6. Abitudini
Emma
Abitudine.
Ripeto nella mia mente la stessa parola per interi minuti.
Prima di oggi non avevo mai pensato troppo al significato di una parola così comune.
Sembra quasi che io l'abbia scoperta ora per la prima volta.
Abitudine.
Io sono abituata a tante cose: a spazzolare i capelli la sera prima di andare a dormire ad esempio, a mangiare il cornetto la domenica mattina, a trascorrere una settimana a casa dei miei cugini in estate.
Tutti abbiamo centinaia di abitudini.
Amare può essere un'abitudine?
Si può stare con qualcuno per semplice abitudine?
Fino a qualche mese fa avrei risposto con un convinto "No!", mentre adesso mi sembra una cosa lampante.
Durante le vacanze sono stata con il mio ragazzo; siamo stati bene insieme eppure quell'alchimia che c'è sempre stata tra noi sembrava essere scomparsa.
Succede lo stesso quando parliamo al telefono. Non sento più il bisogno di ricordargli che lo amo, non sento nemmeno il bisogno di parlargli ogni giorno.
Forse la lontananza sta mettendo entrambi davanti alla verità che nei mesi scorsi abbiamo voluto ignorare.
A quest'età è difficile mantenere una relazione a distanza.
È difficile anche mantenere vivo un rapporto che va avanti da così tanto tempo.
Sospiro seduta sul letto della mia nuova stanza.
La buona notizia è che avendo cambiato squadra, ho cambiato anche stanza e adesso la mia coinquilina è Lauren con cui sicuramente sarà più facile parlare.
La cattiva notizia è che lei sta sempre in giro e quindi, essendo sola, io sono costretta a riflettere su qualcosa a cui non vorrei pensare.
A distrarmi dalle mie paranoie è qualcuno che bussa alla porta.
Mi alzo indecisa se essere scocciata o felice di prendere una pausa dai miei pensieri.
Decido che sono felice quando vedo Simone sorridermi non appena apro la porta.
"Ehi, volevo vedere come stavi. Oggi eri strana dopo le lezioni." non mi saluta nemmeno, ma non ci faccio troppo caso.
Lo lascio entrare in camera e mi risiedo sul mio letto incrociando le gambe.
Lui si siede sul letto di fronte a me e mi guarda inclinando il capo di lato come per capire cosa mi passa per la testa.
"Non sei felice della tua nuova compagna di stanza?" chiede sollevando un sopracciglio.
"No no, sono molto felice...per questo." provo a parlargli in italiano.
"E allora che succede?"
Come fa ad essere così sicuro del fatto che c'è qualcosa che non va?
"Ehm...problemi di...cuore." ammetto alla fine.
Non so se Simone sia la persona giusta per parlare di questo, ma è l'unico che si è accorto del mio stato d'animo e sono sicura che mi ascolterà.
"Tu pensi che...non so come dire." vorrei davvero fargli un discorso semplice nella sua lingua, ma è invece troppo complicato.
"Tranquilla, ci capiamo lo stesso. Usa l'inglese." Biondo mi fa l'occhiolino per rassicurarmi e si alza dal letto di Lauren per venire a sedersi accanto a me.
È vero che ci capiamo comunque. In qualche modo riusciamo sempre a comunicare comprendendoci subito.
"Si può stare con una persona per abitudine?"
Biondo
La sua domanda mi lascia spiazzato.
Non riesco a rispondere subito, ma vedo davanti agli occhi le immagini degli ultimi momenti con la mia ex.
Tutto uguale, tutto piatto, sempre le stesse parole.
Stare con lei non era più una continua scoperta che mi lasciava senza fiato, ma una certezza che mi teneva tranquillo.
Troppo tranquillo.
Era diventata una rassicurante abitudine.
Il mio amore, che prima mi faceva sentire il cuore sottosopra, era diventato semplice affetto.
Non era successo per un motivo, ma solo perché doveva succedere probabilmente.
La fiamma che ci univa si era man mano spenta, perché solo un'anima nel mondo è capace di tenerla sempre accesa nel tempo.
Ed evidentemente lei non era quella destinata a me.
"Sì, assolutamente." mi ricordo di darle una risposta dopo essermi perso tra i miei pensieri.
Lei annuisce e guarda la finestra davanti a noi.
Cala il silenzio.
Per minuti interminabili entrambi non diciamo una parola, ma restiamo con lo sguardo fisso sullo spicchio di strada che si vede da qui.
Non so come sia possibile che io ormai trascorra la maggior parte del mio tempo qui con lei.
