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Capitolo 35

Capitolo 35: Kyle contro il bruto.

Avevo un piano, il piano era cercare di attaccarlo prima con la spada, per indebolirlo e poi scagliargli addosso una sfera di fuoco per disintegrarlo in tanti piccoli pezzi.

Quella spada provocava un calore immenso, quasi mi scottava dalla tremenda fiamma che stava dirompando. Andai il più veloce possibile contro il bruto, che era girato di spalle e provai a colpirlo. Questo, forse sentendo l'immenso calore provocato dalla mia spada, riuscì a fermare la lama e la fiamma, bloccandola con una mano, ma se la ustionò immediatamente. "Incredibile!" pensai io appena questo tolse la mano dalla mia spada. Con la mano libera, lo presi e lo lanciai in aria con tutta la forza che avevo in corpo, successivamente saltai anch'io, ma molto più in alto rispetto a lui e iniziai ad agitare la spada in modo da colpirlo. La spada, mentre la abitavo, faceva un effetto strano, sembrava come se ce ne fossero due, era davvero magnifico questa tecnica della spada. Andava tutto bene, fino a quando Yuno venne scaraventata addosso a me.

Cademmo a terra entrambi, lei sopra di me, era svenuta. Non riuscivo a comprendere il come venne scaraventata cosi. Alzai lo sguardo e notai l'altro bruto, quello col buco in pancia. Si era rialzato, in qualche maniera. Si vedeva perfettamente che aveva dei problemi, era piuttosto affannato e stanco, poi scomparve, lasciò dietro solo una manciata di scariche elettriche: "Ma cosa?". Finito di dire questo, me lo ritrovai dietro di me, non subito, perché ero riuscito ad alzarmi in ginocchio. Mi girai e con degli occhi terrorizzati, spalancati al massimo, questo bruto mi colpi con una specie di lama elettrica formatosi sul suo braccio destro. Mi trafisse da parte a parte, ma non fu solo questo, più penetrava in fondo, più rilasciava scariche elettriche sempre più forti dentro il mio corpo e queste facevano sempre più male.

Tutto si stava annebbiando, la mia vista si faceva sempre più scura e cupa. Stavo per morire, tutto si fermò, rimasi fermo, immobile. Quando quel bruto tolse la sua lama dal mio petto, il buco che mi aveva fatto si infiammò. Sembrava quasi che quelle fiamme volevano come curarmi dal mio male. Guardai le mie mani, erano come delle foglie, tremavano in una maniera paurosa. Sputai sangue davanti a me, quel sangue mi aveva riempito la bocca del suo sapore, ma non era uguale a com'ero abituato, mi bruciava, era una sensazione incredibile, ma orribile allo stesso tempo.

Con le poche forze che avevo in corpo mi alzai. Tremavo, non riuscivo a stare fermo. Le mie braccia presero fuoco, ma non era il mio solito fuoco, e quel fuoco che stavo emanando dalle braccia avevo come la sensazione di averlo già provato. Mi ritornò tutto in mente, quel fuoco "nuovo", era lo stesso che avevo scatenato contro Ener: nero, oscuro, cupo... Aveva le stesse caratteristiche. Oramai ero in piedi, le braccia molli, cadenti al suolo come sacchi di patate, non riuscivo proprio a muoverle con queste fiamme nere, un po' piegato sulle ginocchia con delle fiamme nere anche sul buco che mi aveva provocato, e testa china con lo sguardo perso tra la terra tra le macerie. Mi strappai gli ultimi pezzi di maglia, e scatenai tutta la potenza che stavo, come, racchiudendo dentro di me. Fu una forza esplosiva, spaccai la terra sotto di me, talmente forte era questa. Finito di scatenare la mia vera forza, notai che avevo uno sguardo oscuro, occhi rossi, capelli che volavano da soli, per colpa dell'intensità della fiamma. Anche essa era cambiata radicalmente, non era rossa, ma nera, esattamente come quella che ebbi contro Ener, e in più, cosa più strana, era fredda. Ero circondato da una fiamma nera, intensissima, ma fredda e non calda.

Il mio sguardo era diretto verso i due bruti, che mi stavano prendendo gioco di me. "Ora vedrete di cosa sono capace" dissi io con una voce davvero tanto diabolica, forse fin troppo: "Ora vedrete di cosa è capace il Signore Oscuro!!"continuai io mentre alzai la mia fiamma ad un livello tale che, le cose che mi circondavano nell'arco di 2/3 metri, si ghiacciavano immediatamente. Anche i bruti rimasero coinvolti in questa sorta di fiamma fredda, ma non totalmente, solo un minimo, giusto per immobilizzarli. Iniziai a colpire, e il mio sguardo si faceva sempre più perfido e crudele. Più li colpivo e più volevo colpirli, volevo il sangue loro a terra, insieme alla loro testa cadere tra i miei piedi. Dopo che gli ebbi scagliato una valanga di colpi su tutto il corpo, decisi che era arrivato il momento di farla finita, cosi presi la mia spada, che scatenò di nuovo una fiamma, ma questa volta era come la mia, fredda e oscura. Gliela appoggiai molto delicatamente vicino al collo di uno di essi e la testa partì come per incanto: "E uno è andato... Ora tocca a te!" dissi all'altro, ma proprio quando mi stavo vvicinando a quello, un malore mi colpì improvvisamente. Lasciai cadere la mia spada e iniziai a toccarmi la ferita. Sentivo come il cuore esplodere, mi faceva un male cane, mi sentivo veramente scoppiare, mi misi in ginocchio e iniziai a sputare sangue nero: "Non posso aver già raggiunto il limite.. Non posso!". Tutta quella fiamma nera, scomparve, insieme a tutti i miei poteri. L'ultimo bruto rimasto vivo, si avvicinò a me e mi colpì con tutta la violenza che aveva in corpo. Venni spazzato via, ma Yuno mi prese al volo e lo attaccò con una sola mano. La mia vista era annebbiata dal sangue, avevo come una specie di tinta rossa sugli occhi, stavo veramente male, rischiavo di morire questa volta ma vidi perdettamente l'attacco che Yuno aveva creto per sconfiggere quell'essere, ovvero lo stesso attacco del bruto: la stessa lama che mi aveva trafitto, ma molto più intensa e di un colore blu. Vedevo perfettamente le varie scintille che uscivano dalla sua lama. Si avvicinò a quell'essere a grande velocità e lo colpì in pieno petto. Fu in colpo devastante, perche non solo lo trafisse da parte a parte, ma addirittura, mentre lo trafiggeva, gli strappò il cuore. Infatti quando ritirò fuori la mano dall'altra parte, fece cadere il cuore ed esso cadde a terra, oramai senza vita.

Finito quel colpo, Yuno mi posò a terra con molta delicatezza e mi chiamò per nome: "Kyle... KYLE!!". Purtroppo mi ero addormentato, ma in maniera strana, perché avevo gli occhi ben spalancati, ma non riuscivo a reagire.

Mi trovavo, infatti, dentro alla mia testa, in una specie di universo bianco, come quello dei ricordi. Cosa diavolo mi avrebbe aspettato questa volta?

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