Capitolo 7. Malia
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«Ciao, Scott.» Aveva sussurrato, dopo che dall'altra parte si era presentato il ragazzo per cui aveva sempre avuto un'ammirazione, che, se pur segreta, coltivava da anni. Si era sentita gli occhi addosso, mentre piccoli brividi le percorrevano la schiena, portandole fitte continue. Spostò lo sguardo all'interno della casa, facendo incrociare i suoi occhi con quelli del ragazzo che l'aveva contattata; in lui, aveva visto il solito ragazzino che aveva abbandonato anni prima. Ma d'altronde, Stiles era rimasto lo stesso, nonostante dentro di lui fosse cambiato parecchio. Esternamente, solo quel sottile velo di barba e i capelli sempre in disordine erano i cambiamenti che apportava.
«Eh, entra pure.» Aveva riposto dopo minuti di silenzio, duranti i quali l'imbarazzo era stato l'unica emozione presente, Scott, con voce e fare impacciato. Si era spostato sul lato per fare entrare la ragazza, che con gli anni era diventata più affascinante, più misteriosa; chiunque l'avesse vista avrebbe sicuramente affermato che le somiglianze verso la madre erano più visibili, e, nonostante Malia fosse a conoscenza di questa terribile, a detta sua, verità, cercava di non darne peso.
Scott le fece cenno di sedersi al tavolo dove poco prima era seduto, mentre le spostava la sedia per farla sedere. Gesto che avrebbe lusingato chiunque tra il genere il femminile, con eccezione di Malia, che con faccia seria si era seduta senza aspettare altre sue mosse. Non sopportava queste cose, a sua idea troppo romantiche, nonostante i sentimenti di Scott non si allontanavano dalla semplice amicizia.
I due ragazzi, a ruota, si sedettero anch'essi sulle sedie della cucina, ognuno a data distanza dall'altro. «Ti, ti sei fatta i capelli biondi.» Aveva esclamato, con tono mezzo interrogativo, Stiles, mentre le goccioline di sudore tentavano di scendere sulla sua fronte. Malia gli rivolse uno sguardo serio, che lo costrinse ad aggiungere altro. «Stai, stai bene; ho sempre amato le ragazze bionde, trovo siano affascinati.» Ciò che uscì dalla sua bocca, però, non era quello che Malia o Scott si aspettavano di sentire. Le parole, erano uscite a caso, farfugliate con fare dubbioso.
«È una tinta provvisoria, appena laverò i capelli andrà via; ho dovuto sostituire una baby sitter, ma il bambino non mi voleva perché avevo i capelli scuri. Perciò, ho rimediato.» Aveva spiegato con tono ovvio Malia, stupita da quella conversazione. Quel complimento da parte del ragazzo, se pur finto, l'aveva colpita, nel più profondo.
«Non sapevo ti piacessero i bambini.» Aveva esclamato Scott, curioso di come fosse andata quell'esperienza lavorativa.
«Infatti.» Aveva mugugnato Malia, in risposta al licantropo, che la guardava con occhi straniti. «Mi hanno licenziata dopo avermi trovata a mordere il giocattolo di quel moccioso.» Continuò sbuffando, come se fare ciò che aveva fatto fosse una cosa ovvia. Si tirò indietro un ciuffo che le oscurava la vista, mentre muoveva il piede distrattamente. Non sapeva cosa dire, non sapeva di cosa parlare.
Spostò il suo sguardo verso i due ragazzi, passando da uno all'altro, che erano rimasti fermi intenti a guardarla straniti. Le abitudini di Malia non gli erano ormai note, ma, nonostante fossero cose alquanto ambigue, non poterono non pensare dentro di loro a quanto gli era mancata quella ragazza all'apparenza aggressiva.
Scott e Stiles, in conseguenza allo sguardo fulminante della bionda, non poterono non annuire, per confermare i pensieri a Malia del fatto che ciò che avesse fatto andasse più che bene. Sapevano quanto contraddirla potesse costargli, la ragazza coyote era capace di tenere il muso per giorni.
La casa, dapprima viva di qualche voce bassa e imbarazzata, era tornata ad essere silenziosa, mettendo confusione nella testa di Malia. Non le erano mai piaciuti i grandi vuoti, ma in quel momento sembrava averne uno. Sentiva come se qualcosa dentro di lei si fosse rimescolato, e sentiva che quel qualcosa fosse una parte remota di lei, che nascondeva da altri. Lo scontro con gli occhi pieni di vita di Stiles l'avevano scossa, l'avevano mandata fuori di testa.
Ma cosa stava pensando? Cosa stava cercando di dirle, quella piccola parte di lei, custodita nel suo cuore?
Non lo sapeva, non sapeva quale problema si stesse mischiando con i suoi problemi; ma di una cosa era certa, ciò che stava provando non le piaceva affatto. Erano anni che non si sentiva in questo modo, erano anni che non si sentiva lo stomaco in gola, non riuscendo a farla respirare.
Lo scontro dei loro sguardi, aveva accesso fiamme d'emozioni dentro di lei, che non riusciva a controllare. Quel viso, che per anni era stato il suo punto di resistenza, era in quel momento tutto ciò che aveva sempre sognato, ma che pensava di aver dimenticato. Il suo sguardo perso, i capelli arruffati, e le labbra semichiuse in un'espressione sorpresa, erano state per lei un tutto al cuore.
Nonostante ciò, sapeva che quello sguardo non era stato lo stesso che lei aveva rivolto a lui. Sapeva che quegli occhi, a contrario di Malia, non si erano persi in quelli della ragazza. Sapeva che i suoi sentimenti non avrebbero portato a nulla, ed era forse per questo che dentro di lei desiderava che quei pensieri non si accendessero maggiormente, ma che rimanessero dentro di lei, custoditi nel suo ricordo più bello.
Scott emise un finto colpo di tosse, che li fece ricomporre tutti. Malia cercò di sedersi in maniera più composta su quella sedia in legno, non ottenendo ciò che sperava di far vedere. In quel momento, i suoi atteggiamenti poco curati e bruschi la fecero sentire in imbarazzo, tra quei due ragazzi. Avrebbe così tanto voluto iniziare un discorso, rompere quel ghiaccio e far si che le cose tornassero come una volta, come aveva sempre desiderato andassero.
Abbassò lo sguardo, con lo sguardo fisso sul suo piede che continuava a muoversi nervoso; le scarpe che portava non le piacevano, le provocano così tanti calli che avrebbe voluto togliersele e camminare a pieni scalzi. Il motivo per cui le aveva messe era quasi ironico: difatti, quelle scomode scarpe erano state le prime che avevano trovato quando di fretta preparava il borsone che l'accompagnava per Beacon Hills, con il timore che il padre sbucasse da un momento all'altro cogliendola di sorpresa. Sapeva che Peter non avrebbe accettato quel suo ritorno così improvviso, e perciò non desiderava trovarsi qualcuno che le facesse cambiare idea. Malia, infatti, non aveva fatto chissà quanti ragionamenti. Dopo la chiamata di Stiles, aveva preso la decisione di andare, senza pensarci di più, nonostante i ricordi la logorassero dentro.
Alzò lo sguardo, scovando due occhi coperti da un velo di malinconia appartenenti a Stiles, intenti a scrutarla attentamente. Accorgendosi di essere stato scoperto, il ragazzo ritrasse quello sguardo, che aveva pietrificato Malia. La ragazza, stupita e immobile, non aveva cambiato direzione; i suoi occhi erano fissi in quell'immagine che tanto le era mancata. Ora che lo aveva di nuovo sotto la vista, non si sarebbe fatta sfuggire nessun particolare. La paura che quel ragazzo che aveva sperato di rivedere al di fuori dei suoi sogni potesse sparire stava entrando a far parte di lei, gelandole il sangue. Per quanto agli occhi degli altri Malia risultasse una ragazza dall'animo forte, sapeva che dentro di lei di talloni d'Achille ne aveva. I suoi punti deboli cercava di non mostrarli, ma chiunque la conoscesse davvero sapeva che essi esistevano.
Il rumore dello scontro di un auto spostò l'attenzione dei tre ragazzi al di fuori della casa. L'udito sensibile di Malia era posto sull'attenti, curioso di sentire qualcos'altro oltre che al tono di un uomo che non faceva altro che scusarsi ripetutamente. Chiunque fosse al di fuori, si stava avvicinando, e questo lo sapevano bene sia lei, sia Scott, i quali avevano udito tutto, ed erano rimasti fermi sul da farsi.
