CAPITOLO 10
L'UFO, c'era un UFO sullo scoglio! E se fosse stato quello il rumore che ho sentito ieri sera? Non possono averlo già portato via! Devo andare...correre da Spartan, subito! Mi alzo dal letto. Non importa se tutti dormono ancora. Lascio un biglietto sul tavolo con su scritto che vado a fare una corsetta in spiaggia. Prendo le chiavi e mi precipito verso la mia meta. Quando la raggiungo, inizio a gridare il nome di Spartan, ma di lui neanche l'ombra. Dov'è? Dov'è?!?!?! Visto che non trovo lui, cerco qualche indizio dell'UFO, ma nulla neanche per quello, quando qualcosa attira la mia attenzione. Lo scoglio dietro al quale si nasconde Spartan. Ci faccio caso solo ora, ma è abbastanza piccolo per nascondere un cavallo dietro di esso, e non capisco come faccia Spartan e restare lì dietro senza che nessuno si accorga della sua presenza. Mi avvicino lentamente. Quello che vedo mi lascia completamente di stucco... Sotto lo scoglio c'è una galleria! Non ci credo! Decido di entrare a dare un'occhiata. Da entrambi i lati del corridoio ci sono delle stanze. O meglio, dei box. Già perché all'interno c'è paglia, fieno e anche qualche mazzolino di carote. Quindi qui abitano...dei cavalli! Ma qualcosa non mi torna. Sono tutti vuoti. Sento dei lamenti provenire da una delle stanze, e vado proprio lì. C'è un puledrino. Potrà avere al massimo sei mesi. È tutto bianco, con una macchia nera sulla fronte. Una corda lo tiene legato al muro e lui tira per cercare di liberarsi.
<<Ciao piccolino!>> dico, e mi avvicino piano per non spaventarlo. Lui mi annusa un po' e quando capisce che non sono un pericolo inizia a leccarmi la mano e a strofinare il muso sulla mia pancia. Povero cucciolo, chissà dov'è la sua mamma. Ma soprattutto: dove sono tutti gli altri cavalli? Sento un rumore alla fine della galleria che mi fa sussultare, e così anche il puledro. Non posso assolutamente lasciarlo qui, ma d'altronde dove potrei portarlo? Così taglio la corda che lo lega e lo porto nella prima stanza, la più vicina all'uscita. Nel caso dovesse succedere qualcosa farei prima a trovarlo...sempre sperando che mi trovi qui. Mi ricorda tanto l'asinello di un film che vedevo da piccola, così decido di chiamarlo Trouble. Mi avvio verso il fondo della galleria. Ad un certo punto comincia un fastidioso ronzio, che diventa sempre più forte man mano che vado avanti. Quando giungo alla fine, resto delusa. Una porta. Provo ad aprirla ma nulla, è come se fosse incastrata o chiusa con una super colla. Solo allora mi accorgo della mancanza di una serratura. A terra un piccolo fosso attira la mia attenzione. Ha la forma di uno zoccolo, ma sembra come protetto da una cupola invisibile, che rende impossibile l'accesso alla mia mano mandando una scarica elettrica. Mi allontano e torno indietro, verso la stanza dove si trova Trouble. Gli lascio alcuni leggeri baci sul muso e chiudo la porta, che è uguale a quella dei box nei maneggi.
Sono sempre più preoccupata per Spartan, però poi mi tranquillizzo un po' quando non vedo tracce di sangue per terra. Vuol dire che non è successo niente. Almeno per ora.
Torno a casa ma i miei ancora dormono, dato che è sabato e non vanno a lavorare. Così scrivo un altro biglietto che dice che vado in biblioteca a studiare. Prendo una mela ed esco di nuovo di casa. Vado in piazza, dove l'orologio del campanile segna le otto. Manca ancora mezz'ora all'apertura della biblioteca, quindi decido di andare al bar per fare una colazione decente. Mi ricordo però di non avere neanche un centesimo, quindi la mia idea sfuma lentamente. Mi siedo su una panchina e comincio a disegnare. Ultimamente lo faccio spesso. Almeno avevo portato un quaderno per studiare. Mi piace studiare di prima mattina, con la mente fresca, così ho più tempo per divertirmi il pomeriggio. In men che non si dica sul foglio compare un unicorno alato, con il manto bianco e gli occhi verdi. Sorrido soddisfatta e poi entro in biblioteca, che nel frattempo ha aperto. Gironzolo un po' tra gli scaffali, in cerca di qualche libro interessante da poter prendere in prestito per le vacanze. Uno in particolare cattura la mia attenzione. La copertina è rossa, con le varie tonalità che man mano sfumano verso il rosa. È morbida, sembra di tessuto, un tessuto che non ho mai visto prima, e che ha l'aria di provenire dall'Oriente. Il titolo è ricamato con un filo d'oro in corsivo. Per alcuni minuti mi soffermo a guardare solo la bellezza esterna, poi mi concentro su ciò che dice il titolo:"
"Storie e leggende sui cavalli" Se prima questo libro mi aveva attratta solo per la manifattura, ora sono tentata ad aprirlo anche per ciò che potrebbe contenere. Sto per prenderlo, quando una mano si posa sulla mia spalla.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro