Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

chapter 6

-Hai fame?- mi chiese Dylan

-Si.-

-Andiamo a mangiare una pizza e poi ti porto nel mio "posto segreto". Anche se in realtà li non ci dovrebbe andare nessuno io lo faccio lo stesso.-

-Certo. Non ho paura, io facevo molte cose che non dovevo fare, fidati.- mi sorrise e io ricambiai. Mi portò in una pizzeria che si chiamava "Il Colosseo", un ristorante italiano.

-Qui fanno la pizza migliore di tutta la Contea.- annuii e lui mi prese timidamente la mano, ma quando si accorse di ciò che aveva fatto la ritrasse subito, e io la ripresi con fare sicuro.

-Questa pizza è fantastica! Ovviamente, è un ristorante italiano. Non mangio una pizza così buona da quando sono stata a Napoli con i miei genitori.- Dylan sorrise

-E com'è questa pizza di Napoli?- risi per come pronunciava Napoli. -Perchè ridi?- chiese sorridendo.

-Perchè è buffo come pronunci 'Napoli'.- risposi alla sua domanda.

-Mi offendi eh!- disse scherando. -E sentiamo, com'è questa pizza di Napoli-

-Bhe, è fatta di pasta di pizza, con il sugo e sopra c'è la mozzarella di bufala e diventa tipo formaggio filante. Insomma è fantastica! Quando vado in Italia per le feste porto una di quelle mozzarelle e ti faccio la pizza... 'quando' vado in italia.- dissi tristemente. La mia italia mi mancava sempre di più.

-Ehi, tranquilla, ci andrai presto.- disse lui alzandomi il mento per guardarlo negli occhi. Mipersi in quei occhi di un marrone intenso. Li amavo alla follia.

-Bhe, ci vorranno un paio di mesi.- dissi io

-Credo che dobbiamo andare.- disse lui diventando tutto ad un tratto distaccato, come se avesse iniziato  a preoccuparsi per qualcosa.

-Si.- dissi alzandomi. Furono vani i miei tentativi di pagarmi la pizza da sola, lui dovette pagarmela a forza. Poi mi portò davanti ad un palazzo alto.

-Vieni.- Mi aiutò a salire per arrivare sul tetto. Si sedette a terra e mi disse di sedermi con lui.

-Vedi, qui è dove vengo quando sono ansioso. Guardo le stelle e trovo la pace e talvolta le risposte che magari sono attese da alcune domande.-

Guardando quelle stelle ripensai a come si vedevano le stelle dalla spiaggia di casa mia. Quante volte d'estate le ammiravo con i miei amici dopo un falò in cui ci eravamo ubriacati. Non sapevo nemmeno se mi mancavano o no.

Con loro feci tante cose sbagliate, solo per non essere trattata male dalle altre ragazze che erano a scuola con me, che mi fumavano tutto in faccia. Non riuscivo mai a sapere cosa fumavano, Marijuana, sigarette o anche solo il dado vegetale che noi gli davamo dicendogli che era Marijuna per raccattarci i soldi e comprare birre e vodka alla frutta per i falò, o a volte ce li portavamo a casa dicendo che erano per il volontariato che avevamo fatto a scuola.

-Sai, qui ci venivo quando mio padre tornava ubriaco a casa e vomitava.- disse Dylan

-Tuo padre era un alcolizzato?- chiesi curiosa.

-No. Ha bevuto per un periodo che per noi è stato difficile. Ma poi ci siamo ripresi, sia noi che lui.-

-Deve essere stato brutto. Non è il meglio il giorno post-sbronza.-

-Tu sai cosa si prova?- mi chiese Dylan

-Bhe certo. Tu no? Non ti sei mai ubriacato?- scosse la testa

-In 19 anni non hai mai avuto una sbronza? Non hai nemmeno mai fumato?- scosse ancora la testa e io mi alzai di scatto e gli porsi la mano dicendo: -è il momento di recuperare gli anni persi.- lui mi afferrò la mano e ci affrettammo a raggiungere la Jeep.

