CAPITOLO 24
Quando Spartan è ormai vicino a me, prendo il libro e gli dò due pacche sul collo. L'ho appena guardato, non può essere che sia già apparso qualcosa di nuovo. Lo apro e noto che Mike e Sally mi guardano in modo strano, ma li lascio perdere. C'è un nuovo disegno! Un cavallo alato legato ad un albero, e degli esseri che la frustano. Charme!!!
<<Devo andare. Subito!>> dico chiudendo il libro.
<<Hei ma...io ho sentito parlare di questo libro>>dice Sally, leggendo la copertina<<Ho letto qualcosa a riguardo: se non ricordo male diceva che esistevano solo due libri di questo genere. Sono legati tra loro, e quello che viene scritto su uno, appare anche sull'altro. Ma...qui non c'è scritto nulla>>.
Quindi la contessa ha l'altro libro, e questo è ovvio, ma come la spiego la filastrocca iniziale?
<<Sally, appaiono anche delle scritte che...danno degli indizi?>> dico, tentando di rimanere sul vago.
<<Si. Il libro avvisa il possessore del suo gemello nel caso fosse in mani sbagliate. E appaiono anche dei disegni che aiutano a ritrovarlo, così da riunirli. Perché tante domande?>>
<<Devo partire, subito!!!>> dico alzandomi di scatto <<Sally, prenditi cura di Spartan e di Piccadilli, mi raccomando>>. Volgo lo sguardo verso Mike. Mi guarda preoccupato. Poi mi porge un arco che aveva lasciato vicino alla poltrona e mi prende di nuovo la mano, dando nuovamente un bacio. Salgo in camera a prendere lo zaino e ci iniflo il libro. Lo metto in spalla, ritorno all'ingresso e abbraccio Sally.
<<Ciao, piccolo>> dico malinconica, abbracciando Spartan <<Fai il bravo. E resta in paddock>>. Afferro l'arco ed esco dal castello. Mi guardo per un attimo indietro. Chissà se li rivedrò mai più. Tutto è iniziato con un sogno. E ora mi sembra di essere in uno di quei libri fantasy che mi piace tanto leggere. Chissà dove sarei adesso se non avessi incontrato Spartan. Probabilmente sarei arrabbiata nera con mia madre perché non mi ha mai permesso di salire a cavallo, ma puntualmente io mi sarei arresa. E avrei perso le meravigliose emozioni che provo stando in groppa a Spartan. Eccomi, all'inizio del bosco. Lo attraverso tenendo gli occhi aperti e le orecchie drizzate. L'arco in mano, una freccia già pronta ad essere scagliata in caso di pericolo. Mentre cammino cerco di organizzare un piano. La contessa non sa che conosco il suo segreto, quindi userò questa cosa a mio favore. Le chiederò di ospitarmi per qualche giorno e di notte, quando nessuno è in giro, sgattaiolerò fuori dalla mia stanza e andrò a cercare i miei amici. Forse dovrei ideare un piano B, dato che questo è il più banale e stupido che mi sia mai venuto in mente. La contessa non lascerà mai il castello incustodito sapendo che i suoi prigionieri potrebbero essere trovati. Un movimento tra gli alberi mi distoglie dai miei pensieri. Sono quasi vicino al burrone, manca poco. Qualcuno mi sta seguendo. Tiro la corda dell'arco, pronta a lanciare la freccia. Mi metto a correre. Devo arrivare sull'altra sponda. Corro più veloce che posso, sempre con l'arco in mano. Un'enorme figura sbuca dagli alberi e si ferma davanti a me. Sto per lanciare la freccia, ma faccio appena in tempo a spostare la direzione quando mi accorgo di chi si tratta.
<<Spartan? Cosa ci fai qui?>>dico, avvicinandomi al cavallo e accarezzandolo sul muso. Lui nitrisce e fa su e giù con la testa, poi si abbassa in un inchino in modo che possa salire sulla sua groppa. Una volta su, lo sprono al galoppo e prendiamo la rincorsa per saltare il burrone. Uno, due, tre...ecco che stacchiamo da terra, e spuntano di nuovo le ali. Stavolta non ho paura, anzi. È stupendo poter volare! E noto che anche a Spartan piace. Sembra quasi che i suoi occhi ridano! Quando atterriamo gli butto le braccia al collo e lo abbraccio, poi proseguiamo sul nostro cammino al trotto. Quando arriviamo vicino al castello della regina, faccio nascondere Spartan dietro un albero.
<<Spartan, non muoverti da qui fino a quando non torno io. E non disubbidire. Chiaro?>>. Spartan sbuffa e abbassa il collo. Gli dò un ultimo abbraccio e vado al castello. Le guardie mi riconoscono e mi lasciano passare.