Si sentì qualcuno sbattere ripetutamente sulla porta, ma non in modo aggressivo, bensì con una nota di frustrazione. Uno scambio di sguardi prese protagonisti i tre ragazzi, che erano rimasti fermi nella speranza di capirci qualcosa in più.
«Eh, vado io.» Aveva poi mormorato Stiles, alzandosi dalla sedia goffamente, per dirigersi verso la porta, da cui proveniva quel rumore.
Con poca disinvoltura, il ragazzo aprì la porta, sotto lo sguardo curioso dei due ragazzi rimasti al tavolo. «Salve, potrebbe per caso prestarmi il telefono? Ecco, vede, il nostro autista ha cercato di schivare un gatto sbucato dal nulla, andando a sbattere contro un'altra auto. Nulla di grave, ovviamente, ma i nostri telefoni non prendendo.» Riferì un ragazzo dall'età vicina a quella di Stiles, mentre con lo sguardo fissava l'uomo che continuava a scusarsi, dall'altra parte della strada.
«Scusami, che maleducato, non mi sono nemmeno presentato! Mi chiamo Alexander, Alexander Irwin. Io e la mia ragazza siamo venuti da New York per incontrare vecchi suoi amici del liceo, insomma, quelle cose lì, ma credo ci siamo persi! Lei è sicura sia la strada giusta, ma non saprei!» Continuò il ragazzo, mentre spostava lo sguardo da Stiles all'auto con poca cura. Quelle semplici parole, però, erano bastate a far gelare il sangue ai tre ragazzi, che erano rimasti ad osservare la scena con silenzio. Il respiro di Stiles era diventato irregolare, mentre il cuore di Scott e Malia sembrava star per uscire dal loro petto. Che fosse l'amica dai capelli rossi, la ragazza che veniva dalla Grande Mela?
I due ragazzi, che fino a prima erano rimasti seduti immobili, si alzarono di scatto, per mettersi al fianco dell'amico, il quale sembrava star per svenire.
Alexander, accorgendosi dei nuovi arrivati, sembrò prestare più attenzione al trio che gli si era presentato davanti, iniziando a scrutarli attentamente, con fare dubbioso. «Ma io so chi siete! Tu devi essere Stiles, non è così? Lydia, amore, credo di aver trovato i tuoi amici!» Finì con l'urlare poi, con un gran sorriso in volto. Emozione che, però, i tre amici non sembravano ricambiare in parte.
Alla fine di quelle semplici parole, che avevano fermato del tutto il loro battito, Stiles uscì dalla soglia con poca cura, per poi vomitare sulle lucenti scarpe di Alexander, quel poco che aveva mangiato giusto un attimo prima.
Spazio Autrice:
Salve Teenwolfniani!💗 Come state? 💫
Volevo comunicare che da adesso gli aggiornamenti tarderanno ad arrivare! Vi spiego, quelli che ho pubblicato fino ad ora, erano tutte bozze che avevo già scritto per tempo, riuscendo a pubblicare due volte a settimana! Purtroppo ora non ho ancora capitoli pronti, quindi gli aggiornamenti, dati i miei innumerevoli e noiosi impegni quotidiani e scolastici, saranno una volta a settimana (il mercoledì!).
Spero che il capitolo vi sia piaciuto, nonostante sia piuttosto corto rispetto agli altri!
Comunque, i tre ragazzi sembrano piuttosto imbarazzati, e lasciano il silenzio come la loro unica via di fuga!
Malia, invece, ha pensieri rivolti ad altro, a qualcun altro.
E in più, a presentarsi alla porta, non è altro che il semplice Alexander!
Fatemi sapere cosa ne pensate, e vi ringrazio di aver letto il capitolo!
Dimenticavo (come sempre!), domanda del capitolo: quale coppia preferite? 👭👫👬
Io, nonostante sia una super fan della coppia Stydia, non posso non rimanere su quella che è stata la base dell'amore che ho visto tra le prime puntate di Teen Wolf! Sì, sono proprio loro, Scott ed Allison!😍😍
-Rebecca🌸
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