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È snervante questo sentirti ovunque e non poterti avere accanto.
Lo so, so che ormai è finita. Lo sappiamo. Il punto è che non è così facile come credevo. Pensavo di essere forte, di poter affrontare questa tua assenza senza cedere o fare una piega, ma non è così. Diamine, quanto vorrei poter tornare indietro nel tempo e cancellare gli sbagli, le litigate, le parole che ti ho detto dettata dalla rabbia.
Non è mai stato semplice confrontarsi con te, è impossibile avere un confronto civile se tra di noi ci si mette di mezzo anche l'orgoglio. Sei talmente testardo che avrei preferito tapparmi le orecchie o cucirmi la bocca piuttosto che cercare di farti comprendere il mio punto di vista perennemente diverso dal tuo.
Oggi sono passata davanti al parco dove ci siamo dati il primo bacio. Inutile dire che sono scoppiata a piangere.
Qualcuno mi ha guardato di sbieco, altri hanno portato la mano davanti alla bocca probabilmente chiedendosi perché stessi singhiozzando; c'è stato un gruppetto di ragazzi che ha persino riso di me. Mi sono sentita ancora peggio.
Il fatto è che non so come si fa a dimenticare, io. Non sono mai stata brava in queste cose. Mi lascio coinvolgere e avvolgere dal resto, dalla personalità di chi mi sta affianco, e perdere quella stabilità è come essere sbalzati fuori da un tornado vivi ma non abbastanza da sopravvivere. Una linea netta che separa il bene dal male, me da te.
Mi sono poi seduta su quella panchina ed ho provato a ricordare più dettagli possibili. Sono riuscita a figurare il contorno del tuo viso, le tue mani, i tuoi capelli che accarezzavo con le dita e che finivano sempre per incastrarsi tra i tanti anelli che indosso. I tuoi occhi, però, erano una chiazza di colore confusa, indistinta.
Quando ho detto che volevo scordarmi di te, non intendevo questo. Le immagini che ho di te stanno via via sbiadendo ed io mi sento persa. Sono persa, qui, senza di te. Non so dove sbattere la testa perché mi sembra che adesso niente vada (né possa andare) per il verso giusto.
Ho visto due ragazzi baciarsi lungo la via del ritorno. Mi hanno allargato il cuore, l'hanno fatto pompare così tanto e forte che ho temuto potesse scoppiare da un momento all'altro. Non è successo, comunque, sono ancora qui. Mi hanno però permesso di tornare a casa con un sorriso caldo e sincero che avrebbe fatto invidia a chiunque. Anche a te, anche se non ho potuto mostrartelo.
Ora, nel buio della nostra casa, fisso con sguardo vacuo il letto della nostra camera.
La mente mi gioca brutti scherzi a quest'ora, sai? So che non sei qui, eppure mi pare di vederti steso, le lenzuola scostate di lato, ad aspettarmi com'eri solito fare quando ancora ero (eravamo?) felice.
Vorrei solo dormire accanto a te. Sentire il tuo tepore, le tue mani sulla pelle scoperta, accoccolarmi contro il tuo petto per l'eternità. Il nostro per sempre personale, quello di cui parlavamo sempre, quello che adesso è lontano anni luce dall'esistere. Come noi.
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N/A: uhm, prima di tutto: ho deciso che aggiornerò due volte a settimana, mercoledì e domenica.
Seconda cosa: mi farebbe davvero piacere sapere cosa ne pensate. Tengo tanto a questa storia, quindi spero di non deludervi!
Alla prossima (:
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