<<Posso aiutarla?>> mi chiede una fata sulla trentina d'anni. Deve avere il turno di notte, suppongo.
<<Si. Dove posso trovare la contessa?>> le chiedo gentilmente.
<<Mi scusi, ma dovrei sapere chi è lei. La contessa la stava aspettando?>>
<<Principessa!>> una voce proviene da dietro di me, e mi fa gelare il sangue.
<<Mi scusi>> dice la fata, inchinandosi, e ci lascia da sole.
La contessa mi conduce nella stanza del tè, e io mi accomodo sulla poltrona di fiori. Lei si siede di fronte a me.
<<Allora? Cosa ti porta qui?>> mi domanda.
<<Volevo parlarle della mia idea per sconfiggere gli Scrunch, ma...se non le dispiace vorrei riposare, vede è notte...mi spiace di averla disturbata a quest'ora>>
<<Ma no, non preoccuparti. Non stavo dormendo. Ti accompagno nella stanza degli ospiti. Prego, seguimi>> e così dicendo si avvia lungo un corridoio, sale un'ampia scalinata e mi conduce fino a una porta verde rubino.
<<Ecco. Potrai dormire qui. Per qualsiasi cosa chiama pure>>
<<Grazie, contessa>> dico. Entro nella camera e alla parete di fronte è accostato il muro. Sulla sinistra c'è un enorme armadio, affiancato da una finestra abbastanza grande. A destra il bagno. Mi butto sul letto e cerco di svuotare la mente. Non ci riesco. Ogni pensiero ora è rivolto a loro. A Spartan, a Trouble e Maia, a Calypso e Alyscia. A Charme. Cosa le staranno facendo? E dove saranno gli altri? Spartan è rimasto tra gli alberi o l'avranno trovato? Non ce la faccio ad aspettare ancora. Devo uscire subito. Mi precipito verso la porta e giro il pomello per aprirla, ma...è chiusa!!! Oh no! Guardo verso la finestra...cosa posso fare? Aspetta un attimo... La finestra! Vado verso di essa e apro le ante. C'è un albero a meno di un metro, e uno dei rami è abbastanza vicino al cornicione. Ci salgo e mi preparo a saltare. Spicco un balzo e atterro sul ramo, ma è troppo esile e si spezza. Sto precipitando. Cerco di aggrapparmi a qualche altro ramo durante la caduta, ma niente da fare. Atterro su qualcosa di morbido, più o meno. Si muove, e riconoscerei i suoi movimenti ovunque.
<<Spartan! Mi hai salvata!>> esclamo, sedendomi bene sulla sua groppa <<Ma mi hai disubbidito. Per stavolta ti perdono. Ma la prossima no, intesi?>>. Lui sbuffa e io rido. Trottiamo ancora un po' tra gli alberi, poi decido di andare in giro a cercare qualche indizio. Smonto e cammino intorno al castello. Non vedo molto, ma la luce della luna mi aiuta. Alberi, solo alberi. Di colpo qualcosa cattura la mia attenzione. Un albero. È più grande degli altri, e di parecchio, e in mezzo ha una spaccatura. Cos'è? La osservo bene. Sembra...non lo so. Ci metto una mano sopra. Sento...sento una forte attrazione... All'improvviso da quella fessura esce un bagliore rosa. Ma cosa? Basta. Devo scoprire che succede dall'altra parte. Indietreggio di qualche passo e prendo la rincorsa. Mi lancio contro l'albero e punto la fessura. Non vado troppo veloce, ma chiudo gli occhi. Ecco, ci sono. Quando li riapro, mi trovo dentro una grotta. Non ci posso credere! Poco dopo mi raggiunge anche Spartan. Camminiamo in silenzio, facendo attenzione a non farci vedere. Un altro bagliore rosa. Andiamo verso quella direzione. C'è una specie di corridoio, fatto di legno, che conduce in un'altra piccola grotta. È da lì che viene la luce. Camminiamo piano, e ci nascondiamo dietro a una grande roccia lì di fianco. Mi decido a guardare oltre il grande masso. Non ci posso credere. Sara.
~Nota autrice~
Ciao! Lo so che volete uccidermi perché non sto pubblicando più tutti i giorni, ma non sto proprio avendo tempo. E per questo volevo dirvi che pubblicherò quando riesco. Ancora grazie per tutte le visualizzazioni e le stelline.
Allora? Cosa pensare ci faccia Sara nella grotta? E come mai c'è una grotta in un albero?
Ditemi cosa ne pensate della mia storia nei commenti. Vi piace? Se vi va, lasciate una stellina. Al prossimo capitolo! Un bacio😊
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