22
Avevo finito il turno a lavoro. Era stato stancante non tanto fisicamente quanto mentalmente. Non aveva giovato rivedermelo lì con quella ragazza. Il suo modo di chiamarlo "amore". Mi lasciava intendere che il James dai pozzi profondi era risalito a galla senza di me, mentre io avevo toccato quel fondale e lì ero rimasta.
Per quanto sforzo io abbia fatto per dimenticarlo, non era servito a niente. Non puoi dimenticare qualcosa che ancora ti appartiene. In quel caso il mio cuore, che era rimasto con lui, dove adesso avevo una voragine nel petto e ad accompagnarmi solo un immenso vuoto. Certo Daniel aveva riaperto un fascio di luce, ma era fioco e lontano, troppo per abbagliarmi totalmente.
Ci speravo, Dio con tutta me stessa, che magari mi sarei lasciata andare tutto alle spalle, che avrei ritrovato un briciolo nella via per portarmi lontano. Ed invece il passato torna sempre a bussare alla tua porta, specialmente se quella porta era ancora socchiusa.
Sguardi di gelido avevano abbassato le temperature.
Mi sarei fatta male lo sapevo, ero sulla via del precipizio, ma sarei caduta ancora pur di sapere se c'era anche solo in minima parte il James che avevo conosciuto. Quello che quando posò le sue nubi su di me aveva oscurato ogni altro sguardo. Perché lo amavo, mi ero donata a lui in tutto e per tutto, e non puoi cancellare un'amore vero. Ti rimane impresso sotto pelle troppo in profondità per estirparlo.
Tornai a casa accompagnata da Aisha, che come sempre mi aveva chiesto più e più volte di andare al locale del suo amico Colin che aveva una band Rock. Quasi supplicandomi con le mani giunte ed il broncio. Non ero mai uscita con lei, nonostante me lo chiedesse in continuazione. Ma quella sera accettai. Dovevo distrarmi, sarebbe servito a qualcosa o forse a niente, non mi restava che tentare.
Salii su mentre mi aveva informato che sarebbe rimasta in macchina ad aspettarmi, e che intanto avrebbe chiesto a Colin di riservarci un tavolino al Dorotin Club.
Aprii la porta e come sospettavo Katy non era in casa. Andai in bagno, aprendo la porta quando vidii Kevin nudo, frizionarsi i capelli la richiusi di botto, divenendo porpora.
"Scusa Kevin, non lo sapevo che eri in bagno" balbettai a denti stretti socchiudendo gli occhi, con un imbarazzo senza precedenti.
Mi staccai dalla maniglia dove era ancora poggiata la mia mano per lo shock avviandomi a passi spediti in camera, quando sentii la porta del bagno riaprirsi.
"Sugar" mi richiamò divertito, sogghignando.
"No kev. Non mi giro se non ti copri quel coso. Dio mio" esclamai ancora più intimidita per la mia affermazione, portandomi una mano sul viso accaldato.
Lo sentii ridere di gusto, mentre rimanevo girata di spalle.
"Quel coso...intendi il pe..." lo bloccai sovrastandolo con la mia voce e la mia faccia scioccata.
"Kevin" lo ripresi allibita, girandomi nell'esatto momento in cui mi tirò l'asciugamano bagnato addosso.
Lo presi tra le mani, riducendo gli occhi a due fessure mentre se la rideva grattandosi la nuca.
"Sei uno stupido" lo ripresi bonariamente, rilanciandogli l'asciugamano che prese al volo, facendo spallucce ed avviarsi in camera.
Mi lavai velocemente, per togliere il puzzo che si era permeato sulla mia pelle di cibo fritto ed alcolici.
Mi vestii con un vestito nero fino a metà coscia, con uno scollo profondo fin sotto al seno sostenuto da delle bretelle fini dorate.
Un paio di decoltee rosse come il rossetto che applicai, ed il trench.
