7. Solo per un po'
"Affronta ogni discorso
E non lasciare niente al caso
E poi restami lontano
Ma solo per un po'."
-Michele Bravi (Solo per un po')
Emma
Il mio guardo resta fisso sulla porta, da cui Simone è appena uscito, per interi minuti.
Cosa è successo?
La mia mente si rifiuta di trovare una risposta alla domanda che lei stessa si pone e i miei occhi si limitano a guardare quello che praticamente è soltanto un rettangolare pezzo di legno.
L'unica cosa che mi fa risvegliare dal mio stato di trance è l'ingresso improvviso di Lauren nella stanza.
"Ehi Emma. Tutto okay? Sembra che tu abbia appena visto un fantasma!"
La mia nuova coinquilina si avvicina con il grande sorriso che la caratterizza.
Gioisco interiormente nel sentirla parlare un inglese naturale e non studiato, anche se contaminato dal forte accento americano.
"Sì, tutto bene. Scendiamo a cena?"
Meglio evitare qualsiasi tipo di domanda sulla mia condizione.
Probabilmente le sarò sembrata pazza e soprattutto inquietante seduta sul mio letto a fissare il vuoto.
"Certo. I ragazzi aspettano noi." dice lei entrando in bagno per farsi una coda.
Io la seguo e mi appoggio allo stipite della porta aperta.
"I ragazzi chi?" chiedo con curiosità.
Lauren ama cambiare sempre tavolo a cena e non saprei dire dove e con chi deciderà di sedersi stasera.
Io invece amo mantenere il mio posto fisso al tavolo con Simone, Luca ed Einar, a cui delle volte si aggiungono anche lei e Orion.
"C'è anche Biondo se è questo che vuoi sapere." mi rivolge un mezzo sorrisetto e poi si guarda allo specchio per controllare la sua acconciatura.
"Cosa?" la guardo realmente confusa "Che c'entra Simone?"
"So che non ti stacchi mai da lui." spiega la ballerina spruzzandosi un po' di profumo.
Non posso darle torto, trascorro la maggior parte del tempo con Biondo e Luca.
Soltanto non pensavo fosse così evidente il fatto che io praticamente sia un'abitudinaria seriale che non riesce ad allontanarsi dalle persone a cui è più affezionata.
"Ah okay." rispondo semplicemente allontanandomi per evitare che si accorga delle mie guance inspiegabilmente diventate rosse.
Dopo il momento di poco fa, mi imbarazza anche solo pensare a Simone.
Non è successo nulla certo, ma so che se lui avesse avvicinato un po' di più il suo viso al mio le nostre labbra si sarebbero toccate e io non mi sarei allontanata.
Sono troppo confusa per la storia del mio ragazzo in questo momento e baciarne un altro mi avrebbe dato la certezza di cui ho bisogno in questo momento.
Ho bisogno di sapere se ancora amo il mio fidanzato, ma non posso usare Simone in questo modo. Non gli farei mai una cosa del genere.
Ma non mi sarei allontanata anche perché non posso negare il fascino di Biondo e il fatto che lui sia quello che si preoccupi di più per me qui dentro.
Mi fa sentire sempre voluta bene e in qualche modo a casa.
"Sei pronta?"
Per la seconda volta in un'ora, Lauren mi distrae dai miei pensieri contorti e io non so se ringraziarla o meno per questo.
"Sì sì, andiamo." prendo il telefono e le chiavi e seguo l'americana fuori dalla nostra stanza.
È una ragazza simpatica e credo proprio che mi troverò bene con lei, inoltre il fattore della lingua non è assolutamente da sottovalutare.
"Tesoro, così ci hai abbandonati?" mi trovo improvvisamente un braccio attorno alle spalle e quasi faccio un salto per lo spavento.
Ma perché qui hanno tutti l'abitudine di arrivare alle spalle senza preavviso?
Mose praticamente mi blocca e io mi ritrovo a dover fermare il mio percorso verso la cena, mentre Lauren ride e gentilmente mi aspetta.
"Eh sì." rispondo pensando che non potessi fare scelta migliore se non quel di lasciare la squadra del Ferro.
Il cantante non demorde e continua a dirmi qualcosa in un inglese che faccio fatica a capire.
Si comporta così da quando sono entrata e per quanto possa essere simpatico e divertente, a me fa venire i nervi.
