Capitolo 7
Non riesco proprio a dormire.
Il fatto che Ethan sia entrato più che incazzato nel locale, mi fa preoccupare.
Sento una sensazione d'ansia che mi attanaglia lo stomaco, una sensazione che non provavo da tempo, da quando stavo con Alex.
Il che mi fa preouccupare e non poco.
Scosto bruscamente le coperte e vado verso la finestra, che affaccia sulla spiaggetta.
Le stelle spruzzate qua e là nel cielo, illuminano la notte. Sono davvero splendenti sta sera.
Butto un occhio all'orologio, sono solo le tre e mezza...
Guardo ancora il mare e, senza pensarci due volte, prendo la tovaglia ed esco di casa senza far caso al mio abbigliamento.
Con tutto il piagiama estivo mi butto in acqua, senza pensarci due volte, e mi godo la freschezza.
Inizio a muovere la coda ritmicamente, i capelli fluttuano e nell'acqua diventano di un rosso scuro, quasi castani. Porto le mani avanti per aiutare il movimento e mi osservo intorno.
I pesci sembrano spaventati, le conchiglie sono tutte chiuse e sento un lieve movimento dell'acqua.
Alzo lo sguardo e vedo una persona che nuota sopra di me.
Mi nascondo velocemente dietro uno scoglio e cerco di capire chi è. Lo osservo attentamente quando mette la testa sott'acqua.
Ha i capelli neri e assomiglia molto a... Ethan?!
Oh cazzo.
Inizio a nuotare quasi sfiorando la pancia con il fondale. Non deve assolutamente vedermi.
Finalmente osservo per bene il suo corpo.
È muscoloso ma non troppo. Al punto giusto per essere perfetto.
Sospiro e scendo ancora con lo sguardo finché non raggiungo il suo costume.
Okay Ginevra basta. Non farti strane idee e smettila di essere una pervertita.
Però... sembra dotato.
Sento le mie guance prendere colore e mi copro il viso con le mani sorridendo imbarazzata.
Sono così stupida. Rido nella mia testa e continuo a sentirlo.
Ad un certo punto si ferma e inizia a nuotare verso la riva.
Vado in panico ed inizio a nuotare molto più velocemente di lui.
Arrivo sulla riva e mi asciugo velocemente le gambe.
Se mi vede siamo morti tutti e due.
Appena mi spuntano le gambe sorrido e sospiro di sollievo.
Non voglio ancora abbandonare il mio mare, così piego la tovaglia e mi siedo sulla spiaggia a respirare l'aria salmastra ed ad ascoltare le onde che si infrangono.
Alzo lo sguardo verso il cielo e osservo le stelle.
Chissà se sei lì, mamma. Se mi proteggi e mi guardi dall'alto.
Almeno resti nel blu, prima nel mare ed ora nel cielo.
<<Ginevra?>>
Abbasso lo sguardo su Ethan e sorrido alzando la mano per salutarlo.
<<Che ci fai qui?>>
<<Stavo guardando il cielo e mi facevo cullare dalle onde del mare. Tu?>>
Lo guardo mentre si passa una tovaglia su tutto il corpo per poi fermarsi sui capelli.
Mi faccio più in là, se una goccia d'acqua arrivasse sulla mia pelle sarei spacciata. È acqua salata, porca alga velenosa.
<<Sono un nuotatore e avevo bisogno di nuotare. Non riesci a dormire?>>
Annuisco e riguardo le stelle.
Vorrei essere tra le tue braccia in questo momento, mamma.
<<Posso.. posso abbracciarti se ti va. Hai un'aria così triste al momento.>>
Sorrido e lo guardo attentamente mentre osserva ancora il mare.
<<Solo se ti asciughi. Odio l'acqua di mare.>> Cazzata. È la mia vita.
Lui si alza e si veste direttamente.
Appoggio la testa sul suo petto. Ma fa tutto lui. Si sposta dietro di me e divarica le gambe per farmi stare più comoda. Questa cosa mi imbarazza un sacco.
Credo di essere diventata un pomodoro.
<<È così bello questo posto.>>
Annuisco e alzo lo sguardo verso di lui. E lui abbassa lo sguardo verso di me. Osservo tutte le sfumature dei suoi occhi.
Sono così simili al mare. Sono così belli e così blu.
Potrei viverci dentro questi occhi.
Abbassa il suo sguardo verso le mie labbra e poi lo rialza verso i miei occhi.
Faccio la stessa cosa e le osservo per bene.
Sembrano così morbide e belle le sue labbra. Avvicino le dita alle sue labbra e con le punte le sfioro.
Sono davvero morbide e Dio, se vorrei baciarlo.
Il nostro è un gioco di sguardi, non abbiamo bisogno di parole in questo momento.
Lui sorride e spezza questo silenzio sussurando.
<<Se adesso ti baciassi... cosa succederebbe dopo?>>
Mi osserva le labbra e io tengo ancora gli occhi puntati nei suoi.
Alza lo sguardo e incontro il suo voglioso.
<<Puoi solo provare.>>
Detto questo, ricevo il bacio più bello del mondo.
Le sue labbra sono sulle mie e le accarezano con delicatezza e passione. Ricambio il bacio con tutta me stessa.
Le mie mani sono sul suo collo e nei suoi capelli. Sono ancora umidi così la sposto sulla sua maglia, sul suo cuore.
Batte alla mia stessa velocità. Sembra che ci stia per esplodere nel petto.
Le sue mani sono sulle mie guance e mi tengono vicina a lui.
Picchietta la lingua sulle mie labbra, chiedendomi il permesso che concedo subito.
Ci sta andando con i piedi di piombo, ha paura di qualche mia reazione.
Gli mordo il labbro inferiore e mi stacco, avendo il fiatone.
Ha gli occhi leggermente lucidi e il fiato pesante. Non smette di guardarmi negli occhi e io non posso che imitarlo.
<<Sei arrossita..>>
Mi accarezza le guance e i capelli spingendo la mia testa sul suo petto.
Non riesco a trattenere una risata.
Una vera risata.
<<Ethan...>>
Lo sento irrigidirsi subito.
<<Lo reputi uno sbaglio, vero?>>
Alzo il viso e lo guardo. Ha la mascella tesa e le mani a pugno.
<<Cosa ho scritto sulla fronte? Sono un coglione, potete prendemi per il culo?>>
Gli afferro il viso e lo fermo, prima che se ne vada.
<<No, no... ehi. È stato il bacio più bello che abbia mai ricevuto ma...>>
Deglutisco, come glielo dico ora. Questo mi sclera.
<<Ma?>>
È prouccapato e un po' nervoso. Lo capisco, lo percepisco.
<<L'altra volta hai detto che non avevi bisogno di un altro segreto. Siamo troppo diversi, Ethan. Tu non vuoi un segreto nuovo ed io sono un segreto vivente. Sono obbligata a sposare Ares. Non lo vorrei mai, troppo serio e precisino per una imperfetta come me.>> Accarezzo la sua guancia e lui chiude gli occhi, godendosi questo ultimo tocco.
<<Quando sarai pronto ad un nuovo segreto mi troverai qui, ad aspettarti.>>
Mi alzo velocemente, scrollo la sabbia dai miei vestiti e inizio a camminare verso casa, lentamente.
Sperando che mi fermi.
<<Ginevra.>>
Mi giro verso di lui pronta a raccontargli tutto, fanculo mia nonna.
<<Grazie. E ti prego, aspettami.>>
<<Non potrò farlo per sempre. Questo lo sai.>>
Cazzata. Lo aspetterei tutta la vita.
<<Lo so.>>
Si gira verso il mare e si inizia a spogliare.
Distolgo lo sguardo e vado verso casa, finché un rumore di schizzi non mi fa girare.
Sta nuotando più veloce di prima.
Appena rientro a casa, non mi aspetto proprio di trovare mia nonna in piedi.
