24. Senza luce
Emma
L'ansia del serale inizia a farsi sentire e ultimamente le lezioni sono sempre più intense, soprattutto a livello emotivo.
Oggi a lezione con la professoressa Turci non abbiamo parlato d'altro: lei è convinta che io non riesca a tirare fuori le mie emozioni e io non capisco cosa dovrei fare per trasmettere tutto ciò che sento.
Quando canto metto tutta la mia anima in ogni brano, non sono mai fredda e cerco di essere me stessa al cento per cento, ma a quanto pare non basta e ancora non riesco a sembrare abbastanza emotiva.
So che alcune volte posso apparire diffidente e completamente chiusa, ma so anche che quando faccio musica apro del tutto il mio cuore, quindi non riesco a capire cosa vogliano i prof da me, cosa dovrei fare per dimostrare che provo qualcosa quando interpreto una canzone.
Lo stress psicologico a cui oggi mi ha sottoposto la Turci non è stato affatto piacevole; ha provato in tutti modi a farmi esprimere a parole le mie sensazioni e proprio in questo non sono brava, avrei potuto fare di meglio semplicemente cantando, ma dopo aver trascorso più di un quarto d'ora a parlare di come mi sentissi, anche cantare mi è sembrato complicato.
Non mi piace condividere ciò che ritengo privato davanti a delle telecamere o davanti ad una persona praticamente sconosciuta e ciò che lei mi ha chiesto è stato proprio questo: raccontarle ogni mia minima sensazione legata a quello che mi sta succedendo.
Parlare di questo è difficile perché quel che dico può essere compreso da tutti, ma cantarlo è diverso perché solo io so ciò a cui penso mentre canto e ciò che arriva a chi ascolta è soltanto l'emozione che deriva dal mio pensiero.
Non potevo certo dire, sapendo di essere registrata, che in questo momento sono incredibilmente euforica e su di giri perché Simone è diventato il mio fidanzato.
Non potevo dire che il mio cuore è così pieno di gioia che potrebbe scoppiare e non potevo dire che solo pensare a Biondo, adesso, mi fa sentire la ragazza più fortunata e più desiderata del mondo.
Sono le mie sensazioni, è la mia storia ed è il mio ragazzo: non volevo e non potevo condividere tutto questo, soprattutto dato il contesto in cui ci troviamo.
Nessuno sa di me e Simone e ovviamente non sarei stata io a raccontare di noi solo per far piacere alla Turci e per darle finalmente le mie tanto preziose emozioni.
Sono arrivata ad affermare con convinzione di avere il "cuore chiuso" e di poter fare affidamento solo sui ricordi del passato e sulle mie mancanze pur di tenere nascosta la nostra relazione, ma la prof non poteva sapere che quando mi ha chiesto di pensare ad un ragazzo che mi abbracciava mentre cantavo Too good at goodbyes l'unica persona che mi veniva in mente era proprio il biondino, alunno di questa scuola.
Solo io so che ho immaginato per tutto il tempo le braccia di Simone attorno al mio corpo e il suo respiro caldo sul mio collo.
Il passato sembra non appartenermi più ormai, non riesco quasi a ricordarlo.
Sento che la mia vita sta cambiando davvero e non solo a livello artistico.
Sorrido come una stupida per i miei stessi pensieri e scuotendo la testa prendo il mio borsone per seguire gli altri ragazzi fuori dagli studi.
Biondo
Il trillo del mio telefono richiama improvvisamente la mia attenzione, distogliendomi dal discorso con Irama, Luca ed Einar.
«Non c'è luce nella mia stanza, corri subito qui e non lasciarmi sola!»
Aggrotto le sopracciglia leggendo il messaggio di Emma.
Possibile che la luce manchi solo nella sua stanza?
«Sto arrivando Pupellina, non ti preoccupare.»
Le rispondo comunque senza riuscire a reprimere un sorrisetto.
Di certo non rifiuto l'offerta di stare in camera con lei, che la luce ci sia o meno.
Mi alzo di scatto e gli sguardi dei miei tre amici saettano verso di me.
"No ma tranquillo, non stavamo parlando anche con te!" mi rimprovera scherzosamente Einar.
"Sì raga, avete ragione, ma Emma ha un problema." spiego con sincerità.
Di loro mi fido e poi non ho detto nulla di troppo specifico, del resto Emma è prima di tutto una mia amica e non ho mai esitato a starle accanto anche prima di tutto quello che c'è adesso tra di noi.
"Emma chiama, Biondo risponde!" continua a sfottermi Filippo.
"Smettila cretino, so indispensabile per tutti qui, che ce potemo fa?" rispondo alla sua provocazione.
In realtà sono consapevole del fatto che quando Emma chiede qualcosa io non perdo tempo a raggiungerla, non è importante quale sia il suo problema, le ho promesso di aiutarla in qualsiasi occasione.
Anche se le dovesse semplicemente mancare la luce in camera.
"Vai vai, Romeo, corri dalla tua Giulietta!" esclama teatralmente Luca.
"State fuori eh, tutti e tre!" li indico con un dito e poi ridendo esco dalla stanza per raggiungere quella della mia ragazza.
Ancora prima che io possa bussare la porta si apre e una mano mi tira per il colletto della felpa facendomi entrare dentro la camera.
Attorno a me c'è solo buio, ma non ho bisogno di nessun tipo di illuminazione per riconoscere le labbra soffici di Emma che si poggiano sulle mie e le sue mani fredde che si intrecciano dietro il mio collo.
Quando ci separiamo lei appoggia la sua testa sul mio petto abbracciandomi, mentre io affondo il viso tra i suoi capelli chiudendo gli occhi per godermi meglio il momento.
Abbracciare Emma è davvero terapeutico sia per lei che per me; amo sentire il suo profumo e la sua stretta dolce.
"Mi fai compagnia mentre faccio la doccia?" mormora candidamente non accorgendosi forse dell'effetto delle sue parole su di me.
Il sangue improvvisamente impazzisce nelle mie vene e io devo allontanare un po' Emma da me per cercare invano di riacquistare lucidità.
"Come scusa?" chiedo schiarendomi la voce che mi esce comunque un po' strozzata.
"Stai qui in camera mia mentre faccio la doccia? Ho un po' paura a stare al buio sola." chiarisce usando l'inglese questa volta.
"Ah." prendo un respiro non sapendo se sentirmi deluso o sollevato.
Una parte di me sapeva e sperava che Emma non mi avrebbe mai fatto una proposta così esplicita dopo solo due giorni da quando siamo fidanzati, perché so benissimo che Emma è molto diversa dalle altre ragazze che ho avuto.
È molto più innocente e pura, anche se devo ammettere che questo la rende addirittura più sexy ai miei occhi e inoltre lei quando vuole sa essere davvero provocante.
È un insieme perfetto di qualsiasi cosa e io non sono affatto abituato ad avere una ragazza del genere per me.
"Vuoi...vuoi farla in camera mia?" propongo cercando il telefono nella tasca dei pantaloni per accendere la torcia.
Quando finalmente vedo il rossore sulle sue guance scuoto la testa sorridendo mentre lei dice che preferisce usare quella della sua stanza.
Poi il pensiero di Emma dentro la mia doccia balena nella mia mente e il mio sorriso diventa immediatamente malizioso, e lei se ne accorge subito.
"Che c'è?" domanda preoccupata.
"Nulla tranquilla. Vai a fare la doccia, ti aspetto qui." le do un bacio sulla fronte e mi sdraio sul suo letto, poggiando la testa sul suo cuscino che profuma di lei.
Lei va verso l'armadio per prendere un cambio e poi si dirige verso la porta di fronte a me facendosi luce con il cellulare.
"Posso mettere la musica vero?" mi chiede prima di entrare in bagno.
"Emma, puoi fare ciò che preferisci." la rassicuro ridendo per le sue paranoie.
"Va bene." mi sorride e poi tira verso l'interno la porta socchiudendola e lasciando un solo spiraglio da cui tuttavia non potrei vedere nulla, anche volendo, per via della pochissima luce.
Appena sento lo scroscio dell'acqua che scorre devo concentrarmi per non pensare ad Emma sotto la doccia e provo a dirigere la mia attenzione verso le canzoni che lei canta a voce alta facendomi sorridere per la sua spontaneità.
Ogni volta che penso a lei sorrido e mi vorrei prendere a schiaffi da solo.
Mi ero ripromesso di non farmi ridurre mai più così da una ragazza, mentre adesso sento che Emma occupa sempre più spazio nel mio cuore e tra poco lo avrà completamente per sé, ma io non riesco a fare nulla per evitare che ciò accada.
Non riesco e non voglio.
Emma è troppo speciale per essere allontanata e preferisco rischiare di ritrovarmi con il cuore spezzato un'altra volta che perdere l'occasione di avere lei accanto.
Emma
Chiudo l'acqua della doccia, strizzo un po' i capelli con le mani per poi legarli in un'asciugamano e infine mi avvolgo nell'accappatoio uscendo definitivamente dal box doccia.
Cerco di asciugarmi e vestirmi velocemente perché sto impazzendo dalla voglia di trascorrere un po' di tempo con Simone.
Abbiamo a disposizione davvero piccoli spazi per stare insieme senza nessuno tra i piedi e io non ho intenzione di sprecare questi momenti.
Quando ho finito apro la porta del bagno e lo trovo concentrato ad armeggiare con il suo telefono che procura un po' di luce nella stanza quasi buia.
"Ehi." dice appena si accorge di me.
"Ciao." mi metto a ridere e lui mi guarda con quegli occhi scuri che mi fanno impazzire, i suoi occhi parlano e sono una delle cose che preferisco di lui.
"Viè qua." allarga le braccia e io non perdo tempo a tuffarmi in braccio a lui, attenta a non fargli male.
Lui mi stringe subito e inizia a baciarmi le guance facendomi ridere di cuore.
"Quanto sei bella?!" esclama continuando a riempirmi di baci su tutto il viso.
"Tu sei bello." rispondo sinceramente guardandolo.
È davvero bello e l'ho sempre pensato, ma adesso ha qualcosa in più ai miei occhi.
Lui scuote la testa, in disaccordo con le mie parole, perché come sempre rifiuta apprezzamenti riguardo il suo aspetto e ormai ho imparato a conoscerlo.
"Mi abbracci?" chiedo quindi per cambiare discorso.
"Lo sto già facendo." mi fa notare lui.
"No, voglio essere abbracciata meglio." mi lamento come una bambina facendogli sollevare gli occhi al cielo.
Comunque mi sorride e mi stringe per bene tra le sue braccia, avvolgendomi completamente e permettendomi di guardarlo negli occhi.
"Ecco, ora va bene." dico soddisfatta accoccolandomi meglio contro di lui.
È una cosa che facciamo da quando siamo diventati amici e che mi rilassa tantissimo, il contatto con lui mi rilassa tantissimo.
Simone è il mio punto di riferimento qua dentro da fine dicembre ed essere arrivata fino a qui con lui mi è sembrata una cosa così naturale che alcune volte non mi rendo neanche conto di quanto invece le cose siano cambiate.
Anche qualche mese fa stavamo abbracciati così e ci raccontavamo le nostre rispettive lezioni.
Amo il fatto che prima di essere fidanzati siamo complici, confidenti e amici.
"Hai avuto una brutta giornata?" mi chiede lui, conoscendomi e capendo che qualcosa non va.
"Abbastanza, ma non voglio parlarne." liquido la discussione con un gesto della mano e resto ad ascoltare i battiti del suo cuore.
"Ah no?" lui inizia ad accarezzarmi i capelli ancora umidi e io chiudo gli occhi.
"No, voglio rilassarmi con te." rispondo e lui ridacchia abbassandosi verso il mio viso per baciarmi la fronte.
"Sei la mia Pupellina."
Spazio autrice
Scusate davvero moltissimo per questo ritardo assurdo, ma è stato un periodo davvero pieno e inoltre non riuscivo mai a concludere il capitolo!
Spero che comunque vi sia piaciuto e vi aspetto anche nell'altra mia storia Biemma "Schegge di Cristalli" perché mi farebbe molto piacere sapere cosa ne pensate!
Grazie per il supporto e scusate ancora per il ritardo, un abbraccio a tutti❤️
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