31. 'Onno
Dieci anni dopo
C'era grande agitazione nella sala del trono.
Serse aveva convocato tutti i nobili e la gente influente della corte persiana perchè, come si usava fin dai tempi antichi, l'erede al trono, Harry in questo caso, avrebbe dovuto designare ufficialmente il suo successore.
Serse era seduto sul suo trono dorato e alla sua destra si trovava Harry con accanto Louis.
Davanti a loro, in piedi, si trovavano il piccolo Serse, un bel ragazzino di ormai undici anni, Ciro di un anno più piccolo e gli altri due maschi che Louis gli aveva donato, Dario di otto anni e Achille di cinque.
Harry si alzò tenendo in mano una piccola corona e guardò i suoi figli.
Il cuore di Louis cominciò a battere furiosamente nel petto vedendo gli occhi colmi di speranza del suo primo figlio, di quel figlio fisicamente così diverso dai suoi fratelli.
Serse aveva infatti i capelli nerissimi e quasi crespi, profondi occhi scuri e lineamenti marcati, mentre i suoi fratelli avevano occhi chiari e visi delicati.
Solo pochi giorni prima era venuto da lui e gli aveva chiesto perché fosse così diverso dagli altri membri della sua famiglia e lui si era trovato ad abbracciarlo stretto e a dirgli che aveva ereditato le caratteristiche fisiche dei suoi nonni greci.
Osservò suo marito con la corona in mano e sperò che non ascoltasse la voce del suo sangue e della sua stirpe, ma quella del suo cuore.
Il principe persiano guardò attentamente i suoi figli, poi, con un sorriso enorme, posò la corona sulla testa riccia del piccolo Serse, dicendo:
" Tu sei il mio primogenito e a te spetta il diritto di prendere il mio posto, quando io non ci sarò più. Sei un ragazzo buono, serio e di buona volontà e sarai un ottimo re, quando gli dei lo vorranno. Desidero, però, che tu ti faccia consigliare, nel governo, dai tuoi fratelli, perché quello che io e tuo padre Louis vogliamo è che voi fratelli vi vogliate sempre bene e vi aiutiate a vicenda. Va bene?"
Il piccolo Serse sorrise e annuì vigorosamente, insieme con gli altri tre fratelli.
Louis sentì il proprio cuore scoppiare di gioia e guardò con occhi immensamente innamorati il marito.
Ad un certo punto si sentirono delle urla fuori dalla sala del trono e, da uno spiraglio della porta, sgattaiolò dentro una bimbetta di pochi anni con lunghi capelli ricci.
La piccola si guardò in giro un po' spaesata, poi vide la persona che cercava e corse un po' traballando verso il trono, gridando:
" 'Onno"
Serse osservò in modo severo le schiave che erano radunate in fondo alla sala e a cui, evidentemente, la piccola era scappata.
Poi, però, si alzò dal trono e aprì le braccia per accogliere Amira, l'ultima figlia di Harry.
La bimba gli si attaccò al collo e gli bació una guancia.
" Sai che non bisogna scappare dalle donne che badano a te " disse Serse severo.
" Ma tu ieri mi vevi detto che venivi giocare con me con bambole " borbottò la bimba a voce abbastanza alta affinché parecchie persone intorno la potessero sentire.
Serse si guardò in giro un po' in imbarazzo, poi disse ad alta voce:
" Grazie, per essere venuti qui quest'oggi, potete uscire nei giardini per festeggiare con il banchetto che è stato allestito "
Tutti i nobili si inchinarono di fronte al re e a tutta la famiglia reale e in parecchi sorrisero al visetto furbo della piccola Amira ancora in braccio al nonno.
Serse diede a Louis la figlia e gli disse:
" Comincia ad avviarti al banchetto, le guardie vi scorteranno fuori...se mi permetti devo parlare un attimo con mio figlio"
Louis guardò un po' preoccupato il suocero e il marito, ma poi uscì dalla sala con i suoi figli.
Quando Serse ed Harry furono soli, il re mormorò:
" Ho capito quasi subito che Serse non è tuo figlio "
Il principe si gelò sul posto e rispose sulla difensiva:
" Non ripudierò mai quel bambino, è mio figlio come tutti gli altri e sarà un ottimo re anche se non ha una goccia del mio sangue.
L'ho considerato mio da quando è nato e tale rimarrà per sempre "
" Chi è il vero padre?" chiese il re.
" Louis è stato violentato nel nostro accampamento e non può sapere chi è il padre del bambino " rispose Harry serio.
Serse sorrise e appoggiò un braccio sulle spalle del figlio.
" Tua madre sarebbe orgogliosa di te e non so cosa darei perché lei fosse qui con noi e potesse conoscere i tuoi bambini. Non preoccuparti, anche io considero Serse mio nipote e credo che, quando sarà il suo turno, sarà un ottimo sovrano ".
" Le tue parole mi fanno molto piacere, padre, non sai quanto..." mormorò Harry.
I due uscirono poi dalla sala del trono e raggiunsero la zona appartata dei giardini, dove si trovava la mensa allestita per la famiglia reale.
Louis era impegnato a rincorrere i due figli più piccoli, mentre gli altri tre erano seduti a tavola, impazienti di cominciare a mangiare.
Il piccolo Serse si alzò di scatto, quando vide arrivare il nonno e gli si avvicinò dicendo:
" Io voglio diventare un re bravo e valoroso come te "
Il re gli accarezzò una guancia e rispose:
" Lo sarai di sicuro, anzi credo che diventerai migliore di me "
Harry si avvicinò a Louis e gli circondò la vita con un braccio.
" Sei felice, amore mio?"chiese.
Il ragazzo greco sorrise e sussurrò:
" Sì, abbiamo fatto un buon lavoro io e te nel mettere al mondo i nostri figli "
" Sai, io non dovrei fare preferenze fra i miei bambini, ma per uno ho un debole che non posso nascondere " mormorò Harry.
Louis lo guardò perplesso e chiese:
" E chi è il tuo preferito?"
" Tu, tu sei il mio bambino prediletto" ridacchiò il riccio.
Il ragazzo greco sorrise e gli bació le labbra, abbracciandolo stretto.
Il re Serse sorrise vedendo la scena e pensò che sì, il suo cuore si era un po' rammollito, ma se questo era il prezzo da pagare per essere circondato da quattro bambini che lo adoravano e da una piccola principessa che era il ritratto di sua moglie, beh...era ben contento di averlo pagato.
...e pazienza se ora si trovava seduto su una sedia, con la corona un po' storta in testa, a pettinare i capelli di una bambola sotto gli ordini di una bimba di tre anni...
Grazie per aver seguito anche questa storia con tanto affetto!
La prossima si intitolerà " Dieci anni dopo " e, per la prima volta in un mio racconto, Harry e Louis saranno loro stessi, quello cioè che sono nella realtà.
Ovviamente ciò che ho scritto è frutto della mia fantasia e riguarda un futuro ipotetico che ho immaginato per loro.
Spero di trovarvi numerosi anche in questa nuova storia!
Baci piccicati! 😘
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