Il dybbuk
Se avete visto il film "The possession" ricorderete la fanatica scatola.Ecco la vera storia della scatola.Il dybbuk è un essere soprannaturale legato alla tradizione ebraica. Si tratta nello specifico dell'anima di un defunto macchiatosi di tali peccati quando era in vita da non essere degno di accedere al regno dell'aldilà. Letteralmente dybbuk significa "attaccamento" e infatti una delle facoltà di questo spirito è quella di possedere il corpo di un essere umano, il quale può ridursi a semplice guscio per l'ospite ultraterreno. Spesso lo scopo di quest'ultimo è quello di portare a compimento alcune faccende rimaste in sospeso durante la sua esistenza terrena e l'unico modo per farlo è appunto quello di servirsi di un vivente, che abbandonerà una volta che avrà raggiunto il suo scopo. Vi ho fatto questa premessa perchè su internet circola da un po' di tempo una storia molto interessante che ha ormai assunto i connotati di una vera e propria leggenda metropolitana, il cui protagonista è proprio un dybbuk. Ecco come si sono svolti i fatti, o perlomeno come si dice si siano svolti... Ci troviamo nel 2004. Uno studente di college del Missouri, Iosif Nietzke, decide di vendere su Ebay un oggetto molto particolare, o più che vendere forse dovrei dire liberarsi. Si tratta di una scatola di legno molto antica. Al suo interno ci sono due ciocche di capelli, una lastra di granito, un bocciolo di rosa essiccato, una coppa, due penny, un candeliere...e un dybbuk. Iosif nell'annuncio racconta di aver acquistato l'oggetto in occasione di un'asta a Portland, nell'Oregon, nel Settembre del 2001. La scatola, così come tutti gli altri articoli in vendita erano di proprietà di una donna morta all'età di 103 anni. Nata e cresciuta in Polonia, quest'ultima rimase nella sua terra fino a che non venne deportata insieme alla sua famiglia in un campo di concentramento nazista durante la Seconda Guerra Mondiale. Fu l'unica a sopravvivere a quell'inferno: i suoi fratelli, una sorella, suo marito, i suoi due figli maschi e una femmina purtroppo non riuscirono a farcela. Grazie all'aiuto di alcuni prigionieri la donna riuscì a fuggire dal campo e a raggiungere la Spagna, paese dove rimase fino alla fine della guerra. Proprio in Spagna comprò la fantomatica scatola, un oggetto che portò con se quando emigrò negli Stati Uniti.Sempre secondo il racconto di Iosif, la nipote della donna defunta gli raccontò che la nonna conservava gelosamente la dybbuk box in una scatola per il cucito e non permetteva a nessuno di toccarla. Addirittura lasciò detto ai suoi cari che una volta morta avrebbero dovuto cremare l'oggetto insieme al suo corpo, richiesta che poi nessuno decise di esaudire. Sin dal giorno dell'acquisto, al povero ragazzo cominciarono a capitare sventure di ogni tipo ed episodi davvero spaventosi che alla fine lo convinsero a pensare che ci fosse un inquietante legame con la dybbuk box. Da qui la decisione di venderla tramite Ebay partendo da un dollaro, giusto per far capire che le sue intenzioni non erano certo quelle di farci dei soldi. Il suo obiettivo era liberarsi della scatola. Avrebbe potuto semplicemente distruggerla, ma in questo modo ci sarebbe stato il rischio che il demone al suo interno si potesse insidiare per sempre nell'abitazione del povero Iosif.L'asta si chiuse con un acquirente che si aggiudicò l'oggetto per 280 dollari.
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