iniziamo (e finiamo)
Parto dal dire che io, Dylan O'Brian, non sono gay.
E in quanto non-gay mi piacciono i non-uomini.
Come Emma Watson, la non-uoma più bella della scuola che non mi caga di striscio manco se gli scorreggio in fronte.
Io per lei sono inesistente, come il Molise.
Però almeno del Molise lei conosce il nome.
Forse.
Questo sono io il primo giorno di scuola:
Sì lo so che puzzo e sembro un barbone uscito dalla fogna per salutare il sole, ma è tutto quello che ho e dato che non ho una lira neanche per comprare la carta igienica, accontentatevi di questo.
Il primo giorno di scuola è stato a dir poco interessante.
Correva l'anno 2022, che poi è lo stesso di ora, che coincidenza, e io mi ero scordato le mutande a casa.
Comunque a parte questi piccoli dettagli, stamattina mi sono svegliato ho fatto una puzzetta in faccia a mia madre, il nostro saluto speciale mattutino, e mi sono fatto la doccia del mese. (Di solito la faccio il primo del mese.) Oggi è il secondo giorno di scuola. Ci vado solo perché c'è Emma Watson sennò non ci Andrei anche perché da grande voglio lavorare nelle fogne con i topi. Per fare quello non mi serve studiare.
E si, ammetto che mi sono lavato anche solo per lei. Entrato a scuola mi corre in contro la mia amica Pippi che mi sputa in un occhio, nostro saluto segreto, e mi dice di entrare in classe.
"Ciao Dyllo (soprannome che mi dá lei)
Dyllo perché puzzi di merda?"
"Pippi è che ho dovuto lavarmi per Emma."
"E che sapone hai usato?"
"Lo svelto lavapavimenti "
"A ok"
Ci avviamo nella classe sculettando e lasciando scie di puzzette come piccoli petardi, giusto perché non c'era la banda ad accoglierci e io volevo le trombette a ogni costo.
Pippi andò in classe con quelle sue codine color carota che sembravano effettivamente carote, e quel suo odorino sempre molto riconoscibile.
Prima di entrare, mollò una scorreggia per salutare l'insegnante, che rispose con un rutto.
A volte mi vergogno di essere così educato.
È un problema serio, siccome Emma, appena mi vede, si gratta l'ascella (è il suo modo per mostrare disappunto)
e la sua amica Zozza, di nome e di fatto, si soffia il naso.
Dunque inizia la lezione, mi scappa la cacca ma faccio finta di no per non fare brutta figura davanti ad Emma che sennò mi ritiene un uomo troppo educato per lei. Però continuo a scorreggiare e la prof mi guarda male. Così io per sfidarla mi infilo il dito medio nel naso guardandola. Intanto Pippi mi dice di smetterla di fare queste cose perché la prof è sua madre.
Dovete sapere che in classe mia c'è anche Steve Jobs anche soprannominato steven il pelatone. È un pelato alto circa 1.20, puzza di merda quasi quanto me, e i suoi capelli sono un nido di uccelli, avvoltoi, da quanto sono sporchi. A volte Emma lo guarda con occhi sognanti, e mentre lo guarda gli esce un poco di bavetta dalla bocca. Una volta ha macchiato il banco di saliva, così mi sono dato fuoco.
Volevo essere un banco in una vita alternativa.
Entro in classe vestito tutto di nero con un cartello appiccicato in fronte: "Emma sputami in faccia"
E lo fa davvero, e per dieci bellissimi secondi la sua saliva che sa di pesce cola sulla mia guancia.
Poi mi vengono i conati di vomito, e valuto tra un rovescio e l'altro che la vita da single mentalmente disturbato non è poi così tanto male per me.
Pippi, che tiene il repellente per scarafaggi a portata di mano ogni volta che mi avvicino, me lo spruzza negli occhi.
"Non si sa mai" dice con un sorriso a 12 denti. 12, perché gli sono caduti.
(Ecco un'altra cosa per cui sono grato: essere maschio e non dovermi lavare i denti come le femmine)
A proposito di denti, l'altro giorno me li sono lavati per la prima volta da quando sono nato. È stato disgustoso e ho fatto male, perché dopo questo ho perso 10 punti con Emma a cui piacciono gli zozzi puzzolenti. Così ho deciso che in compenso mi spalmerò la faccia di pipì di gatto così mi prenderà più seriamente.
Ritorniamo al giorno di scuola. Per merenda mi stavo mangiando una merendina quando mi si avvicina Pippi che mi chiede un pezzo. Io la spingo, le tiro un cazzotto sul naso, le sputo in un occhio e le cago addosso. Nessuno mi tocca la merenda. Sennò subirà l'ira di dyllo l'armadillo.
Però sia chiaro che quando la chiedo io me la sì bisogna dare assolutamente sennò subirà l'ira di dyllo il coccodrillo, che è molto peggio perché oltre il cagotto di subisce una bella vomitata sulla maglietta.
Un giorno però me la ha chiesta Emma e io le ho dato 0,1mm di merenda, un piccolo passo per l'armadillo un grande passo per dyllo.
Quel giorno, Emma mi ha chiesto di stare insieme.
Io per l'emozione mi son pisciato sotto.
Pippi si è pisciata sotto pure lei, per solidarietà.
E allora una cosa tira l'altra e io e Emma ci siamo trovati nella più romantica piscina di piscio del mondo.
Ho detto: lo voglio, e Emma mi ha baciato il dito indice.
"Perché puzzi come la merda, e il tuo alito mi fa vomitare" disse col sorriso più innamorato di tutti i sorrisi innamorati.
Ho urlato, ho gridato, ho strillato, infine me so cagato addosso e Emma mi ha fatto il più splendido dei sorrisi ingialliti, un bel giallo banana come piace a me.
Poi ha scorreggiato. E lì ho capito che l'amavo.
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