Capitolo 34
CAPITOLO 34: Il potere dei bruti zombi.
Ero in aria, stavo per colpire il bruto, ma lui mi anticipò improvvisamente. Era velocissimo, ma soprattutto potente: venni lanciato di 4 o 5 metri indietro. "Cavolo eheh... Sei forte!" dissi io con un sorridono quasi spavaldo, ma allo stesso tempo come incitato e, soprattutto, eccitato nel vedere un avversario cosi forte e pericoloso. Ero in ginocchio, con la manica destra asciugai il sangue che avevo sul labbro e mi alzai subito. Tirai uno sguardo verso quel bruto che, oramai, aveva preso me come bersaglio da distruggere, infatti, non so per qualche strano motivo, ma mi incitò a venire lì con una mano. Mi misi in posizione da combattimento, e scatenai i miei poteri.
La mia fiamma mi circondava e continuava ad aumentare la sua intensità e luminosità. Sapevo benissimo, che se volevo sconfiggerlo, dovevo arrivare al 100% della mia potenza, se non oltre. Mentre io mi caricavo al massimo per lo scontro, Yuno era impegnata nell'altro scontro contro l'altro bruto. Usava, non solo il suo potere, ma anche la sua sciabola, la sciabola con la quale aveva fatto irruzione bel bunker, quella col sangue issiccato sopra la lama. "Ora basta!" gridò lei, che con un salto altissimo, sguainò la spada in posizione perpendicolare al suolo, pronta per tagliarlo a metà. Ma proprio mentre stava cadendo, una di quelle scariche elettriche cadute dal cielo, proprio come quelle cadute intorno al campo, la colpirono in pieno. Ci fu una terribile esplosione, insieme a una grandissima vampata di fumo. "YUNOOO!" dissi io, ma proprio quando stavo partendo per vedere cosa gli fosse successo, il mio avversario mi prese la gamba con la sua manona e mi scaraventò per terra in modo brutale. Nel frattempo Yuno era stata scaraventata di una ventina di metri dietro di me, senza che io me ne accorgessi.
Tutte quelle botte mi avevano frastornato. Scalciai il braccio del bruto per liberarmi, ma niente. Più mi teneva la gamba, e più mi sentivo come se mi stesse succhiando tutte le mie forze vitali. Più tempo passavo con quell'essere attaccato alla caviglia, e più mi sentivo prosciugato, e più questo stringeva sempre più forte. Era una sensazione orribile, mi sentivo ogni istante, ogni secondo sempre più debole, anche la mia fiamma ne risentiva, infatti essa si stava lentamente spegnendo sempre di più. "Devo liberarmi assolutamente!" pensai io, di conseguenza concentrai la mia fiamma e la mia forza sulla gamba opposta di quella intrappolata dalla morsa dell'essere, e lo colpì molto violentemente sul suo braccio. Il braccio, al contatto con la fiamma che avvolgeva la mia gamba, pigliò fuoco quasi immediatamente. Mi liberai e iniziai a trasferire la mia energia su tutto il corpo, esattamente com'ero prima, e scatenai la mia energia. Provai a colpirlo con un pugno, che, oramai era diventato infiammato, ma niente, quell'essere orribile parò il mio colpo con una mano. Non riuscivo a capire il perché. La fiamma sulla mia mano, si affleviolì, fino a spegnersi del tutto, rimasi senza parole: "Ma come diavolo è possibile?!" dissi io tra me e me con un aria alla fine piuttosto curiosa come quella di un bambino quando scopre qualcosa di nuovo. "Penso che sia un loro potere, penso siano in grado di aumentare la loro forza, man mano che ci tocchiamo con loro. Sembra strano, ma mi sento svuotatissima e lo appena toccato" disse Yuno, che oramai mi aveva raggiunto con estrema fatica. Si teneva il braccio destra, che stava perdendo sangue e in più, aveva oltretutto una ferita abbastanza profonda sul fianco, infatti, sui suoi vestiti bianchi, più esattamente una camicia bianca, con leggins neri, c'era una chiazza rossa di sangue, che non accennava a diminuire. "Tu... Stai bene Yuno?" dissi io preoccupato per le varie ferite riportate da quel fulmine, lei mi rispose: "No, non sto affatto bene, mi fa un male cane il braccio, senza contare la ferita al fianco che brucia da far schifo". Appena finì di parlare, si mise in ginocchio e iniziò a sputare tutto il sangue che aveva raccolto dalla bocca. Proprio mentre si stava riprendendo, uno di quei cosi, la prese per il collo e la riempì di pugni.