Riesco a parlare più facilmente con lei che è straniera, che con i ragazzi che conosco da più tempo e che utilizzano la mia stessa lingua.
"Pensi di non amare il tuo ragazzo?"
La domanda che le rivolgo sorprende anche me.
Sì, sto morendo dalla voglia di saperlo, ma chiederlo forse è stato esagerato.
"Quando l'ho rivisto non ho sentito le stesse cose che sentivo prima."
La sua risposta a metà, è in realtà più chiara di ciò che sembra.
Ma è meglio chiudere qua il discorso.
Annuisco comprensivo non sapendo cosa dire.
"Com'è andata la lezione con Paola?" cambio argomento e lei sorride.
"Bene. Mi ha assegnato un brano in italiano!" batte le mani e adesso mi guarda "Mi ha chiesto di studiare ciò che vuol dire."
"Wow forte."
"Sì ma sai...avrei bisogno di qualcuno che mi possa aiutare..."
Emma fa vagare lo sguardo per tutta la stanza e io non posso trattenere una risata, tuttavia decido di stare al suo gioco.
"Ah sì? Potresti farti aiutare da Mose che non vede l'ora di passare un po' di tempo con te." propongo godendomi la sua reazione appena disgustata.
Il cantante non fa altro che provarci con lei che a sua volta trova sempre educatamente un pretesto per stargli lontana.
"Oppure sono sicuro che le tue vecchie compagne di stanza saranno disponibilissime ad aiutarti." continuo e la guardo alzare gli occhi al cielo.
Adoro quando lo fa.
"Dai scemo, mi dai una mano?" mi dà una piccola spinta mentre ride di gusto.
"Tu che dici?"
"Sì?"
"Come fai ad esserne sicura?"
"Allora no?"
"Chi ti ha detto no?"
"Non mi fare confondere, Simone." piagnucola alla fine.
Sembra una bambina a cui hanno appena negato un gelato.
"Ma certo che ti aiuto babe!"
Un sorriso illumina il suo volto e mi abbraccia.
"Ma tu devi imparare l'italiano, come io sono migliorato nell'inglese!" le faccio di patto.
È vero che ormai parlo discretamente l'inglese, ma qualche volta mi farebbe piacere parlare un po' più in italiano con lei.
"Hai ragione." concorda lei.
"E poi devi essere più sicura di te. Non avere paura anche solo di muoverti qui dentro o agli studi." aggiungo porgendole la mano per suggellare il nostro accordo.
"Va bene." mi stringe la mano e poi sorride di nuovo "Grazie di tutto Simo."
Si tuffa letteralmente tra le mie braccia prendendomi alla sprovvista e facendomi perdere l'equilibrio.
Ricado sui cuscini del suo letto, trascinandola con me.
I nostri visi sono a pochissimi centimetri di distanza e i nostri respiri si mescolano.
I suoi occhi verdi così vicini ai miei mi fanno andare in tilt il cervello per qualche secondo.
Non fare cazzate, Simo!
Mi impongo mentalmente; così le metto le mani sui fianchi e mi rimetto seduto con lei accanto.
Ci guardiamo per qualche secondo in imbarazzo e io mi sento in quei film in cui adesso il ragazzo dovrebbe andare via lasciando sola la tipa che stava per baciare.
Perché io stavo per baciare Emma?
No, assolutamente no.
È bella certo, ma è una mia amica e non volevo baciarla.
Lei mi sorride abbassando lo sguardo e portandosi i capelli dietro l'orecchio.
La guardo qualche istante, mentre si strofina le mani sulle cosce e arriccia le labbra come se stesse pensando a qualcosa, fino a quando non mi obbligo a toglierle gli occhi di dosso.
"Dopo cena, se ti va, iniziamo a studiare il brano." mi alzo definitivamente dal letto e le scompiglio i capelli prima di uscire dalla sua stanza e andare verso la mia.
Sì, assolutamente sì.
Stavo per baciare Emma e una cosa è certa: il Sex simbol freddo che un tempo era in me si è preso una bella vacanza per lasciare spazio ad un Simone che si scioglie davanti agli occhi verdi della ragazza dalla voce angelica.
Ma non c'è bisogno che qualcuno sappia questa cosa.
Spazio autrice
Sperando di poter vedere un po' di Biemma stasera e soprattutto sperando che la squadra Bianca vinca, vi lascio questo capitolo!
Come ogni volta: fatemi sapere cosa ne pensate e grazie per tutte le stelline!✨❤️
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