Antefatto: Fear
Le nuvole minacciose all'orizzonte però, sembravano avvicinarsi sempre più, come un infausto presagio.
Quando riaprii gli occhi, era già sera inoltrata: la coltre di buio era calata silenziosa e letale sulla foresta, rendendola - se possibile - ancora più impenetrabile.
Il cielo sopra le nostre teste era saturo di elettricità, e minacciava tempesta: nessuna stella rischiarava la volta nera, e la luna, invisibile, pareva esser stata inghiottita dal nulla.
Eren, al mio fianco, dormiva profondamente, scosso da leggeri tremiti di freddo ( come faceva a stare a torso nudo ventiquattr'ore su ventiquattro? Era umanamente impossibile! )
"Eren, Eren svegliati..." Lo chiamai piano, scrollandolo per la spalla gelata.
"Mhmh..." Mugolò lui, stiracchiandosi sornione e guardandomi assonnato da dietro le palpebre semichiuse.
"Ci siamo addormentatati." Lo informai, beandomi qualche secondo ancora di quella tanto agognata quiete.
"Torniamo dentro, a Hanji le sarà venuto un colpo: non ho intenzione di sorbirmi le sue lamentele, che già in questi giorni mi ha frantumato i coglioni." Mi scappò una risatina al pensiero dello stato confusionario in cui l'avremmo trovata, una volta rientrati: chissà che faccia avrebbe fatto poi, vedendoci arrivare mano nella mano.
Eren annuì sorridendo e mi schioccò un bacio a fior di labbra, facendomi arrossire come una verginella durante la sua prima notte di nozze.
E dire che non avevo poi fatto grandi scenate, quando mi aveva infilato una mano nelle mutande.
"Sei tutto rosso."
No, ma grazie dell'informazione, Eren caro, pensavo mi fosse semplicemente scoppiato un incendio in faccia.
"Alza quel culo, mocciosetto!" Lo ripresi scherzosamente, dandogli una sonora pacca sul didietro.
Mmm, non male: pensai che probabilmente faceva squats su squats al giorno, saltando di albero in albero, e diamine, i risultati si vedevano eccome.
Ci avviammo a passo spedito verso la baracca qualche centinaio di metri più in là, mentre enormi gocce di pioggia cadevano gravose come mine.
Scorsi vagamente la sagoma sbilenca pochi attimi dopo.
'Ora, questo è strano' Soppesai, aggrottando la fronte, basito.
La catapecchia era immersa nella più completa oscurità: non una luce di candela a baluginare fioca, non il chiarore della lampada a kerosene a fendere le tenebre.
Che Hanji stesse già dormendo?
No no, impossibile, sapendoci fuori chissà dove: ero io quello stronzo menefreghista, non lei! ( anzi, era quanto di più simile a una mamma chioccia )
Rabbrividii, e il brusco calo di temperatura non era da incolpare: decisamente c'era qualcosa che non andava.
Affrettai il passo inconsapevolmente, mentre un terrore primordiale iniziava a impossessarsi di ogni fibra del mio essere: la paura mi offuscava i sensi, annebbiandomi la vista, ovattando l'udito.
Senza rendermene conto, iniziai a chiamarla a gran voce, Eren che mi seguiva concitato, senza capire.
"Hanji! Hanji!"
Spalancai la porta di ingresso con un colpo talmente forte, che ebbi paura si scardinasse da un momento all'altro.
Il buio mi avvolse, mozzandomi il fiato: nel silenzio innaturale della stanza, solo i nostri respiri concitati, ed il tum tum incessante del mio cuore, che temevo stesse per esplodere.
"H-Hanji?" Domandai ancora, la voce ridotta ad un flebile sussurro.
Probabilmente a quel punto, avrei dovuto razionalizzare il tutto: pensare che, quasi sicuramente, quella sprovveduta fosse ancora alle prese con chissà quale falena notturna, o che si fosse semplicemente addormentata sotto un albero.
Era da lei: sarebbe stato un classico alla Hanji Zöe.
Dopo il terribile racconto di Eren però, niente avrebbe potuto impedire al mio cervello di elaborare terrificanti scenari, dove il corpo riverso a terra di una donna e bestie sanguinarie tutt'attorno, erano i soli protagonisti.
"Vado a cercarla." Sentenziai, ricomponendomi.
Cercai a tentoni la lampada e l'accesi: Eren mi fissava con uno sguardo greve, torturandosi le mani.
"Stai scherzando, vero?" Mi chiese infine.
"No." Mi stupii di quanto suonarono decise le mie parole "È da qualche parte lì fuori. Devo trovarla Eren, non posso lasciarla vagare da sola, non con quelle belve in circolazione."
Improvvisamente, il motivo per cui Erwin e gli altri ancora non si erano fatti vivi mi sembrò così schifosamente ovvio, come lo era sempre stato: quanto cazzo eravamo stati ciechi.
Il mio stomaco fece una capriola di protesta, e sentii chiaramente la bile salirmi in gola.
"Vengo con te."
Stavo per controbattere, ma lui mi interruppe subito: "Vengo con te. Conosco questa foresta come il palmo della mia mano, e riesco a fiutare il suo odore: posso rintracciarla in fretta."
C'era urgenza nella sua voce.
"Levi, finiresti con il perderti, senza di me."
"Eren, non dev--"
"Voglio bene anch'io ad Hanji, tanto che neanche immagini, e non potrei mai perdonarmi se le succedesse qualcosa, qui, a casa mia."
Poi aggiunse: "... Non dimenticarti che ho un conto in sospeso con loro. E se si tratta, come penso, realmente di Sabor ed il suo branco, non ne uscirai vivo da solo, nessuno di voi lo farà.
Questa è la mia occasione, e non me la lascerò sfuggire."
La risolutezza e la collera nei suoi occhi m'impressionarono: mai, e dico mai, l'avevo visto così.
Feci un respiro profondo, mi gettai addosso la giacca e afferrai il mio coltellino - ringraziai per la prima volta in trentaquattro anni mio zio Kenny per avermi insegnato a maneggiarlo con scioltezza: 'Grazie, brutto bastardo.'
Infine rivolsi lo sguardo verso Eren: il fuoco che incendiava le mie iridi era lo stesso che brillava pericolosamente nelle sue gemme verdi.
"Andiamo."
***
NdA: *compare a caso*
Buoooonasera a tutti!
Allora, vi spiego il motivo di tutto questo: perché un antefatto al capitolo vero e proprio?
Innanzitutto, perché ho sempre desiderato farne uno ahahaah
Secondo: essendo il prossimo un capitolo abbastanza complesso e discretamente lungo, ho voluto appunto fare un 'pre' per non appesantirlo e che andasse soprattutto ad inquadrare meglio la situazione.
Terzo: per stemperare un po' l'attesa, dato che i prossimi giorni saranno parecchio intensi e fino alla prossima settimana la vedo bigia con la stesura!
Un bacione a voi, alla prossima! ❤
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