Riflessioni su un pulman
Io abito in un paesino di circa 370 persone, conosco tutti e tutto, è un paesino su una montagna dove non ci sono negozi di abbigliamento, nè edifici pubblici, ma la cosa che manca, e di cui sento la mancanza è una biblioteca, eh sì nel mio paese non c'è nè una biblioteca, nè una libreria. Potrà sembrarvi strano ma è così, l'unica libreria nei paraggi è a 30 minuti di auto in un vicino paesino, in questo paesino ci sono due librerie ed una biblioteca. Per descrivervi un pò meglio il mio paesino, posso dirvi che c'è solo un minimarket, due bar, ed un tabacchino, il parrucchiere -unisex- viene un giorno alla settimana, c'è una casa per anziani, che è sempre piena, visto che la popolazione è composta dal 55% delle persone over 60. Questo paesino in compenso è un ottimo luogo per il mio hobby, la lettura. Difatti questo è un luogo perfetto per leggere, ci sono boschi a nord, a sud, a ovest, a est. Questo paesino è silenzio assoluto, solo ad ogni quarto d'ora nell'aria riecheggia il suono delle campane. In estate amavo alzarmi presto, prendere un libro, un pacchetto di salatini, ed una bottiglia d'acqua, per incamminarmi verso il bosco. Vi potreste chiedere come mai, il fatto è che io adoro leggere in solitudine, senza sorelle che ti entrano in camera e ti danno fastidio, senza genitori che ti chiedono di fare commissioni. In poche parole il bosco era per me come, Hazel Grace era per Augustus Waters (The Fault In Our Stars). Esco di casa e mi incammino versa la fermata del pullman, da casa mia al centro del paese ci vogliono 5 minuti a piedi, io abito fuori dal centro abitato, in una piccola villetta in campagna. Arrivato alla fermata, rimango in piedi ad ascoltare il nulla - potrà sembrarvi strano anche questo, ma ci sono molte cose strane in me, ne volete sapere un'altra? Sono l'unico ragazzo del paese, che legge, anzichè uscire a giocare a calcio con gli amici. Sono l'unico ragazzo che anzichè guardare le partite di calcio in tv , preferisce leggere un libro o stare su un fandom a dialogare con persone sconosciute, anche se a volte mi sembra che queste persone sconosciute sappiano molte più cose su di me, di quante ne sappia io-.
Finalmente arriva il pulman, come allo scorso anno è strapieno di ragazzi, e come allo scorso anno non trovo posto a sedere, e rimango alzato. Nel pullman c'è una tale confusione, che mi sembra di stare nella casa di Ermes al Campo Mezzosangue ( Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo), Passano i minuti, 5... 10... 15... 20... Siamo quasi arrivati, i ragazzi che dormivano si svegliano e incominciao a parlare con gli amici, tutti sorridenti, con i loro zaini nuovi, i vestiti tutti firmati, quanto li odiavo, pensavano che la vita sarebbe stata sempre rosa e fiori, pensavano alle belle ragazze - che alla fine erano solo ragazze mingherline, con belle curve- e secondo me non sapevano nemmeno che esistevano i libri, loro apprezzavano le ragazze che rimanevano sveglie la notte per andare in discoteca... io apprezzavo quelle che rimanevano sveglie la notte per leggere un libro. Il pulman si ferma alla prima fermata, io devo scendere alla seconda, scende un piccola parte dei ragazzi, il pulman riparte, mi siedo per pochi secondi prima di arrivare alla seconda fermata. Ecco che si ferma di nuovo, prendo il mio zaino dell'Asics, e scendo dal pullman, mi guardo un pò intorno, il bar è sempre lì con il suo telone rosso sciupato, poi c'è il negozio di profumi, e poi c'è l'alimentari. Calcolo un attimo il percorso per arrivare fino a scuola, ci impiegherei circa 5 minuti, e mancava ancora mezz'ora, ora potevo fare solo una cosa, così mi diressi verso una panchina, mi sedetti comodamente, presi il libro da dentro lo zaino e incominciai e laggere.
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