Capitolo 24
Flashback
L'arresto di Brenda e Benjamin si è svolto tre giorni dopo il mio ritrovamento. Ero terrorizzata, tre giorni di panico totale e non riuscivo a muovermi dalla Camera di Lucas. Sia per la paura che mi trovassero ancora, sia perché Lucas meritava che restassi con lui! Finalmente dopo aver parlato con i poliziotti che mi dissero di averli arrestati, riuscii a rilassarmi un poco. Non dimenticherò mai ciò che mi è stato fatto, non dimenticherò mai le bugie dei miei genitori, e adesso vogliono anche il mio perdono.
Quest 'oggi dimettono Lucas e finalmente torna a casa. Son passati dieci giorni, tra flebo e punturine; Clara ci aspetta fuori dal reparto, mentre Roby è pronto con l'auto fuori dall' ospedale, per portarci a casa.
Andrò da lui per un po', ma dormirò da Clara. Non ho nessuna intenzione di stare nella stessa casa dei miei genitori per ora. Devo ancora metabolizzare il tutto, elaborare il dolore e cercare di superarlo. Sono i miei genitori, li amo, li perdonerò, lo so!
Ma ora non so come posso farcela. Non riesco. Io credo ci sia tempo per tutto e adesso voglio prenderne un po' per me. Ho deciso di fare ciò che mi sembra più giusto, ciò che mi piace e assolutamente con Lucas. La sua dichiarazione in ospedale è stata come un uragano che si è smosso dentro me. Un uragano che ha spostato tutte le cattiverie di queste settimane e che con la sua forza le ha posate in una piccola parte di me, che ci sarà sempre ma che pian piano annegherà nel fondo dei miei ricordi.
- "Possiamo andare Eva"- sento Lucas affacciato alla porta della sua stanza d'ospedale dopo essere uscito dall'ufficio del chirurgo.
Mi giro verso di lui raccogliendomi una ciocca di capelli dietro l'orecchio. Sono corti, sì, ma la parrucchiera è riuscita a far venire un bellissimo carrè.
Prendo in mano la valigia con i suoi vestiti e intrecciandoci le mani usciamo dall'ospedale.
Roby e Clara stanno fumando una sigaretta quando li raggiungiamo vicino l'auto e ci stringiamo in un caloroso abbraccio a quattro. I nostri amici ci portano a casa dicendoci che loro per ogni cosa che dovesse servire ci saranno sempre.
Passiamo il pomeriggio in compagnia di Vincent che è si è offerto di portarmi gli altri vestiti. E dopo una partita a carte e un film deprimente, mi sento davvero stanca.
In questi giorni con Lucas sono di poche parole e credo lui mi capisca. Ancora non riesco a farmi baciare come lui vorrebbe e come io vorrei. Ancora non riesco a parlare e a confidarmi. Ancora non riesco a raccontargli tutto ciò che mi hanno fatto. Ma so che è soltanto questione di tempo. So che dopo il buio c'è sempre la luce.
Una settimana dopo Clara e Roby ci portano in un ristorante a Firenze e dopo un'ora e mezza di macchina sono più che felice di mangiare.
Ordiniamo una tagliata di manzo e un tagliere di formaggi, escluso Lucas ovviamente, che in questi giorni non può mangiare pesante, quindi ha preso una fettina di pollo con le patate lesse per contorno.
Decido di mandare un messaggio a Vincent per dirgli se ha deciso cosa fare con i nostri genitori. L'altro ieri mi disse che aveva pensato di andare un po' in Australia da nostro cugino Danny e forse se riusciva ad imparare l'inglese finiva gli studi lì. L'ho visto davvero felice di questa sua decisione, gli farà bene al cento per cento e anche se mi ha detto che non se la sentiva di lasciarmi ancora, io sto bene, ho Lucas, ho Clara e magari avremo anche una scusa in più per un viaggio a Perth.
Finito di mangiare ci fermiamo in un tabacchino per comperare delle gomme da masticare visto che Roby ha questo fottuto vizio e lo ha mischiato anche alla mia migliore amica. Il mio cellulare vibra di nuovo con un nuovo messaggio, e con mia grande sorpresa scopro che si tratta di Alex. Mi dice solo che spera io stia bene e che è molto dispiaciuto per ciò che mi è successo. Gli rispondo e lascio cadere il cellulare sul sedile. Lucas mi guarda e mi prende la mano.
- "Sei stanco? Ti va di tornare a casa?" -
- "Ancora no Eva, ti porto in un posto, Clara e Roby ci accompagnano e poi vengono a riprenderci"- mi fa una carezza in viso e nelle sue iridi vedo tutto l'amore del mondo.
