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chapter 2

Mi risvegliai con il sorriso ancora sulle labbra, dormii una notte intera con Dylan, ma lui la mattina non c'era, al suo posto c'era il vuoto. Scesi a fare colazione e mia madre mi ricordò che quel giorno c'era il primo giorno di scuola per me. Francesca non volle iniziare quel giorno la scuola, preferì andare a farsi un giro per negozi con Jennifer, mia madre mi disse la strada per arrivare a scuola ciò sarebbe stato a significare che avrei dovuto camminare 20 minuti a piedi, ma non mi feci scoraggiare e mi preparai.

Non mi truccavo mai e il trasferimento non mi avrebbe fatto iniziare ad usare i trucchi per rendermi diversa da ciò che sono. Misi un cappello di lana che teneva a bada i miei capelli ricci ribelli, li adoravo, ma agli altri non piacevano, tanto che diventavano un pretesto per i bulli per prendermi in giro, ma io non ero una che si lasciava mettere i piedi in testa da nessuno. Ero rispettata, anche se quel ripetto mi costava la fama da bulla.

Mi incamminai per andare a scuola, all'entrata c'era un ragzzo che fumava, e altri ragazzi sparsi, poi vidi un paio di ragazze vestite allo stesso modo, con la stessa uniforme, "saranno le Cherleeder" pensai. Andai in segreteria, una segretaria mi diede il mio orario e mi assegnò ad un ragazzo che mi portò in classe, il ragazzo era affascinante, capelli in ordine in un ciuffo biondo rossiccio, occhi marroni, giubotto in pelle e il pacco di sigarette che spuntava dalla tasca posteriore, il solito cattivo ragazzo. Non mi disse il suo nome.

Entrò in classe con me, notai che c'era Dylan, era seduto vicino ad un ragazzo con i capelli marroni spettinati, la pelle olivastra, e direi carino. Non volli disturbarli così mi sedetti in un posto libero, vicino a me c'era una ragazza, era carina, aveva i capelli lunghi neri, gli occhi marroni e profondi.

-Ciao io sono Kaya, tu devi essere quella nuova.- si presentò e io feci lo stesso. Poi iniziò la lezione che finì silenziosamente come era iniziata. Così continuarono le altre lezioni, finchè non dovetti andare in mensa a mangiare. Mi sedetti da sola, finchè poi non mi si affiancò Kaya portandosi dietro Dylan e Tyler.

-Ale ti presento Dylan e Tyler.- salutai Tayler e poi precisai che io e Dylan ci conoscevamo già.

Dovevo tornare a casa, quindi mi iniziai ad incamminare, poi sentii un clacson, mi girai e vidi Dylan a bordo di una Jeep. -Vuoi un passaggio?- mi chiese, non mi andava di farmela a piedi così accettai e mi accompagnò a casa, ma prima di scendere mi fermò.

-Ehm... Alex vedi... l'Anatomia non è proprio il mio forte, così mi chiedevo se potevi aiutarmi a ripassare qualcosa pomeriggio.-

-Certo.- gli sorrisi poi scesi dalla Jeep ed entrai in casa appena entrai non c'era nessuno, vidi sul tavolo un biglietto;

_Ale sono ad un colloquio di lavoro. Ti voglio bene._

era di sicuro di mamma, papà aveva già un lavoro e Francesca era troppo scansafatiche per trovarsene uno.

Avevo mangiato a scuola, così andai in camera, presi il libro che avevo iniziato da poco e iniziai a leggere, amavo leggere, ci perdevo giornate intere, finivo libri in uno o due giorni se mi piacevano davvero.

Lessi fino alle 16:00, poi il campanello suonò e io andai ad aprire, era Dylan, il ragazzo che fino a quel momento consideravo il mio migliore amico visto e considerato che non avevo molti altri amici.

-Spero non ti dispiaccia se ho portato con me anche Tyler e Kaya.- disse Dylan mentre Tyler e Kaya spuntavano da dietro la Jeep come in un cartone animato, prima solo gli occhi poi il corpo intero. Scoppiai a ridere mentre loro mi guardavano stupefatti.

-Perchè ridi?- mi chiesero all'unisono.

-Niente, era solo buffo come siete saltati da dietro la Jeep. Entrate.- li feci entrare e poi andammo in camera mia, eravamo intenzionati a studiare ma appena aprimmo i libri di Anatomia Kaya si buttò a terra con fare teatrale e noi ci guardammo come per dire "e adesso che gli prende?"

-Non ce la faccio a studiare!- disse mentre era ancora a terra. Feci spallucce e poi parlai.

-e cosa hai intenzione di fare?-

-Bho. Qualunque cosa che non sia studiare!-

-Che ne dici di un gelato?- suggerì Tyler. Si scoprí che Kaya amava il gelato e non diceva mai di no quando qualcuno glielo offriva.

-No dai. Io ho bisogno di studiare per il compito di domani. Se prendo un altro 5 potrei essere rimandato in questa materia e quindi passare l'intera estate alla scuola estiva. Alex tu vuoi il gelato?- mi chiese Dylan. Effettivamente prima che loro arrivassero avevo mangiato pane e Nutella a dire basta, il che mi provocò un po' di mal di pancia dopo ma non ci facevo caso, quindi non avrei mai mangiato il gelato.

-No non ne ho voglia. Posso rimanere io qui a studiare con te.- Dylan mi sorrise

-Bene allora noi andiamo a prendere il gelato. Ci vediamo domani a scuola ragazzi.- disse Kaya, e prima di andarsene scoccò a Dylan un bacio sulla guancia e io sorrisi a quel gesto.

-Perchè ridi?- mi chiese Dylan

-Nulla. È la tua ragzza vero? Siete molto carini insieme.- le sue guance diventarono rosso fuoco, e le orecchie si arrossarono.

-Lei n-non è la mia f-fidanzata.- disse timidamente.

-Oh scusa. non volevo farti arrabbiare.- buttai lo sguardo sul libro dispiaciuta. Lui mi sorrise per tranquillizzarmi.

-Tranquilla.-

-Come vi siete conosciuti tu, Tyler e Kaya?- la sua testa si fece sognante, come se fosse appena andata a galleggiare tra le nuvole. Io mi alzai, mi sedetti sul letto mentre lui era seduto sul pavimento, e iniziai a passargli le mani tra i capelli spettinati, adoravo farlo a qualunque ragazzo.

-Bhe con Tyler siamo amici dall'asilo, invece Kaya l'abbiamo conosciuta alle superiori e ci è subito stata simpatica-

-È fantastico, è fantastico come siete rimasti uniti dopo tutto questo tempo, è fantastico vedere quanto bene vi volete, siete fantastici voi principalmente.- lui si alzò da terra si sedette vicino a me, mise una sua mano calda sulla mia guancia e parlò. Mentre parlava intanto si avvicinava sempre di più vicino a me.

-Tu sei fantastica, i tuoi capelli sono fantstici, i tuoi occhi sono fantastici, le tue labbra sono fantastiche.- detto quasto poggiò le sue labbra sulle mie ed ebbi un brivido che mi percorse la spina dorsale e poi tutto il corpo.

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