Prologo: la legge degli opposti
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Pubblicazione 09/03/2022
07.14.2021, Highway 1, California.
Alla volpe più astuta fra tutte.
"Prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella ricchezza e nella povertà, in salute e in malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita": così recita il rito cristiano. Sono sette invece le benedizioni nuziali per il rito ebraico in cui si alternano parole come: eterno, giustizia, diritto, amore, fedeltà e misericordia. In alternativa i musulmani stipulano un contratto tra marito e tutore della donna.
A qualsiasi religione si faccia riferimento, Renesmee, tra i voti che gli sposi si scambiano le vie di mezzo non sono contemplate. Non esiste parola, frase o formula che possa definire le emozioni o gli stati intermedi che due amanti debbano attraversare nel loro lungo cammino insieme.
"Sì, lo voglio" oppure "no", nessun "forse".
Nessun "può darsi".
Eppure, noi siamo quel può darsi, quel "forse" non incluso negli standard romantici.
Nessun Dio si è accorto di noi.
Ma credimi, le vie di mezzo esistono.
Noi, esistiamo.
Gli uomini non sono mai stati bravi nel chiamare le cose, che sia scegliere il nome di un animale domestico o quello da dare a una nuova malattia. Immagina decidere il nome di un figlio, con qualche consonante e una manciata di vocali lo marchi a a vita. A te hanno condannato a essere in parte Renèe e in parte Esme. A me una pena più dolce, leone.
Definire è il compito più ostico per una lingua, dal momento che tradurre in parole vuol dire circoscrivere. Una volta espressa, la passione diventa prigioniera di frasi interrotte e di baci silenziosi. E un paesaggio unico come il nostro tramonto è rinchiuso alla fine di un ciclo a ovest della Terra. Ci credi?
Le parole non danno via di fuga.
Lo sappiamo bene entrambi cosa significa essere intrappolati. Odiamo le prigioni, che siano listelli di legno o fili di ferro, che siano storie o persone. Eravamo trattenuti da catene invisibili di cui, soltanto tu kozà, ti sei resa conto.
Sì, liberami. Liberati.
Coraggiosa hai tentato l'ardua impresa, proponendomi una candida comunione che accolsi con ardore.
Definirci? Una perdita di tempo. Sai che odio sprecare fiato quanto secondi.
Per te, mi sforzerò in quello che non ho mai fatto: perdere tempo. Per meglio dire, come piace a te "per noi".
Come definire quello che c'è tra noi? Banalmente, i religiosi credettero sufficienti i contrari per confinare tutti i possibili eventi, tutte le probabilità che possono verificarsi nella storia di due persone. È più facile classificare il mondo in contrari, schemi fissi oltre i quali non si può andare. Erroneamente, si pensa che l'uno neghi l'altro, che l'uno vinca sull'altro.
Gli opposti combattono, lottano, sono antitesi, ossimori... così credevo prima di noi.
Da bambini ci insegnano che il bianco non è nero, che il grigio non esiste, che l'amore non è odio. Il buono non è cattivo, l'istinto non è ragione e la paura non è coraggio. Negli scacchi il bianco muove per primo, valutando come attaccare il nero su un mosaico chiaroscuro. L'acqua spegne il fuoco, l'aria spazza via la terra. Di giorno in giorno, il sole si sostituisce alla luna, la luce illumina l'oscurità. La giovinezza è preludio della vecchiaia, così come la vita della morte. Nel regno animale, il più feroce vince sul più debole. Nel nostro mondo, dove la sete è ingordigia e la vendetta cupidigia, si fa distinzione tra prede e predatori. Nel regno spirituale, i santi scacciano il demonio, gli angeli vincono sul diavolo.
In quello mortale, esistono vivi e morti.
In quello immortale, vampiri e licantropi.
Opposti, eterne nemesi che nascono per uccidersi? Falso.
Ci aveva visto giusto Eraclito, che vide negli opposti l'armonia del cosmo, nel disequilibrio l'ordine delle cose. E se quegli acerrimi nemici fossero complementari? Se fossero nati per completarsi in un affascinante gioco di luci e ombre?
Se fossero attratti per natura?
Pensaci un po' su. Non c'è scienza che non ne studi il disordine. Non c'è arte che non ne racconti l'amore.
In fisica e matematica un polo positivo e un polo negativo cercano di entrare in contatto se si trovano vicini. In fotografia, il negativo è un'inversione di chiaroscuri, dalla stampa del quale si ricava il positivo, che rispecchia i chiaroscuri stessi. E ancora, in astronomia le ombre derivano da un corpo che si posiziona davanti a una sorgente luminosa, così come il chiaro di luna è dato dalla luce solare che si riflette sulla luna stessa. In letteratura, in ogni pagina c'è una scintilla innescata da lettore e scrittore, due creature che vivono agli antipodi: l'uno scrive, l'altro vive.
L'intervento di madre natura nel riappacificare la strenua lotta dei contrari è stato provvidenziale: facendo uso di un abile stratagemma ha unito ciò che è nato separato. A quell'escamotage daresti il nome di "biologia", io di "compromesso". Duplice alleanza, il primo accordo tra le parti, la prima forma di conciliazione: i figli.
In conclusione, esistono due tipi di unioni.
Quelle perfettamente compatibili: l'addizione, l'unione di due umani, di due simili.
Quelle imperfettamente incompatibili, l'unione di due nature rivali, vampiri e umani. Da questi, veniamo fuori noi, i figli degli opposti. Una comunione strana, insolita, da tenere nascosta, difficile da spiegare e a cui credere. Figuriamoci capirla.
Eroi, i nostri genitori, hanno sfidato la loro stessa indole pur di unirsi, pur di metterci al mondo, ignorando di aver generato degli esseri interrotti.
A metà.
Ciononostante, farti insegnare da vampiri e licantropi come essere una mezzosangue, come essere quel che sei, era un controsenso. Lo sapevi anche tu, ma te ne sei resa conto troppo tardi. Come si può spiegare qualcosa che non si è mai vissuto? Bella e Edward ti hanno dato il meglio di loro stessi, ti hanno protetta dalla fragilità umana e dalla violenza vampira, raccontandoti delle loro vite pre e post-immortalità.
Per te, non era abbastanza.
Volevi saperne di più, su di te, su di noi.
Bramavi risposte che nessuno aveva. Avevi curiosità che solo tu potevi esaudire.
Let me explain.
Svolgerò ciò che già in grembo è avviluppato, sanguemisto.
Our blood.
E poi ci siamo noi, quelli in grado di imbrogliare il tempo e lo spazio. Alcuni ci chiamano mezzosangue, altri meticci, altri ancora mezze bestie, mostri assetati di scarlatto e affamati di vita. Siamo le creature più rare fra tutte, né prede né predatori, né mortali, né immortali. Venuti alla luce dalla seduzione del male e dalla redenzione del bene, da un amore fatto di carne e desiderio, di sangue e veleno, siamo uomini e donne a metà tra la vita e la morte. Siamo bambini dall'infanzia veloce, che in poco tempo diventa adolescenza e in ancor meno si fa immortalità, trasformandosi in un per sempre non richiesto. Costretti in camicie di forza a vivere una vita non scelta, ci dimeniamo fino a sanguinare. Schiacciati dalla nostra incompletezza, soffochiamo in un'eterna umanità. Stipiamo i nostri sogni mortali in un cassetto, soddisfando desideri immortali non nostri.
Siamo figli di nemici, figli di chi ha un'anima e di chi l'ha persa. Figli di vittime e carnefici perennemente alla ricerca della metà perduta, vaghiamo, tentando di raggiungere quello di cui siamo mancanti, convinti di essere la parte mancante di qualcos'altro.
Siamo metà in cerca di una meta.
Renesmee, lo sei anche tu. Hai lottato contro te stessa e credendo che qualcun altro potesse completarti, ti sei sgretolata, spezzata... e sei rinata. Sei la parte mancante di te stessa, lo sei sempre stata.
Della nostra unione, nessuna traccia. Hai mai provato a far combaciare due metà imperfette? Due ceramiche sbeccate, due cocci rotti? Che si tratti di un puzzle o di due labbra screpolate, è oltremodo complesso.
Noi siamo crepe che non coincidono, frammenti che si incastrano per poi scheggiarsi.
Noi, corrotti, scorretti e corretti come un caffè corretto.
Noi siamo oltre gli opposti, oltre la natura, oltre la religione.
"C'è qualcosa tra di noi", ripetevi. E non trovavi le parole per definirlo perché le parole non bastano. Non esistono parole a metà.
Siamo la frenesia del sangue e la calma del sonno, un bacio rubato e un soffio di vento, le tue lentiggini e le mie sigarette.
Siamo noi: tu e io.
Questa storia ci appartiene, Renesmee.
Ci apparteniamo. Tuttavia, prima di appartenerci, apparteniamo a noi stessi.
Del mio tempo non m'importa, te lo cedo volentieri.
Del tuo tempo m'importa. Non sprecarlo. Strappalo, usalo a più non posso.
Coltivalo, coglilo.
Mordilo, sbranalo.
Siamo accomunati da un unico grande amore, la lettura... con una sola differenza: io leggo libri, tu leggi persone.
Dedicati a te stessa, a ciò che ami, alle tue passioni...
È stato un privilegio accompagnarti,
con l'augurio che tu non debba più aver bisogno di me.
A presto, il vecchio leone.
Ispirazione prologo:
Prologo Romeo e Giulietta - Shakespeare
Discorso di Aristofane, il Simposio - Platone
"È inutile cercare chi ti completi, nessuno completa nessuno, devi essere completo da solo per poter essere felice." (Erich Fromm)
La dottrina dei contrari - Eraclito
"Kiss" di Kim Rose
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