testa le sue ultime parole: "Ti amo Kyle".
"Cosa... Dove sono?" dissi io. Mi trovavo nel mio subconscio. Un luogo nero, oscuro. Un posto immenso. "Kyle". Era la voce di una persona, come immensa. "Kyle!". Era di nuovo la stessa voce., mi stava chiamando con più voga. Io, confuso dissi ironicamente: "Sono morto per caso?". La voce mi rispose quasi immediatamente: "No Kyle, non sei morto, anzi, da questo posto rinascerai sotto una nuova luce". Quelle parole, così immense, così colme di potenza, mi rimbombavano, una dopo l'altra, nella mia testa: "In che senso? Come rinascerò?" gridai, girandomi intorno, in cerca di una risposta, fino a quando una luce, esattamente nella parte opposta alla mia, non si accese. "Va e salva il mondo!" mi disse la voce. Avanzai con cautela in quella direzione, nella direzione dove si situava la luce, fino a quando non la raggiunsi. Davanti a me, non si trovava niente, eccetto uno specchio. Nello specchio era riflessa la mia immagine, ma era un'immagine strana, diversa da com'ero io in quel precisi momento. Si muoveva come mi muovevo io, ma sentivo che era diverso da me. Aveva un giaccone che gli scendeva fin sulle ginocchia di un nero corvino, slacciata, un paio di pantaloni neri, una maglia nera a maniche lunghe sotto il giaccone e un paio di scarponi neri. Mi girai, volevo vedere il vestito piuttosto bello, e notai una spada sulla mie schiena, la stessa spada che mi avevano dato, la spada che Ale mi aveva ridato. "Wow, ma sono veramente io?" dissi tra me e me, mentre scrutavo, sempre più curioso, la mia strana immagine riflessa. "Si Kyle, questo è ciò che diventerai tu!" disse la voce, poi aggiunse: "Entra nello specchio e diventa "L'eroe oscuro" ". "L'eroe oscuro?" pensai io in quel momento. Non sapevo proprio cosa volesse dirmi con quel nome, ma mi volli fidare di lui ed entrai là dentro, con un passo gigantesco. Entrato dentro a questo specchio, l'immagine mia, riflessa dallo specchio, si unì con la mia. Stavo provando una strana sensazione, mentre sulla schiena si era formato un brivido lungo. Mi sentivo, come immerso dentro a una bolla d'acqua, non riuscivo a respirare, ma allo stesso tempo, non soffocavo. La mia fiamma rossa, caldissima, si stava scatenando, ma allo stesso tempo, stava come subendo una grandissima mutazione. Lo stavo notando, poi, un ombra davanti a me, si stava formando, come dal nulla. Era un uomo della mia stazza e della mia statura. Indossava un vestito di un colore nero, ma era strano, sembrava quasi l'immagine riflessa di poco fa, sullo specchio. Si stava avvicinando piuttosto lentamente, passo dopo passo, lo notavo sempre piu nel dettaglio e alto, fino a quando non si mise a pochi metri da me. I miei occhi si spalancarono dallo stupore: quello che si era avvicinato, passo dopo passo, col vestito di nero, ero io. Era esattamente l'immagine mia riflessa in quello specchio. "Kyle, vuoi tu diventare l'eroe oscuro così da salvare il pianeta?" mi disse quell'io. Rimasi quasi scioccato, stava parlando con la mia stessa tonalità di voce, era incredibile sentire la mia voce da un'altra persona. "S-si, io voglio distruggere Erick con le mie mani" dissi io. Il mio sguardo si era fatto terribilmente oscuro, l'altro Kyle, invece alzò la mano e mi disse: "Benissimo, allora adesso scatena tutta la tua forza!". Detto fatto. Scatenai tutta la mia fiammata rossa, ma non succedeva niente, poi, come d'un tratto, quell'altro Kyle, allungò la mano e si avvicinò ancora di più a me, fino a quando la sua mano non entrò dentro di me. Stava entrando dentro di me! E cosa ancora più strana, man mano che entrava, la mia fiamma si schiariva sempre di più, fino a quando non entrò totalmente in me. La mia fiamma era diventata intensissima e bianca. Ero circondato totalmente da una fiamma calda, ma soprattutto bianca. Pensavo che fosse finita, ma invece sentì una voce, la mia voce, che mi disse: "Perfetto Kyle, ora.. SCATENA FUORI DI TE, TUTTO CIÒ CHE PUOI!". "AAAAAAAHHHHHHHHH". Urlavo per scatenare tutta la mia potenza. Avevo raggiunto la mia vera forza, l'eroe oscuro che si trovava in me, si era risvegliato il "prescelto", finalmente.
Aprì gli occhi, e trovai il nasto della camicia di Yuno nella mia mano. Davanti a me, si trovava Erick, pietrificato da ciò che stava guardando. Mi alzai in piedi e notai che dalle mani, stava fuoriuscendo una fiamma incredibile, caldissima e bianca. "No, non può essere... Perché adesso?!" disse Erick pietrificato. "Mi dispiace per te... Ma l'eroe oscuro... Si è svegliato finalmente!".
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