Soggetto V2
"Taglio esplosivo? Sul serio Cool ha urlato una cosa del genere?". Rose si stacca un momento dal petto di Shoot in attesa di risposta.
"No, questo è il nome che Flemeth ha dato alla tecnica l'altra sera al rifugio dei senza cognome. Pensavo che narrare la storia come se l'avesse detto realmente gli donasse più enfasi. Insomma la facesse sembrare più coinvolgente".
"Credimi è già abbastanza coinvolgente senza nomi assurdi come taglio esplosivo o modalità estinzione".
"Immagino tu abbia ragione" commenta il ragazzo mentre una gocciolina di sudore gli scivola lungo la guancia.
"Aspetta...non avrai veramente urlato a squarcia gola modalità estinzione?".
"Che ti devo dire, ero abbastanza galvanizzato dal momento. Potrei averlo fatto senza pensarci troppo su".
"Non...ci...credo. Sta cosa è davvero ridicola, aspetta che lo sappia Viola ahahahah".
"Daiiiiiiii, non sfottermi. Potessi tornare indietro non lo rifarei. Ero giovane ai tempi".
"Mi dispiace, ma ora sei marchiato. C'è solo una cosa che non capisco. Durante il grande disastro di 2 anni fa l'isola accademica è esplosa, come ha fatto?".
"Vedi, dopo aver sconfitto mio padre avevo ancora grandi quantità di energia elementale in circolo nel corpo. Senza volerlo, è stato tipo un riflesso, me ne sono liberato sbattendo i pugni chiusi contro il pavimento. Solo che l'energia era così tanta che ha viaggiato lungo tutta la torre di astronomia fino ai sotterranei. A quanto lì erano tenuti strumenti per la magia nera. Una pratica pericolosa che richiede attrezzature molto instabili. La mia ipotesi è che la grande quantità di energia elementale che ho liberato abbia sovraccaricato uno di quegli strumenti finendo per far saltare in aria l'isola, fortunatamente noi tre siamo riusciti a scappare prima dell'esplosione".
"Poi quegli strumenti che fine hanno fatto?".
"La maggior parte penso sia andata distrutta, però alcuni potrebbero essere finiti sparsi per l'intera Alcahlibia. A cosa pensi?".
"Credi che lo specchio che usava il divora anime che abbiamo dovuto affrontare io, Viola e gli altri sia uno di quegli strumenti?".
"Possibile. La follia del mio fratellastro e la nostra negligenza hanno fatto soffrire molto persone dopo il grande disastro".
"Tranquillo, voi siete state le vittime non gli artefici. Piuttosto ciò significa che tu e Cool non siete realmente fratelli?".
"Potremo anche non avere lo stesso sangue nelle vene, ma siamo comunque fratelli se riesci a capirmi?".
"Si, penso di capire. Forza raccontami un'altra delle vostre avventure, sono entusiasmanti".
Colto un attimo di sorpresa Shoot inizia a grattarsi l'accenno di barba che ha sul mento, negli ultimi tempi non ha avuto molto tempo per radersi, poi gli ritorna alla memoria una vecchia storia.
"Potrei raccontarti di quella volta che siamo stati in un luogo chiamato Budapest...".
Il ragazzo inizia a raccontare la storia a Rose che ascolta interessata, però dopo breve tempo il sonno coglie entrambi e si addormentano l'una addosso all'altro fino alla mattina seguente.
Intanto la stessa notte Lermitage nel suo laboratorio ha appena finito di montare il nuovo braccio robotico al cadavere di Maximum quando entra Osvald Fester.
"Ancora a giocare coi morti?".
Il ragazzo mentre schernisce il dottore si avvicina ad un enorme portone in ferro battuto, nessuna decorazione lo contraddistingue tant'è che quasi si confonde col muro.
"Qui l'unico che sta giocando sei tu, allontanati da quel portone se non vuoi che la cosa rinchiusaci dietro ti ammazzi".
