𝑪𝒂𝒑𝒊𝒕𝒐𝒍𝒐 𝟏𝟓
FILIPPO
29 giugno 2023
«Buon compleanno, Bambi!»
Come tutti gli anni da quando ne avevo memoria, la mattina del nostro compleanno Noemi mi svegliava facendo irruzione in camera mia e gettandosi sul letto, in modo che fossimo i primi a farci reciprocamente gli auguri di persona. Da buona tradizione, però, io ci mettevo sempre diversi minuti a uscire dal coma notturno. Nel frattempo, lei aspettava pazientemente che resuscitassi facendomi i grattini sulla testa.
«Buon compleanno...» biascicai in risposta. «Quanti ne facciamo quest'anno?»
«Ventuno. Ora possiamo bere alcolici anche negli Stati Uniti.»
«Non me ne frega niente in Italia degli alcolici, figuriamoci negli Stati Uniti» Le mie parole furono seguite da uno sbadiglio esagerato. Sollevai le braccia sopra la testa e mi stiracchiai la schiena.
Noemi aveva smesso di parlare per dedicarsi al suo cellulare. Probabilmente, stava rispondendo ai messaggi di auguri. Mi allungai su di lei per raggiungere il comodino e prendere il mio. Erano appena le sette del mattino, ma mi ero addormentato prima di mezzanotte; perciò, mi ero perso le notifiche.
I primi auguri ovviamente erano stati dei nostri genitori che, dalla stanza accanto, li avevano mandati sulla chat di famiglia. Poco dopo mi erano arrivati quelli di Samu e Vale. Il primo sempre molto telegrafico "buon compleanno", il secondo sempre decisamente idiota "auguri! Spero che oggi piovano tanti cazzi dal cielo solo per te!". Risposi a entrambi e aprii Instagram. La malinconia mi serrò la gola quando dovetti scorrere un po' per ritrovare la chat silenziosa da giorni con Enrico. Gli ultimi suoi messaggi erano quelli scambiati a ristorante, dopodiché non l'avevo più sentito... e non sarei certo stato io a scrivergli, visto come avevo chiuso la nostra discussione. Aveva optato per tenere le distanze, evidentemente.
Quando l'avevo visto raggiungermi in bagno, ci era mancato poco che cacciassi un urlo. Lo avevo provocato via chat, ma non avrei mai creduto che corresse il rischio di comportarsi in quel modo con Brando a poca distanza da noi.
Eppure, mi aveva sbattuto contro il muro, con un istinto animale che aveva rischiato di farmi venire nelle mutande. C'era voluta tutta la buona volontà di entrambi per impedirci di scopare in quel bagno; perché non era vero quello che gli avevo detto: ero un tipo da cesso pubblico, e niente mi toglieva dalla testa che se avessi preso l'iniziativa lui mi avrebbe assecondato.
«Ci facciamo un selfie di compleanno?» Afferrai mia sorella per la spalla e, senza darle neanche il tempo di mettersi in posa, scattai una foto.
«Ehi! Non mi sono manco pettinata i capelli. Fammi vedere com'è venuta.» Mi rubò il telefono dalle mani e ingrandì la nostra immagine per analizzarla. «Sembriamo due idioti ma è simpatica. Hai la mia autorizzazione a postarla.»
«Lo avrei fatto lo stesso.» Replicai con una linguaccia.
Cercai qualche gif stupida da aggiungere, scrissi "Happy b-day sister" e caricai la foto nelle storie. Da incoerente qual ero, speravo che qualcuno in particolare la notasse.
«Ti vedo pensieroso, Bambi. Non vuoi proprio dirmi cosa ti passa per la testa? O perché sabato sera sei tornato a casa con un'espressione da cane bastonato?» Mi puntò addosso le sue iridi verdi, gemelle alle mie, in attesa che le rispondessi. Non avevo avuto il coraggio di raccontarle quanto successo, perché temevo che avrebbe avuto la tentazione di parlarne con Paolo, che a sua volta lo avrebbe riferito a Enrico. Per il momento, avevo tenuto il segreto anche con Vale e Samu, altrimenti mi sarebbero stati con il fiato sul collo per farmi sfogare, come avevano già fatto dopo il picnic in moto.
«Noemi...» l'abbracciai posandole la testa sul ventre, «perché non riesco a togliermelo dalla testa?»
«Oddio, è successo qualcosa con Enrico l'altra sera?» Realizzò esasperata.
Annuii senza riuscire a guardarla negli occhi.
«Bambi, ma perché continui a farti del male?»
«Non lo so... Ci siamo ritrovati per caso a passare la serata nello stesso posto, e ci siamo stuzzicati a vicenda, fino a rischiare di fare un'altra cazzata. Per fortuna, il mio amor proprio ha prevalso e ho messo distanza tra noi. Ma mi sento così stupido perché, nonostante la sofferenza di saperlo con un altro, sono felice quando mi sta intorno. Ma avete ragione... L'amicizia non può funzionare per noi, e lui continua a volermi sentire ma stando sempre con Brando.»
Mi accarezzò dolcemente i capelli. «Non ti dirò "te l'avevo detto" ma... te l'avevo detto. Enrico è un bravissimo ragazzo, Paolo lo adora. Sono sicura che lui nutra del sincero interesse nei tuoi confronti o non continuerebbe a cercarti. Però... Bambi, non è facile uscire fuori da relazioni così lunghe e complicate. Quante ne senti di persone che aspettano invano che il proprio amante lasci il partner per mettersi con loro?»
«Io non sono il suo amante, l'ho messo in chiaro subito...» piagnucolai sconsolato.
