13. La paura è temporanea, il rimpianto è per sempre
Emma
Ho il fiato corto come se avessi appena corso una maratona, quando in realtà ho semplicemente attraversato un corridoio per bussare alla porta che adesso mi trovo davanti.
Mi metto una mano sul petto, sento il mio cuore battere velocemente e so benissimo che la mia breve corsa per arrivare qui non c'entra nulla.
"Ehi Emma, ti serve qualcosa?"
Resto delusa quando vedo Einar davanti a me.
Nella mia testa le cose erano andate diversamente: avrei bussato, Simone avrebbe aperto la porta e io gli sarei saltata addosso per dirgli che voglio provare a lasciarmi andare, a vivere ciò che possiamo vivere insieme.
"No ehm...cercavo...niente, non fa niente." mormoro sconnessamente consapevole di aver appena messo su un broncio degno di una bambina di tre anni.
Adesso non troverò mai più di nuovo il coraggio di fare ciò che volevo.
Sto per tornare in camera mia sconfortata, quando la voce di Einar mi fa bloccare.
"Simone è giù in veranda comunque!" mi urla e io sento un sorrisetto formarsi sulle mie labbra.
"Grazie Ein!"
Vado a prendere il giubbotto nella stanza, corro al piano di sotto e quando sono ormai davanti alla porta a vetri mi immobilizzo.
E se fosse un errore? Se stessi sbagliando tutto?
Magari è meglio restare amici; ci sarebbero meno complicazioni.
Se poi dovesse andare male?
Io soffrirei e non mi concentrerei sulla musica.
Poi una volta usciti da Amici sarebbe tutto diverso e non ci potremmo più vedere ad ogni ora del giorno quindi questa storia finirebbe comunque subito perché ognuno avrà i propri impegni.
Sto facendo una stupidaggine, sto agendo impulsivamente e rischio di fare un macello solo per un bacio.
Ho troppa paura di sprecare la mia opportunità qui ad Amici in questo modo.
Ho paura di compromettere la mia amicizia con lui.
Ho paura di perdere tutto quello che abbiamo condiviso fino ad ora.
Ho paura di sembrare quella che ha lasciato il fidanzato semplicemente per stare con un'altro.
Ho paura di non essere realmente pronta a vivere qualcosa così improvvisamente, a fare questo salto nel vuoto.
Probabilmente non è il momento giusto.
Se sarà destino, io e Simone avremo un'altra possibilità per noi.
Sospiro sconsolata e decido di tornare in camera mia per evitare di fare casini.
Non voglio mettere tutto in discussione per una debolezza del momento.
Non posso lasciarmi trasportare da una sensazione e da un sentimento che non mi garantiscono nessuna sicurezza.
Inizio il percorso inverso a quello che ho appena fatto e mi dirigo nuovamente alle scale.
Ho ceduto ancora una volta alla mia mania del controllo e ho soppresso ancora una volta il mio istinto.
Biondo
Controllo distrattamente il cellulare, entro nella mia camera e mi lascio cadere sul letto a pancia in giù.
Sono innervosito da tutto.
Dai commenti sempre uguali dei professori, dall'assegnazione di brani che non mi appartengono e che domani non riuscirò sicuramente ad interpretare, dagli atteggiamenti evasivi di Emma.
Avrei bisogno di un suo discorso motivatore in questo momento o di qualche consiglio per l'intonazione.
In questo mese mi ha aiutato tanto con il canto.
Avrei bisogno di un nostro abbraccio.
Mi ha già obbligato ad una settimana di distanza forzata e adesso scappa da me da un'altra settimana praticamente.
Certo, magari il mio bacio di domenica mattina l'ha confusa, ma potremmo almeno parlarne.
"Ehi Biò, non è andata bene?" chiede Einar che è appena uscito dal bagno.
Alzo la testa dal cuscino per rivolgergli uno sguardo confuso "Cosa? La giornata? È stata uno schifo."
Affondo di nuovo la faccia tra le piume morbide e sbuffo.
Schifo è la parola giusta per oggi.
Non è andato bene niente e io sono già in paranoia per la puntata di domani.
"Intendevo con Emma." chiarisce il mio compagno di camera.
Appena sento quel nome mi metto seduto di scatto e gli presto la mia completa attenzione.
"Emma? Che c'entra Emma?" domando forse con un po' troppa foga.
L'ho detto che questa ragazza mi sta facendo uscire di testa.
"Poco fa è venuta qua in camera tutta trafelata e cercava te, così gli ho detto che eri giù in veranda. Pensavo ti dovesse dire qualcosa di importante." mi riserva un sorrisetto malizioso e io mi copro la faccia con le mani.
Ancora non sa del bacio, ma sono sicuro che abbia ormai capito tutto definitivamente.
"Sei sicuro?" domando un po' scettico.
Sono stato in veranda fino a cinque minuti fa e di Emma non ho visto nemmeno l'ombra.
"Non ho ancora le allucinazioni su di lei che arriva in camera nostra."
"Menomale, direi."
Lui scoppia a ridere e mi lancia un'asciugamano in faccia.
"Tranquillo che non la tocco la tua Emma, sono fidanzato." mi ricorda con quella faccia da schiaffi.
Alzo gli occhi al cielo.
"Non è la mia Emma!"
"Quindi non ti interessa sapere cosa voleva dirti?"
"Che c'entra? Forse voleva dirmi qualcosa riguardo le assegnazioni o la puntata..."
"Ah sì? Ora si chiamano assegnazioni?"
"Ma di che stai parlando?"
Non sono sicuro del colore che abbia potuto assumere il mio volto in questo momento e neanche della possibile espressione della mia faccia.
"Ma se l'hanno capito tutti che vi piacete! Non fare il finto tonto!" Einar mi guarda come se fossi stupido e io mi sento sempre più imbarazzato.
Quando ho lasciato intendere qualcosa? Mi comporto con lei come mi comporto con qualsiasi altra amica.
Solo da una settimana le cose si sono messe diversamente.
"Quando ti parla pendi dalle sue labbra e la difendi ogni volta appena qualcuno dice mezza cosa contro di lei." dice come se fossero delle ovvietà invisibili solo ai miei occhi "Lei ti cerca sempre, si fida solo di te qui dentro e poi vi capite solo tra di voi."
Non posso reprimere un sorriso anche se mi sento veramente un po' stupido adesso.
So che quello che dice Einar è vero, semplicemente non pensavo fosse così evidente.
Ho perso così tanto tempo a cercare di capire se fosse solo un mio film mentale questo feeling con Emma e alla fine scopro che anche gli altri si sono accorti che esiste qualcosa che ci lega.
Mi alzo dal letto, prendo il giubbotto, chiavi della macchina e il cellulare ed esco dalla camera salutando Einar che mi fa l'occhiolino.
Adesso voglio parlare con Emma, ma voglio soprattutto che lei mi ascolti.
Quando busso alla sua porta però, mi apre Lauren sorridente che mi fa entrare chiedendo cosa mi serve.
Vedo Emma sdraiata di fianco sul suo letto, così prendo la sua giacca poggiata sulla sedia lì accanto e gliela porgo.
"Alzati, ti voglio parlare." asserisco con un po' troppa durezza, ma so che se non uso questi modi convincerla sarebbe impossibile.
Lei solleva un po' la testa e mi guarda con i suoi occhioni verdi.
"Non mi guardare così, andiamo!" mi metto a ridere per la sua espressione e provo a tirarla su di peso dal letto mentre lei oppone resistenza.
"Simo, finiscila." si lamenta.
Sospiro.
Ma perché è sempre così complicata?
"L'hai voluto tu." alla fine decido di essere drastico: la prendo in braccio mettendomela su una spalla e la copro con il suo giubbotto.