-Andiamo in un pub.- affermai e Dylan mi ci portò. -Torno subito-. dissi.

-Salve, mi può dare un pacchetto di Chesterfield e una bottiglia di vodka alla pesca?- sfilai la carta di identità per mostrargli che avevo 18 anni compiuti ed ero quindi maggiorenne e lui mi diede la bottiglia di vodka alla pesca e le sigarette. Tornai da Dylan e gli dissi di portarmi in posto abbastanza isolato così nessuno ci avrebbe visto. Mi portò in una collinetta vicino le nostre case. Era una distesa verde perfetta.

-Bene. Hai un accendino?-

-Si. è nel cruscotto della Jeep.- disse lui. Lo presi, accesi una sigaretta ed aspirai. Per quanto odi il fumo devo ammettere che mi era mancato.

-Sicuro di volerlo fare?- chiesi e lui annuì

-Bene. Si fa così- dissi mettendogli la sigaretta tra l'indice e il medio. -Aspira il fumo, poi aspira l'aria e poi rigetta tutto fuori. Non devi ingoiare oppure inizierai a tossire. Prova. Se non ti piace la lasci a me.- Dylan si portò la sigaretta alle labbra, ispirò e poi iniziò a tossire e io risi leggermente.

-Te lo avevo detto di non ingoiare.- risi.

-Voglio riprovare.- Disse Dylan ridendo con me. Aspira e poi rigetta il fumo iniziando a prenderci la mano. Io presi una sigaretta per me e iniziai a fumare. Poi aprii la bottiglia di vodka e bevvi un sorso.

-Con questa vacci piano okay? Non essendoci abituato potresti ubriacarti con tre sorsi.- bevve un paio di sorsi e poi disse di non volerne più, ma continuò a fumare finendosi la sigaretta.

-E tu? Tu ci sei abituata a queste cose?- mi chiese.

-Si. Io bevevo sempre con i miei amici, facevo di tutto con loro. Ma la maggior parte delle volte erano cose che non dovevo fare. Per esempio entravamo nella piscina di un albergo dove abitavamo, ci entravamo la notte scavalcando la staccionata. A volte facevamo dispetti ai vicini del nostro quartiere. Ci ubriacavamo sempre. Vendevamo dado vegetale a delle ragazze che credevano che fosse Marijuana. Ho picchiato dei ragazzi. Tutti credevano che li avevo picchiati senza motivpo, in realtà era perchè prendevano in giro la mia famiglia. Potete toccarmi tutto ma non la mia famiglia.-

-Con questo 'potete toccarmi tutto tranne che la famiglia' sembri una mafiosa.- disse ridendo. Rideva come un pazzo. Segno che era ubriaco. Potei dire di esserlo anche io visto che vidi un unicorno.

-Bene. Ora dobbiamo smaltire la sbornia, altrimenti non possiamo ne guidare ne tornare a casa in questo stato.- affermai. a quanto pare avevamo consumato una bottiglia intera di vodka alla pesca.

-Dylan ora alzati e inizia a correre. Dobbiamo correre cinque minuti così smaltiremo la sbornia immediatamente.- tralasciando le botte che prendemmo correndo era stato fantastico. Morimmo dalle risate.

Mi riaccompagnò a casa quando fummo entrambi abbastanza sobri.

-Buonanotte Dylan.- dissi scoccandogli un bacio sulla guancia.

-Buonanotte Alex.- disse lui andandosene. Quella notte dormii beatamente, addormenandomi con il ricordo di quella serata meravigliosa.

________________________________________________________________________________________________

*spazio autrice*

spero vi piaccia. Partirò per le vaccanze fra due giorni, quindi non riuscirò a scrivere, dovrete aspettare una settimana e qualcosa di più per il prossimo capitolo. Intanto godetevi questo. Grazie per le stelline e le visualizzazioni. Baci.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro