Qualcosa di nuovo
Ultimamente, Mary si comportava in modo strano: sembrava essere un po' timida quando stava con me, e le ore che passavamo insieme senza fare sesso erano aumentare. E devo dire che, stavo impazzendo. Mary era come la mia droga, non riuscivo davvero a farne a meno. A volte dovevo tornare a casa, chiudermi nella mia camera e masturbarmi fino allo sfinimento, perché non facevo sesso con lei. Ma non serviva a molto.
Eh, sì. Bella merda.
Anche se devo ammettere che mi piaceva passare del tempo con lei, come se fossimo veri amici; fare passeggiate, guardare un film, raccontarci l'uno dell'altra...
All'intervallo, appena la vidi, il fiato se ne andò d'un tratto e mi diventò duro all'istante. Fu come vederla camminare a rallentatore: i capelli mossi e scuri che andavano contro vento -ma nemmeno c'era vento a scuola!-, le gambe coperte da un jeans nero e la camicia rossa che accentuava le sue incredibili tette.
Dio, cosa le farei...
Guardò un tizio, probabilmente di quarta, e si passò la mano tra i capelli, mentre lui le sbavava addosso e le guardava il culo.
Ti cavo gli occhi, bastardo!
Ad un altro, un vecchio compagno di classe, gli si aggrappò al collo e lo baciò sulla guancia. Quando lei si separò, lui la mantenne circondata con le braccia e le si avvicinò fin troppo con il viso.
FIGLIO DI PUTTANA!
Fortunatamente per tutti e due, lei girò la testa di lato e, con una risatina, cercò si scostarsi a lui mentre questo aveva la faccia incollata al suo collo.
Te la spacco in mille pezzi...
-Marc! -Sentii una voce squillante. Perché proprio adesso?- Come stai, tesoruccio?
-Incazzato nero- Risposi, senza nemmeno guardarla. Quella ragazza incominciavo a non sopportarla più. Ad ogni intervallo veniva da me -sicuramente si sarà scritta l'orario delle mie lezioni sul suo diario- ed incominciava a parlare, parlare e parlare fino a quando in incontravo Mary e scappavo via.
Come se me ne importasse qualcosa ciò che dici.
-Ieri sono andata dal parrucchiere. Ti piacciono i miei capelli?- Mi chiese, ma io continuavo a guardare Mary, che era circondata da milioni di ragazzi.
Cosa cazzo crede di fare?!
Lucy, che se ne stava con le cuffiette contro il termosifone accanto al bagno delle ragazze, incontrò il mio sguardo e alzò gli occhi al cielo, prima di tornare a guardare Mary.
Per la prima volta, guardai Nancy e le dissi:
-Sì, mi piacciono i tuoi capelli.
Fanno cagare. Chi diavolo ti ha fatto quella tinta?
-E, ora che ti guardo meglio, devo dire che non sei niente male.
Hai le cosce troppo grosse.
-E hai un viso bellissimo- Finii dolcemente.
Hai i baffi, con tutto questo trucco ti verranno le rughe e hai la faccia di un cavallo.
Vidi i suoi occhi brillare un attimo, poi mi si aggrappò al collo. La misi contro il muro ed incominciai a parlare molto vicino al suo viso, dicendole quanto trovavo attraenti le sue mani smaltate e facendole i complimenti sulle sue abilità nel truccarsi. Poi, sentii una mano buttarsi sulla mia spalla e la voce di Mary dire:
-Che diavolo stai facendo!?
Oh, lo hai voluto tu, piccola.
-Senti, carina -S'intromise Nancy- Vedi di andartene. Lui sta con me.
-Ah! -Rise drammaticamente Mary- Mi dispiace dirtelo, ma prima di poter stare con qualcuno dovresti farti i baffi, andare da un buon parrucchiere e levarti tutto quel trucco da sgualdrina.
Questa è la mia ragazza!
-E tu -Enfatizzò rivolgendosi a me- Tra poco farai tutt'altro che ridere.
Mi prese per il polso e mi trascinò via. Non so perchè, ma improvvisamente dentro di me si accese un campanellino d'allarme.
-Cosa credevi di fare!? -Strillò dentro al solito bagno- Mi vuoi far passare per una puttana!?
-Beh, di certo non sei stata da meno con tutti quei ragazzi che ti guardavano le tette e il culo.
-Fottiti!
-Vorrei lo facessi tu- Dissi, alzando un sopracciglio. L'unico rumore in quella stanza stretta erano i suoi affanni.
Perchè se la prende tanto? Non sarà mica che...
Improvvisamente, mi spinse contro il muro ed incominciò a baciarmi. Mentre mi apriva la cintura, incominciò a scendere lungo il collo, leccandolo e mordendolo. Una sua mano andò ai miei capelli per tirarli, mentre l'altra s'infilò dentro i miei pantaloni per farlo diventare duro, cosa per la quale non ci volle molto.
Grazie, amico mio, tu sì che mi aiuti....
Mary s'inginocchiò, fece uscire il mio cazzo e se lo infilò dritto in gola. Senza esitare nemmeno per un istante, la sua bocca incominciò a succhiare, la sua lingua a leccare e la sua testa fare avanti e indietro. Stava cercando di dirmi qualcosa, e non solo di farmi venire alla grande. Ad ogni spinta sentivo la punta del mio cazzo in fondo alla sua gola stretta e, Dio, era fottutamente bello. Così tanto piacevole da farlo diventare doloroso. La presi per i capelli ed incominciai a spingerla più a me, e fu così ancora, ancora e un'altra volta ancora. Mi mordevo la lingua per non gemere, ma la verità è che avrei voluto gridare, schiaffeggiarla col mio cazzo e venirle in faccia.
Ah, se potessi, Mary, in questo momento te la sfonderei a morsi.
-Cazzo, Mary!- Esclamai e, con un'ultima spinta, venni.
Mentre cercavo di recuperare il fiato, lei continuava a succhiare ed ingoiare. Si rialzò con il mento bagnato e, con la mano, si pulì la bocca sporca del mio sperma.
-Quella non ti farà mai un pompino così- Affermò.
Lo sappiamo tutti e due, il mio cazzo ed io.
Solo dopo che uscì sbattendo la porta, mi accorsi che aveva gli occhi rossi e le guance bagnate.
Cazzo!
-Senti, Mary, mi dispiace per stamattina... ma non so cosa mi sia successo, è che, vederti con tutti quei ragazzi addosso... non so...- Mi grattai la nuca, abbassando lo sguardo, imbarazzato. Sentivo i suoi occhi continuare a guardarmi da sotto il cornicione della porta del suo appartamento.
-Vieni dentro- Mi disse lievemente, scostandosi. La ringraziai con lo sguardo ed entrai. Quando chiuse la porta, le sue mani mi strinsero le spalle e mi girarono. Si mise in punta di piedi per far combaciare la fronte con la mia. Fece un respiro profondo ed io, non appena chiuse gli occhi, avvicinai le mie labbra alle sue. Le tira i giù i pantaloni insieme alle mutandine, si mise seduta sul tavolo e allargò le gambe, con le braccia appoggiate sul torso. Mi abbassai e lei mise le piante dei piedi sul tavolo per alzare le ginocchia. Lentamente, incominciai a leccare la sua vagina, a succhiarle il clitoride e a giocarci con la lingua, mentre lei gemeva timida di puro gusto. Guardai il suo torso dimenarsi mentre le tenevo aperte le gambe poi si tirò via la maglietta e mi disse:
-Ho bisogno di te...
C'era qualcosa di diverso in tutto quello. C'era qualcosa di... dolce.
Mi separai da lei, le presi la mano per aiutarla a mettersi seduta e lei si alzò, si girò, e si appoggiò sul tavolo. Mi spogliai a tutta velocità e stimolai un attimo il mio cazzo prima di farlo entrate tutto dentro di lei. Tutti e due rimanemmo senza fiato. Con una mano appoggiata sul tavolo ed una stretta al suo fianco, incominciai a muovermi velocemente. Poi lei si alzò sui gomiti, girò la testa di lato e disse debolmente:
-Vai piano.
Ed io, un po' frustrato, rallentai. Chinò di nuovo la testa, poi incominciò a negare.
-Andiamo in camera.
Dio Santo, cosa le prende?
Contro voglia, uscii da lei, che mi prese per mano e mi portò in camera sua.
Mi distese sul letto e presto mi seguì, mettendosi a cavalcioni sulle mie anche. Volli entrare, ma lei si tese e appoggiò di nuovo la fronte sulla mia, ad occhi chiusi.
-Cosa c'è, Mary?
-Vorrei chiederti una cosa -Le accarezzai la schiena e le venne la pelle d'oca- Ma ho paura di farlo.
-Perchè?
-Perchè ho paura della tua risposta. Ho paura che la prenderesti a male...- Infilai una mano tra i suoi capelli e la spinsi verso il mio viso per poterla lentamente baciare.
-Dimmelo.
Lei non mi rispose. Semplicemente, fece combaciare il torso con il mio e mi abbracciò, appoggiando la testa sul mio petto. Io continuai ad accarezzarla mentre il mio cazzo continuava a palpitare e tremare contro la sua intimità. Avvicinò la bocca al mio orecchio e disse:
-Vorrei che facessimo l'amore...- Disse con voce spezzata. Ricordo che ebbi una stretta al cuore.
Io non so fare l'amore...
La tenni stretta e mi girai, cosicché lei potesse stare sotto ed io sopra.
-Beh, io non ho mai fatto l'amore e... -Feci un respiro profondo- ci posso provare.
In fin dei conti, nemmeno lei lo ha mai fatto, no?
Mi abbassai per baciarla e, mentre la mia lingua entrava nella sua bocca, il mio pene entrava nella sua stretta vagina. Lentamente, insieme ci muovemmo, baciandoci ad occhi chiusi, accarezzandoci, stringendoci, sfiorandoci, mordendoci.
Le succhiai i capezzoli, mentre lei inarcava la schiena, mi stringeva i capelli con le mani e i fianchi con le gambe.
-È... È bellissimo- Sussurrò.
Aveva ragione. Era bellissimo, come più intenso, più doloroso, più piacevole, più lento, più tutto.
-Io non ce la faccio più- Le dissi.
-Ci sono quasi.
Mantenni le sue anche alzate e spinsi più a fondo e un po' più veloce. Lei si mise in bocca due dita, le fece uscire con un rumore che mi eccitò fortemente e le guidò nella sua intimità. Insieme abbassammo la testa e sentii come faceva entrare le dita nella sua vagina, per poi farle uscire e accarezzarsi lentamente il clitoride in circoli. Mi strinse di più le anche, i suoi muscoli si contrassero un paio di volte e poi venne. E mi portò con sé. La guardai in volto, gli occhi serrati, la bocca semi aperta dalla quale uscivano mugolii di piacevole dolore... e qualcosa di bellissimo riempì il mio cuore.
Caddi sulla sua schiena sudata, con il fiatone e la mano che le massaggiava ancora il clitoride. Feci qualche respiro profondo e mi girai per sdraiarmi sul letto e non schiacciare Mary.
-Non facciamolo più. Mi stava per venire un crampo- Si lamentò.
-Però è stato fantastico- Esclamai soddisfatto.
-Si, si, vabbeh... -Si volle girare, ma improvvisamente scomparve dal letto- Ay!
Mi sporsi per guardare in basso, dove c'era Mary distesa sul pavimento.
-Guarda che si sta più comodi sul letto- La presi in giro, eppure l'aiutati ad alzarsi.
-Se me ne lasci un po', posso provare a confermarlo anch'io.
-Scusa- Risi. Rimanemmo sdraiati senza dire una parola.
È bello stare con lei.
Poi Mary disse:
-E se ci mettessimo insieme?
Girai la testa verso di lei e lei fece la stessa cosa.
-Così, come se nulla fosse?
-Sì. Ormai condividiamo tutto e poi... io sto bene con te. Sei l'unico ragazzo che non mi vuole solo perchè sono una malata di sesso... -La sua espressione cambiò all'istante- O sbaglio?
-No, no, Mary, non sbagli assolutamente e non vorrei mai che tu lo pensassi. Cioè, all'inizio era così, però poi ci siamo conosciuti e ho imparato ad apprezzati davvero per come sei.
-Grazie.
-Ma, tornando al discorso di prima, non vorresti nulla di sdolcinato, o che te lo chieda io e cose così?
-No. Io odio San Valentino.
Grazie a Dio!
-Bene, allora festeggiamo- Dissi, aprendole le gambe e infilandomi tra di esse.
-No, ti prego, è la quarta volta che lo facciamo. Domani non riuscirò a camminare!
-Vorrà dire che resteremo a letto. E anche il giorno dopo, e quello dopo ancora- Sussurrai vicino alle sue labbra, ed entrai dentro di lei con un sospiro. Rimanemmo in silenzio per qualche minuto, fino a quando Mary parlò di nuovo.
-Comunque, anch'io all'inizio ero interessata a te solo per il tuo aspetto -Mi allontanai da lei per guardarla in viso, con le sopracciglia alzate- Non guardarmi così. Le tue braccia sono così forti da eccitarmi. E hai un certo culo che, Dio, quando cammini mi piace stare dietro per guardartelo. E, se avessi un pene, non esiterei nemmeno un attimo, fidati.
-Okay, ora però mi preoccupi un po'. Ma quanto cazzo sei sconcia. Però, se mi tenti, posso prendere il tuo bel culetto.
Distolse lo sguardo dal mio, arrossendo.
-N-Non dovevamo scopare?
-Tu scopa pure. Io ti faccio l'amore.
FINE
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