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III.

Il giorno dopo l'arrivo a Londra, il conte iniziò a svolgere i suoi compiti di cane da guardia della regina.

Camminando per le affollate strade londinesi imboccò un vicolo dove il degrado si faceva sentire allo stesso livello della periferia.

Schiarendosi la voce parlò al fido maggiordomo:<<Sebastian, hai raccolto informazioni su questo G. Bathory?>>

Il demone annuì prendendo un foglietto dalla tasca interna del suo cappotto:<< George Bathory: ricco imprenditore ungherese che si è trasferito in Inghilterra da circa due mesi al fine di ampliare i propri traffici commerciali.
La sua industria dovrebbe occuparsi di vasellame, o almeno questa è la facciata, si mormora abbia degli affari loschi con gente poco raccomandabile.
Ha rilasciato numerose interviste per un'importante giornale che si occupa principalmente di economia>>

Il giovane lord scese velocemente una piccola scalinata mentre il maggiordomo riponeva il foglietto nella tasca.

Sbuffando, i due si fermarono davanti ad una porta decorata in modo stravagante.

Con l'impellente voglia di fuggire, Ciel aprì la porta, che cigolò, entrando nel locale.

La stanza, macabra e sporca, fece raggelare Ciel e Sebastian.

L'odore di muffa e decomposizione appestava l'aria rendendola irrespirabile.

Numerosi teschi erano disposti sulle mensole sporche di polvere mentre delle candele rosse illuminavano la stanza.

Bare nere e lucide si trovavano sul pavimento pieno di escrementi di topo e di interiora.

<<Conte!>> esclamò, uscendo da una delle tante bare, il pazzo dai capelli argentei e gli occhi celati da questi ultimi.

Il piccolo Phantomhive balzò sul posto mentre Sebastian si preparava a colpire.

<<Hihihi, qual buon vento la porta qui conte? Forse le vittime di Spring-heeled Jack?>>

<<Non ho tempo da perdere con le tue sciocchezze Undertaker>> dichiarò solenne il bocchan togliendosi il mantello azzurro con un movimento fluido del braccio.

<<Sebastian, vai fuori>>

Il maggiordomo fece come gli era stato ordinato, uscendo da quel tugurio.

Dall'esterno, il demone udì solo dei vaghi urli e dei confusi rumori che però bastarono a far tremare l'edificio.

Più volte la voglia di entrare e malmenare Undertaker si fece viva in lui, venendo scacciata dalla sua mente fredda.

Quando ebbe il permesso di rientrare, ad accoglierlo trovò un signorino accaldato, ansimante e con i capelli scompigliati e un Undertaker piegato in due dalle risate.

Le gote del signorino erano rosse e a Sebastian miriadi di pensieri invasero la testa a quella vista.

Si leccò le labbra pensando a ciò che avrebbe potuto fare al suo bocchan.

Concentrandosi sulle parole del becchino, tutte quelle fantasie sparirono, fortunatamente.

<<Hihihi, sei davvero esilarante conte hihihi>> l'uomo si asciugò una lacrima causata dalla troppa ilarità e riprese il suo discorso.

<<Le vittime sono tutte donne, sui trent'anni, sposate e con figli.
Sono tutte state ritrovate per dei vicoli bui e deserti.
In un primo momento si potrebbe pensare che la causa della morte siano i numerosi tagli sul corpo ma in realtà,>> aprì una bara a caso contente il corpo di una bellissima donna con il viso sfigurato:<<la causa è un'altra: il cuore viene loro strappato.
O meglio,>> riflettè il becchino:<<glielo hanno estratto. Infatti non ci sono dei tagli troppo profondi sul petto, ma il cuore risulta assente in ogni caso>>

Con sguardo impassibile il piccolo lord chiese:<<E allora come ha fatto ad estrarlo?>>

<<Non saprei conte hihihi>>
Undertaker richiuse la bara e ne aprì un'altra:<<Però conte, questa donna qui non l'ha toccata>>

All'interno della cassa da morto giaceva una donna dalla bellezza stupefacente.

La pelle pallida e perfetta, le ciglia lunghe e nere, le mani delicate intrecciate sul proprio grembo, un seno non troppo prosperoso ma reso evidente da una generosa scollatura, i lunghi capelli dal colore del miele ad incorniciarle il viso.

<<È bellissima>> si ritrovò ad ammettere Ciel senza neanche rendersene conto.

Sembrava quasi che stesse dormendo la ragazza, tanto era aggrazziata nella morte.

Sebastian alla sua affermazione lo guardò scandalizzato.

Osservò con più attenzione il cadavere ma non riuscì a trovare quella bellezza decantata dal suo padroncino.

Una punta di fastidio si fece largo in lui mentre Ciel non distoglieva gli occhi da quella creatura.

<<Da quanto vanno avanti queste barbarie?>> Il giovane Phantomhive avvicinò una mano inguantata alla bara, desiderando sfiorare la guancia della defunta.

Sebastian capì le intenzioni del signorino e, senza neanche accorgersene, scattò.

Gli afferrò il polso con occhi sbarrati per il suo stesso comportamento.

Ciel gli mandò un'occhiata piena di rabbia e...stupore?

Sì, lo stesso stupore che anche il piccolo lesse negli occhi del demone.

La presa si allentò mentre il maggiordomo cercava di giustificarsi con quel suo solito tono tranquillo:<<È un cadavere signorino, meglio non toccarlo>>

Undertaker guardava la scena divertito:<<Hihihi, questi omicidi sono iniziati circa un mese fa>>

<<Cosa si sa dell'assassino?>>

<<Hihihi, si racconta che abbia degli eeeeenormi tacchi a molla che gli permettono di saltare dal marciapiede alla cima di un'abitazione con un sol balzo>>

<<Mh. Undertaker, cosa sai di un certo George Bathory?>>

<<Il tipo nuovo venuto dall'Ungheria? Che è sexy. Solo questo>>

Il conte prese in mano il suo elegante bastone, pronto a darlo in testa al becchino.

<<Parlavamo di Jack dai tacchi a molla>>ricordò  Sebastian:<<Sai altro su di lui?>>

<<Hihihi, per informazioni che non riguardano i cadaveri dovresti chiedere a Mother Goose>>

<<Chi?>> domandò alzando un sopracciglio il conte.

<<Hihihi, la strega che vive a White Chapel. Lei sa tutto>> si rimise dentro la sua bara:<<Forse potrebbe sapere qualcosa anche su George Bathory>>detto ciò si era chiuso dentro la cassa da morto.

<<Undertaker, non ho finito!>>sbraitò Ciel.

I due uscirono da quel posto lugubre e dalla stradina buia e sporca per immergersi nuovamente nelle strade trafficate di Londra.

<<Ci manca solo una strega adesso>> ironizzò il piccolo lord al limite della sopportazione.

Tornati a casa, Soma aveva consegnato a Ciel una nuova missiva al cui interno vi erano sette biglietti per uno spettacolo teatrale.

La rappresentazione della tragedia greca di Antigone avrà luogo in data xx a partire dalle ore 20:00.
Siete tutti invitati.

Il conte riflettè fissando a lungo i sette biglietti.

Perché sette quando loro erano otto?

Perché due inviti così ravvicinati?

Chi gli aveva mandato quei biglietti?

Con enorme dubbio si diresse in camera seguito a ruota dal maggiordomo che iniziò a spogliarlo.

Sebastian gli tolse le scarpe iniziando a sbottonare il suo soprabito.

Dopo averlo tolto passò alla camicia, sfilandola con una lentezza che fece trasalire Ciel.

Lo stretto contatto con il demone, il suo respiro sulla pelle scoperta, il conte sentiva di star impazzendo mentre le sue gote si tingevano di rosso.

Chiuse entrambi gli occhi e serrò le labbra tremolanti mentre Sebastian tentava di concentrarsi sul suo lavoro.

Il signorino fremeva sotto il tocco della sua mano.

Sebastian si sentì a disagio una volta che il signorino fu totalmente nudo.

Desiderava così tanto toccarlo.

Affrettandosi nel prepararlo per la festa focalizzò tutta la sua attenzione sui gatti che aveva alla tenuta.

Ciel, intanto, pregava che quel momento di imbarazzo passasse in fretta.

Aprì gli occhi trovando lo sguardo di Sebastian fisso sul suo corpo nudo e i battiti del suo cuore accellerarono.

Mentre il maggiordomo gli stava asciugando i fianchi, un brivido gli percorse la schiena.

Serrò le labbra mentre il demone alzava gli occhi rubino verso i suoi.

Le iridi del lord stregarono Sebastian tanto da distoglierlo dal suo lavoro, come mai nessuno aveva fatto prima.

Le sue mani si fermarono mentre Ciel sbatteva nervosamente le lunghe ciglia.

Rimasero così per un lasso di tempo incalcolabile, mentre l'uno non osava toccare l'altro.

Come se quell'ipotetico contatto avesse potuto marchiare tutti e due irrimediabilmente.

Così, respingendo entrambi quel qualcosa che li univa, che avrebbe potuto unirli anzi, Ciel finì di vestirsi e poi uscì, accompagnato come sempre dal suo fido maggiordomo, diretto all'abitazione di George Bathory.

Giorni mancanti alla rappresentazione teatrale: 20


**Spazio pazzoidi in libertà (vigilata)**
Ditemi cosa ne pensate che se commentate non mi offendo😂😂

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