«No, ma sii sincero: se Enrico ci provasse di nuovo con te, se ti chiedesse in maniera più insistente di darvi un'occasione, promettendoti di lasciare Brando appena troverà il modo di farlo, tu gli resisteresti?»
Se Enrico tentasse di toccarmi ancora, di baciarmi un'altra volta... venderei la mia anima pur di averlo. Consapevole di ciò, dovevo evitare assolutamente di farmi coinvolgere ulteriormente da lui.
«No, e lo sai. Finirei in un baratro di disperazione sapendo che dovrò accontentarmi degli avanzi. E sarei così patetico da esserne pure contento, come quei randagi morti di fame a cui lanci un osso... Ahia!» urlai quando Noemi mi diede un pizzicotto fortissimo sul braccio. Quella stronza mi avrebbe lasciato il livido!
«Hai finito di auto commiserarti? Dov'è finito il twink sunshine che dimora in te?» Era arrabbiata, e non potevo biasimarla. Sospirai, e mi tirai su a sedere, guardandola finalmente negli occhi.
«Hai ragione. Non permetterò a Enrico di tenermi al guinzaglio. Per il mio compleanno esprimerò il desiderio di tornare a brillare... e lo farò lontano di lui.»
«Ora sì che ti riconosco! Tu sei fatto per essere messo al primo posto, non dubitarne mai.» Questa volta mi strinse una guancia con affetto.
«Ce la metterò tutta, promesso.» La rassicurai.
«Bene, allora. Che dici? Festeggiamo questa presa di coscienza facendo colazione? Inizio ad aver fame.»
«Va bene. Tu intanto vai, che poi ti raggiungo.» Le posai un piede sulla coscia e la scalciai fuori dal mio letto. Lei si alzò e mi fece il dito medio prima di lasciare la stanza.
Invece di seguirla, mi dimenai battendo pugni e calci sul letto per l'esasperazione.
Come potevo essere stato così stupido da pensare che fosse una buona idea sentirmi con Enrico? Come avevo fatto a espormi di nuovo così tanto sapendo l'effetto devastante che provocava al mio cuore? Stargli accanto era stata una tortura. Stringermi a lui sulla moto, stare fronte contro fronte in quel bagno: un'agonia. Avevo avuto il suo corpo addosso ma non potevo reclamarlo davvero. Ero impotente dinanzi a quei sentimenti che mi laceravano come cento frustate. Non potevo fare e chiedere nulla. E io non ero fatto per aspettare immobile che un miracolo accadesse.
Mi stropicciai gli occhi con foga e tornai a guardare le notifiche sul telefono. Nel frattempo, erano arrivati i messaggi di Margherita, Luca e Daniela che avrei visto in tarda mattinata per studiare. E poi... lui.
Pietro amico Marghe: Tanti auguri di buon compleanno 🥳💕 spero che tu stia bene!
Non era il lui che speravo ma, forse, meglio così. Se Enrico mi avesse ignorato tutto il giorno, mi avrebbe aiutato a togliermelo dalla testa più facilmente.
Grazie mille! 💕 io sto bene... e tu?
Pietro amico Marghe: Non c'è male... giornata di studio... dopodomani ho un esame! 🤯 tu come festeggerai?
Da come si era comportato sabato sera e come manteneva viva adesso la conversazione, non doveva aver portato rancore per il bacio mancato. Meglio così, poteva essere una buona distrazione.
Cena easy con genitori e migliori amici. Ordiniamo una pizza e la mangiamo sul terrazzo.
Chattammo per diversi minuti e mi sentii un po' più sereno. Alla fine, Pietro non era così male. L'ultimo messaggio, però, mi provocò un tuffo al cuore:
Pietro amico Marghe: Ti andrebbe se facessi un salto a salutarti? Mi piacerebbe farti gli auguri di persona... e avere una scusa per rivederti! 😇
Oh, cavolo! Era più tenace di quanto mi aspettassi. Stranamente, la cosa non mi diede fastidio.
Pensavo non volessi più saperne niente di me dopo il nostro primo appuntamento...
Pietro amico Marghe: Credi sia sufficiente un bacio mancato per farmi desistere? Si vede che non hai ancora avuto modo di conoscermi bene... 😏
Lo ammetto, Pietro stava iniziando a smuovere il mio interesse. Al primo appuntamento ero andato controvoglia. Forse, una seconda occasione con una maggior predisposizione da parte mia avrebbe ribaltato la situazione.
E va bene... concesso! Puoi passare sotto casa mia nel tardo pomeriggio? Sarò impegnato tutto il giorno ma potrò dedicarti dieci minuti per riceverti nel portone. 🤗
A casa mia? Ero pazzo? Troppo tardi. Aveva già visualizzato e un attimo dopo chiesto l'indirizzo. Gli mandai la posizione perché ormai non potevo più tirarmi indietro.
Cercai di provare eccitazione per quel nuovo incontro... del resto, che alternative avevo? La chat con @e.dema94 continuava a essere silenziosa come un pubblico in attesa di un colpo di scena che non sarebbe mai arrivato...
***
SPAZIO AUTRICE: Buongiorno e buon compleanno a Filippo e Noemi 🥳🥳
Fil a parole è stato schietto con Enrico ma dentro di sé è chiaro che covi la speranza... Pietro, però, si fa di nuovo avanti e questa volta Fil sembra volergli dare una chance! Come finirà la giornata di questo compleanno? 👀
Ps: il prossimo capitolo sarà il più lungo di tutto sunshine (di quelli scritti finora) 💕
Se il capitolo vi è piaciuto lasciate una stellina e ricordate che ogni feedback è gradito 🫶🏻
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