31. Balance
"Mi sento come una che ha cercato di tenere in equilibrio troppe cose e poi le sono cascate tutte."
—
"Buongiorno."- mugola Alex, cingendomi il petto con un braccio.
"Buongiorno."- rispondo guardandolo, accennando un piccolo sorriso.
Mi rigiro nel letto, stirandomi le braccia.
Mi volto accidentalmente verso il comodino e il mio sguardo viene catturato dalla sveglia.
Le 9:30.
"Oh, cazzo, Alex!"- grido balzando fuori dal letto.
"Che c'è?"- dice lui, ancora assonnato.
"Sono le 9:30! Le 9:30! Che faccio adesso? Devo andare a scuola!"- continuo, camminando su e giù per la stanza, con le mani nei capelli.
"Grace, stai calma."- dice piano, tirandosi lentamente su.
"No, non sto calma! Come faccio? Chi glielo dice a mia madre? Merda Alex! Il test in clas..."
"Vieni qua e abbracciami, ti prego."- mi interrompe il mio migliore amico.
Metto le mani sui fianchi e sbuffo, ridendo sotto i baffi.
Torno a letto e mi appoggio a lui, metto la testa sul suo petto, come faccio sempre. Quasi come se avessi paura che fosse tutto finto, come se il suo cuore potesse fermarsi e io non lo potessi sentire. Sentire i suoi battiti mi fa stare meglio.
Accendo il telefono per chiamare mia madre e dirle che mi sono alzata tremendamente tardi e che, molto probabilmente, sarò costretta a saltare il compito in classe.
Non appena il cellulare si illumina, trovo nove chiamate perse.
Genn.
"Cazzo."- sussurro piano, tanto che neanche Alex riesce a sentirmi.
Lo richiamo.
Segreteria.
Riprovo altre cinque volte e per cinque volte ottengo sempre la stessa risposta: stiamo trasferendo la sua chiamata alla segreteria telefonica.
Mi si gela il sangue nelle vene; quando Genn non mi risponde è sempre così: panico.
Nel mentre che aspetto di ottenere una risposta chiamo mia madre spiegandole la situazione.
Alex è più importante. Dice che va bene, che non ci sono problemi. Ma di problemi ce ne sono eccome e non va tutto bene, anzi.
Richiamo Genn sperando in un suo pronto?, mentre rivivo le scene agghiaccianti del giorno prima, tutte le scene scorrono nella mia mente, scene passate, scene future, scene immaginarie, felici, tristi, tragiche. Scene di una vita col fiato sospeso, sempre appesa a un filo.
"Pronto?"- la voce rotta.
Il mio cuore per un istante si ferma, poi tutto perde d'importanza.
-SPAZIO AUTRICE-
Surpriiiiiiizzzzze!
Lo so che non ve lo aspettavate, lo so.
In questi mesi ho avuto dei problemi, la scuola, gli impegni extra scolastici, lo studio, la palestra, il tempo che manca.
Ma tranquilli, non mi sono dimenticata di voi.
Il capitolo è cortissimo, lo so, ma non mi ricordo più nemmeno quello che ho scritto, quindi dovrò riaprire tutti i cassetti nella mia testa e cercare il filo logico di tutto questo interminabile discorso.
In questi mesi ho letto tutti i vostri commenti, tantissimi come sempre, e mi sono sentita un po' in colpa. Spero possiate perdonarmi, io vvb.
Rachele.
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