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6. Il bene nel male

Ti ho rivisto dopo
Tanto tanto tanto tanto tempo
E come previsto tu eri
Tanto tanto tanto tanto bello come un tempo
Hai cominciato a parlare
Mi aspettavo un "Mi mancavi"
Invece hai parlato
Tanto tanto tanto tanto

Sally's POV

Eddie mi passa a prendere alla fine delle lezioni; ho avuto un seminario di scrittura giornalistica, perché sto pensando di prendere la specializzazione in giornalismo per aprirmi una strada eventuale, visto che di riprendere in mano gli strumenti non se ne parla.

Il van marroncino mi si accosta vicino con il familiare suono dei freni che stridono sull'asfalto e il cuore comincia ad aumentare i suoi battiti in automatico.

«Puntuale come un orologio svizzero.» mi dice con un sorriso sghembo sul volto, mentre abbassa la manovella del finestrino.

Io sorrido di rimando e mi rilasso alla vista della sola persona in grado di risollevarmi la giornata appena con la sua presenza.

«Quando dico che sei un precisino, non lo dico per prenderti in giro.» ribatto.

Lui si allunga per aprirmi la portiera e io salgo in un balzo.

Getto lo zaino dietro e mi sporgo per salutarlo con un bacio.

Appena le nostre bocche vengono in contatto, sono pervasa da mille brividi - quando le nostre lingue si incontrano, i nostri respiri si fanno sempre più accelerati. Le sue mani mi prendono il viso per avvicinarmi ancora di più a lui, mentre le mie si intrecciano dietro al suo collo.

Non so per quanto tempo restiamo così a scambiarci i rispettivi respiri, sembra un'eternità, oppure un attimo.

«Com'è andata al seminario?» mi domanda quando riusciamo a separarci.

Metto la cintura e lui ingrana la prima.

«Mh, bene. Sai che potrei veramente pensare ad una carriera nel giornalismo?» confesso in un impeto di realizzazione.

«Naaaaah, tu sei fatta per vivere di musica.» afferma con sincerità.

Sospiro.

«Ed, dai. Ne abbiamo parlato centomila volte, non è quella la mia strada.» sbuffo di frustrazione.

Lui solleva un sopracciglio ma evita di proseguire il discorso.

Ne approfitto della sua tregua temporanea per cambiare argomento.

«Piuttosto, invece, raccontami tu quello che hai fatto stamattina.»

«Abbiamo provato un sacco con Georgina. É un mito.» esclama entusiasta.

Cerco di ignorare il fastidio allo stomaco che provo ogni volta che mi nomina la sua nuova manager e mi appiccico un sorriso di circostanza sulla faccia.

«Ah sì?»

«Credimi, ci fa lavorare come non mai. I ragazzi sono stra entusiasti, anche se stanchissimi, ma sta venendo fuori un bel lavoro.»

«Wow.» faccio sarcastica.

«Che c'è?»

Evidentemente a lui non è sfuggito il mio tono di voce.

«Niente, sono contenta che vi troviate bene con lei.» mento.

«Sally, mi prendi per il culo?» aggrotta un sopracciglio.

«Dai, Ed, sai che non mi è molto simpatica l'amica di mio padre.» confesso.

«Sì, ma perché hai fin troppi pregiudizi nei suoi confronti. Dovresti provare a conoscerla meglio.» suggerisce.

«Mh.» borbotto.

«Sei incorreggibile, Sally Henderson.»

«Ma tu mi ami anche per questo.» concludo vittoriosa.

«Per questo e per molto altro. Sei la mia fottuta dea della musica.» rivela in un sussurro, prendendomi la mano per scoccarci un bacio.

Io chiudo gli occhi e mi godo i brividi che solo lui riesce a farmi provare.

Arriviamo al McDonald's più vicino al college e accostiamo per mangiare al volo un panino prima che lui ritorni in sala prove e che io me ne vada a casa per studiare per l'esame imminente.

Prendiamo un paio di cheeseburger, delle patatine e due coca-cola, e poi ci accomodiamo al nostro solito tavolino.

Abbiamo scoperto questo Mc, un giorno che eravamo entrambi in ritardissimo e stavamo morendo di fame; da allora, questo è diventato il nostro posto per le pause brevi.

Mangiamo entrambi come se non vedessimo cibo da mesi; in pochi minuti abbiamo già finito i panini e cominciamo a smangiucchiare le patatine.

«Quando hai detto che uscirà il vostro cd?» gli domando dopo aver bevuto un sorso della bibita.

«Se tutto va bene, tra un paio di mesi. Te l'ho detto che anche tuo padre ci sta dando una grande mano.» rivela, facendomi andare di traverso la bevanda.

Tossisco e lui mi da un paio di colpi sulle spalle.

«Ehi, ehi, tutto bene?» mi fa preoccupato.

«E tu all'improvviso mi nomini l'innominato, che pretendi?» rispondo quando riesco a ritrovare il fiato.

«Dai, Sal, tuo padre mi chiede sempre di te. Vorrebbe rivederti.»

«Ed, per favore. Ho accettato che lui seguisse i Corroded Coffin per te, e perché so che ha tanti giusti agganci, ma non chiedermi di fare di più, ti prego.» dico con le lacrime agli occhi.

«Ehi, piccola, non preoccuparti, se non vuoi vederlo non te ne parlerò più, ok?» mi abbraccia, «Stai tranquilla, va bene?» mi sussurra tra i capelli e io annuisco.

Mi sento così protetta nel suo abbraccio che so che nulla potrebbe andare storto in questo momento.

«Quando diventerò famoso ce ne andremo in giro per il mondo.» afferma, cambiando discorso, mentre gioca con l'involucro di carta che avvolgeva la cannuccia.

«Mh, e dove vorresti andare?»

«E tu?» mi rigira la domanda.

Ci penso un momento.

«In Nepal.» confesso e lui ridacchia.

«Nepal???»

«Sì, lo sogno da quando ero bambina. Vorrei andare in un monastero tibetano e fare meditazione, mettermi in contatto con il mio io interiore e vedere l'Everest.»

«Poi quando ti svegli che succede?» mi punzecchia e io gli do una piccola botta con la spalla.

«Dai, sono seria.»

«E allora Nepal sia. Prenderemo un volo con la Panam in prima classe e i signori Munson avranno un volo perfetto, con champagne a volontà e mascherine e creme per la notte.»

«I signori Munson?» sollevo un sopracciglio.

«Certo! Solo il meglio per la moglie di un divo della musica rock.» mi rivela puntando i suoi occhi scuri nei miei, facendomi rabbrividire.

«Moglie?» faccio un mezzo sorriso.

«Certo.» si schiarisce la voce. «Mh, mh, Sally Henderson,» e mi avvolge l'involucro della cannuccia attorno all'anulare sinistro. «Un giorno ti prometto che a questo dito vedrai un anello preziosissimo, ma per il momento, accontentati di questo.» e chiude la carta formando un cerchio.

Io arrossisco.

«Vuoi diventare mia moglie non appena i nostri sogni si avvereranno?» mi domanda tenendomi la mano con la sua, per poi posarci sopra un bacio.

«Mi stai prendendo in giro?» chiedo a mia volta con il cuore a mille.

«Sono serio come non mai, Sally. Io e te diventeremo una cosa sola.» mi fissa con i suoi occhi scurissimi con tanta intensità da far brillare i miei.

«Sempre se sei d'accordo.» aggiunge con lo sguardo preoccupato.

Io scoppio a ridere e lui sembra interdetto.

«Certo che sono d'accordo, Eddie. Tu mi hai salvata.» dico con estrema sincerità.

Non appena pronuncio queste parole lui si illumina di una luce tutta sua, che solo lui ha e che rende tutto ciò che è intorno a sé brillante.

«Ti amo Sally Munson, fottutamente tantissimo.» asserisce e io mi apro in un sorriso nel sentire il mio nome associato al suo cognome.

«Ti amo anche io, sfigato del mio cuore.»

L'attacco della batteria mi riporta alla realtà. Scuoto la testa più volte, cercando di scacciare il ricordo di me e Eddie di qualche anno fa.

Per il dolore al petto, invece, non riesco a fare molto.
Questa musica che sto ascoltando non mi aiuta, perché a parte le canzoni degli ultimi album, le altre le conosco a memoria, anzi, ho contribuito perfino io alla loro stesura.
Vorrei tapparmi le orecchie come i bambini di fronte ai rumori forti. Ma non posso.
Il manager della band è seduto vicino a me, e io non sono più una bambina, purtroppo. Sono una donna che si trova qui perché ama il suo lavoro e la musica.

Eppure, tutto qui mi sembra estraneo; perfino i membri del gruppo che suonano davanti a me, osannati dal pubblico.

Eddie è stato il mio tutto in passato, ma non riconosco questa persona che mi è di fronte. La voce è la stessa e anche il modo di arpeggiare con la Warlock, che è la stessa che io anni fa ho riparato, eppure, mi sembra di non conoscerlo più.

I lunghi capelli ricci hanno lasciato posto a un taglio corto, così come il suo viso, che prima era liscio, ora mostra un po' di barba e baffetti.

Lo sguardo che è sempre stato sfrontato ma dolce, adesso sembra osservare tutti dall'alto al basso.

Non mi ha ancora guardata come si deve, mi ha appena gettato un'occhiata di circostanza tra la seconda e la terza canzone, poi il nulla. Come se davanti a sé avesse il vuoto e non la ragazza a cui ha dichiarato amore eterno, chiedendole persino di sposarlo.

Non ce la faccio a starmene qui ferma a sentire queste canzoni e questa voce che sembra infilzarmi come tante lame.
Comincio a sentire l'aria pesante e faccio dei respiri mozzati che mi tagliano il petto.

Osservo bene l'open space e noto la terrazza al lato del palco. Non mi do tempo di rifletterci più di tanto e, in uno slancio di follia, tra uno "scusi" e un "permesso" mi faccio largo tra le persone per poter allontanarmi da questo posto.

Non mi curo nemmeno di guardare dal lato del palco, sperando che l'oscurità della platea mi faccia da mantello per rendermi invisibile agli occhi degli altri.

Appena metto piede all'esterno, mi sembra di ritornare a respirare dopo lunghi minuti in apnea.
Il freddo serale sembra non colpirmi e mi tolgo anche il blazer.

Faccio il training autogeno, immaginando scenari paradisiaci sulle spiagge assolate dei Caraibi, anche se a poco sembra servirmi.

"Che cazzo fai Sally?" chiedo a me stessa, misurando la terrazza con i miei passi. Fantastico, adesso parlo anche da sola.

Delle persone che ne hanno approfittato per fumare una sigaretta mi stanno guardando stupite, io non me ne curo e continuo a camminare avanti e indietro.

Non so da quanti minuti io sia qui, sulle braccia ho la pelle d'oca e comincio anche un po' a rabbrividire ma continuo imperterrita a camminare con la giacca sul braccio.

Ho l'impulso di chiamare Robin e Steve, ma poi già me li immagino che cominciano a rimproverarmi perché sono un'adulta e non sono più una ragazzina, perché devo assumermi le mie responsabilità, perché devo essere una regina delle nevi, dura e inflessibile. Mi sembra di sentirli nelle orecchie.

Sbuffo al solo pensiero dei loro rimproveri e mi avvicino a due tizi che sono appena usciti all'aperto con un pacchetto di Marlboro rosse in mano.

«Chiedo scusa?» attiro la loro attenzione.

«Serve qualcosa?» mi domanda quello con il pacchetto.

«Ehm, sì. Potrei avere una sigaretta?» domando sfacciata.

«Certo.» mi risponde con un sorriso marpione, porgendomene una.

«Grazie. Mi fa anche accendere?» rincaro la dose di richieste.

«Assolutamente.» e si piega in avanti, facendomi scudo con le sue dita per evitare che il vento del settantesimo piano spenga la fiamma.

«Grazie ancora.» ripeto.

«Come mai una bella ragazza come lei si trova qui tutta sola?» domanda squadrandomi.

«Sono una giornalista.» faccio spallucce e intanto soffio via il fumo.

«Wow. Per quale giornale lavora?»

«Per il Tribe Magazine.»
Parlare con questo tizio mi sta aiutando a distrarmi dall'ansia causatami dal concerto.

«Non sapevo che al Tribe lavorassero ragazze così belle. Dovrei abbonarmi. Ha mai pensato di fare la modella, però, signorina?» continua marpione.

Non faccio in tempo a rispondergli che una voce familiare si intromette, facendomi sobbalzare.

«Ehi, amico, vai a farti un giro.» dice perentorio e il tipo si defila all'istante, raggiungendo il compagno. Chiudo gli occhi, come colpita in pieno viso.

Mi volto di scatto e lo vedo. Eddie mi sta fissando con il suo solito sorrisetto beffardo, ma con uno sguardo cattivo sul volto.

«Ciao Sally. Ci si rivede.» mi rivolge la parola per la prima volta dopo anni.

Il cuore comincia ad accelerare con così tanta foga che sembra stia correndo per la maratona di New York.

Amore, amore, amore tu sei
Sei l'errore più cattivo
Che ho commesso nella vita
Amore, tu sei
Sei lo sbaglio più fatale che ho commesso nella vita
Amore, tu sei
Sei la prova che gli errori sono fatti per rifarli

⚠️ATTENZIONE⚠️: quest'opera è protetta da copyright © - sono vietati plagi, anche in modo parziale.

***
Ciao a tutt*,
Ho scritto questo capitolo nell'illuminazione del viaggio di ritorno a Roma.
Che ve ne pare? Io l'ho adorato ❤️
Fatemi sapere le vostre impressioni e commenti ❤️ e se vi va, supportate la storia con una stellina 🌟
Grazie **
Effy **

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