"Quindi adesso siamo rivali...ti sei alleata con il biondo!" lo dice come se fosse un segreto inconfessabile e fa tremare le sue mani davanti alla mia faccia prima di poggiare nuovamente il suo braccio sulla mia spalla.
Davvero, non capisco questo ragazzo.
"È sempre stata alleata con me in realtà! Vero Emmina?" una voce che conosco bene fa voltare entrambi e provoca uno sbuffo da parte di Mose.
Io soffoco una risata e vedo Simone avvicinarsi a noi.
Non usa mai questo soprannome quando mi parla e mi chiedo perché abbia scelto di chiamarmi così proprio adesso.
Decido comunque di cogliere la palla al balzo per liberarmi da questa situazione.
"Ci puoi scommettere!" esclamo e vedo entrambi perdere qualche secondo per capire cosa io abbia appena detto.
Ha ragione Biondo quando dice che dovrei imparare più italiano!
"Vieni babe, non fraternizzare con il nemico."
Simone sposta il braccio di Mose ancora appoggiato su di me e poi con più delicatezza prende il mio polso per guidarmi verso il ristorante.
Li sento scambiarsi qualche parola, ma non li capisco e lascio perdere.
Mi libero piano dalla sua presa.
Non perché non mi faccia piacere, ma solo perché sono confusa.
Oggi stavamo per baciarci o no?
Solo io inizio a temere di essere attratta da lui?
Posso pensare di non rifiutare un ragazzo quando sono ancora fidanzata con un altro?
Lo avrei baciato solo per sperimentare i miei sentimenti nei confronti del mio fidanzato?
Troppe domande ricominciano ad affollare la mia testa ancora una volta.
"Non puoi essere lasciata sola! Sei come il miele per le api." ride il ragazzo dai capelli biondi, ma sento un pizzico di acidità nella sua voce.
Scelgo però di ignorarlo e gli sorrido innocentemente, prima di iniziare a chiacchierare con Luca delle nostre lezioni.
Ho bisogno di allontanarmi un po' da lui per ora.
Biondo
Emma ride e parla con Luca, qualche volta anche Lauren si intromette nei loro discorsi e sono felice del fatto che stia iniziando ad ambientarsi.
Eppure sono infastidito.
Non c'è un motivo ben preciso, ma mi sento nervoso.
"Tutto bene?" mi chiede Einar seduto di fronte a me.
Annuisco distrattamente e lancio un'altra occhiata verso Emma.
Poco fa è stata particolarmente...fredda.
Lo è con tutti in realtà, ma non lo è mai stata con me.
Con me si è sempre mostrata per ciò che è davvero: dolce e affettuosa, non mi ha mai risparmiato abbracci o parole gentili.
So che agli altri appare distaccata, ma è solo un modo per non mostrare la sua insicurezza che la rende invece adorabile ai miei occhi.
Forse il quasi bacio di oggi ha rovinato il nostro rapporto?
È successo tutto involontariamente.
Perché dovrebbe essere arrabbiata?
Si sente rifiutata o umiliata?
Ha paura che io possa indurla a tradire il suo ragazzo che, a titolo di cronaca, palesemente non ama più?
Mi sto facendo talmente tanti flash mentali che non mi accorgo di una mano che si posa con dolcezza sul mio braccio.
"Simo!" solo l'accento maltese di Emma mi fa risvegliare di soprassalto e mi fa tornare alla realtà.
"Ti sei ricordata adesso che ci sono anche io a tavola?" chiedo in italiano con un tono decisamente velenoso.
Mi pento immediatamente del modo in cui mi sono rivolto a lei e spero davvero che non mi abbia capito, ma quando guardo i suoi occhi mi accorgo che ha compreso benissimo e che ci è anche rimasta male.
Ma perché divento peggio una donna mestruata certe volte?
Emma allontana di scatto la mano dal mio braccio e si gira dall'altro lato riprendendo la sua conversazione con Lauren.
Sento lo sguardo interrogativo di Einar su di me.
Gli faccio segno di non preoccuparsi e tutti continuiamo la nostra cena come se nulla fosse successo.
-
"Emma!" la chiamo una volta, ma lei non mi considera.
La sto praticamente rincorrendo sulle scale dell'hotel.
Quasi tutti sono usciti in veranda per bere qualcosa o fumare o anche solo per chiacchierare e io stavo per seguirli, ma ho cambiato idea quando ho visto Emma dirigersi a passo di marcia verso le stanze.
"Emma per favore!"
Vengo nuovamente ignorato e vorrei quasi pestare i piedi a terra come un bambino.
Odio non essere ascoltato.
"Dai, fermati!"
Accelero il passo e la raggiungo riuscendo a prenderle una mano.
"Scusami." le dico obbligandola a girarsi verso di me.
Lei non parla, ma continua a guardare con interesse il parquet su cui stavamo camminando fino ad un attimo fa.
"Per cosa?" chiede alla fine dopo un lungo silenzio "Per il tuo tono isterico o per oggi pomeriggio?"
Le sue parole sono come una doccia fredda.
Non capisco dove vuole andare a parare con questo discorso.
"Che significa? Non ho fatto nulla oggi pomeriggio!" mi difendo alzando le mani e lasciando andare la sua che ancora stringevo.
"Appunto!" mi urla praticamente in faccia e quando si rende conto di ciò che ha appena detto sgrana gli occhi.
Si volta e ricomincia a camminare.
"Non provare a scappare Emma." le parlo nella mia lingua, ma so benissimo che mi ha capito perché si blocca di colpo.
Porta lentamente di nuovo lo sguardo su di me e io mi avvicino.
"Sono confusa Simone. Tu non c'entri niente." ricomincia a parlare in inglese e sento la sua voce tremare.
"Stai scherzando? Non ti sto capendo e non per via della lingua."
"Forse è meglio se stiamo lontani per un po'."
"Non ha senso!"
"Per me sì!"
"Hai solo paura di ammettere che non ami più il tuo ragazzo."
"E tu non sei d'aiuto!"
"Io non ho fatto nulla e se vuoi saperlo, oggi non avevo intenzione nessuna intenzione di baciarti. Non l'avrei mai fatto!"
Adesso sono io ad urlare e lei chiude gli occhi prima di mordersi le labbra e far cadere due lacrime dai suoi occhi.
Bravo, l'hai fatta anche piangere!
Poi perché le donne devono sempre farti sentire in colpa piangendo?
"D'accordo." dice semplicemente.
"Cazzo Emma, perché non capisci? Sei bellissima e chiunque ti bacerebbe, ma io ti voglio bene e non ti farei mai tradire il tuo ragazzo. Non senza il tuo consenso e non in un momento in cui ti senti in crisi!" mi spiego meglio sperando di sistemare la situazione.
Cala il silenzio nel corridoio e io prego davvero che abbia capito ciò che voglio dirle.
È ovvio che l'avrei baciata.
Non sono così stupido da negare anche a me stesso che sono attratto da lei, ma non approfitterei di un suo attimo di debolezza.
"Ma io sì."
Bastano tre semplici parole per far nascere un'altra volta in me il desiderio di baciarla, ma facendolo andrei contro ciò che ho detto meno di un minuto fa.
Non rispondo.
Non so cosa dire.
Una parte di me è felice e soddisfatta, l'altra estremamente confusa e sorpresa.
Era meglio essere soltanto un Sex simbol freddo forse.
Ora vedo fin troppi guai in vista per colpa della ragazza davanti a me.
"Davvero Simo, è meglio allontanarci un po'."
Continuo a stare zitto non sapendo come esprimere il mio disaccordo per questa sua inutile decisone.
"Fai ciò che pensi ti faccia felice." mormoro alla fine.
Inaspettatamente lei mi abbraccia e io le accarezzo i capelli per qualche minuto.
Stiamo fermi e io faccio finta di non notare i suoi singhiozzi, non mi chiedo nemmeno per quale motivo stia piangendo, semplicemente la stringo.
Quando si è calmata, si stacca da me e mi sorride, mi dà un bacio sulla guancia e si dirige verso la sua camera.
"Solo per un po'." aggiunge però prima di chiudere la porta.
Mi lascia solo in mezzo al corridoio, senza che io possa replicare.
Sì, era decisamente meglio restare un Sex simbol freddo.
Spazio autrice
Perdonate questi due giorni di assenza, ma sono state davvero giornate pesanti e piene di impegni.
Io adoro sempre di più Emma e Simone e il loro sostenersi a vicenda, sono l'amore😍
Detto ciò, come sempre spero che il capitolo vi sia piaciuto e aspetto i vostri commenti!✨
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