Attraversiamo Firenze e diversi comuni quando finalmente arriviamo in un punto in cui i lampioni s'interrompono e prendono posto gli alberi. Roby svolta su una strada sterrata che seguiamo lentamente. Svolta di nuovo a sinistra e proseguiamo ancora più lentamente per un'altra trentina di metri. Finalmente ci fermiamo a uno spiazzale deserto, dove Roby spegne i fari e il motore.
- "Ma dove siamo? -"
- "Questo è un terreno da costruzione, mio padre ci vuole costruire una concessionaria nuova e con delle catene di supermercati, ma per il momento qui..." - si guarda intorno e mi indica tutto il buio –"...ci siamo solo noi, ovviamente dopo essersene andati Roby e Clara"-
Dopo quel giorno a casa mia che facemmo per la prima volta l'amore non siamo rimasti più soli. Mi hanno rapito, lo hanno accoltellato.
Si china piano verso di me per baciarmi e io mi sporgo in avanti per andargli incontro; il suo bacio è caldo, è lento, è familiare. Adesso non mi spingerei mai oltre il limite, devo ancora combattere bene i miei demoni cosi indietreggio.
Lucas guarda Roby dicendogli che gli invia un sms quando siamo pronti per tornare a casa, cosi quando apro la maniglia della porta Lucas mi ferma con un braccio.
- "Aspetta, quasi dimenticavo" - mette un braccio in avanti al lato anteriore dell'auto e indica a Roby il vano portaoggetti che quest'ultimo lo apre e ne prende un CD.
- "Devo farti prima sentire una canzone" - Lucas deve aver intuito la mia perplessità, così continua a parlare.
_" E' una canzone uscita poco tempo fa e dopo tutto quello che ti è successo, vorrei dedicartela, io insieme a loro due- "
Rimango col fiato sospesa e aspetto che infilino il CD per far partire la musica.
L'inizio è leggero, soave e bello, ma quando Elisa comincia a cantare sento lo stomaco sottosopra, il battito cardiaco a mille e il cervello ingarbugliato.
È così
Scegliere
Che ci sia luce nel disordine
È un racconto oltre le pagine
Spingersi al limite
Non pensare sia impossibile
Camminare sulle immagini
E sentirci un po' più liberi
E se si può tremare e perdersi
È per cercare un'altra via nell'anima
Strada che si illumina
La paura che si sgretola
Perché adesso sai la verità
Questa vita tu vuoi viverla
Vuoi viverla
È cosi, sorridere
A quello che non sai comprendere
Perché il mondo può anche illuderci
Che non siamo dei miracoli
E se ci sentiamo fragili
È per cercare un'altra via nell'anima
Strada che si illumina
E la paura che si sgretola
Perché adesso sai la verità
Questa vita tu vuoi viverla
Vuoi viverla
E tu sempre
Ogni istante
Vivi sempre, ogni istante, ogni istante
Vivi sempre ogni istante
Vivi sempre ogni istante
Vivi sempre ogni istante
Vivi sempre ogni istante
(Per trovare un'altra via) nell'anima
Strada che si illumina
E la paura che si sgretola
Perché adesso sai la verità
Questa vita tu vuoi viverla
Ogni istante
Vivi sempre ogni istante
Vivi sempre ogni istante
Vivi sempre ogni istante
Vivi sempre
Una frase mi ha colpita "perché adesso sai la verità questa vita tu vuoi viverla, ogni istante".
Ecco, io davvero non lo so più se voglio viverla questa vita. Con Lucas tutto sembra più facile ma il vero problema è quando sono da sola. In quei momenti la paura s'impossessa del mio essere, la paura mi graffia l'anima, la mente e il cuore. La paura di essere diversa ormai, violentata, rapita, picchiata e maltrattata.
Il mio cuore è un miscuglio di tenebre che lascia pochissimo spazio alle persone che amo; non sono più la ragazza sorridente di una volta. Vedo Lucas guardarmi e stringermi la mano. Apre lo sportello dell'auto e scendiamo. L'aria è frizzantina stasera, una brezza leggere di vento fa smuovere le mie ciocche portandomele davanti agli occhi, cosi lascio la mano di Lucas e aggiusto i miei capelli. La macchina di Roby riparte e io davvero non so dove siamo arrivati. Camminiamo sull'erba per un paio di chilometri, finché arriviamo in un campo di girasoli. Non so perché siamo qui ma è davvero uno spettacolo. I girasoli, il cielo rivestito di rosa e piccole nuvole che camminano. Ci facciamo strada a vicenda e Lucas lo vedo tremare. Si ferma e si sieda a terra. Faccio lo stesso e ci troviamo di fronte con le gambe incrociate.
- "Perché siamo qui?"-
- "Vorrei scusarmi con te Eva; quando ci siamo conosciuti sono stato davvero uno stronzo con te. Non avevo mai amato prima e mi ci è voluto un po' di tempo per capire che tu sei davvero la mia persona. Ti ho trattato male, ti ho presa in giro e questo mi fa sentire davvero male. Ti ho portata qui, in questo posto magico, pieno di girasoli e siamo solo io e te. Sei davvero la luce che mi ha salvato. E mi hai sempre chiesto come mai ti chiamo "sun". Beh, il sole risplende sulla terra, emana calore a noi umani e si sa che quando c'è una bella giornata di sole siamo tutti più felici. Il sole, al contrario di una giornata di pioggia ci fa venire voglia di uscire, di passeggiare, di fare shopping, di studiare all'aperto.... insomma, per me il sole è davvero importante in questo mondo. E quella sera al pub in mezzo a tutta quella gente, tu per me eri il sole, una sconosciuta che mi fece venire voglia di venire da te e presentarmi, ed io non lo avevo mai fatto prima. Mi conoscevo, o almeno credevo di conoscermi... prima d'incontrarti io amavo la pioggia. Amavo stare tutti i giorni a casa e lavorare alle macchine. Ho ventiquattro anni, sì, ma mi sentivo come un adolescente. Ero ferito nel profondo del cuore, mia madre in una tomba e mio padre in giro per il mondo. Ero arrabbiato e usavo le donne per sfogarmi. Pensavo di fare lo stesso con te e all'inizio devo dire con amarezza che l'ho fatto. Non volevo vedere il sole, le persone felici e tu, guardati Eva, guardati ed ammirati. Sei la purezza fatta persona, sei il sole che illumina il giorno e le stelle che illuminano la notte. E sei sbagliata cazzo. Sei sbagliata perchè ogni essere vivente che si perde nel tuo viso perfetto riesce a non capire più niente. E se ti dicessi che saresti sbagliata anche per me mi prenderei a calci da solo. Mi romperei tutte le ossa solo per farmele aggiustare una ad una da te. E mi guardo, e poi guardo mio padre e poi arrivo a guardare te. A volte mi sento uguale a lui... a volte guardo il cielo solo per trovare la mia nuvola nera. La nuvola in tempesta come me. -"
Mi stringe a sé e mi dà un abbraccio dove riesco a percepire i battiti del suo cuore mentre il suo viso lo incastra nei miei capelli facendo scorrere le sue lacrime sul mio collo.
- "Io non sono come mio padre Sun, non sono ricco, mi basta esserlo dentro. I soldi, sono per uno come lui, pieno di donne, pieno di case ed hotel. Ed è questo che mi porta ad odiarlo. Le cose materiali, Eva. Ammetto che mi ha pagato la casa e l'auto e che mi manda dei soldi al mese per mantenermi; ma l'affetto di un genitore, è quello mi manca." -
Lo bacio di colpo, come se dentro di me ci fosse una fiamma che solo lui è in grado di spegnere. Lo bacio e mi sento meglio, lo bacio e riesco a farlo sentire meglio. Dopo tutte le sue parole io non sono in grado di parlare così restiamo per non so quanto tempo abbracciati e a baciarci.
Quando ci rendiamo conto che la luna ci fa da sfondo, Lucas si alza, strappa un Girasole e s'inginocchia davanti a me. In quel momento mi sento di vivere una favola, quando il cellulare del mio ragazzo comincia a vibrare nei suoi pantaloni.
Io, incredula, per ciò che sto vivendo, rimango immobile, a fissare le sue iridi cristalline e umide...e sorrido, dopo notti di pianto..
Purtroppo, il cellulare non smette così Lucas decide di vedere chi è.
- "E' Roby..." - e mi guarda
_" rispondi dai."- e un po' dentro di me ci rimango male, non riesco a sentire ciò che si dicono ma vedo la faccia di Lucas diventare seria.
Quando attacca non parla, così lo smuovo per le mani per il viso.. ma niente! Mi guarda negli occhi, ma non è qui con me. In questo momento Lucas si trova su un altro pianeta. Mette le mani sulla terra e inizia a dare pugni e strilla e piange. Io piango con lui anche se non so un cavolo, anche se non mi parla. E lui, cosi maledettamente arrabbiata si allunga a terra e continua la sua tortura tra pianti e pugni. Il girasole che aveva tra le mani ormai e stato fatto a pezzi e cade sui suoi jeans. Esasperata e confusa, mi allungo accanto a lui cercando di capire, cercando di farmi parlare. E nei suoi occhi purtroppo vedo il vuoto.
- "Lucas parlami.. ti prego!" -
- "Mio padre.. mio padre..-"
_" Cosa Lucas? Tuo padre cosa?" -
- È morto!" -
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