<<L'hai baciato.>>
E che palle. Mentre il suo sguardo e il suo tono freddo mi raggiungono, cerco di salire il più velocemente in camera, per riposare.
<<Non gli racconterai nulla, Ginevra. Neanche quando sarà pronto.>>
Mi giro verso di lei, innervosita.
<<Hai ascoltato tutti i miei pensieri?>>
Non riconosco neanche la mia stessa voce.
<<Devi finirla di ascoltare! Non voglio una vita programmata con chi non amo. Trovatevi un'altra sirena. Io non sono pronta e non lo sarò mai!>>
Le urlo in faccia, una volta per tutte. Forse questa volta capisce.
<<Senti sirenetta. Se tu, almeno, non sposi Ares io lo faccio fuori. Lo uccido quell'umano. E non ci saranno lacrime che mi faranno pentire della mia azione. Capito amorino?>>
Lo dice con un tono così cattivo, non riesco a guardarla ancora negli occhi.
Ora capisco che è stata colpa sua se mia madre ha sofferto. Ed adesso sta facendo soffirre me.
<<Se tu lo uccidi io faccio un disastro nel profondo blu. Lo faccio.>>
Lei scoppia in una risata isterica e con le sue unghie smaltate mi accarezza la guancia.
<<Oh tesoro. Sei più ingenua di quella donna che chiami madre.>>
Sto per ribattere ma una voce la fa fermare.
<<Lasciala stare. È mia figlia, ci penso io a lei.>>
Mio padre mi stringe al suo petto con tutto l'amore del mondo.
Il mio papà.
<<Michele. Ci pensi tu come dovevi pensare a Ondina, giusto? Dovevi proteggerla ed invece l'hai solo condannata a morte.>>
Mio padre trasalisce, sento il suo cuore andare in mille pezzi per colpa di quella pazza.
<<Basta. Smettila, smettila di rovinarci la vita.>>
Prendo mio padre per il braccio e lo trascino nella sua stanza. Chiudo la porta alle nostre spalle e mi giro verso di lui.
Ha uno sguardo così triste e spezzato. Lo stringo a me.
<<Sono stato io. È tutta colpa mia, se quel giorno non avessimo litigato lei sarebbe ancora qua.>>
Sento una lacrima cadere sul mio collo. Cazzo. I miei occhi si riempiono di lacrime mentre sento mio padre singhiozzare sul mio petto.
<<Mamma ti amava tanto, papà.>>
Lui alza lo sguardo su di me e mi guarda.
<<Sai come lo so? Lo vedevo nel suo sguardo, tutti i giorni. Lo capisco adesso a cosa ha rinunciato per te.
Mi trovo un una situazione simile. Mi manca così tanto.>>
Mi concedo una lacrima sola che viene asciugata dalle mani callose di mio padre.
<<Scusami.>>
La sua voce spezzata mi fa aggrottare le sopracciglia.
<<Di cosa? Tu non hai fatto niente.>>
<<Non sono stato un buon padre per te. Ti ha spiegato tutto tuo fratello nel periodo più delicato, io mi ero totalmente buttato nel lavoro. Adesso sei una donna mentre io ti avevo lasciato bambina. Se non ci fosse stato tuo fratello avrei perso anche te.>>
Scuoto la testa contrariata.
<<Tutti commettono errori, ma tu hai rimediato in tempo. Ti voglio tanto bene papà. Adesso riposa un po', d'accordo?>>
Annuisce, mi bacia la testa e va a sdraiarsi.
Mi chiudo la sua porta alle spalle e mi reco nella mia stanza.
Mi affaccio alla finestra e osservo il sole nascere per un nuovo giorno.
L'alba è così bella e profonda. Da un sacco di speranza anche a chi non ne ha più.
Non è stata colpa di papà, questo lo so. L'amava troppo anche solo per alzare la voce contro di lei.
Mi butto sul letto e appena poggio la testa sul cuscino, mi addormento.
Mi sveglio giusto in tempo per fare una doccia e uscire di casa.
Appena arrivo al locale, Gimmy è già dentro che sistema la scorta delle bevande e degli snack.
<<Buona sera Ginevra. Questa sera avremo un compleanno ed hanno prenotato tutto il locale. Pare che siamo una cinquantina di persone.>>
Grandioso!
<<Finalmente! Forse questa è l'occasione giusta, no?>>
Sorrido sincera mentre sorseggio il the che mi ha appena offerto.
<<Che occasione, Zio?>>
O merda di cavalluccio marino.
Non riesco a girarmi verso di lui perché la sua mano è sullo schienale dello sgabello dove sono seduta.
Mica mi ha baciata meno di ventiquattro ore fa. No.
Gimmy spiega la situazione anche a lui ed è felice come me.
<<Per l'occasione ho delle nuove maglie!>>
Alzo gli occhi al cielo sorridendo e lo seguo nel magazzino, insieme ad Ethan che ancora non mi ha rivolto la parola.
<<Ma zio, sono uguali a queste solo che c'è il nome.>>
Alza le spalle e ne passa due con il nostro nome.
Ethan trattiene una risata e io alzo gli occhi al cielo per l'ennesima volta.
Dopo esserci cambiati, Gimmy ci chiama entrambi.
<<Ginevra aiutami con i tavoli e tu, Ethan, prepara cinque tipi di drink a scelta, almeno due litri.>>
Annuisco e vado verso i tavoli.
Dopo spostamenti di qua e di là, snack ovunque, festoni, fiori e bicchieri impilati come piccole torri è arrivata l'ora di prepararsi a supervisionare.
Prendo posto dietro il bancone insieme ad Ethan per la prima volta.
<<Ragazzi, vi presento il Dj di questa sera. Mattia, loro sono Ginevra ed Ethan.>>
Il ragazzo si gira verso di me e mi sorride tenendo la sua mano nella mia per troppo tempo, tanto che Ethan si schiarisce la gola.
<<Ethan? Ma che cazzo ci fai qua, ti avevo lasciato a San Francisco..>>
Ethan sembra riconoscerlo e gira il bancone per andarlo ad abbracciare.
<<Non ti avevo riconosciuto con i capelli così corti, senza occhiali e con i tatuaggi. Come stai amico?>>
Mattia ride e lo osserva.
<<Tu non sei cambiato per niente invece. Hai tagliato tutti i ponti eh?>>
Lui annuisce e si passa la mano nei capelli, lanciando una strana occhiata sia a me che a suo zio.
<<Si. La cosa migliore.>>
Mattia annuisce e gli fa segno che ne parleranno dopo visto che deve mettere la musica per questo compleanno.
Inizia con un volume basso, ma più aumentano le persone più lui sale.
Il compleanno è di una ragazza di un anno meno di me e fino ad ora sta andando bene. Nessuno è ubriaco e stanno ballando tutti.
<<Come va?>>
Sussulto nell'udire quella voce.
Mi giro verso di lui e lo osservo.
<<Va. Tu?>>
<<Non dire cazzate.>>
<<Non evitare la mia domanda.>>
Alza le mani in aria e sorride.
<<Anche per me va.>>
Annuisco senza insistere.
Cerco di evitarlo. Mia nonna sembrava così maledettamente seria. Ho paura di quello che possa fare ad Ethan, mi ha già allontanato dalla mia unica amica. Mi manca così tanto, non ho nessun contatto per ritracciarla.
Sospiro affranta e chiudo gli occhi.
Una mano mi accarezza i capelli e mi spinge verso il suo petto. Lo stringo con le mie braccia e in mezzo a questo macello sento solo il suo cuore pulsarmi nell'orecchio.
Questo suono mi tranquillizza.
<<Ti va se facciamo finta che quel bacio non c'è stato?>>
Mi stacco bruscamente e lo vedo pentirsi di aver detto questa frase.
Ma ormai è fatta.
Annuisco.
<<Amici?>>
Mi pone la mano ed io la stringo.
<<Non potremmo essere altro.>>
Almeno per adesso.
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