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23.

Avevo avuto anche la benedizione di Steve e Robin per intrufolarmi nel negozio nel giorno di chiusura. Ma l'ansia continuava ad attanagliarmi lo stomaco. Avevo deciso di indossare dei vestiti da vera ladra (non che lo fossi mai stata, anzi) ma come insegnavano Diabolik ed Eva Kant, il nero era d'obbligo. Così misi un dolcevita nero con sotto dei jeans a vita alta neri e anfibi. Per il trucco molto basic: matita nera e mascara e capelli legati con una coda alta.
Ecco, ero pronta per andare a rapinare la White House.

Appena sentii il rumore della frenata di una macchina (quel ragazzo era un vero pericolo al volante!), capii che era arrivato il mio partner in crime e scesi di sotto.

Non appena squillò il campanello Dustin corse ad aprire, anticipandomi.

<Ciao Eddie. Entra pure, amico!> lo salutò con una pacca sulla spalla.

<Ciao Dustin. Come va?> gli rispose l'altro entrando in casa, sorridendogli.

Io ero ferma sulle scale a guardare l'interazione tra i due – erano molto dolci.

Come se avesse avvertito il mio sguardo su di lui, il moro si voltò.

<Ciao.> mi sorrise, lasciandomi per un attimo interdetta.

<Ehm, ciao.> scesi le scale, stando molto attenta a non inciampare.

<Allora dove ve ne andate di bello?> ammiccò Dustin con il suo sorriso contagioso.

<Oh, Sally mi aiuta con l'amplificatore.>

<Te lo avevo detto che era bravissima!> esclamò orgoglioso. E io fui sopraffatta da tutto l'affetto che provava per me.

<Quindi parlate di me durante le vostre strane riunioni di nerd?> scherzai, ma vidi che Eddie aveva abbassato lo sguardo.

No way! Parlavano davvero di me?? Non potevo crederci. Avrei dovuto farmi un appunto mentale e domandare i dettagli a mio cugino il prima possibile.

<Veramente giochiamo a D&D e non abbiamo tempo di parlare di altre cose.> lo salvò in calcio d'angolo Dustin.

<Mmm... comunque, andiamo?> chiesi afferrando le chiavi del negozio e infilandole nello zaino della scuola.

<Buona serata ragazzi! Non suonate troppo, mi raccomando!>

Lo salutammo e uscimmo.

<Hai un look da vera scassinatrice – potresti andare con i nani alla montagna isolata per riprenderti il tesoro di Smaug!> disse in un risolino, squadrandomi dalla testa ai piedi.

<Il tesoro di chi?> gli risposi abbastanza interdetta, inarcando il sopracciglio.

<Di Smaug. Il terribile drago che ha rubato il tesoro dei nani!> ripetette.

<Oddio sono troppo agitata per il reato che sto per commettere grazie a te, che non riesco a stare dietro alle tue citazioni da nerd de Il Signore degli Anelli!> risposi decisa, sfregandomi le mani.

<E' Lo Hobbit, non Il Signore degli Anelli.> scosse la testa.

<Che differenza fa?>

<Lascia perdere. Allora, pronta?>

<Se dico di no che succede?>

<Niente, tanto andremo comunque.> sorrise mentre metteva in moto.

<Devo dire tutte le mie preghiere oppure deciderai di guidare in maniera decente stavolta?> gli domandai mentre agganciavo la cintura di sicurezza.

Non mi rispose, ma alzò gli occhi al cielo.

Cominciavo a trovare quei battibecchi così naturali che mi stupii molto.

Restammo in silenzio nel tragitto, ma nello stereo della macchina aveva messo la cassetta con 'Shook me all night long.' Mi fece molto sorridere la cosa, ormai sembrava fosse la nostra canzone.

Un momento. Feci dietrofront. Cosa cazzo avevo appena pensato?? Ma quale nostra canzone???

Scossi la testa e cominciai a canticchiare il ritornello, facendo sorridere il mio autista.

Per mia fortuna il percorso fu breve e dopo aver parcheggiato accanto al Melvald's, ci avvicinammo furtivamente alla saracinesca sotto l'insegna della Neil's records. Pregai internamente che nessuno passasse in quel momento.

Cominciai ad aprire i vari lucchetti e poi detti qualche spinta alla saracinesca, la sollevai un pochino e provai a spingerla più in alto che potei, ovviamente fallii miseramente a causa della mia non altezza.

<Lascia, faccio io.> lo spilungone senza il minimo sforzo la alzò completamente. <Che c'è?> mi chiese vedendo che lo guardavo di sottecchi.

<Sei un gigante!> ammisi.

<E tu una nana.> mi pungolò, dandomi una piccola botta amichevole con la spalla.

Non era il momento di scherzare, entrammo, riabbassammo la saracinesca, accendemmo le torce e gli chiesi di seguirmi nel retro del locale, dove c'era il magazzino con tutta la rimanenza e gli attrezzi necessari.

<Wow, questo posto è pazzesco!> rivelò, mentre faceva luce con la torcia e si girava intorno ammirato.

<Sì, è bellissimo. A volte, me ne sto qui più del dovuto, perché mi piace stare in mezzo ai dischi.>

<Ti piace molto la musica?> mi chiese.

<Molto più di quanto mi piacciano le persone!> confessai.

Lui sorrise.

<E allora siamo in due.>

<Mmm, allora qualcosa in comune l'abbiamo davvero?>

<A parte l'amore per l'erba pipa, quindi ci unisce il disprezzo per le persone? Bella coppia che siamo!> affermò.

<Di svitati!> risi.

Mi ricomposi, anche se internamente avevo tremato quando lo avevo sentito appellarci 'coppia', e cercando di evitare ulteriori distrazioni e andai diretta verso il lato sinistro, dove c'erano tutti gli attrezzi per il montaggio e smontaggio degli strumenti.

Aprii il terzo cassetto del carrello e feci incetta di quello che potevo. Tornai dopo qualche minuto dove avevo lasciato Eddie ma non lo trovai.

<Eddie?> chiamai, ma nessuna risposta.

Sentii il rumore di una porta sbattere e sobbalzai. Mi spaventai e puntai la torcia verso la fonte del rumore. Non trovai nulla. Dopo circa tre secondi mi sentii pizzicare i fianchi.

<Booo.> mi fece lui da dietro ridendo come un matto.

<Ma sei pazzo?? Mi hai fatto morire di paura!> gli diedi un colpo con la destra.

La ritirai subito, dolorante. <Cazzooooo!> urlai, sbattendo la mano in aria.

Mi si riempirono gli occhi di lacrime.

<Ehi, ehi, ti sei fatta male?> provò a prendermi la mano, ma io lo allontanai. <Era uno scherzo dai, scusami. Su, andiamo via!> mi mise un braccio attorno alle spalle e mi condusse verso l'uscita. Fui grata di quel contatto perché mi riportò alla realtà.

<Scusami.> gli dissi non appena ebbe richiuso la saracinesca e i chiavistelli vari. <Ho dato di matto prima, ma non ero a mio agio in quella situazione.>

<Scusami tu, non dovevo fare il coglione. Vedi che hanno ragione a chiamarmi svitato? Cioè come mi viene di comportarmi in quel modo?> scosse la testa.

<Dai, è tutto okay! Sono io che, come al solito, esagero. Sono un po' ipocondriaca.> mentii, ma stavolta mi venne meglio, perché accompagnai la bugia con un sorriso.

<Niente più scherzi al buio.> alzò la mano come se stesse facendo un giuramento solenne.

<Va bene.>

Mi porse le chiavi.

<Allora hai preso tutto?> mi chiese.

<Ovvio! Scassinatore dei nani, o quello che ti pare, al tuo servizio!> feci un inchino.

<Sally Baggins della Contea, mi stupisci sempre di più!> mi fece uno sguardo pieno di ammirazione.

Ridacchiai e salimmo sul suo van.


***

ciao a tutt*,

che ne pensate di questo capitolo dove i nostri due eroi sono due partner in crime? **

stanno forgiando il loro legame, non credete? **

fatemi sapere cosa ne pensate e come sempre grazie mille per il vostro supporto alla storia <3 

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