"Come vuoi, ad ogni modo sono venuto a dirti che abbiamo catturato Chrisantos. Sono richiesti i tuoi servigi per farlo parlare".
Lermitage interrompe istantaneamente il suo lavoro andandosi a lavare le mani dall'unto dell'olio degli ingranaggi.
"E dimmi ragazzo, chi è che richiede i miei servigi?".
"La famiglia Fester, mi pare ovvio".
"Hai frainteso la domanda. Voglio sapere da quale membro della famiglia proviene l'ordine, è tuo o di Faust".
"Il capofamiglia è Faust e tu lo sai bene che ogni Fester è al suo servizio per la grandezza della nostra casata".
"Non credevo ti avesse trasformato in un così bravo cagnolino obbidiente. Mi sembrava volessi assumere te stesso il controllo della famiglia, ma a quanto pare mi sono sbagliato. Però se così non fosse in questo posto si nasconde il soggetto V2".
Il dottore passa un foglietto in mano al ragazzo.
"Che soggetto?".
"Il compagno di quello rinchiuso dietro il portone di ferro. Se riuscissi a catturarlo mi faresti veramente un grande favore e sono sicuro ti tornerebbe utile anche per i tuoi piani futuri".
"Interessante".
Con un sorrisetto beffardo sulle labbra Osvald si congeda uscendo nello stesso momento in cui entrano Antoniette e l'ombra con appresso il corpo svenuto di Chrisantos.
"Ecco qua" esordisce la ragazza mentre il suo compagno appoggia il corpo dell'uomo su uno dei tavoli operatori.
"Davvero un ottimo lavoro signorina Levrier, sono certo il signor Faust sarà entusiasta dell'operato suo e di quello del suo collega".
"Vorrei ben vedere, sto pezzente aveva assoldato un ex militare a proteggerlo. Ad ogni modo perchè non ce l'avete fatto uccidere, pensavo che l'obbiettivo fosse eliminare l'intera famiglia Fleer".
"Era così infatti, ma dopo il nostro fallimentare assalto al dirigibile e la successiva fuga delle figlie i nostri mittenti hanno dovuto modificare i piani".
Il dottore si mette all'opera aiutato dall'ombra. Insieme legano sia i polsi che le caviglie di Chrisantos al tavolo, in modo che una volta sveglio non possa muoversi.
"Lui sa qualcosa che vogliamo sapere anche noi" continua facendo fare scintille a due morse elettriche.
"Non intenderete mica torturarlo?".
Lermitage fissa la ragazza con cipiglio interrogativo poi fa un cenno all'ombra.
"Nooooo, non tipreoccupare. Assassino portala fuori da qui".
"Vieni andiamo".
Il ragazzo prende Antoniette per il braccio e la scorta fuori dalla stanza.
"Tu ti fidi davvero di quello che dice quel dottore pazzo?".
"Senti, sinceramente il mio compito era portargli l'uomo vivo. Ora che l'ho fatto il resto non è affar mio. Poi ho qualcosa di più importante a cui pensare".
"Cosa ci può essere di più importante di un uomo che viene torturato?".
"Tu" di fronte a tanta schiettezza la ragazza rimane un attimo interdetta.
"Dopo quello che è successo tra noi la' fuori pensavo che magari potevamo uscire?".
"Dici sul serio?".
"Certo io domani non ho niente da fare, tu?".
"Bhe no, neanche ho programmi".
"Fantastico, allora che ne dici?".
Per la prima volta dopo molto tempo Antoniette sente di provare di nuovo qualcosa per qualcuno che non sia Cool, di lui in realtà nemmeno si ricorda in quel momento come si è dimenticata in un istante dell'uomo ad un passo dalla tortura nell'altra stanza. Per lei, nella sua mente, ora c'è solo spazio per quel tenero ragazzo; non un assassino, non un ombra. Solo qualcuno che è realmente interessato a stare con lei.
"Va bene, ci sto".
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro