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VI.

Alois tornò indietro con non poche difficoltà.

Quell'infausto presagio cosa voleva dire?

Chi era la persona ad averglielo sussurrato?

Per chi era quell'avvertimento in realtà?

Mentre lui usciva dal labirinto, all'interno dell'abitazione, Elizabeth stava ballando con Ciel.

Il maggiordomo nero come la pece li guardava con il solito sorriso sornione dipinto sul viso.

Claude gli si avvicinò.

Per una volta i due demoni condividevano lo stesso obiettivo: eliminare la ragazzina dai capelli color del grano.

Volteggiando sul pavimento lucido, con i vestiti che frusciavano, Ciel prese a fissare il suo maggiordomo.

Le loro lezioni di danza erano mille volte più appassionanti di quel ballo con Elizabeth.

Continuarono per un po', con gli occhi adoranti di Lizzy puntati su Ciel e quelli del conte puntati su Sebastian.

Claude osservava le movenze delicate del signorino, ribollendo.

Perché il suo padroncino non era come Ciel?

Alois finalmente riuscì a tornare nell'enorme salone.

Puntando Claude, lo attraversò senza ripensamenti, arrivando al corridoio che portava alle carrozze.

A passo svelto calpestò i tappeti orientali e prese il suo cappotto, livido di rabbia.

Il maggiordomo entrò di corsa dalla porta, andando nella direzione da cui lui era arrivato.

Lo sentì aprire la porta e gridare:<<Jack dai tacchi a molla ha mietuto un'altra vittima!>>

I suoi occhi si spalancarono per la sorpresa.

Tutti i presenti smisero di danzare e la musica si fermò.

<<White Chapel è sporca del sangue della povera vittima>>continuò l'uomo, scosso da tanta brutalità.

Alois corse alla sua carrozza, ordinando di dirigersi a White Chapel.

Ciel si allontanò da Elizabeth, che cercò di trattenerlo tirandolo per il vestito ma lui, strattonandola, andò verso i due demoni, verso Sebastian.

<<Signorino?>>

<<Andiamo sul luogo Sebastian>>

George Bathory, intanto, cercava di far riprendere il suo maggiordomo.

<<Louver, dove hai sentito queste orribili notizie?>>

<<Ero andato a White Chapel signore e...e...>> non riuscì a terminare la frase, scoppiando in un pianto isterico.

Ciel fece per avvicinarsi ma Sebastian e Claude lo fermarono:<<Non vada! C'è qualcosa di strano in quell'uomo!>>

Il pianto si trasformò in risata, una risata da folle.

<<Ci ucciderà! Ci ucciderà tutti! Tingerà le strade del nostro sangue>>

Poi l'uomo aveva iniziato a tossire un liquido rosso, dal sapore ferroso, e infine aveva sputato una massa informa di colore carminio, finendo a terra privo di vita.

George aveva stretto forte sua figlia, coprendole il viso con il vestito.

Elizabeth, insieme a tutte le altre bambine aveva iniziato a piangere mentre le donne gridavano disgustate.

Erano corsi tutti fuori, terrorizzati da quello spettacolo raccapricciante.

Tutti tranne tre persone.

Ciel, con sguardo schifato si era avvicinato al morto, raccogliendo ciò che aveva rigurgitato.

Era la metà di un libro.

Lo sfogliò ricacciando indietro il conato di vomito provocato dall'odore nauseabondo dell'oggetto.

Non capì neanche una parola a causa della lingua in cui era scritto e del fatto che era ridotto a brandelli, oltre che tagliato a metà.

Nella pozza di sangue accanto al cadavere, vide che l'uomo aveva rigettato anche un'altra cosa: il cuore.

Osservò tutto, non tralasciando un singolo dettaglio, e poi ordinò a Sebastian: <<Andiamo a White Chapel>>

Era uscito dalla stanza, seguito dai due maggiordomi.

Aveva guardato Claude con disprezzo ottenendo una semplice risposta:<<Non so che fine abbia fatto il mio padroncino>>

<<Conte Phantomhive, mi scuso per ciò che è successo. Io davvero...io>> un groppo alla gola gli impedì di terminare la frase.

Una bambina, dai capelli biondi e gli occhi marroni, stringeva forte a sé un peluche, attaccata alla gamba di George.

Ciel non ci fece caso, aveva del lavoro da sbrigare e delle futili presentazioni lo avrebbero rallentato.

<<Io la saluto signor Bathory. È stato un vero piacere>>

Si strinsero la mano come due perfetti gentiluomini:<<La prego torni a trovarmi il prima possibile>>disse lui e Ciel se ne andò, salendo sulla carrozza.

<<Grell>>

Una voce lo chiamò mentre il possessore era avvolto dalla nebbia.

<<Grell>>

Scorse un viso familiare e la figura iniziò ad avvicinarsi.

<<Grell!>>

La donna dai capelli rossi comparve dinnanzi ai suoi occhi e lui si svegliò gridando e sudando.

<<Grell!>> William fissò il rosso, nascondendo la preoccupazione.

Dopo che era svenuto gli incubi lo avevano perseguitato senza sosta.

Lo shinigami dai capelli rossi, stringendo il lenzuolo con mani tremanti, si guardò i polsi con disgusto.

Chiuse gli occhi di scatto, mentre la nausea e il capogiro prendevano il sopravvento.

Rivide quel volto per l'ennesima volta e sorrise forzatamente.

<<Will, sei rimasto qui tutto il tempo? E non è che mi hai fatto cose sconce? Dimmi di sì ti prego. Ti amoooo>> si mise a gridare cercando di abbracciare Spears.

Lui, indignato, scattò in piedi:<<Sutcliff, pensavo stessi male per davvero!>>

Detto ciò aveva aperto la porta:<<Smettila di prendermi in giro!>> poi l'aveva sbattuta camminando furente per il corridoio.

Il sorriso falso di Grell era sparito subito dopo.

Il suo corpo aveva cominciato a tremare, scosso dai singhiozzi, mentre con le mani si toccava nervosamente i polsi.

Si rannicchiò su se stesso, mettendosi sotto le coperte e continuando a piangere.

Le ferite ai polsi gli bruciavano terribilmente.

Agni, ancora sul luogo del delitto, con Soma sporco di sangue e dormiente tra le braccia, vide un ragazzino biondo vestito elegantemente scendere da una carrozza.

Il principe iniziò a sudare e a stringere la mano del servo.

<<Soma>>

<<Principe>>

Si svegliò di soprassalto con davanti Alois che lo guardava con un sopracciglio alzato.

Il biondo fece un sorriso compiaciuto e un piccolo inchino.

<<Piacere, io sono Alois Trancy! Voi avete assistito all'omicidio?>>

Agni agitò furiosamente la testa:<<Era un mostro con un'orribile maschera e dei tacchi a molla! Oh, aveva anche una coda e degli artigli al posto delle mani!>>

Alois fece una piroetta:<<O->> si bloccò:<< Non credo che a Ciel piacerà questa cosa>>

Al nome del giovane Phantomhive, Soma si rianimò.

<<Ciel? Tu conosci Ciel?>>

Il biondo sorrise:<<Diciamo che io mi occupo di...Eliminare ciò che lui si lascia dietro>>

Soma non capì, guardandolo come se fosse un'entità aliena.

<<Cosa vi ricordate del combattimento con Springald?>>

<<Springald?>>

Alois li fissò, aveva inconsciamente usato il nome che gli aveva sussurrato quella persona sconosciuta.

<<Jack>> puntualizzò:<<Usava armi? Gli avete tenuto testa da soli? Perché se n'è andato?>>

Agni prese un respiro profondo:<<In realtà noi siamo intervenuti per soccorrere un tizio dai capelli rossi che stava combattendo contro di lui.
Gli stava tenendo testa, lo aveva anche scaraventato giù per due piani, ma ad un certo punto Jack ha preso il sopravvento trafiggendolo con la sua spada e artigliandolo contro il terreno.
In quel momento lui ha chiamato un certo Will...>>

<<Ed è stato questo Will a fermare Jack?>>

<<No, o almeno non credo.
Dinnanzi a noi si è presentata una creatura incappucciata che poi è scappata all'inseguimento di Jack, che aveva rubato il cadavere con la sua coda.
Poi è arrivato un tizio vestito in modo elegante che ha aiutato il rosso a rialzarsi e che, quando è svenuto, lo ha preso in braccio.
Poi mi perdoni ma sono caduto a terra anche io privo di sensi>>

Alois sorrise: il luogo era pieno di poliziotti che esaminavano macchie di sangue e simili.

Il cadavere ancora non era stato ritrovato:<<Verso che direzione sono scappati?>>

Soma indicò dei tetti e Alois li ringraziò:<<Credo che ci rincrontreremo, in fondo conoscete Ciel>> poi aveva fatto una piroetta e, con i tacchi che sbattevano contro il terreno, aveva iniziato a correre nella direzione indicata dal principe indiano.

Ciel, scendendo dalla carrozza, vide una testolina bionda correre per una stradina.

<<Credo che li ci sia il tuo padrone>> aveva esclamato rivolto a Claude.

Lui si era inchinato, facendo il baciamano a Ciel e si era lanciato all'inseguimento.

Quel piccolo lord...avrebbe fatto di tutto per averlo, o anche solo scambiarlo con quello che aveva adesso.

Vide il sopracitato svoltare l'angolo, immergendosi ancora di più tra le strade malfamate di Londra.

Rallentò la corsa, non davvero desideroso di raggiungere Alois.

Ciel intanto rimaneva a bocca aperta davanti allo spettacolo di un Soma totalmente docile stretto in un abbraccio di Agni.

Con la scusa del trauma provocato da quell'orribile vista, il principe si era fiondato tra le braccia del servo che, ovviamente felice, lo aveva stretto a se.

Ciel li guardava con non poco imbarazzo mentre Agni accarezzava e baciava i capelli di Soma e anche Sebastian sentiva di essere di troppo in quella situazione.

Per un momento, entrambi si chiesero se i capelli dell'altro fossero così morbidi come apparivano.

<<Dunque, perché siete qui?>> esordì Ciel cercando di pensare ad altro.

<<Siamo rimasti coinvolti mentre cercavamo di aiutare un tipo stravagante con i capelli rossi>>

<<Aspettate, aveva anche una motosega?>> domandò il maggiordomo nero.

<<Esatto!>>

Sebastian e Ciel capirono al volo di chi si trattasse.

I due raccontarono al giovane Phantomhive ciò che avevano detto ad Alois.

<<Poco fa anche un biondino tuo conoscente ci ha chiesto queste cose Ciel. Ma che lavoro fate voi due?>>

Ciel non rispose alla loro domanda:<<Andate a casa. Sebastian, vai con loro, i nostri servitori non sono bravi nel loro lavoro e non voglia che la mia casa vada a fuoco di nuovo>>

<<Ma signorino->> cercò di protestare.

<<È un ordine>>

Sebastian si mise una mano sul cuore e fece un piccolo inchino:<< Yes, my lord>>

Chiamò una carrozza e tornò a casa con i due, mentre Agni teneva in braccio Soma.

Lanciò un'ultima occhiata a Ciel e, per un secondo, gli parve di non vederlo più.

Il conte iniziò a camminare nella direzione presa da Claude e Alois.

I vicoli lugubri e bui infondevano poca sicurezza.

Quasi calpestò del vomito di un qualche ubriaco oltrepassando un corpo che, supponeva, essere solo svenuto.

Fissando il terreno andò a sbattere contro una figura alta e familiare.

Claude spalancò gli occhi:<<Come mai è qui da solo?>>

Quasi non gli sembrava vero di avere il piccolo lord tutto per se.

Ciel lo oltrepassò facendogli cenno di seguirlo.

<<Dov'è il tuo padrone?>>

<<Non ne ho idea, stava correndo verso sinistra>>

Svoltarono anche loro l'angolo mentre una vecchia signora chiudeva con forza la finestra della sua casa diroccata.

Alois, dopo aver corso per quasi dieci minuti, si fermò a riprendere fiato.

Davanti agli amici di Ciel si era comportato il più educatamente possibile, cercando di emulare il piccolo lord.

"Se Claude vuole Ciel" aveva pensato:"allora io diventerò come lui"

<<Eheheh>> sentì la risata per l'ennesima volta quella sera.

Ma era diversa, sembrava quasi...una risata malinconica, triste.

La seguì per i vicoli, scendendo scalini e passando attraverso case abbandonate.

Guardò l'orologio al suo polso: l'una di mattina.

Una figura incappucciata gli comparve davanti, una figura alta e snella.

Saltò sopra la testa del biondo e, atterrando aggraziatamente a terra, gli fece segno di seguirlo.

Alois lo fece, arrivando in una piccola piazza.

La figura era ferma al centro, con il viso rivolto verso l'edificio più alto, alle cui sporgenze era appesa...una donna ormai morta.

La parte superiore del corpo era attaccata ad uno strano tessuto dalla forma di coda di pesce.

Le gambe erano sparite, non vi era traccia di loro.

Alois si immobilizzò dinnanzi a quella vista e delle piccole lacrime iniziarono a scendere dai suoi occhi, senza che lui capisse bene perché.

La figura incappucciata posò il corpo della donna a terra, chiudendole gli occhi e disponendo le sue mani sul suo grembo, e prese qualcosa dal suo collo.

Si avvicinò ad Alois, rivelando una mano lattea e liscia sotto le maniche del mantello.

Un odore di cioccolata invase le narici del giovane, di nuovo.

Alois aprì il palmo e la persona vi lasciò cadere un medaglione aperto, con dentro due foto.

Una bambina e un piccolo ritratto di famiglia.

La persona sconosciuta iniziò a cantare una melodia dolce e allo stesso tempo triste mentre Alois non smetteva di piangere.

<<Quella persona sigh>> tirò sù col naso:<<Anche quella persona...era piena di amore! Era amata da tutti e...ed è morta così! Senza neanche dire addio ai suoi cari>> si piegò in due, stringendosi il medaglione al petto.

<<Anche Ciel, tanto scontroso, ha degli amici che gli vogliono bene.
Anche Claude lo preferisce a me.
Io, invece, non ho amore, non so cosa sia l'amore!>> continuò a piangere e la figura a cantare.

Claude e Ciel sentirono una dolce melodia arrivare da una piazzetta.

Camminando lentamente Claude non smise un solo secondo di fissare il conte.

Lui era così perfetto, così bello, fragile, aggrazziato, educato.

Alois invece...Claude rabbrividì al ricordo del suo padrone.

Perché Alois si ostinava a desiderarlo così tanto?

Lui non lo amava: lui era un demone e i demoni non si innamorano.

Mai.

Però Ciel...per Ciel anche il suo cuore morto e marcio batteva ad un ritmo differente dal solito.

Ciel di sicuro non avrebbe mai cercato il contatto fisico con lui, come invece faceva il biondo.

Ciel non avrebbe fatto stupide piroette solo per attirare la sua attenzione.

Ciel non si sarebbe comportato da bambino viziato.

Ciel non avrebbe avuto continui sbalzi d'umore

Ciel non avrebbe pianto continuamente e falsamen-

Un pianto strozzato dai continui singhiozzi giunse alle orecchie dei due.

Arrivarono finalmente alla piazza, trovando Alois in lacrime vicino al corpo del cadavere.

Da solo.

Claude sbuffò: perché diavolo era così capriccioso quel moccioso?

Si avvicinò al ragazzino e gli posò una mano inguantata sopra la spalla scossa dai singhiozzi:<<Signorino?>>

Alois lo guardò con le sue grandi pozze azzurre in subbuglio e scacciò quel contatto.

Perché Claude era arrivato con Ciel?

Perché non riusciva a toglierselo dalla testa una volta per tutte?

Perché era sempre lui a dover elemosinare amore?

Quella donna, sicuramente, non aveva sofferto come lui, eppure aveva tutto l'affetto che le serviva.

Una figlia, un marito...perché Alois invece non aveva niente?

Si alzò con le ultime lacrime che scendevano, il medaglione stretto nella mano, e guardò Claude con occhi vuoti:<<Da adesso in poi, non osare toccarmi mai più>>

Aveva esordito con tono velenoso e le membra del maggiordomo si erano infiammate.

Davvero quello era il suo padrone? Lo stesso che faceva le pose più bizzarre pur di farsi guardare da lui? Lo stesso che usava termini che non si addicevano ad un nobile?

Si inchinò:<<Yes, your highness>>

Il sangue di Claude si gelò nelle sue vene.

Era ad un soffio dal suo padrone, volendo avrebbe potuto toccarlo, o anche distruggerlo, eppure...il simbolo del contratto non si era illuminato.

Anzi, forse si era oscurato.

**Spazio pazzoidi in libertà (vigilata)**
Ci tengo a precisare che se ripeto spesso "i demoni non si innamorano etc." Un motivo c'è :D

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