"Woho. Dove andiamo vestite così?" Mi domandò Kevin portandosi una lattina di birra fresca tra le labbra, finalmente vestito.
Girai su me stessa gongolando.
"Dorotin Club con Aisha. Suona un suo amico in una band rock" imitai il gesto della chitarra elettrica scuotendo i capelli. Mi riusciva essere simpatica con Kevin. Un amico come lui valeva oro.
Fece strike nel cestino, dove lanciò la lattina che aveva schiacciato con le mani.
"Devo venire a procurare qualche occhio nero?" Replicò beffardo, mentre lo spintonai debolmente, avviandomi alla porta.
"Non credo ne avrai bisogno" affermai ammiccante, lasciandogli intendere che stasera mi sarei divertita. Così richiusi la porta alle mie spalle scendendo gli scalini e chiudendomi maggiormente il trench con la cintura in vita.
Montai in macchina, vedendola annuire come per apprezzare.
"Credo che il mio amico sarà in competizione con te. Poiché guarderanno più te che Colin" aggiunse cristallina, portandomi a ridere e vederla innestare la prima. Era un pericolo alla guida ma si sapeva il detto -donna al volante pericolo costante- credevo fosse stato apposta scritto per lei compresi i semafori rossi che bucava, ed ogni volta che inchiodava la mia schiena veniva battuta furiosamente contro il sedile come se fossi stata un pungiball.
Parcheggiò, e scendemmo avviandoci dentro. Salutò il buttafuori che ormai conosceva. Un uomo di colore alto e ben piazzato, sicuramente di bella presenza. Ci rivolse un sorriso tirato per farci passare.
Guardai davanti a me la Band, facendoci spazio tra la folla che accalcava il posto. Dove alcuni erano seduti mentre altri erano in piedi e portavano le mani in aria dove reggevano il bicchiere, scuotendo la testa come degli ossessi.
"Bel posto non trovi?" Mi chiese Aisha, girandosi appena con il volto dalla mia parte.
Non sapevo se era uno scherzo, ma il suo tono coinciso e sincero mi lasciavano intendere che apprezzava davvero. Quindi mi limitai ad annuire e finalmente raggiungemmo il tavolino.
Aisha si sbracciò in direzione del suo amico, che avvistai poiché ricambiò. Era il bassista del gruppo. Un basso elettrico suonava per la precisione, mentre il cantante aveva il volto dipinto di bianco, un occhio nero mentre l'altro era blu ed un rossetto nero a contornare il tutto.
"È un pezzo loro?" Domandai curiosa ad Aisha che intanto ordinò due Sambuche, per me e per lei. Non avevo neanche avuto il tempo di ribattere che non volevo bere, ma tanto sarebbe stato inutile.
"No sono un gruppo famoso. 3
Doors Down. Mai sentiti?" Ribatté quasi inaspettata che non ne sapevo l'esistenza di quel gruppo, scuotendo la chioma Corvino con ciocche verde smeraldo, tornando a cantare sguaiata.
Sorrisi, riportando l'attenzione sulla canzone.
-Bè, da qualche parte in quest'oscurità, c'è una luce che non riesco a trovare
Bè, forse è troppo lontana, forse sono solo cieco.
Mi colpii molto quella frase, era proprio ciò che pensavo io. Anche se vi era una luce era troppo distante da cogliere.
Sgolai il cicchetto di Sambuca ascoltando tutta la canzone ed il modo in cui Colin suonava divinamente il basso. Era una forza, non si poteva discutere.
La testa iniziò a diventare leggera, come ogni pensiero in circolo dentro.
Avevo già bevuto cinque cicchetti di sambuca.
"Siete stati una forza" esclamai euforica, ritirando indietro un singhiozzo.
"Grazie baby" affermò Colin scherzoso, stringendo Aisha a se.
"A te è piaciuto?" Le chiese accarezzandole una guancia per portare le gambe di Aisha sulle sua, mentre lei girovagò per fare finta di pensarci, ricevendo un bacio passionale da parte di Colin.
Sorrisi per quanto sembrava felice, e nel mentre sentii una mano toccarmi la spalla, portandomi a sussultare e girarmi.
"Vuoi fare un giro con me Bambolina?" Domandò il cantante del gruppo, guardando il mio corpo in modo famelico. Si era tolto il trucco rivelando due occhi nocciola.
Gli sorrisi in modo finto prendendolo per la cintura dei pantaloni, attirandolo davanti a me.
Avevo il suo membro a pochi passi dal mio viso. Continuai a tenere gli occhi attaccati ai suoi e nel mentre afferrai la sambuca. In modo lento e dolce gli sfiorai con i polpastrelli l'elastico dei boxer, finendo per buttargli la sambuca fresca dentro, e spintonarlo.
"Almeno impari. Bambolino" affermai sdegnata e risolutiva, chiedendo ad Aisha se potesse riaccompagnarmi.
"Ci vediamo domani a lavoro. Grande Cindy. Intendo con Willy. È un cazzone ci prova con tutte" mi rivelò alzando gli occhi al cielo per scoppiare a ridere insieme in modo ilare.
"Immaginavo. Ciao Aisha" la salutai vedendola ripartire. Guardai l'entrata dell'appartamento e la strada difronte a me. Mi rigirai le chiavi tra le dita che tremavano, finché non decisi di gettarmi nel fondale di nuovo.
Mi avviai a passi spediti, nel punto di partenza. In un modo o nell'altro tornavo sempre.
Ed ogni volta a farmi compagnia si univano le palpitazioni a mille.
Guardai oltre il cancello chiuso, vedendo tutte le luci spente, così decisi di sfilarmi le due forcine che avevo appuntate tra i capelli per tenere ferme le ciocche più sfilate e ribelli, usando il sistema che usò quel giorno Daniel.
Feci un passo con le gambe che tremavano, richiudendo il cancello. Il profumo dei fiori era sempre lo stesso, inebriava e travolgeva.
Aprii la porta di casa bianca, nella medesima maniera spingendola dal pomello d'ottone, per venire avvolta dall'oscurità.
Non ci sarebbe stato niente a fermarmi stasera. Niente di niente. Ero sciolta e senza inibizioni. Davanti Cindy dentro la nuova Cindy. Lo dovevo. Lo reclamavo come un bisogno felino.
Mi sedei sull'isola della cucina dondolando le gambe per accavallarle. Era rimasto tutto come sempre, compreso l'odore di gelsomino. Questa isola su cui mi poggiai quella mattina in cui Evelin mi rivelò tutto.
Finché la porta non si aprii facendo scattare anche il mio cuore. Lo intravidi nella penombra per un fascio di luce che entrava dalla vetrata, puntando sul muro ed illuminando quel poco che bastava la sua figura, tanto da farmi vedere come si passava frustrato la mano tra i capelli. Finché non accese la luce ed in un attimo ero di nuovo dentro quel pozzi che mi guardavano sgranati ma con desiderio lucido.
"Ciao James" tentai di non far traballare la voce, usando un tono sensuale, scuotendo i capelli,
"Cindy. Che...ci fai qui?" Mi guardò intensamente come se avesse avuto paura che era solo frutto della sua immaginazione.
Balzai giù dall'isola, slacciandomi lentamente la cintura del trench e ticchettando le unghia sul granito.
"Tu che dici?" Domandai piegando la testa. Era confuso, e frastornato.
Ma non mi avrebbe respinta, non oggi, non ora.
Care mie. Ho aggiornato anche oggi e lo farò anche domani, per il semplice fatto che domani esce 50 sfumature di nero...ovvio che non me lo perdo per nulla al mondo, perciò come nel film vogliamo un po' di caldo anche qui 😜😜😏
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