"Mettimi giù! Perché devi essere così insistente?" inizia a colpirmi sulla schiena, ma con così poca forza che mi fa ridere.
Anche Lauren osserva tutta la scena ridendo come se stesse vedendo una commedia particolarmente divertente.
L'americana mi apre la porta per farci uscire e io la ringrazio prima di incamminarmi verso il parcheggio con Emma che ancora scalcia e mi tira pugni.
"Stai dando nell'occhio." la rimprovero scherzosamente quando noto lo sguardo della receptionist.
"Io? Mi stai portando tu in braccio!" ribatte smettendo di ribellarsi alla situazione e non trattenendo una risata.
Io sorrido di rimando anche se non può vedermi.
Il suo modo di ridere è contagioso e stare con lei mi fa sempre sentire meglio.
Anche la pessima giornata sembra star migliorando.
Appena passiamo davanti ai ragazzi ancora seduti in veranda a fumare o a bere qualcosa prima di cena, un coro di battute si solleva ed Emma ricomincia a lamentarsi.
Solo quando raggiungiamo la macchina si zittisce di nuovo e fissa la strada davanti a noi.
Restiamo in silenzio per tutto il viaggio in auto. Solo quando arriviamo nel "quasi nostro" posto speciale, intravedo finalmente un sorriso farsi spazio sul suo viso perfetto.
Mi congratulo con me stesso per la scelta di averla riportata allo Zodiaco.
Ne ha parlato spesso dopo essere venuta qui la prima volta qualche settimana fa e non ho potuto pensare ad un posto migliore per parlarle.
Ci sediamo sulla stessa panchina della volta scorsa e per un po' restiamo in contemplazione del panorama.
Ognuno immerso nei propri pensieri.
Io non so da dove iniziare.
Vorrei dirle molte cose, ma non sono bravo con le parole.
"Ti sei davvero arrabbiata?" chiedo alla fine quando mi accorgo della sua espressione nuovamente un po' contrariata.
Quando qualcosa non le va bene arriccia sempre le labbra e tamburella con le dita sulle sue stesse cosce un ritmo che probabilmente la rilassa.
Conosco bene il suo viso innervosito, ma a me non l'ha mai riservato.
Con me è sorridente la maggior parte delle volte.
"Non con te." risponde mantenendo lo sguardo fisso su Roma.
"Con chi allora?"
"Con me stessa."
"Qualcosa non va con i brani?" tento.
Lei è una perfezionista e ogni volta che qualcosa non le viene al massimo entra nel panico.
"No. Volevo essere io a parlarti, ma ho avuto paura." ammette dopo qualche minuto di silenzio totale.
Non so se sia una cosa positiva o negativa.
Avrebbe potuto volermi dire che quello di domenica è stato un grande errore e che dovremmo allontanarci o restare solo amici.
Oppure voleva dirmi che anche lei prova qualcosa per me e che possiamo tentare qualcosa insieme.
"Emma, hai paura di parlare con me? Io e te parliamo sempre."
Sono comunque un po' deluso dalle sue parole.
Ci sono sempre stato per lei in questo mese e ci siamo confidati ogni preoccupazione e ogni piccola vittoria.
Pensavo di avere un rapporto di fiducia con lei e non che si spaventasse a dirmi qualcosa.
"No Simo!" si affretta a dire agitandosi improvvisamente "Ho solo paura di rovinare tutto questo."
La guardo mentre si morde un labbro in preda all'incertezza.
Ho così tanta voglia di baciarla che mi costringo a distogliere l'attenzione dalla sua bocca e a rivolgere i miei occhi alla città che ci si staglia difronte.
Dopo quel bacio è come se non potessi più fare a meno di baciarla.
È un'attrazione così forte che quasi mi preoccupa.
Trascorrere tanto tempo insieme ad una persona la rende indispensabile e di questo me ne ero accorto anche prima di conoscere le sue labbra per la prima volta, ma adesso sembra tutto amplificato.
Ho bisogno di dirle ciò che penso.
"Anche io. Ma la paura è temporanea, il rimpianto è per sempre e io non voglio rimpiangere di essermi perso qualcosa che mi potrebbe rendere felice." inizio parlando in italiano e riportando lo sguardo su di lei che ora ha gli occhi piantati nei miei "Siamo così vicini, ci capiamo così bene. Non sto dicendo che dobbiamo dichiararci amore eterno, ma solo che potremmo stare meglio insieme."
Lei mi sorride con dolcezza e per un attimo penso che stia cercando un modo carino per rifiutarmi, ma poi sento le sue dita intrecciarsi con le mie.
Non sono un tipo particolarmente sdolcinato o sentimentale, ma so che se non approfitto di questo momento, non troverò più l'occasione di dire tutto questo ad Emma.
"Ho come l'impressione che mi porterai un mare di guai e che sarà tutto molto più difficile ora!" fa un mezzo sorrisetto mostrandomi le sue fossette e mi fa impazzire.
Emma ha questa capacità di sembrare estremamente dolce e sensuale allo stesso tempo e io non capisco come faccia.
"Sarà tutto anche più divertente!" le faccio l'occhiolino e lei alza gli occhi al cielo scuotendo la testa.
Si copre la faccia con le mani, visibilmente imbarazzata.
"Non stavo alludendo a niente! Dico solo che sarà più bello condividere quest'esperienza." specifico capendo che ha frainteso le mie parole.
Le prendo le mani tra le mie scoprendole il viso ancora arrossato.
"Però niente fretta eh! Non voglio fare nulla di avventato." fa di patto lei ancora prima che io possa dire qualcosa.
"Sono d'accordo. Prendiamo tutto come viene! Carpe diem!"
"Bene."
Sorridiamo entrambi e io mi sento su una giostra.
Non so quando ho perso la testa per lei, ma a quanto pare è successo.
"Posso baciarti? O sembro troppo avventato?" le domando facendole il verso e provocando la sua risata.
Emma fa finta di pensarci un po' e alla fine si avvicina al mio viso annuendo impercettibilmente.
Non perdo un secondo di più e finalmente le nostre labbra si ritrovano.
Sembra passato tantissimo tempo dal nostro primo bacio e in realtà sono trascorsi pochi giorni.
Questa cosa mi spaventa, ma mi elettrizza allo stesso tempo.
La bacio lentamente perché voglio ricordare tutto nel nostro primo vero bacio.
Mi assaporo ogni secondo e non mi sembra vero di avere con me la ragazza più bella e dolce che io abbia mai conosciuto.
Non mi sembra vero che abbia lasciato il suo ragazzo da pochi giorni e che ora abbia scelto proprio me.
È successo tutto così in fretta che mi ha travolto, ma voglio vivere ciò che di bello la vita mi regala e sicuramente Emma è una delle cose migliori che mi ha riservato.
E io continuo a baciarla mentre Roma ci fa da sfondo donandoci un momento indimenticabile.
Spazio autrice
Buon primo maggio!❤️
Eccomi con il primo vero bacio Biemma che spero non abbia deluso le aspettative di nessuno. Ho provato a renderlo più realistico possibile, ma non so se ci sono riuscita al cento per cento.
Probabilmente alcune frasi sembreranno sconnesse perché il capitolo è molto lungo e ho avuto poco tempo per correggerlo dato che oggi Wattpad è stato bloccato per l'intera giornata, quindi perdonatemi, ma rimedierò a correggere😓
Grazie a tutti voi che votate e commentate❤️
Ps. Chi ricorda il tweet che ho scelto come titolo?😍
Sembra passata un'eternità e invece sono trascorsi soli pochi mesi da quando Simone ed Emma hanno iniziato a far capire qualcosa, che gioie!
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro