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009

Yoongi entrò nella scuola, stessa routine di tutti i giorni. Mise le borse nel suo armadietto e si diresse verso la biblioteca.

Entrò e si sedette ad uno dei tavoli che erano nella stanza, stava per mettersi gli auricolari quando sentì una risatina familiare.

Yoongi si voltò per vedere da dove arrivava, quando capì che era dall'altra parte della libreria, si alzò dal tavolo e sbirciò attraverso i libri.

"Bel lavoro Jimin." Il ragazzo sconosciuto seduto con Jimin gli diede una pacca sulla schiena facendolo sorridere.

"Stai lentamente migliorando sulla tua ortografia." Yoongi congelò quando si rese conto di quello che stava succedendo, qualcun altro stava aiutando Jimin con l'ortografia.

Yoongi guardò come i due si sorrisero e parlarono, si morse il labbro e si allontanò. Sapeva che non doveva essere arrabbiato, non aveva alcun motivo per esserlo. Ma Jimin avrebbe dovuto farsi aiutare da lui, non da qualche altro ragazzo.

Lasciò la biblioteca ed andò nello spogliatoio dei ragazzi, non c'era nessuno oltre che lui.

Yoongi gettò lo zaino a terra e si passò una mano tra i capelli, "Smettila di essere così gay, cos'hai di sbagliato."

Prese lo zaino e cercò dentro fino a quando trovò il suo libro di testi e cominciò a scrivere furiosamente tutte le emozioni che stava provando.

La prima campanella suonò e Yoongi si precipitò fuori andando alla sua prima classe, purtroppo era quella di lingua.

"Hey, Yoongi." Jimin sorrise ampiamente a Yoongi, tutto ciò che ricevette fu un cenno.

Jimin abbassò lo sguardo sul banco, immaginò che Yoongi fosse arrabbiato perché gli aveva urlato contro così pensò che fosse meglio scusarsi.

"Yoongi, mi dispiace per averti urlato contro ieri." Yoongi alzò lo sguardo, facendo contatto visivo.

"Fa niente." Yoongi era ancora arrabbiato, ma doveva nasconderlo, doveva solo essere il solito coglione.

"Quindi, vuoi farmi il quiz sulle parole?" Jimin diede a Yoongi il suo foglio di riferimento, "Credo di essere pronto."

Yoongi guardò il foglio e sospirò, "Va bene, prendi un foglio e scrivi le parole che dico."

Un paio di minuti più tardi, l'ultima parola fu detta e scritta e prima che Jimin potesse reagire, Yoongi gli strappò il foglio dal banco.

Yoongi lesse, ogni parola corretta lo rese più arrabbiato perché tutto quello che riusciva a pensare era l'altro ragazzo che lo aiutava.

"Ne hai fatto diciassette giuste." Jimin sorrise e fece un balletto emozionato nel banco.

"Quindi quando potrò avere delle parole nuove?" Yoongi guardò Jimin, completamente arrabbiato a quel punto.

"Quando lo dico io. Ho della merda da fare, lo sai." Jimin perse il sorriso e crollò di nuovo sulla sedia.

Jimin non sapeva perché Yoongi si stava comportando in quel modo, aveva pensato che Yoongi sarebbe stato più carino se avesse fatto le parole giuste. Entrambi decisero di non parlare per il resto della lezione.

Jimin fece irruzione nella stanza dello studio con un Hoseok preoccupato a seguirlo.

"Jimin cosa succede?" Hoseok rimase lì a guardare Jimin che faceva avanti e indietro per la stanza.

"Devo dimenticare Yoongi! Non so come!" Hoseok ridacchiò un po', catturando l'attenzione di Jimin.

"Cosa c'è di così divertente?" Hoseok sorrise mentre aprì la musica ad un volume basso e ballò verso Jimin.

"Balla la tua frustrazione, perché hai una lunga strada davanti a te." Jimin guardò Hoseok uscire dalla stanza lasciandolo da solo con la musica.

Jimin si passò una mano tra i capelli e alzò il volume, incominciando a ballare. Chiuse gli occhi e lasciò prendere il controllo alla musica, liberando tutta la sua energia.

Un paio di ore più tardi, Jimin era un pasticcio stanco e sudato. Si stava asciugando il viso mentre lasciava la stanza, quando si voltò per chiudere la porta, vide un foglio con attaccati dei biglietti.

Prendi il tuo coniglietto e andate a questo concerto così potrai distrarti da tutta questa merda ormonale.

~J-Hope

Jimin sorrise tra sé e tolse i biglietti, per poi guardarli.

"Suga?"

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