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𝑬𝒑𝒊𝒍𝒐𝒈𝒐 - 𝒑𝒂𝒓𝒕𝒆 𝟏

Dieci anni dopo - Natale

ENRICO

Rientrai in casa che erano ancora le sette del mattino, dopo aver portato Molly a fare i suoi bisogni. Quel buffo volpino rallegrava la nostra vita da cinque anni, e non c'era giorno che non perdessi almeno mezz'ora della giornata ad accarezzarle il folto pelo bianco e a giocare con lei. Aveva lo stesso muso vispo e dolce dell'altro suo padrone, ancora immerso nel mondo dei sogni.

Mi accucciai per toglierle il guinzaglio e le concessi di leccarmi le mani per dimostrare il suo affetto.

«Basta, Molly! Mi stai lasciando bava ovunque. Vai piuttosto a svegliare Fil, così apriamo i regali.»

Abbaiò una volta, e corse a tutta velocità in direzione della camera da letto. Prima di seguirla, accesi le luci dell'albero di Natale per ammirare l'ingresso della casa addobbato con una marea di decorazioni a tema. Io e Filippo amavamo il Natale, tanto che già a fine novembre iniziavamo a scalpitare non vedendo l'ora che arrivasse.

Sotto l'albero c'erano i pochi pacchetti ricevuti in anticipo da amici e parenti, e i tanti per Molly. Chissà quanti sarebbero stati in più se oltre a un cane avessimo avuto anche dei bambini come i nostri amici. Per il momento ci accontentavamo di fare gli zii preferiti, anche se...

I ringhi di Molly, mischiati alle risate di Filippo, richiamarono la mia attenzione e desiderai subito raggiungerli per divertirmi con loro. Quando varcai la soglia della camera, però, vidi solo un groviglio di coperte in subbuglio, sotto alle quali stava avvenendo una tremenda lotta uomo contro bestia.

«Molly, se mi mordi ancora una volta il naso ti farò dormire per una settimana nella dispensa!»

Risi a quella vana minaccia, perché sapevo che Filippo non avrebbe resistito cinque minuti senza averla accoccolata ai piedi del letto. Dopo qualche altro minuto di giochi, Molly schizzò fuori dalla stanza lasciando me e mio marito finalmente da soli. Non persi altro tempo, e mi tolsi i vestiti rimanendo in mutande, per poter tornare sotto le lenzuola con lui. Filippo si avvinghiò subito al mio collo e mi trascinò in un bacio appassionato che mi sciolse come gelato lasciato al sole. Quando riprendemmo a respirare, eravamo coricati su un fianco, con le fronti premute l'una contro l'altra.

«Buon Natale, amore mio!» Mi augurò con un sorriso che gli illuminava il volto da eterno ragazzino.

«Buon Natale, Scheggia! Hai finito di tormentare quella povera creatura?»

«A me lo chiedi? È lei che mi sveglia tutte le mattine a orari illegali!»

«Sapevi a cosa saremmo andati incontro decidendo di prendere un cane.»

«Vero, ma non riesco comunque ad abituarmi ai suoi ritmi, per quanto la ami con tutto me stesso.» Mi diede un morso sulla punta del naso - come dicevo, cane e padrone di assomigliavano - e si accoccolò contro di me. Gli accarezzai la schiena attraverso la stoffa del pigiama natalizio che indossava ogni anno in quei giorni di festa.

«Enri?»

«Sì?»

«Ti andrebbe di preparare la colazione e portarla qua a letto?» Con un dito iniziò a tracciare percorsi caotici sul mio petto nudo. Dove lui sfiorava, io rabbrividivo. Dopo dieci anni, la passione tra noi non aveva mai smesso di infuocarsi  al minimo tocco. Me lo strinsi ancora più addosso, facendo scontrare le nostre erezioni desiderose di ricevere attenzioni.

«Perché non lasci che prima assaggi un po' la tua pelle deliziosa?» Insinuai una mano sotto l'elastico del suo pantalone, intanto che iniziavo a leccargli un orecchio, ma lui mi fermò spingendomi via.

«Non senti come mi brontola la pancia? Se non faccio subito colazione, penserò alla schiuma cremosa del cappuccino piuttosto che al tuo dolce sp...»

Gli chiusi quella boccaccia con un bacio e mi alzai dal letto sbuffando.

«Ok, va bene. Il principino sarà accontentato.»

Mi guardò con un'espressione furbetta e mi mandò un bacio facendo l'occhiolino.

«Grazie, sarai ricompensato a dovere per questa premura!»

Mi allontanai scuotendo la testa sconfitto. Avevamo fatto l'amore la sera prima, ma quello era stato il sesso della Vigilia, non del Natale!

Ancora frustrato, preparai due cappuccini, tre fette di pane tostato per me e una pila di biscotti per Filippo, posai tutto su un vassoio e tornai in camera.

Alla vista di quello che mi si presentò davanti, per poco non feci cadere la colazione a terra.

Mio marito era disteso trasversalmente sul letto completamente nudo, eccetto per la collana di perle che gli decorava il collo sottile e un cappellino di Babbo Natale che gli ricadeva sbilenco davanti al viso. Era coricato su un fianco, la testa appoggiata sulla mano del braccio con cui si sorreggeva e la gamba piegata in modo da esporre il suo sesso che, però, era nascosto da un pacchetto regalo avvolto in una luccicante carta verde e chiuso da un fiocco rosso.

Era sexy da morire e il mio cazzo si agitò dentro le mutande.

«Di nuovo Buon Natale, Principe delle nevi. Vuoi aprire il tuo regalo? Te ne ho preso anche un altro più serio, ma questo servirà a rendere la nostra mattinata molto più... divertente.»

Si morse un labbro in modo malizioso, e il luccichio nei suoi occhi mi convinse a posare il vassoio sul comò per catapultarmi sul letto addosso a lui. Lo placcai contro il materasso eccitato al punto che lo avrei scopato senza preliminari, ma poi ricordai il regalo necessario a soddisfare qualunque fantasia avesse in mente per quella mattina. Mi sedetti a gambe incociate e rigirai il pacchetto tra le mani, scuotendolo in cerca di indizi sul suo contenuto.

«Aprilo, dai!» Mi incoraggiò abbracciandomi da dietro e strusciando il cazzo duro contro la mia schiena. «Anche io sono impaziente di averti dentro di me.»

Eseguii il suo ordine e trovai un vibratore della forma e dimensione che ricordava il sesso eretto di Filippo.

«Ho fatto un calco del mio pene e ne ho ricavato un sex toy su misura.»

«Cosa hai fatto?» Strillai incredulo, ma lui scoppiò a ridere e capii che mi stava solo prendendo per il culo.

«Scherzo, non fare quella faccia! Non è identico al mio, ma gli somiglia. Così se avessi voglia di me quando io non ci sono o tu sei in viaggio di lavoro, potrai sempre consolarti con questo, e...» Lasciò il sottinteso per prendermelo dalle mani e invitarmi a coricare supino.

«Apri le gambe e fammi vedere quanto hai voglia di essere scopato da questo giocatollino.» Mi ordinò, e io non me lo feci ripetere due volte, approfittando di quel momento per togliere anche le mutande. Pensavo di aver capito le sue intenzioni e non vedevo lora di vederle messe in pratica.

Si mise di fronte a me, ammirandomi con quella devozione che mi lasciava ancora incredulo. Poi, si abbassò a leccare ogni zona erogena della mia intimità. La sua lingua scorreva dalla punta del mio cazzo alla mia apertura, con una lentezza talmente estenuante che mi fece venire la voglia di afferrargli i capelli e spingermi nella sua gola. Ma sarebbe stato un peccato interrompere quel gioco di seduzione che diventava sempre più bollente a ogni morso, ogni succhiotto, e ogni lappata che mi schiudeva sempre di più. Laddove non leccava, era la sua mano a toccarmi per tenermi sull'orlo di un orgasmo che non mi avrebbe concesso fino a quando non ci fossimo uniti.

«Fil... ti prego, prendi il lubrificante...»

Recuperò il tubetto, sempre a portata di mano, cosparse il sex toy con il gel e iniziò a penetrarmi lentamente. L'invasione non fu calda come quando era lo stesso Fil a farlo, ma lui sapeva come muoversi dentro di me e quali punti eccitare; perciò, mi abbandonai completamente alle sue abilità, incapace di continuare a pensare.

«Tutto bene, amore?»

«Tu che dici?» lo provocai con una voce arricchita dal piacere. «Ora, per rendere questo Natale perfetto, manca solo che ti siedi sul mio cazzo e lo cavalchi fino a svenire!»

«Oh, ti assicuro che sto per farlo e dopo dovrai portarmi in braccio al pranzo con i parenti, per quanto mi tremeranno le gambe.»

Avrei voluto prepararlo io, ma Fil non ne volle sapere e, dopo aver acceso il vibratore innescando una scarica di piacere che si propagò in tutto il mio corpo, si mise a cavalcioni sul mio basso ventre per calarsi sulla mia erezione.

Non era la prima volta che ricorrevamo all'uso dei sex toys, ma era la prima che lo facevamo in quella posizione. La combinazione delle spinte di Fil sul mio cazzo e delle vibrazioni mio culo stavano rendendo quell'esperienza così intensa che mi stupiva non fossimo già venuti entrambi.

E quella collana... dio, come lo rendeva aggraziato nella sua depravazione.

Mi sollevai a sufficienza per afferrargli il collo e sentire tra le mie dita ogni singola perla. Strinsi un po', quel tanto che bastava da eccitarlo senza fargli male.

I suoi occhi languidi erano fissi nei miei, la bocca semi aperta che emetteva gemiti sempre più affannosi.

Non resistetti più, e mi mossi per ribaltare le nostre posizioni.

Avevo bisogno di essere io a spingere dentro di lui, e così feci fino a quando il mio orgasmo non esplose con prepotenza. Quando la mia estasi cessò, mi lasciai ricadere sul suo corpo e sfilai il vibratore dal mio sedere che stava diventando ormai un piacevole fastidio.

«Enri... fammi venire, ti supplico.»

Non c'era bisogno che me lo chiedesse perché gli dessi ciò di cui aveva bisogno.

Uscii da lui e recuperai un po' del mio sperma per masturbarlo a dovere, facendo scivolare bene il pollice sulla punta. Con l'altra mano tornai a penetrarlo.

Vedere come Fil si dimenava sotto di me era il mio spettacolo preferito, mi faceva sentire quanto fosse mio, quanto amasse i miei tocchi, quanto amasse me.

Venne con uno dei suoi strilli che erano ormai musica per le mie orecchie. La conferma di quanto riuscissi ancora a farlo impazzire nell'intimità.

Il seme gli arrivò fino al collo sporcando la collana e mi compiacqui di quella vista.

Soddisfatto mi buttai coricato accanto a lui, intanto che riprendeva fiato.

«Pensavo che a quasi quarant'anni potessi iniziare a perdere colpi... felice di sbagliarmi!» Mi stuzzicò.

«Nonostante tutto, continuo a essere io quello che si allena di più. Sei tu che non stai al mio passo.»

«Sai che odio qualunque sport che non sia scopare!»

Gli diedi un bacio profondo, carico di tutto il mio amore.

La mia vita era bellissima. Era risbocciata alimentata da linfa nuova, continuando a evolvere in maniera sana accanto all'uomo che amavo e che da due anni prima era diventato mio marito.

Intrecciai le nostre mani e osservai orgoglioso le fedi al dito che le adornavano.

«Fil?»

«Dimmi Enri.»

«Vorrei chiederti ancora una volta di sposarmi.»

«Lo sai che lo abbiamo già fatto e che comunque la mia risposta sarà sempre sì.»

«Certo, ma io non mi stancherò mai di sentirtelo ripetere.»

«Allora ascoltala anche questa volta: sempre

***

Immaginando che vedrete la notifica al mattino... buongiorno 💕

Sono le tre di notte e mi trovo in trasferta. La trasferta più asociale che abbia fatto da quando lavoro 😂 in questa serata triste e solitaria (per me bellissima!) ho ripreso l'epilogo di cui avevo scritto qualche giorno fa le prime due paginette...

Ero un po' bloccata perché scriverlo avrebbe voluto dire addio a Fil, Enri, Vale e Samu 🤧🤧💕 come potete immaginare, anche se ci sarà un libro su Brando (con calma!) quello sarà molto più indipendente e non è per niente detto che gli original four ricompariranno (ma non è del tutto escluso... non lo so ancora neanche io!)

Ma tornando all'epilogo... stasera ho scritto e deciso di pubblicare. Così, de botto, senza il primo okay da parte di tutte le mie beta. Perciò, se lo vedete più grezzo e con qualche refuso in più, è perché non ha passato ancora il controllo qualità. È la prima volta che lo faccio da quando ho iniziato Sunrise... ma ho pensato che l'epilogo è ormai il momento felice 💕 e infatti come in sunrise è caratterizzato da grandi scintille 😂 ed ero troppo impaziente, diciamo anche questo!

Fil ed Enri si sono sposati e hanno un cane 🥹 scusate, ma io adorerò sempre il finale con matrimonio, indipendente dal tipo di cerimonia più o meno ufficiale a livello legale che si voglia seguire! Per me il matrimonio è il simbolo del "per sempre", l'impegno reciproco a mettercela tutta affinché la nuova famiglia (che si rimanga in coppia o si abbiano dei figli) sia sana, forte, complice e unita nella buona sorte e nelle avversità, nelle gioie e nelle difficoltà (ok, via gli 883)... è una mia personale visione, perciò se è in linea con il carattere dei personaggi è trasmessa in automatico anche a loro 💕

Avrete notato che ho scritto parte 1... sì, perché completo sarebbe stato troppo lungo e tanto la seconda parte (che devo ancora scrivere) volevo chiuderla dal pov di Fil 🥹 quindi potete aspettarvi ancora un aggiornamento ufficiale su questa storia + 1 extra... e poi chissà! 💕

Ora vado a dormire che comunque la sveglia resta sempre alle 6.45 💀💀

Se il capitolo vi è piaciuto lasciate una stellina e ricordate che ogni feedback è sempre gradito 🫶🏻

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