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Chapter 14

Il bello di parlare con Adele era che sapeva esattamente quando poteva intervenire, quando poteva fare una domanda e quando aveva il dovere di farmi da supporto.

-Quindi ricapitolando, tu vai in America, appena arrivi incontri il tuo vicino e due giorni dopo è il tuo ragazzo?- chiese lei

-Non è andata esattamente così però si. È diverso però, non è stato tipo "Ciao, io sono Alessandra e voglio fidanzarmi con te" "Ah okay io sono Dylan e mi piacerebbe essere il tuo ragazzo". E' stato diverso. Dylan è un ragazzo dolcissimo e ti fa sentire speciale, tanto speciale. Forse qualche volta ho pensato che non fosse attento a me eppure alla fine era sempre perchè aveva in serbo per me una sorpresa che era pure più grande di lui.-

-Forse è quello giusto ma hai ancora 19 anni, non si sa mai.- disse lei

-Tranquilla Dele. Non ho mai pensato che fosse quello giusto. Sono passata dal menefreghismo più totale allo zucchero filato formato ragazzo. Chi lo sa cosa ha la vita da propormi ancora.- dissi con aria sognante

-Hai ragione. Chissa cos'ha la vita da darci.- disse ridendo

-E di Paolo cosa mi dici, eh?- chiesi curiosa

-Niente di che. Solo che mi viene dirletro da un po' e ho deciso di dargli una possibilità. Siamo usciti insieme un paio di volte ma niente di speciale fino ad ora. Credo che voglia farmi una sorpresa o una cosa del genere. Appena succederà qualcosa ti farò sapere tranquilla.- disse col sorriso di quella che la sa lunga.

-Certo, voglio sapere tutto.- 

-Andiamo ora, ci staranno aspettando e Antonio ci ucciderà se non arriviamo in tempo.- disse

erano passati si e no cinque minuti che subito ci ritrovammo intorno al fuoco con mio cugino che suonava la chitarra, cosa he mi aveva sorpresa.

-Ponti per il primo giro?- chiese Paolo e preparò mojito per tutti.

-Adoro il mojito- dissi e così iniziò il primo gironi drink

-Ehi! Giochiamo ad obbligo o verità?- chiese Carmine

facevamo quei giochi stupidi in continuazione, avevamo una specie di tradizione che ad ogni festa dovevamo fare un giro a questo gioco.

-Inizio io!- si offrì Antonio -Iniziamo dalla festeggiata di stasera. Ale obbligo o verità?- mi chiese

-Mhm... non saprei. Verità.- dissi

-Paura dell'obbligo eh?- disse con faccia maliziosa -no coglione, paura della tua stupidità- dissi poi scoppiando a ridere seguita da lui dagli altri

-Allora vediamo, una cosa semplice... con quanti ragazzi sei stata a letto?- chiese e a quel punto mi sentii in imbarazzo ma con nonchalance risposi

-Ti direi con tanti ma per non offendere il tizio lì presente- e indicai Marco- ti dico con un mezzo ragazzo.- dissi. Avrei anche aggiunto altro ma sapendo quanto Marco sia permaloso non dissi nulla per non trasformare quella meravigliosa serata in una carneficina.

-Tocca a me!- esclamai. -Marco obbligo o verità?- chiesi

-Verità.- disse serio. in quel momento qualcosa scattò in me. C'era qualcosa, qualcosa che volevo sapere da molto tempo. Così mi avvicinai al suo orecchio e gli feci quella domanda che aspettava una risposta da una vita.

-Mi hai amata davvero? quando stavamo insieme intendo- chiesi, quando mi allontanai dal suo orecchio e lo vidi negli occhi lessi molte emozioni che non pensavo lui sapesse provare: pentimento, rimorso e dispiacere.

-Non vale così! vogliamo sentire tutti!- disse Sonia e io la ignorai, la stessa cosa fece Marco che abbassò lo sguardo prima di rispondermi.

-Si. Si lo ho fatto, e lo faccio ancora e per questo mi dispiace ma io non riesco a evitarlo.- disse e io mi dovetti godere il labbro per non scoppiare a piangere.

Uno dei miei difetti fatali era questo, perdevo la mia sicurezza quando non avevo le persone che amavo vicine. quello era uno di quei momenti orribili nei quali avevo l'impulso di fare cose sbagliate, il perchè neanche lo sapevo ma volevo farlo.

ci avevo messo mesi a dimenticarlo e sembrava che con Dylan ci ero riuscita, ma sapevo che per riuscirci del tutto dovevo finire ciò che avevo iniziato: dovevo baciarlo e fargli capire con un bacio come mi aveva fatto sentire, ma quello non era il momento di farlo e non lo sarebbe stato mai. Dovevo riuscire a trasmettere a parole ciò che la mia anima sentiva.

-penso di aver bisogno di un bicchiere di vodka dopo questa.- dissi e bevvi un bicchiere di vodka che mi stordì il giusto per farmi riprendere.

il giro continuò. Adele fu costretta a baciare Antonio, cosa che lui aspettava da molto e che fece incazzare a morte Paolo ma che riuscì a lasciar correre. Sonia si trovò costretta a baciare Carmine e sembrava che a nessuno dei due dispiaceva adempiere a quell'obbligo. 

Sembrava di essere tornati a prima della mia partenza. Sembrava che niente fosse cambiato ma sapevo che tutto ciò sarebbe durato poco, a malapena una settimana, e poi sarei tornata in America dove la vita era semplice e bella ma dove ancora non mi trovavo a mio agio almeno non quando non ero tra le braccia di Dylan.

-Basta così. Non sopporto più questo gioco.- disse Cecila e tutti ci trovammo d'accordo con lei.

-L'ultimo obbligo che dobbiamo fare tutti. Andiamo a farci il bagno!- esclamò Rosalia.

Se avete presente un branco di scimmie che corrono tutte verso la stessa cosa allora avrete in mente un'immagine che rispecchia il nostro comportamento quella sera. Solo io mi trovai leggermente imbarazzata perché mentre correvo verso l'acqua qualcuno mi prese in braccio da dietro e arrivai in acqua sulle spalle di Carmine, come un sacco di patate, che gridava "che bella vista" come fosse un urlo di battaglia.

Adoravo quei ragazzi, erano la mia famiglia, erano tutto ciò che contava per me. Quella sera mi addormentai sulla mia tovaglia col sorriso stampato sul volto, cosa che non mi capitava da quando li avevo lasciati, prima di partire.

tornai a casa all'alba accompagnata niente di meno che da Marco. mi accompagnò fino a casa, fin sotto la porta. Ebbi appena il tempo di scorgere la porta di casa che mi gettai tra le sue braccia.

-Io non ti amo. Lo giuro, non ti amo.- dissi nel suo petto 

dovevo dirglielo e quello era il momento più adatto. Non riuscivo ad immaginare di vivere senza dirglielo così lo feci in quel modo.

-Mi dispiace, ma io non ti amo. E se non ti amo è solo colpa tua. Riesci ad immaginare cosa significa aver sbattuto in faccia il fatto di non bastare alla persona che per te è il mondo intero?- chiesi guardandolo in faccia

-Ho sbagliato okay? Mi dispiace. Ti prego torna da me.-

-Dispiace anche a me. Ora è tardi. Dovevi pensarci quel giorno, dovevi pensarci quando baciavi lei. Accetto le tue scuse ma non torneremo insieme. Qualcun'altra ha preso il tuo posto ora.- dissi

-Chi? Quel Dylan?- chiese 

-Si. Lui.- dissi -Guarda l'ironia della sorte, se non era per lui io non ero qui ora e tu non ti saresti mai scusato. Dovresti ringraziarlo, credo.- dissi ripensando al mio ragazzo

-Magari hai ragione. Dovrò farmene una ragione anche io. Bene, direi che è arrivata la mia ora. Sono pronto a dirti ciao.- disse, poi si avvicinò e mi abbracciò ancora una volta -dimmi solo una cosa, dimmi che ti fa stare bene, dimmi che colma tutte le mancanze che ho avuto io con te. Dimmelo, fammi sapere se stai bene.- 

-Si. Mi fa stare bene, mi fa sentire speciale.- dissi

-Va bene allora. Almeno so che ora stai con qualcuno che ti merita davvero.- disse

-Ti voglio bene. Ti voglio tanto bene, ti prego dimmi che non ti dimenticherai di me.- dissi con le lacrime agli occhi.

-Solo se nemmeno tu ti dimenticherai di me. Ti voglio bene Ale, te ne voglio tanto.- disse

-Mai. Non mi dimenticherò mai di te.- dissi e sentii le lacrime scendere sulle mie guance. Lui sciolse il nostro abbraccio  poi mi guardò in viso.

-Ti prego, smettila di piangere per me. Non merito le tue lacrime.- disse asciugandole con il pollice.

-Ciao Marco. Ti voglio bene. Non dimenticarti di me.- dissi, gli baciai una guancia e me ne andai.

Quella fu l'ultima volta che vidi quel ragazzo prima di partire. Come promesso non mi dimenticai di lui e gli volli bene, tanto bene. Continuammo a sentirci però, facevamo videochiamate e naturalmente stavamo insieme ogni volta che tornavo in Italia.

Quando tornai poi lo trovai già uomo. Lo lasciai come un ragazzino immaturo e lo ritrovai come un uomo maturo e grande. 

Non male come padrino dei miei figli.

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*spazio autrice*

ebbene si, sono tornata. La storia sta finendo. Probabilmente arriverò a quindici capitoli più l'epilogo. L'epilogo però è un problema, non so se scriverlo. Quindi: 

voi pochi che ancora seguite questa storia consigliatemi nei commenti e ditemi se devo o non devo scrivere l'epilogo. Sono molto indecisa.

ancora grazie per le mille visualizzazioni e più. Ho un tale imbarazzo nel dire che per quindici capitoli ho impiegato un anno :'D

appena finisco questa ff continuo quella sui lupi mannari. Nel frattempo sto già scrivendo una storia che pubblicherò quando sarà completa e niente. Nessuno leggerà questa cosa quindi basta.

buonanotte a tutti e grazie ancora. Commentate e mettete stelline se vi è piaciuto il capitolo.

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