Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo 1: From the beginning

Æla si svegliò infastidita dal mal di schiena procurato dalla posizione scomoda nella quale era solita dormire ormai da mesi, e il pavimento freddo ed estremamente duro della cella non aiutava affatto.

Si sistemò seduta con la schiena appoggiata al muro per guardare fuori dal campo di forza che la teneva imprigionata e che illuminava tutto di una flebile luce giallognola;
nulla di nuovo neanche quella mattina: qualche prigioniero inveiva contro le guardie di pattuglia, mentre l'aria fredda proveniente dal piano più basso del carcere faceva rabbrividire tutti, anche lei che da spettatrice silente osservava tutto e nascondeva le sue origini.

Quelle origini che la costringevano in quelle quattro mura da troppo ormai.

Cominciò a ricordare la sua vecchia vita ad Asgard, di come una bambina qualunque che viveva in una casa qualunque, abbia conosciuto i principi, figli di Odino, di come sia riuscita a farci amicizia in così tenera età e di come siano cresciuti assieme.

Una volta diventati adolescenti lei era come una di famiglia a palazzo e per questo le altre ragazze della sua età la invidiavano un poco.

Si allenava nell'arena con Thor e gli altri soldati oppure prendeva lezioni di magia dalla dolce Frigga per poi tornare nella sua povera casetta nel villaggio, per aiutare la sua adorata madre adottiva che l'aveva raccolta dalla strada e cresciuta con un amore infinito.

Pensava a quel giorno, quel maledetto giorno che le cambiò la vita radicalmente.
Stava finendo una lezione di magia con la regina e suo figlio Loki, un tipo estremamente alto e magro, la pelle diafana che contrastava coi capelli corvini e gli occhi smeraldo.

Completamente diverso da suo fratello Thor, non solo fisicamente.
Thor era un ragazzo imponente, muscoloso, veramente forte e bello: grandi occhi azzurri pieni di vita e lunghi capelli biondi che gli incorniciavano il viso.

Lei ha sempre ritenuto Loki introverso e forse anche un po' depresso, ma che col tempo scoprì essere un ragazzo saggio e colto, viste tutte le ore che passava nella biblioteca del palazzo, pur di scampare agli allenamenti.

Stavano meditando per concentrare le forze in un punto, per poi rilasciarle lentamente e creare come una bolla di pura energia tra le mani.
Loki riuscì senza alcuna fatica nell'intento e guardò compiaciuto la sua creazione che brillava di luce verde nella stanza scura dove si allenavano.

Fu il turno di lei, per concentrarsi pensò alla sua mamma adottiva, ai suoi occhi castani e ai capelli biondi un po' ingrigiti dal tempo, al suo portamento regale e al suo dolce profumo che sapeva di resina e miele.

Mentre si concentrava sulla figura della madre, una piccola bolla rossastra scaturì nell'oscurità tra le sue dita affusolate e magre, poi a un tratto l'immagine materna scomparì e prese il suo posto il viso di un'altra donna, bellissima anche lei, i capelli ramati e gli occhi chiari splendevano alla luce di un camino acceso, poi la visione finì com'era iniziata.

Incuriosita dalla nuova figura, Æla chiuse di nuovo gli occhi e riprovò, questa volta con più sicurezza, ma la donna non tornò.

Al suo posto uno spettacolo raccapricciante: la sua casa divorata dalle fiamme e la voce della madre all'interno, urlare per cercare aiuto.
Poi la debole struttura avvolta dalle fiamme crollò e non si udì più alcun rumore.

Si svegliò di soprassalto da quella specie di trance con le guance solcate da pesanti lacrime, sotto lo sguardo preoccupato e spaventato della regina e di suo figlio.

Non capendone il motivo, abbassò lo sguardo sulle sue mani e si sentì soffocare: non aveva creato alcuna bolla di energia, ma le mani e tutto il suo corpo erano attraversate da linee e disegni tribali fatti come di fuoco che risplendevano al buio e negli occhi dei presenti.

Frigga le porse una mano dolcemente, tranquillizzandola e facendo sì che tornasse nella sua forma normale mentre Loki si assicurava che nessuno oltre a loro avesse assistito alla scena.

Frigga le accarezzò una guancia e la fece sedere, preoccupata della reazione che poteva avere la ragazza.

Quasi affascinata dalla nuova scoperta, chiese spiegazioni alla regina e a Loki che, confusi e forse timorosi, le raccontarono di una stirpe, un popolo nato dall'unione di Asgardiani e demoni di fuoco,un popolo che viveva nascosto addirittura agli occhi di Heimdall.
Un popolo pacifico ma che aveva avuto problemi sia da parte degli asgardiani, sia da parte dei demoni; quindi lei era una di loro a quanto pareva.

Ancora sotto shock, raccolse le sue cose con mani tremanti e ringraziò la regina per le sue lezioni, dicendo che però non sarebbe più venuta.

Frigga capì e la salutò con gesto del capo, ma la fermò subito porgendole un libro di incantesimi, Æla si fermò un secondo per poi salutare il suo compagno di lezioni e tornarsene a casa di corsa.

Durante il tragitto cominciò a sfogliare il libro e a domandarsi se in fondo la sua mamma adottiva sapeva delle sue vere origini o se invece ne era completamente all'oscuro come credeva.

Era scossa dalla notizia, certo, ma in fondo non le sembrava una cosa tanto malvagia o di cui doversi vergognare, anche se il regno di Odino e quello di Muspelheim non erano in buoni rapporti con il "suo".

In quei giorni i suoi poteri cominciarono a manifestarsi come se fossero stati risvegliati solo in quel momento, a volte con una potenza tale da creare piccole lingue di fuoco dalle dita, vedendosi costretta a non poter uscire più di casa per paura di far del male agli abitanti o a coloro a cui tiene o per essere imprigionata per colpa della paura degli asgardiani.

Una mattina venne il principe Loki a farle visita, si potrebbe dire che fosse rimasto affascinato dal potenziale della ragazza che ora si era auto-segregata in casa, ma in realtà si potrebbero dire anche molte altre cose. Per esempio il fatto che lui esternasse le sue vere emozioni solo con lei e che fosse protettivo nei suoi confronti se quegli energumeni degli amici di Thor le avessero dato fastidio, pur sapendo che Æla sapeva difendersi meglio delle guardie al servizio di Odino.

Sì, potremmo dire che prima di tutto, a Loki, le attenzioni e i sorrisi della ragazza facevano piacere anche se, come sappiamo, non avrebbe mai ammesso di amare nemmeno suo fratello.

Quella mattina voleva portarla a palazzo, offrirle un lavoro come sua ancella per poterla tener d'occhio se i suoi poteri le avessero dato grossi problemi, così da non rimanere sola in balia di se stessa e poi un aiuto in più alla regina avrebbe fatto comodo.

Æla era titubante, non aveva idea di cosa rispondere, era un'ottima opportunità per lei trovare lavoro a palazzo, così avrebbe potuto essere lei a prendersi cura della madre, che in quel periodo era sempre più stanca e affaticata.

Accettò solo per amore della madre perché non aveva molta voglia di rivedere Frigga, le voleva bene ovviamente e forse avrebbe potuto aiutarla, ma ugualmente si sentiva impotente di fronte a quella donna così dolce e determinata.




Pubblicato il 27/02/18

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro