19. Christmas Time
Shake up the happiness
Wake up the happiness
Shake up the happiness
It's Christmas time
—
"Entriamo un attimo qua, mamma. Devo comprare il regalo ad Alex."- dico avvicinandomi a un negozio di dischi.
Mi piace un sacco.
Ci sono una miriade di CD disposti ordinatamente nei rispettivi reparti.
Non ho le idee molto chiare su che artista o genere orientarmi.
Difficile trovare un album che Alex non abbia già.
Scorro mentalmente le sue mensole, pensando agli artisti che gli piacciono di più.
James Blake.
Ha solo gli ultimi due CD di questo musicista, perciò penso di prendergliene uno più vecchio.
The Bells Sketch.
Pago in fretta e usciamo.
"Ti va se andiamo a prendere qualcosa da Starbucks?"- chiede mia madre intenta a non farsi cadere tutti i sacchetti dei regali.
Penso all'ultima volta in cui ci sono andata: con Genn.
Cerco di non darci troppo peso e accetto la proposta di mia madre.
Percorriamo la strada senza scambiarci una parola.
Oggi fa particolarmente freddo, si sente l'inverno.
Il cielo è grigio.
Ma non è un cielo che promette pioggia.
Neve.
In città si respira il clima natalizio: tutto è illuminato da lucine di ogni colore appese da un edificio all'altro.
Le case sono addobbate esternamente con il vischio, si intravedono gli alberi brillare nella leggera foschia del 24 dicembre.
Tutto a Natale sembra più bello, anche se non ho mai capito perché.
È la festa dell'ipocrisia.
25 dicembre teoricamente: nascita di Gesù, colui che ha fondato la religione.
25 dicembre praticamente: regali, Babbo Natale, cibo, parenti, disagio compreso.
Non che sia una religiosa praticante.
Solo che tutto ha preso una nuova forma.
E la cosa mi dà fastidio.
Arriviamo da Starbucks e il calore che ci avvolge è piuttosto piacevole.
Andiamo ad ordinare ed entrambe prendiamo un cappuccino con qualche brownie.
Ci sediamo ad un tavolo vicino alla porta vetrata.
Proprio come avevo fatto con Genn.
Mi piace troppo l'idea di stare al caldo guardando fuori.
"Allora, ti è piaciuto il regalo che ti ha fatto Alex?"- chiede mia madre sorseggiando la sua bevanda.
"Certo. Molto più di altri regali. Almeno so che viene dal cuore."- rispondo.
Annuisce sorridendo.
"Quindi domani siamo a casa e vengono i nonni?"- chiedo realizzando il fatto che manca meno di un giorno a Natale e non so ancora cosa faremo.
"Sì, ma ho invitato anche la zia Christine con suo marito e tua cugina."
A quelle parole mi si gela il sangue.
"La zia Christine e Meredith? E lo zio Curtis? Oh cristo, mamma!"
Si mette a ridere rischiando di sputarmi il cappuccino in faccia. Letteralmente.
Zia Christine è la sorella di mio padre. È ossessionata dalla moda e dalle grandi firme ed è sempre vestita con capi d'abbigliamento di tendenza.
I capelli sempre acconciati perfettamente.
La vocina stridula.
L'incubo.
E lascio immaginare come possa essere la figlia, Meredith.
"Sono stata costretta da tuo padre."- continua.
"Quell'uomo..."- dico fingendo disprezzo.
Continuiamo a parlare dei nostri stupidi parenti prendendoli in giro.
Avevo bisogno di recuperare del tempo con mia madre.
Quando arriviamo a casa mio padre è già tornato dal lavoro.
Ha già programmato di uscire a cena.
Mi vado a fare una doccia.
Lascio scorrermi l'acqua addosso per un po'.
Pace.
Sento solo lo scroscio d'acqua che batte contro il pavimento della doccia.
Le goccioline che ricadono perfettamente lungo la mia schiena mi fanno venire un brivido.
Penso a Genn.
A come ci eravamo incontrati la prima volta. Non una parola, non un saluto, non un cenno.
Sguardi incredibilmente penetranti.
E poi penso a come ci eravamo baciati quel giorno, a quello che mi aveva raccontato della sua famiglia.
Mi affretto ad insaponarmi.
Finisco di lavarmi in poco tempo.
Mi affaccio alla ringhiera delle scale chiedendo dove saremmo andati a cena.
Giusto per adattare il mio abbigliamento.
Ristorante semplice, niente di che.
Decido di mettere un paio di jeans con una canotta rosa pelle trasparente. Sopra un cardigan nero e le mie amate Dr Martens dello stesso colore.
Sbricio dentro la camera di Genn e sorprendentemente lo trovò seduto sul letto, con le spalle rivolte verso di me.
Sta suonando.
Non lo chiamo, non voglio disturbarlo.
Mi vado a truccare: eye-liner, matita, mascara e quel meraviglioso rossetto rosso scuro, tendente al bordeaux.
Prendo il telefono e scendo le scale.
"Sono pronta!"- grido dall'ingresso.
Usciamo ed andiamo a cena.
—
"Devi dirvi una cosa."- dico a bocca piena.
"Avevo chiuso i rapporti con Genn, come vi ho detto. Il fatto è che secondo me non è molto corretto trascorrere del tempo"- e che tempo, penso dentro di me- "con una persona e poi lasciarla lì senza un vero apparente motivo. Per cui abbiamo deciso di buttare via tutto quello che abbiamo costruito e ricominciare da capo. Facendo le cose con calma."- mi decido a dire.
Vedo i miei scambiarsi uno sguardo.
Non mi interessa se non approvano.
Io ho il diritto di vivere la mia vita.
"Okay, noi non ci metteremo più in mezzo. Ci vogliamo fidare di te, non deluderci."
—
Guardo la sveglia.
11:30, 25 dicembre.
Natale.
I miei devono essere già svegli, sento le loro voci.
Mi alzo e raccolgo i capelli in una crocchia disordinata.
Scendo e do il buongiorno.
Mamma mi ha fatto trovare una fetta di pandoro con un caffè.
Faccio colazione.
"Tra mezz'ora arrivano tutti, è meglio se ti prepari subito."- dice mia madre intenta a preparare un sostanzioso antipasto.
Finisco di mangiare e vado in camera.
Accendo il cellulare e trovo un messaggio di Genn.
"Affacciati."
Apro la finestra e ci trovo lui con un grande sorriso stampato in faccia.
"Buon Natale."- dice.
"Buon Natale, Genn."
Qualcuno dal piano di sotto lo chiama.
"Devo andare. Oggi può darsi che passi da casa tua per una cosina."
"Cos..."- e chiude la finestra in fretta.
-SPAZIO AUTRICE-
Guten Morgen! (Che poi Morgen non è, ma ssh)
Approfitto per dirvi grazie per gli auguri ai quali non ho risposto, non volevo intasare i commenti nell'altro capitolo.
Oggi sono felicia, anche se non c'è nessun motivo per esserlo, dato che queste vacanze sono iniziate grandiosamente di merda, evvai!
Mi hanno regalato Runaway lalalalal e quindi yeeee
Okay, basta
Avete mangiato? (Rachele versione nonna power)
Io sì, sono settantacinque chili di più, ma dettagli!
Come avete passato questi giorni di festa?
Bene, tornando alla ff dico che questo capitolo è veramente orrendo, non c'è niente di entusiasmante maaa non avevo grandi idee, so..
Fatemi sapere come ne pensate e lasciate una stellina se vi va!
P.s. #58 in fanfiction, vi adoro.
Un abbraccio.
Love always,
Rouseyourmind.
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