Spargevano sangue ovunque: "Fermatevi" dissi io con tono di voce infastidita, ma non potente e neanche tanto urlato. Stringevo sempre più forti i miei pugni, più li stingevo, più la mia fiamma si intensificava. Mi stavo arrabbiando, i miei vestiti, stavano iniziando a bruciare dall'immenso calore che stavo stavo provocando. I miei capelli si stavano alzando, ciocca per ciocca, i miei occhi si stavano infuocando e, dalle mie mani, per la forte presa che stavo facendo mentre stringevo sempre più forte, stava iniziado ad uscire sangue. Appena raggiunsi la piena potenza, alzai la mia testa che era in direzione dell'essere che stava malmenando Yuno e gli dissi con una voce oscura, cupa e grigia: "Lasciala subito... Altrimenti..." quell'essere si era girato, penso che aveva capito quello che gli dissi, perché sembrò quasi che sorrise, o comunque fece un ghigno e la colpì ancora con più voga e violenza: "Ti avevo avvertito", finito di dire queste semplici tre parole, partì in direzione di quell'essere. Tempo 1 secondo raggiunsi quel punto, ero velocissimo, davvero troppo veloce, rimasi senza parole nel vedere quanto mi avevano reso veloce Ale e tutti gli altri, e gli tirai un pugno infuocato in piena pancia. Questo la lasciò cadere al suolo, io la presi al volo con un braccio e con l'altro formai una sfera infuocata. Gliela misi molto leggernente a contatto con il suo corpo e questa sfera, che avrà avuto le dimensioni della mia mano chiusa, esplose, provocandogli un buco nel punto del contatto (la pancia) insieme a delle combustioni, senza contare che venne scaraventato via e, insieme a lui, vennero spazzati via, per colpa dell'esplosione, tutti gli zombi e le persone intorno a lui. "Uno in meno, ora passiamo all'altro" dissi io, pensando che fosse morto, non si muoveva per niente. Io nel frattempo mi sentivo ancora più svuotato di prima e non riuscivo a capire il perché. Tutto si fermò improvvisamente, il tempo, le persone, gli zombi sembrava come di essere in un'immagine. Notai molte cose che non avevo notato prima, molti nostri amici erano morti, anche se avevano i poteri, gli zombi erano veramente troppi, non riuscivano a contrastarli. Per una persona c'erano come minimo 5/6 zombi, pronti a colpire appena questo faceva anche solo un piccolo errore. Stavamo perdendo, noi eravamo troppo pochi, mentre loro erano davvero in troppi, infatti, mi accorsi che, tra l'altro ci avevano addirittura circondati, eravamo come in trappola. Dovevo trovare una qualche cosa da fare per aiutarci a riequilibrare la battaglia. Così, misi Yuno in piedi, che oramai si era ripresa pur aver perso molto sangue per colpa dei colpi subiti, e alzai entrambe le mani al cielo. La mossa che stavo per fare, sapevo perfettamente che era molto rischiosa, ma sapevo perfino che, se non l'avessi fatta, avremmo perso la battaglia insieme alla vita. Intensificai la mia fiamma al massimo e dalle mie mani, iniziarono a formarsi palle di fuoco che vennero sparate come delle mitragliatrici. Queste appena raggiunto una certa altezza, caddero al suolo, dando fuoco a tutte ciò che beccava nell'arco di mezzo metro. Fu una tecnica vincente, infatti gli zombi, vennero decimati, ma purtroppo, come nei grandi film o libri o qualsiasi altra cosa, ebbi delle grosse difficoltà nel riprendermi da questo colpo, infatti, appena finì, la fiamma si spense e io mi misi un'attimo in ginocchio. Avevo un dolore atroce alle mani e alle braccia, mi bruciavano da impazzire. Mi guardai le mani e notai che erano ustionate, ma non era l'unica parte ustionata, per colpa della fiamma che avevo fatto prima, mi ero ustionato anche il costato, la gamba sinistra e il braccio destro. Avevo male ovunque e su queste parti ustionate, ancora di più. Non riuscivo più ad alzarmi: "Alzati Kyle, non posso proteggerti per molto ancora" disse Yuno, mentre mi difendeva dai pochi zombi rimanenti. Non riuscivo proprio ad alzarmi, ero debole, infatti il bruto rimasto, vedendo la mia situazione critica, venne da me a grande velocità. Mi prese per il collo e mi riempì di botte, fino a che non vide il sangue uscirni dagli occhi. Dopo di che mi scaraventò in aria. Immediatamente ebbi come un dejavu. Mi sembrava di aver già visto la posa e l'attacco. Per qualche strano caso, notai che queste due cose erano uguali al mio raggio infuocato, la prima tecnica che ebbi sviluppato nel bunker infatti con la mia mente provai a mettere sopra la mia immagine e questa si rifletteva perfettamente su quell'essere. Rimasi senza parole: "Quello zombi stava assorbendo i miei poteri? È questa la sua abilità?" pensai immediatamente io. Mi colpì in pieno col mio stesso attacco. Fu un colpo molto doloroso, fisicamente, ma soprattutto mentalmente e psicologicamente. Non riuscivo davvero a crederci: "Il mio stesso colpo... N-Non.. P-Può essere vero..." pensai mentre venivo scaraventato lontano dal campo di battaglia.
Caddi molto violentemente nell'accampamento, proprio davanti al luogo dove so trovavano le persone che non erano in grado di combattere. Per fortuna mia, lì in mezzo si trovava una bambina, l'unica nell'accampamento che aveva dei poteri curativi. Purtroppo non erano ancora completi al massimo, ma quanto basta per farmi riprendere un po' di forza e di energia. Quell'attacco mi avevo distrutto, ero davvero messo male: i miei vestiti erano bruciati, avevo oramai solo più i pantaloni, con dei buchi enormi sulle ginocchia più tanti vari buchi ovunque, e la maglia oramai era quasi competamentr bruciata.
Proprio mentre stavo per ritornare sul campo, notai la mia spada in un tavolo non lontano da dove mi trovavo. Decisi di prenderla e questa spada, a contatto con la mia mano, prese come fuoco. Scatenava una fiammata immensa, era davvero bella, provocava una fiamma che cambiava a seconda della potenza che scatenavo: "Ora o mai più!" dissi io, e mi lanciai sul campo di battaglia.
Avevo un piano finalmente.
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