Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

1



28 novembre 2016

"Caro Diario,

Ormai sono settimane che sto aspettando questo momento, ho preparato tutto, le valigie con le cose più importanti, la cartella da portare alla polizia per la denuncia, la denuncia per violenza domestica da parte di quell'uomo che pensavo mi amasse, quell'uomo che pensavo fosse la mia anima gemella e che invece si è trasformato nel mio peggiore incubo.

Ho lasciato tutto per lui, che stupida che sono stata.

Ma ora avrà lui la sua parte di inferno.

Spero di riuscire nella mia impresa e di essere finalmente libera.

Ho paura, ma lo devo fare, non posso continuare a vivere così."

Sono le 4:30 del mattino e sto per abbandonare finalmente questa casa. Sono in ansia e sto tremando per la paura che qualcosa possa andare storto. Ho preparato ogni cosa la valigia, il biglietto del treno, un nuovo telefono e una nuova scheda, il fascicolo per la denuncia con ogni foto che contenesse lividi e cicatrici che quell'uomo mi ha fatto, i suoi messaggi provocatori e le sue dichiarazioni di volermi uccidere.

Presi tutte le mie cose, scesi al piano di sotto, chiamai un taxi e lasciai sul tavolo il cellulare con la scheda dentro e anche il mio portatile, così che lui non possa trovarmi.

Dopo una decina di minuti con molta cautela uscì dalla porta.

Il taxi arrivò e si fermò un paio di case più avanti, sempre per non dare nell'occhio e soprattutto per non fare rumore. Camminai il più cautamente possibile per raggiungere il taxi, ma le rotelle della valigia non smettevano di fare rumore sull'asfalto, imprecai. Arrivai davanti alla macchina e salì, il taxi partì in direzione della più vicina stazione di polizia.

Poco dopo la macchina si fermò, pagai l'autista e scesi, entrai nella stazione, non so perché ma in quel posto mi sentì subito al sicuro.

Vidi una ragazza al bancone che mi sorrise e disse "Buongiorno, posso fare qualcosa per lei?"

"Si, vorrei fare una denuncia" dissi tremando leggermente, non credevo che lo stavo facendo veramente.

"ok, violenza domestica?" mi chiese la ragazza e io annui abbassando un po' la testa in imbarazzo.

"Sei coraggiosa, non ti devi sentire in imbarazzo, ora mi devi dire il tuo nome e il nome di chi vuoi denunciare" mi disse gentilmente

"Mi chiamo Veronica Lodge e vorrei denunciare Nicholas Reed" dissi tutto d'un fiato.

"Bene, ho i vostri dati" mi disse, dopo poco aggiunse "Ora mi servirebbero delle prove di ciò che ti ha fatto." Io tirai fuori dalla borsa la cartella dove avevo messo foto, messaggi e altre cose che dimostrassero la violenza e glielo porsi. La ragazza lo consegnò ad un uomo. "Per poter aprire il fascicolo della denuncia devi andare a firmare dei fogli", mi disse gentilmente invitandomi poi a seguire l'uomo.

Segui l'uomo che avrà avuto all'incirca 40 anni, era visibilmente molto stanco. Percorremmo un corridoio e poi entrammo in una stanza, credo il suo ufficio. Una volta entrata capì che era il comandante della stazione.

"Sono le 5:00 del mattino e non c'è nessuno, quindi tocca a me farle firmare le scartoffie per la denuncia", sorrise dolcemente e mi porse un plico di fogli da firmare. Firmai tutti i fogli in silenzio e glieli riconsegnai.

"Bene, è stata molto coraggiosa a denunciare ciò che ha subito, ora cosa intende fare?" le sue parole mi distolsero dai miei pensieri "Ho preso un biglietto del treno per Londra che parte alle 6:00, andrò a stare dalla mia migliore amica, spero di riuscire a tagliare ogni possibile rapporto con...", non riuscì a pronunciare quel nome ma l'uomo capì, e mi sorrise dolcemente "Se vuole la posso accompagnare in stazione per avere una protezione in più" fece una pausa "E le consiglierei di cambiare telefono e numero di cellulare così che non la rintracci" mi disse toccandosi il mento. "Sì, ho già preso un nuovo telefono e una nuova scheda, comunque se non è un problema mi farebbe sentire meglio essere accompagnata" dissi con tranquillità.

"Bene andiamo allora" mi disse l'uomo, mi accompagnò fuori dal suo ufficio e mi aiutò a prendere le mie cose che avevo lasciato all'entrata.

"Lexi, io accompagno un attimo la ragazza in stazione, ce la fai da sola?" disse l'uomo alla ragazza al bancone "Certo, Comandante." rispose la ragazza.

Uscì dalla stazione con l'uomo davanti a me che mi portava la valigia, caricò le mie cose in macchina, io salì dalla parte del passeggero, mi allacciai la cintura e partimmo.

Alcuni minuti dopo eravamo davanti alla stazione dei treni, erano le 5:40, il comandante mi aiutò con le valigie e poco dopo ci trovammo sul binario del mio treno, il treno che mi avrebbe portato lontano da quel mostro.

"Signorina, aspetto qui fin ché il treno con sarà partito, se vede qualcuno che le sembra il suo ex fidanzato, me lo dica" disse il comandante tranquillamente.

Mancavano dieci minuti alla partenza così salutai e ringraziai il comandante e salì sul treno, trovai posto vicino al finestrino in un scompartimento quasi del tutto pieno. Da quando Nicholas aveva iniziato a picchiarmi avevo preso l'abitudine di mettermi sempre in posti dove ci fosse altra gente, ovunque fossi e ovunque andassi, perché Nicholas aveva l'abitudine di picchiarmi anche in luoghi pubblici, ma se c'era altra gente di solito non lo faceva.

Il treno partì in orario, in direzione Londra. La mia amata Londra, pensai.

Per tutto il viaggio guardai fuori dal finestrino, sentendomi finalmente libera. Mi misi le cuffiette e feci partire la riproduzione casuale del mio nuovo telefono, un attimo dopo partì una melodia che conoscevo fin troppo bene, era Viva La Vida dei Coldplay, la voce di Chris Martin era incredibile riusciva a farmi tranquillizzare in qualsiasi momento.

Era passata un'ora di viaggio, così decisi di chiamare la mia migliore amica Elena, così che lei si preparasse per venirmi a prendere in stazione, era stata lei a convincermi ad andarmene e a denunciarlo, perché non potevo più vivere così.

Elena era la persona di cui mi fidavo di più al mondo era come una sorella per me.

Composi il suo numero che ormai sapevo a memoria, dopo tre squilli una voce mi rispose "Buongiorno Ronnie, è andato tutto bene, sei sul treno?", mi disse preoccupata. 

"Buongiorno Elly, non ci posso credere ma si, sto arrivando da te", dissi sorridendo. 

"Sei andata a denunciare quel bastardo?", mi chiese subito dopo. 

"Si sono andata, mi sono tolta un peso, spero di riuscire a tagliare ogni rapporto con lui, non voglio vederlo mai più" dissi più a me che a lei. "Il treno dovrebbe arrivare alle 8:30 circa" dissi dolcemente. 

"Va bene, mi preparo e vengo in stazione, se succede qualcosa chiama, ci vediamo dopo, ti voglio bene", mi disse con un filo di preoccupazione nella voce.

"Va bene, ti voglio bene anche io, a dopo", dissi e chiusi la chiamata. Rimisi le cuffiette e feci partire di nuovo la musica, in poco tempo mi persi nei miei pensieri, avrei potuto ricominciare a ballare, erano due anni che non entravo in una sala di danza. Nicholas non voleva che lo facessi, ma allo stesso tempo con tutti i lividi che mi ritrovavo, non avevo il coraggio di uscire e farmi vedere, anche se non conoscevo quasi nessuno a Liverpool.

Come avevo fatto ad abbandonare l'unica cosa che mi faceva stare bene per lui, mi ritrovai a pensare.

Il treno arrivo in stazione senza che io me ne accorsi, ancora presa dai miei pensieri scesi dal treno e andai alla ricerca di Elena con lo sguardo, dopo qualche istante la vidi correre verso di me e insieme a lei c'era anche William, mi abbracciarono entrambi, erano due anni che non li vedevo, o meglio che qual bastardo non me li lasciava vedere.

I primi mesi dopo che mi trasferì da Nicholas, loro sono venuti da noi per farmi una sorpresa, una volta arrivati davanti a casa nostra Nicholas non li fece entrare, li liquidò dicendo che io stavo lavorando e che stavo benissimo, ma quando avevo sentito la voce di Elena provenire dalla entrata mi affacciai alla finestra del piano superiore, in modo che Nick non mi vedesse.

Elena mi vide e da come era conciato il mio viso, capì che qualcosa non andava, da quel momento iniziò a scrivermi mail con un altro indirizzo per non farsi scoprire e ogni volta dovevo cancellare le sue mail, che a volte erano l'unica cosa che mi faceva andare avanti. È stata lei a convincermi che quello non era amore, l'amore non si dimostra con le botte, ma io ero troppo innamorata e cieca per capirlo da sola. È stata lei ad aiutarmi con il piano per la mia fuga, se non fosse stato per lei ora forse Nick mi starebbe picchiando oppure abusando di me.

Mi staccai dal loro abbraccio, mi ritrovai a guardare Elena. Era diventata davvero bellissima, mentre io piena di lividi, magra e bianca come un cencio sembravo quasi una drogata. Sono sicura che tornerò la persona che ero prima, ma ci vorrà tempo, molto tempo.

Arrivammo davanti a casa di Elena e William, sarei stata da loro finché non mi sarei sentita sicura di vivere da sola.

Finalmente ero libera e potevo vivere una nuova vita.

Sperando di non rifare gli errori fatti in passato.


Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro